Tour Femmes, Vollering, Niewadoma, Longo Borghini

Scatto su una côte e Vollering rivoluziona il Tour Femmes

08.08.2026
6 min
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Quello che aveva partorito ieri la grande montagna del Tour Femmes, il Mont Ventoux, oggi è stato totalmente rivoluzionato da un muro al termine della Côte de la Ginestière, uno strappo di 2,5 chilometri al 4 per cento accanto al traguardo di Nizza. E la maglia gialla va sulle spalle di Demi Vollering, cambiando nuovamente padrona per la quinta volta con cinque atlete diverse (un record per la recente storia della Grande Boucle femminile).

Alla campionessa europea della FDJ United-Suez basta, si fa per dire, il tratto al 18 per cento dell’ultima asperità di giornata per staccare Longo Borghini e la ormai ex leader Niewiadoma. Una accelerazione tanto violenta quanto prevedibile che crea il solco con le uniche due che hanno provato a tenerle la ruota. Vollering scollina con una manciata di metri che diventano secondi preziosi nella successiva discesa e sulla Promenade des Anglais che porta all’arrivo.

Una tappa – da Sisteron a Nizza – considerata “piatta” dallo stesso sito del Tour Femmes che presentava poco più di 1400 metri di dislivello distribuiti su 172 chilometri ha emesso quella che potrebbe essere una mezza sentenza sull’edizione 2026. L’altra metà uscirà obbligatoriamente domani dalla nona ed ultima frazione, la Nizza-Nizza di 99,2 chilometri col Col d’Eze da ripetere quattro volte. Un circuito che promette spettacolo e, perché no, un possibile nuovo colpo di scena.

Un film già visto

Incassare il colpo un giorno, sferrarne uno decisivo il giorno successivo. Demi Vollering ha perfezionato questa qualità nel corso degli ultimi anni. L’ultimo giorno del 2024 su L’Alpe d’Huez non era riuscita a ultimare l’opera arrivando dietro nella generale a Niewiadoma per soli 4 secondi sfiorando il suo secondo successo finale al Tour Femmes. Un successo invece che appare molto più alla portata quest’anno, figlio anche di ciò che ha saputo combinare all’ultima tappa del Giro Women.

La maglia rosa che non le aveva consegnato la vittoria sul Colle delle Finestre, e che l’aveva inizialmente demoralizzata dopo il traguardo, l’aveva conquistata a Saluzzo ventiquattro ore dopo – strappandola a Van der Breggen – al termine di una tappa pirotecnica. Oggi, grazie anche a Gery che nel finale le ha apparecchiato la tavola, abbiamo assistito al medesimo copione, nonostante manchino ancora cento chilometri all’obiettivo.

«Stamattina – dice Vollering prima di indossare la maglia gialla – ho avuto la sensazione di un déjà-vu durante la riunione. So che dovevamo provarci, perché siamo in una corsa a tappe e si vive giorno per giorno. Puoi essere delusa la sera, però la mattina dopo bisogna svegliarsi con nuove energie e farlo. Stamattina ho rivissuto un momento della ricognizione fatta a gennaio, dove mi vedevo in maglia gialla. Non aveva senso e non ci ho più pensato.

«Durante il giorno – prosegue la 29enne olandese – ho cercato invece di ricordarmi che potevo farcela, che potevamo farcela come squadra. Abbiamo dato il massimo e ho provato un forte dolore, che non riesco quasi a descrivere, ma ce l’ho fatta. Questa è la dimostrazione che se ci credi e se sogni in grande, puoi farcela anche se puoi correre rischi o sopportare dolore. Devi solo avere le persone giuste intorno a te. Domani sarà ancora durissima, lo sappiamo da inizio Tour. Potrà succedere di tutto, però indosso la maglia gialla dopo aver vinto due tappe. E’ qualcosa di straordinario e domani la mia squadra ed io faremo di tutto per mantenere la maglia gialla e vincere il Tour Femmes».

