Giovanni Visconti, Giro d'Italia 2026, Radio Rai, Manuel Codignoni, Massimo Ghirotto, San Siro, Milan-Cagliari

Visconti e la radio, quando le parole diventano immagini

07.06.2026
7 min
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Eravamo rimasti ai consigli di Ghirotto a Visconti nel primo Giro di Giovanni ai microfoni di Radio1Rai. Il Giro d’Italia tagliava il traguardo della seconda settimana e il padovano aveva promosso il siciliano, che in passato ha fatto da opinionista per la televisione, ma della radio non aveva esperienza. Ora che il Giro di Vingegaard è alle spalle, ci è venuta la curiosità di sentire Visconti per chiudere il cerchio. E Giovanni, che in riferimento alla sua carriera ha parlato di un primo e sessanta secondi, questa volta con il microfono in mano ha dimostrato il piglio dei giorni migliori.

«Quando sono tornato a casa – sorride Visconti – ho detto che se fossi sicuro di essere libero a maggio, metterei subito la firma per rifarlo. Ho trovato la radio più affascinante. Mentre eravamo in diretta, arrivavano messaggi di persone dal camion, gente che tornava dal lavoro e scriveva che ascoltando i nostri commenti immaginavano di vedere la corsa. Ed è quello che cercavamo di fare: fargliela vedere attraverso le nostre parole. E questa secondo me è una cosa affascinante, come quando risentivo la radiocronaca del Galibier e della tappa di Vicenza (due tappe vinte da Visconti al Giro del 2013, ndr) e mi veniva la pelle d’oca. Mi vedevo attraverso le parole dei radiocronisti…».

Visconti conferma: l'equipe di Radio Rai al Giro era piccola, ma molto affiatata
Visconti conferma: l’equipe di Radio1Rai al Giro era piccola, ma molto affiatata e produttiva
Visconti conferma: l'equipe di Radio Rai al Giro era piccola, ma molto affiatata
Visconti conferma: l’equipe di Radio1Rai al Giro era piccola, ma molto affiatata e produttiva
Se ci pensi, il ciclismo di Coppi e Bartali viveva attraverso la radio e i cronisti creavano le loro descrizioni perché la gente a casa potesse immaginare la gara.

Esatto, devi mostrargli quello che tu vedi e loro no. Io avevo la parte del commento tecnico, però sentendo parlare i giornalisti della radio, ti accorgi che usano parole ben precise per rappresentare quello che vedono. Nei primi giorni io magari non ero proprio in sintonia, avevo ancora il ricordo della televisione. Poi ho cominciato a entrare nella parte e ho imparato a descrivere quel che notavo, fosse anche un salto di catena.

Si dice spesso che il team di Radio Rai al Giro sia una squadra molto affiatata.

Sì, assolutamente. Ci stiamo sentendo ancora tutti i giorni, è stata un’esperienza fantastica, una full immersion. Abbiamo fatto squadra dal primo minuto. Ci siamo visti a Catanzaro e dalla prima cena si è capito che c’era il clima giusto. Il lavoro è diventato una routine impegnativa ma bella, non si vedeva l’ora di riviverla ogni giorno.

Avendolo raccontato alla radio, che valutazione fa Visconti del Giro di Vingegaard?

Secondo me, è stato un bel Giro, disegnato abbastanza bene. Forse è mancata una tappa regina, di quelle di una volta, con le montagne mitiche. Però l’ultima col doppio passaggio a Piancavallo, anche se poi c’è stata la sfacchinata di andare a Roma, è stata bellissima. In cima c’era uno stadio. E poi anche il Tour fa dei mega trasferimenti per andare a Parigi, sono cose che si fanno. 

Le dirette di Ghirotto: spesso era Visconti a tenere in mano il telefono del padovano
Le dirette di Ghirotto: spesso era Visconti a tenere in mano il telefono del padovano
Le dirette di Ghirotto: spesso era Visconti a tenere in mano il telefono del padovano
Come si racconta alla radio un Giro che già dopo dieci giorni aveva un vincitore certo?

