Tour Femmes, Elisa Longo Borghini

Il Tour di Vollering e il podio di Longo, vera ciliegina sulla torta

09.08.2026
5 min
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Il Tour Femmes finisce a 16 chilometri dal traguardo di Nizza, quando mancano pochi metri al quarto ed ultimo scollinamento del Col d’Eze: Demi Vollering accelera nuovamente togliendosi definitivamente di ruota una fin troppo generosa Kasia Niewiadoma.

Dal “gpm” all’arrivo è una cavalcata solitaria e trionfale per Vollering: gli 8” di vantaggio che ha al mattino sulla polacca della Canyon//SRAM si moltiplicano e inizia a festeggiare verso la telecamera della moto che la riprende mentre si avvicina all’arrivo. Demi si prende la terza vittoria di tappa (mai successo nelle edizioni precedenti) e il suo secondo Tour dopo quello del 2023.

La ciliegina sulla torta più bella, e ad un certo punto inaspettata, la mette però una straordinaria Elisa Longo Borghini salendo sul terzo gradino del podio. E’ un risultato dal peso specifico infinito per lei e per il nostro ciclismo, visto che la piemontese della UAE Team L’IMAD col Tour Femmes ha avuto sempre un rapporto conflittuale dopo il sesto posto del 2022.

Il podio finale del Tour Femmes: 1ª Demi Vollering, 2ª Kasia Niewiadoma a 1'18" e 3ª Elisa Longo Borghini a 4'19"
Il podio finale del Tour Femmes: 1ª Demi Vollering, 2ª Kasia Niewiadoma a 1’18” e 3ª Elisa Longo Borghini a 4’19”
Il podio finale del Tour Femmes: 1ª Demi Vollering, 2ª Kasia Niewiadoma a 1'18" e 3ª Elisa Longo Borghini a 4'19"
Il podio finale del Tour Femmes: 1ª Demi Vollering, 2ª Kasia Niewiadoma a 1’18” e 3ª Elisa Longo Borghini a 4’19”

Elisa e il dulcis in fundo

La classe tecnico-tattica e umana di Longo Borghini si ingigantisce ad ogni gara, specialmente in quelle dove si ritrova ad inseguire a causa della malasorte e non necessariamente per suoi demeriti. Le ultime partecipazioni al Tour Femmes non sono state degne di ciò che voleva lei da se stessa, quindi quest’anno, che già l’aveva fortemente condizionata ad inizio stagione, non si aspettava niente di particolare, se non di… andare “a blocco”.

Il podio mancato per poco più di un minuto al Giro Women, chiuso con la vittoria all’ultima tappa (e il quarto posto nella generale), è stato migliorato dal terzo posto in questo Tour Femmes. Due circostanze tanto simili e diverse fra loro che hanno regalato una coda dolce ad Elisa nelle rispettive gare.

«Non mi rendo ancora conto di cosa ho fatto – racconta la campionessa italiana ai microfoni – Sull’ultima salita ho detto a Slongo che ero al limite, ma ho cercato di non perdere contatto dalle prime inseguitrici, tornando su Fisher-Black grazie a Paula (Blasi, ndr). Abbiamo anche cercato di tenere sotto controllo Niedermaier, che poteva insidiarmi per il terzo posto dato che era a meno di 50” da me.

«Poi – prosegue recuperando fiato – quando abbiamo preso Niewiadoma, abbiamo solo pensato solo a vincere la volata per il secondo posto con Paula e così è stato. Ovviamente, per non farmi mancare nulla, oltre alla fatica, è arrivata anche… la “sfiga” diciamolo. Ho bucato e il finale è stato un thriller. Poi mi hanno detto che ero salita sul podio.

Tour Femmes, Demi vollering
Il momento in cui, di potenza totale, Vollering stacca Niewadoma e chiude definitivamente i giochi
Il momento in cui, di potenza totale, Vollering stacca Niewadoma e chiude definitivamente i giochi
Il momento in cui, di potenza totale, Vollering stacca Niewadoma e chiude definitivamente i giochi

Sfinita e felice

Il primo dei quattro giri del largo circuito di Nizza serve solo per rompere il ghiaccio, quasi letteralmente visti i 35 gradi centigradi. Non c’è in ballo solo la maglia gialla, ma anche il terzo posto tenendo conto della vistosa flessione di Reusser dal Mont Ventoux in poi. Elisa è lì dietro la svizzera della Movistar, pronta a sopravanzarla proprio come successe l’anno scorso sul Monte Nerone al Giro Women.

