Per Gaia Segato cambia tutto. La trevigiana è alle porte di una decisa sterzata per la carriera e la sua sua stessa vita. In un ciclomercato che nel cuore dell’estate è partito subito fortissimo con tanti cambi di casacca, la veneta ha già deciso di approdare il prossimo anno alla St Michel – Preference Home – Auber93, squadra professional francese con tante ambizioni. Una scelta per poter correre il Tour Femmes? Non solo, dietro c’è molto di più.


L’annuncio del suo passaggio è arrivato nel mondo delle due ruote non senza sorpresa. Ma Segato ammette che non è stato un fulmine a ciel sereno: «Mi avevano contattato già a metà stagione, abbiamo fissato una videochiamata e mi hanno spiegato qual era il progetto, così alla fine ho deciso di fare il passaggio e accettare la loro proposta. Diciamo che sono stati loro a cercarmi e questo mi incoraggia moltissimo, significa che sto facendo bene».
Avevi altre squadre in ballo?
Mi stavo guardando un po’ intorno. Avevo avuto contati anche con Cofidis, però non si era arrivati a una conclusione. Mi aveva cercato anche Mayenne Morbana, un’altra Professional transalpina, ma in Saint Michel ho trovato le risposte che cercavo.


Hai una preferenza per la Francia?
No, è che mi hanno contattato in tutti e tre i casi loro. Non ero indirizzata a una squadra francese, evidentemente in Francia mi hanno notata. Io volevo andare in una professional per fare uno step in più nella mia carriera, non avevo preferenze geografiche, guardo solo al progetto e a quello che mi può dare. La squadra francese è ambiziosa, multinazionale, con la voglia di fare un calendario adeguato.
E’ un premio a una stagione finora abbastanza positiva…
Sì, decisamente. Sono molto soddisfatta dei risultati che ho ottenuto e del modo in cui sono cresciuta rispetto anche all’anno scorso. In questi ultimi due anni in particolare, ma soprattutto in questo, ho visto proprio notevoli miglioramenti, ma per arrivare ai risultati ai quali aspiro devo crescere ancora.


Tu hai portato a termine sia Vuelta che Giro femminile. Anche questo è stato un passo importante?
Alla Vuelta ho indossato anche la maglia bianca per un giorno, quella è stata una grandissima soddisfazione, un passo in più per acquisire sempre maggior fiducia in me stessa perché mi sono resa conto di poter dare di più anche di quello che magari avevo dato fino a quel momento.
E il Giro?
Ho avuto un inizio un po’ sfortunato perché nella prima tappa ho perso già sei minuti per una foratura, così ho deciso di reinventarmi, sono andata in fuga un paio di volte e alla seconda sono anche riuscita ad andare quasi all’arrivo. Ci hanno ripreso negli ultimi 20 chilometri, eravamo comunque un drappello ristretto e in volata sono riuscita a fare una Top 10 che non è cosa da poco, quindi nonostante la sfortuna poi sono riuscita comunque a tirare fuori qualcosa di positivo da quell’esperienza.


Chiudi due anni con la Vini Fantini-BePink, come li giudichi?
Un’esperienza estremamente positiva perché ho trovato un ambiente accogliente che mi ha ridato quella serenità che avevo perso e anche quella fiducia, persone che credevano comunque in me, sia lo staff che le compagne avevano creato l’ambiente giusto. Mi sono trovata molto bene e spero che anche da parte loro non sia un addio in senso negativo, perché io mi lascio dietro comunque due anni che ricorderò con gioia, nei quali ho scoperto nuovamente quanto amo correre in bici.
Adesso sei tranquilla, hai il contratto in tasca, come affronti la seconda parte di stagione e su che cosa punti?
Sì, ho il contratto, però non cambia sostanzialmente molto nel modo in cui mi approccio alle gare. Cerco sempre di dare il meglio di me, di fare quello che mi viene chiesto, magari adesso con una tranquillità maggiore, ma non mi sono mai messa troppa pressione né ne ho avuta dal team. Il mio approccio alle gare rimarrà sostanzialmente lo stesso, dare il meglio per la maglia che indosso. Io spero di arrivare a guadagnarmi la convocazione per gli europei, quello sarà l’obiettivo principale se dovesse essere e non nascondo di puntare anche alla maglia delle giovani della Coppa delle Regioni.


Che cosa ti attendi da questo biennio francese che poi magari si potrà anche prolungare?
Spero di continuare a crescere, a progredire, avere anche le mie occasioni di dimostrare quello che valgo e di imparare sempre qualcosa di nuovo, fino a diventare un’atleta professionista a tutti gli effetti. Non che adesso non mi ci senta, ma ci sono delle dinamiche che sono un po’ diverse nelle squadre di alto livello.