Giovanni Visconti e Massimo Ghirotto

Visconti in radio, il maestro Ghirotto lo promuove

22.05.2026
6 min
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Chi lo avrebbe mai detto che Giovanni Visconti e Massimo Ghirotto sarebbero diventati colleghi? Due ex ciclisti di due generazioni diverse che ora si ritrovano con le cuffie e il microfono di Radio1 Rai. E alla fine di questo articolo non vi stupirete perché Visconti chiama Ghirotto il mio capitano.

Lo sport alla radio ha ancora un fascino importante. Anche se siamo nell’era dei video short, dei post o delle telecronache fiume, il racconto via etere, se ben fatto, riesce a portarti in corsa. E Giovanni Visconti ci sta riuscendo alla grande. A dirci come vanno le cose di questa new entry è proprio Massimo Ghirotto, che invece di Giri d’Italia alla radio ne ha già 15 sulle spalle.

In cabina di regia. Piccinelli spiega alcune cose a Visconti
In cabina di regia. Piccinelli spiega alcune cose a Visconti
In cabina di regia. Piccinelli spiega alcune cose a Visconti
In cabina di regia. Piccinelli spiega alcune cose a Visconti
Massimo, insomma, cosa ci dici di questo Visconti versione radiocronista?

La radio ha delle regole ben precise, ci sono tempi di intervento ben definiti, brevi o abbastanza brevi. Questo è un concetto che mi hanno insegnato subito e gli interventi devono essere anche comprensibili. E Giovanni ci sta riuscendo benissimo. Lo ha fatto suo alla grande.

Il che non è una cosa facile. Se pensi che anche noi giornalisti ormai abbiamo dei tempi di lettura molto rapidi…

Assolutamente non è facile. Se poi ti capita anche di fare un po’ di radiocronaca, che invece sarebbe materia dei giornalisti, in quel caso devi anche fotografare e trasmettere a chi ti ascolta immagini ed emozioni. Mentre noi ex corridori dovremmo essere più sul commento tecnico.

Gli stai dando qualche consiglio?

A Visconti consigli non ne do, non me lo permetterei. Al massimo gli do dei suggerimenti. Una cosa che io ho cercato di imparare subito è che bisogna ascoltare i giornalisti. Noi abbiamo la fortuna di averne due veramente eccellenti: Cristiano Piccinelli e Manuel Codignoni. Loro sanno creare l’ambiente giusto, che è quello che ti dà tranquillità. Questa è una cosa che non bisogna mai dimenticare. Anche grazie a loro due è stata la partenza ideale per Giovanni. Quando dico che bisogna ascoltare i giornalisti intendo che bisogna seguirli.

Spaziare dai momenti tecnici (azioni, tattiche, cadute, posizioni, sprint...) a momenti più emozionali: giornalisti e commentatori devo sapersi adattare
Spaziare dai momenti tecnici (azioni, tattiche, cadute, posizioni, sprint…) a momenti più emozionali: Visconti si è adattato in fretta
Spaziare dai momenti tecnici (azioni, tattiche, cadute, posizioni, sprint...) a momenti più emozionali: giornalisti e commentatori devo sapersi adattare
Spaziare dai momenti tecnici (azioni, tattiche, cadute, posizioni, sprint…) a momenti più emozionali: Visconti si è adattato in fretta
Come se voi stessi in quel momento foste ascoltatori…

Esatto. Sapete poi qual è l’altra cosa che mi piace molto di questo connubio con Visconti? Che ci sono due generazioni a confronto: la mia, che ho smesso nel 1995, e quella di Giovanni, che ha smesso nel 2022. Eppure, nonostante nozioni tecniche e visioni differenti, ho avuto l’impressione sin da subito che Giovanni sia già quasi un veterano. Ed è bello questo confronto. Lui ha la freschezza di un ciclismo molto più moderno del mio. Io, per esempio, mescolo esperienza e studio. Cerco di essere sempre aggiornato. Non solo…

Cos’altro?

A volte chiedo anche a lui. Magari siamo in pausa e non dobbiamo intervenire, io gli chiedo delle cose. E lui fa lo stesso con me. Piace a me questo confronto e so che piace anche a Piccinelli e Codignoni.

Prima, Massimo, hai detto: interventi brevi o abbastanza brevi. Quantifichiamoli in tempo reale…

Si va dai 30 secondi al minuto quando è tanto. Perché oltre il minuto inevitabilmente ti addentri in discorsi che diventano complicati, che richiedono un’altra attenzione. E magari dall’altra parte c’è gente che sta guidando o facendo altro. Ma anche in questo io e Visconti siamo fortunati.

Perché?