Secondo me vale la stessa cosa di quando venne Pogacar. Anzi, forse la top 10 del 2026 è superiore a quella del 2024 (Pogacar precedette Dani Martinez e Geraint Thomas, ndr). Gall è un corridore che in base alle annate può rischiare il podio del Tour, comunque è uno da top 5. Hindley ha vinto un Giro. E’ vero che in parte convivi con la sensazione di sapere come finiranno certe tappe, però tutto il ciclismo degli ultimi anni funziona così.

E allora cosa si fa?

Ci siamo concentrati sulla lotta per il podio, è stato molto bello anche il duello fra Eulalio e Piganzoli per la maglia bianca. E poi si è ragionato sulle prestazioni di Vingegaard, cercando di capire se al Tour ci sarà una bella una bella lotta con Pogacar. Diciamo che non ci siamo annoiati.

A parte la diretta dalle 16,30, il vostro lavoro era fatto di collegamenti flash: come li costruivate?

Cristiano Piccinelli faceva un po’ di introduzione e al primo collegamento di giornata salutavamo e ci presentavamo anche noi. Nei mini collegamenti successivi, partiva la sigla e poi si entrava come se fossimo un campo di calcio in collegamento. Introduzione di Piccinelli, quanti chilometri mancano all’arrivo e poi faceva nuovamente un brevissimo riassunto. A quel punto passava la palla a Manuel Codignoni, che faceva il punto sulla situazione di gara. Poi arrivavano gli interventi di Ghirotto e di Visconti, per spiegare le dinamiche e quello che poteva succedere. Finché a partire dalle quattro e mezza, c’era la diretta fino all’arrivo, tranne nel fine settimana, e in quel caso la cronaca diventava simile a quella televisiva.

Ballan ospite in postazione (accompagnato da Giulia De maio) è seduto fra Piccinelli e Ghirotto. Visconti è in fondo
Ballan ospite in postazione (accompagnato da Giulia De Maio) è seduto fra Piccinelli e Ghirotto. Visconti è in fondo
Ballan ospite in postazione (accompagnato da Giulia De Maio) è seduto fra Piccinelli e Ghirotto. Visconti è in fondo
Ballan ospite in postazione (accompagnato da Giulia De Maio) è seduto fra Piccinelli e Ghirotto. Visconti è in fondo
A te piace parlare, scrivere e descrivere, come riuscivi a dare quelle pillole tecniche in pochi secondi?

Non è facile, però sono riuscito a rientrare nei tempi. Mi rendevo conto che dovevo essere efficace e che avevo pochi secondi. E’ anche capitato che sia andato un po’ più lungo, però poi Piccinelli era bravissimo nel compensare con i suoi interventi: era lui quello che gestiva il collegamento. Non è facile, però se entri nell’ottica giusta, capisci come devi fare.

Come ti sei trovato con Ghirotto?

Del “Ghiro” ho sempre avuto una stima pazzesca. Quando correvo, ci sentivamo spesso per i Giri d’Italia: un messaggio, una chiamata. Dopo che smesso, a volte mi chiamava anche per intervenire. Ho sempre avuto la sensazione di una bella persona e averlo vissuto così da vicino me lo ha confermato, anzi l’ho trovato migliore di quello che pensavo.

Meglio di così?

E’ una persona umile, buona, disponibile, che si mette in gioco. A volte mi chiedeva scusa per qualcosa che aveva detto, perché gli era parso che mi avesse contraddetto. Mi diceva che serviva per creare un po’ di dibattito. Ma ti rendi conto? Lui che chiede scusa a me. E’ nato un rapporto stupendo e poi c’era la barzelletta sulle pagelle di tutti i giorni…

Manuel Codignoni, voce Rai anche per la Formula 1, ha seguito il Giro sulla moto
Manuel Codignoni, voce Rai anche per la Formula 1, ha seguito il Giro sulla moto
Manuel Codignoni, voce Rai anche per la Formula 1, ha seguito il Giro sulla moto
Manuel Codignoni, voce Rai anche per la Formula 1, ha seguito il Giro sulla moto
Cioè?