Nel corso della seconda scalata al Col d’Eze si è già delineata la situazione. Davanti ci sono tutte le prime della generale ad eccezione di Reusser che, in grande crisi, paga già quasi un minuto al “gpm”. Il piano di Elisa per conquistare il podio comincia a materializzarsi, anche se mancano 60 chilometri alla fine. Nella successiva discesa, viene comunicata una brutta caduta di Reusser (chiuderà a 25’ da Vollering e quattordicesima in generale) e per lei in quel momento i giochi finiscono.

Dopo il traguardo, Blasi chiede a Longo Borghini (settima all’arrivo) se è terza, ma Elisa non sa nulla. Poi arriva la conferma in cuffia alla radio (chiuderà a 4’29” da Vollering) e il suo volto da contrito per la fatica si riempie di sorrisi e sospiri.

«Non pensavo – conclude Elisa – di arrivare sul podio dopo la crono e la quinta tappa. Adesso però voglio solo andare a casa dalla mia famiglia, andare sul divano e dormire per una settimana. Sono stravolta, anche perché negli ultimi giorni mi svegliavo alle 3 di notte per pensare alle tappe più complicate».

Demi Vollering (classe 1996) conquista il suo secondo Tour Femmes dopo quello del 2023
Demi Vollering (classe 1996) conquista il suo secondo Tour Femmes dopo quello del 2023
Demi Vollering (classe 1996) conquista il suo secondo Tour Femmes dopo quello del 2023
Demi Vollering (classe 1996) conquista il suo secondo Tour Femmes dopo quello del 2023

Demi bis… col tris

La giornata di ieri aveva avuto strascichi polemici legati alla presunta manovra volontaria di Gery nell’ostacolare Niewiadoma mentre Vollering preparava l’attacco sul severissimo muro del Camin d l’Arieta. Prima della partenza di questa nona ed ultima tappa, anche Vollering era intervenuta per difendere la compagna di squadra e redarguire Niewiadoma ricordandole la sua presunta assenza di fair-play nel 2024 quando cadde nella quinta frazione. Troppe parole e sterili congetture che dovevano lasciare spazio alla strada.

«Mentre facevo gli ultimi chilometri – racconta Vollering – pensavo a tante cose, come ad esempio che non avevo mai vinto in maglia gialla. Pensavo anche alla mia squadra e a Cèlia (Gery, ndr) che ha trascorso una notte molto difficile. Pensavo a quanto lavoro c’è dietro a questa vittoria, compresi le persone di Specialized che hanno lavorato per costruirmi una nuova bici. Vincere il Tour Femmes non è solo un sogno, ma è anche il sogno di vivere questa vita, lavorando sodo con persone appassionate.

«Durante la scalata finale – continua – ho detto a Kasia (Niewiadoma, ndr) che per me andava bene se fosse rientrata Longo Borghini, cercando di farla lavorare. Poi ho sentito di dover attaccare e vincere da sola, anche per chiarire e mettere a tacere la vicenda di ieri. Non ho vinto per quello che è accaduto ieri, sia chiaro. Voglio solo dire che come squadra ci meritiamo questo bellissimo Tour Femmes. Siamo umili e orgogliose.

«Infine – chiude Vollering ritornando sui giorni precedenti – non ho mai dubitato del mio livello, nemmeno dopo il Mont Ventoux. Quel giorno ho rischiato troppo, ma lo sport va così. Attaccare è sempre la strategia più semplice per vincere, come Kasia sul Ventoux. Ho ancora tanti sogni, sia in sella alla bici che nella vita di tutti i giorni».

Dopo Marsal nel 1990, Luperini nel ‘95-96-97, Sommariba nel 2000 che seppero vincere nello stesso anno il Giro e l’allora Tour femminile che aveva altre denominazioni, Vollering è la seconda atleta dopo Van Vleuten nel 2022 a completare questa doppietta. Un altro risultato incredibile in una stagione che finora l’ha vista vincere 14 volte su 29 giorni di gara.