Perché torno a dire che abbiamo due giornalisti bravi che ti fanno una domanda precisa. Non ti fanno una domanda che al suo interno ha già la risposta. Tengono vivace e concreto il commento. E questa non è una cosa banale, credetemi. Tra l’altro Giovanni segue interpreti mica da poco. Prima c’era Petrucci, poi sono arrivato io, successivamente è subentrato MartinelloFar parte della squadra di Radio Rai è qualcosa che capita a pochi, è veramente un privilegio essere qua.

Ghirotto ha parlato di generazioni a confronto ma stessa lunghezza d'onda. Quando Ciccone è rientrato sulla fuga verso Corno alla Scale entrambi erano scettici, ma a sensazione Giovanni, più abituato agli anticipi di questo ciclismo moderno lo era meno
Generazioni a confronto. A Corno alla Scale, Ciccone rientra sulla fuga: entrambi erano scettici, ma Giovanni, più abituato agli anticipi del ciclismo moderno lo era meno
Ghirotto ha parlato di generazioni a confronto ma stessa lunghezza d'onda. Quando Ciccone è rientrato sulla fuga verso Corno alla Scale entrambi erano scettici, ma a sensazione Giovanni, più abituato agli anticipi di questo ciclismo moderno lo era meno
Generazioni a confronto. A Corno alla Scale, Ciccone rientra sulla fuga: entrambi erano scettici, ma Giovanni, più abituato agli anticipi del ciclismo moderno lo era meno
Un’eredità pesante, insomma?

Io vedo Giovanni quando scende dalla nostra postazione: la gente lo ferma, gli chiede autografi, si fa un selfie. Dopo essere stato un corridore di altissimo livello, vuol dire che la scelta fatta da Piccinelli, Codignoni e anche dai capiredattori a Roma è stata vincente.

Raccontaci la prima volta che Giovanni ha messo le cuffie. Avete fatto magari delle prove a Roma, Milano?

Vi racconto questa. Io e Visconti non siamo andati in Bulgaria, i primi interventi li abbiamo fatti da casa. O meglio: io ero a casa e lui era in trasferta con la sua squadra (Jayco-AlUla, ndr). Quando poi il Giro è arrivato in Italia e ci siamo ritrovati, alla sera mi fa: «Devo dire che stare in squadra e guardarsi negli occhi è tutta un’altra roba. Quando mi collegavo da remoto sudavo freddo. Ero teso, emozionato». Questo mi ha colpito.

Come funziona tecnicamente il vostro collegamento? Vi danno una strumentazione particolare o semplicemente è col telefono?

Quando abbiamo fatto il collegamento da remoto Giovanni lo faceva dal telefono perché era fuori. A me invece hanno dato un quantum, che è poi quello che usano i giornalisti quando commentano le partite di calcio per intenderci. Me lo hanno inviato a casa e lo restituirò alla fine del Giro d’Italia.

Come due veri giornalisti Visconti e Ghirotto lavorano ovunque. Le pagelle della sera sono uno dei momenti più attesi e anche divertenti da stilare
Come due veri giornalisti Visconti e Ghirotto lavorano ovunque. Le pagelle della sera sono uno dei momenti più attesi e anche divertenti da stilare
Come due veri giornalisti Visconti e Ghirotto lavorano ovunque. Le pagelle della sera sono uno dei momenti più attesi e anche divertenti da stilare
Come due veri giornalisti Visconti e Ghirotto lavorano ovunque. Le pagelle della sera sono uno dei momenti più attesi e anche divertenti da stilare
E invece quando fate le radiocronache al Giro?

Cristiano, Giovanni ed io siamo sul palco. Giovanni è alla destra di Cristiano, io alla sinistra. Giovanni è vicino a Pancani e Garzelli della tv, mentre io sono dalla parte del commento internazionale. Ho vicino Jacopo Guarnieri. E non nego che a volte tra tutti noi ci ascoltiamo. Infine Codignoni è sul furgone regia perché poi, poco prima che termini la tappa, deve scappare via.

E viene tra voi nella mischia dietro il traguardo: lo vediamo, lo vediamo! Invece la sera come prosegue con Giovanni e gli altri? Continuate a parlare di ciclismo o vi concentrate sulle bontà culinarie locali?

La nostra squadra è veramente qualcosa di bello. Terminato il lavoro si stacca la spina, ma ci si prende anche un po’ in giro su qualche strafalcione detto. E non manca mai l’ironia. Anche i nostri tecnici sono bravi e pure con loro si scherza.

Buon clima, la tua esperienza, la freschezza di Visconti. C’è stata una volta nella quale hai pensato: questo ragazzo è proprio entrato nel mood giusto”?

Direi sin da subito. Tra le altre cose va detto che Giovanni ha una dizione molto bella, sa usare anche aggettivi adeguati ed è equilibrato. Davvero non saprei cosa dirgli di più.