Tour Femmes, Longo Borghini
Anche oggi una tenuta stoica da parte di Longo Borghini che resta quarta nella generale ma riduce il distacco dal podio a 1’53”. E domani c’è ancora una tappa dura
Tour Femmes, Longo Borghini
Anche oggi una tenuta stoica da parte di Longo Borghini che resta quarta nella generale ma riduce il distacco dal podio a 1’53”. E domani c’è ancora una tappa dura

Cinquanta metri maledetti

Terza ieri sul Mont Ventoux, seconda oggi a Nizza, una battagliera Longo Borghini centra il secondo podio di tappa consecutivo al Tour Femmes sperando domani di completare il piazzamento che manca e mettere la ciliegina sulla torta.

La condizione crescente l’abbiamo vista proprio nel momento decisivo, malgrado Elisa non abbia potuto contenere un’indiavolata Vollering dopo aver superato una Niewiadoma in evidente difficoltà. Alla piemontese della UAE Adq. L’IMAD andare “a blocco” la esalta e con la sua esperienza viene fuori la voglia di non mollare mai.

«In questi ultimi giorni – commenta al microfono di una televisione la campionessa italiana appena dopo il traguardo – sto bene e penso che si sia visto. Peccato però perché quella “maledetta” di Demi mi è scappata negli ultimi cinquanta metri della côte. Ovviamente dico “maledetta” scherzando perché oggi Vollering è andata come una moto negli ultimi chilometri.

«Nel suo inseguimento – conclude Longo Borghini, quarta in classifica a 3’05” da Vollering – ho chiesto aiuto anche a Kasia, ma era al limite anche lei e non siamo riuscite a chiudere. Siamo arrivate al traguardo così come abbiamo scollinato, quindi complimenti ancora a Demi per la sua vittoria. Domani sarà un’altra giornata impegnativa, ma come ho detto nei giorni scorsi si va a blocco e poi vedremo cosa succederà».

Tour Femmes, Niewadoma
Niewadoma ha tenuto duro, ma forse ha pagato lo sforzo di ieri sul Ventoux
Tour Femmes, Niewadoma
Niewadoma ha tenuto duro, ma forse ha pagato lo sforzo di ieri sul Ventoux

Nera di rabbia

Dal giallo della maglia da leader al nero… della rabbia e frustrazione. Niewiadoma quando si pianta alle spalle di Vollering perdendo la sua ruota, sa che in quel momento sta per perdere anche la possibilità di bissare il trionfo al Tour del 2024. E dopo l’arrivo la polacca della Canyon//Sram perde pure la pazienza nel descrivere un episodio poco prima della Côte de la Ginestière, non gradendo il comportamento di Célia Gery, compagna di Vollering.

«Sapevo che avrebbero fatto qualcosa – spiega Niewiadoma con affermazioni forti – perché hanno sempre un piano. Tuttavia ai piedi dell’ultima salita ero davvero infastidita. Gery mi ha spinta deliberatamente contro le transenne, costringendomi a smettere di pedalare. Se vogliono gareggiare, dovrebbero farlo in modo corretto. E’ stato un atteggiamento infantile, ho perso ogni rispetto per loro».

Successivamente la stessa Niewiadoma avrebbe cercato un confronto con Gery, impegnata in una intervista, per un chiarimento, ma la campionessa francese della FDJ United-Suez l’avrebbe ignorata platealmente. Tuttavia Niewiadoma, che è seconda nella generale a soli 8” da Vollering (mentre Reusser è terza a 1’12”), sa che c’è ancora terreno per capovolgere la situazione per l’ennesima volta.
«L’obiettivo resta sempre quello, riprenderci la maglia gialla. Dobbiamo valutare con la squadra quale sarà il piano per domani».

Il Tour Femmes finirà domani attorno alle 19 e conosceremo la maglia gialla finale, però mettetevi comodi che prima ci sarà da divertirsi. Non manca nulla.