Mi dava il telefono, perché lui è un po’ imbranato con i social e io gli mettevo la diretta sul suo canale. Era diventata una barzelletta per davvero. Certe volte gli strappavo il cellulare di mano e si faceva tutto a mano. Poi, visto che siamo entrambi milanisti, siamo andati a San Siro con Manuel Codignoni che la sera della tappa di Milano ha fatto la diretta di Milan-Cagliari (foto di apertura). Non è andata bene, ha vinto il Cagliari e noi abbiamo vissuto l’ultima partita di Allegri e anche la sua intervista a due metri da lui. Abbiamo perso, però è stato fantastico.

Ghirotto, parlando di voi due, ha fatto riferimento a due ciclismi diversi a confronto…

Onestamente non mi ha dato l’impressione di uno che venga da un altro ciclismo, tutt’altro. Si vede che ha fatto tanti anni di radio e comunque beccava benissimo tutte le dinamiche di gara. Massimo è aggiornato, umile e competente. Difficilmente lo sentite parlare di quello che faceva ai suoi tempi, è ben lucido sul presente.

Di solito quando si arriva all’ultimo giorno di un bel viaggio, non si ha voglia di tornare a casa: come è stato l’ultimo giorno al Giro di Giovanni Visconti?

Abbiamo smezzato il viaggio da Piancavallo. Sabato sera ci siamo fermati a Barberino del Mugello alla Cavallina, per mangiare una bisteccona e già lì ho cominciato a sentirmi male. Ho dormito a Firenze e ho avuto la febbre altissima per tutta la notte. La mattina mi volevano mandare a casa, ma ho detto che sarei rimasto.

E come è andata?

Sono arrivato a Roma con 40 di febbre e nella postazione si moriva di caldo. Mi hanno portato del ghiaccio e parlavo tenendolo sulla fronte. Ho preso Nurofen, Tachipirina, di tutto. Però alle cinque e mezza ho dovuto abbandonare. Sono andato in hotel e sono stato a letto tutta la sera, ma avevo così tanta voglia di finire il Giro che non sarei mai tornato prima a casa. E poi dal giorno dopo abbiamo cominciato a mandarci messaggi, foto, ricordi. E’ rimasta davvero un’esperienza magnifica.

Ghirotto con Cassani ha corso alla Carrera, Visconti l'ha avuto come commissario tecnico in nazionale
Ghirotto con Cassani ha corso alla Carrera, Visconti l’ha avuto come commissario tecnico in nazionale
Ghirotto con Cassani ha corso alla Carrera, Visconti l'ha avuto come commissario tecnico in nazionale
Ghirotto con Cassani ha corso alla Carrera, Visconti l’ha avuto come commissario tecnico in nazionale
I complimenti per te sono arrivati anche a noi per il modo chiaro che hai avuto di parlare…

Per me è stato un onore che, a fine trasmissione, la regista Ombretta Conti e anche Giovanni Scaramuzzino mi abbiano chiamato in privato dicendomi che me la sono cavata proprio bene. Io non me ne sono reso conto. Forse, se l’ho fatto bene, è perché il ciclismo mi piace e perché mi hanno aiutato tantissimo. Non ero con gente che, se sbagliavo, faceva notare il mio errore. Casomai rimettevano le cose a posto in un attimo.

Una grande scuola?

Ho imparato tantissimo e ho sperimentato un vero lavoro squadra per fare tutto davvero al meglio. Infatti nella mail generale che ci hanno mandato a fine Giro, ci hanno scritto che abbiamo fatto bene in pochi quello che a volte non si riesce a fare in tanti. E questo perché siamo stati parecchio uniti.

Per concludere: qual è secondo Visconti la differenza principale fra la corsa racconta alla radio e quella in televisione?

Sai che hai meno tempo e devi essere incisivo. In televisione spesso si dilatano i tempi e diventi ripetitivo, perché devi riempire il silenzio. Invece in radio, soprattutto nei collegamenti rapidi, dici il tuo pensiero e basta. A volte forse ho anche esagerato – ride Visconti – e dopo un paio di commenti ho pensato che qualche squadra non mi prenderà mai a lavorare.