Pezzo Rosola continua a vincere. Il team come lo gestisce?

Pezzo Rosola continua a vincere. Il team come lo gestisce?

07.06.2026
5 min
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Dopo la vittoria alla Corsa della Pace, è arrivato un altro sigillo per Patrick Pezzo Rosola, conquistatore del Giro del Friuli (in apertura, foto Bolgan) ai danni di quell’Aitor Martinez Groset indicato da molti come uno dei futuri talenti del ciclismo mondiale. Ormai il figlio d’arte è sempre più protagonista sulle strade europee e intorno a lui l’attesa cresce indicandolo come un altro “nuovo Messia” del ciclismo italiano, alla ricerca spasmodica di un campione che lo rilanci.

Il podio finale del Giro del Friuli con Pezzo Rosola fra Martinez Groset e Gamba (foto Facebook)
Il podio finale del Giro del Friuli con Pezzo Rosola fra Martinez Groset e Gamba (foto Facebook)
Il podio finale del Giro del Friuli con Pezzo Rosola fra Martinez Groset e Gamba (foto Facebook)
Il podio finale del Giro del Friuli con Pezzo Rosola fra Martinez Groset e Gamba (foto Facebook)

Tanta attesa può però essere anche controproducente. E qui è il suo entourage che deve intervenire, in primis la squadra, la Nordest Petrucci Assali Stefen che sta gestendo la sua permanenza tra gli juniores principalmente attraverso il diesse Sandro Dalle Vedove.

«Patrick ha però iniziato il percorso con noi tre anni fa – spiega – quando abbiamo deciso di prenderlo lasciandogli poi fare la sua attività da allievo. Gli abbiamo parlato, era convinto di venire da noi perché si trovava bene. Correva nel ciclocross con Zanolini Bike e quindi lui era molto amico di Eric e la sua scelta è stata di rimanere con gente che conosceva».

Come sono stati gli inizi?

Siamo stati subito contenti di averlo. Ha ancora il preparatore personale ma con noi collabora benissimo perché ci chiede, si informa, ci dà feedback di come si allena. Discutiamo di tutto e lui è completamente mentalizzato per fare il corridore, già da quando era allievo. Ha avuto un grande salto di qualità, forse dovuto alla maturazione, a questo ambiente che lo supporta in tutto e secondo me è quella la chiave fondamentale, la reciproca fiducia.

La vittoria di Pezzo Rosola a Piancavallo è stata frutto di una tattica studiata, anche nella difesa del giorno dopo (foto Instagram)
La vittoria di Pezzo Rosola a Piancavallo è stata frutto di una tattica studiata, anche nella difesa del giorno dopo (foto Instagram)
La vittoria di Pezzo Rosola a Piancavallo è stata frutto di una tattica studiata, anche nella difesa del giorno dopo (foto Instagram)
La vittoria di Pezzo Rosola a Piancavallo è stata frutto di una tattica studiata, anche nella difesa del giorno dopo (foto Instagram)
Agli inizi si diceva avesse un carattere poco incline ad ascoltare i consigli…

Non è vero. Sembra così, magari è un po’ introverso, ma se riesci a entrare davvero in contatto, se capisce che sei una persona fidata, si lascia guidare a 360 gradi. Le prime volte che ho cominciato a lavorare con lui non è stato facile fargli capire determinate cose. Adesso però Pezzo Rosola si fida ciecamente. Ci confrontiamo e una volta che decidiamo il tipo di corsa da fare, fa quello che gli dici. Per esempio all’inizio portava lui la borraccia con dentro le maltodestrine, adesso ti dice «Fammi la borraccia con 60 grammi di malto» e lui sa che dentro la borraccia ci sono 60 grammi di malto.

Che corridore sta diventando?

Secondo me è il classico corridore da corsa a tappe, perché va forte a cronometro (oggi ha vinto la tappa contro il tempo al GP FWR Baron, prova di Nations Cup, ndr), in salita ha dimostrato di non andare piano e con determinati lavori sta anche imparando a vincere le volate ristrette.  E’ maturato tanto, anche sotto il livello tattico, perché non è più impulsivo. L’anno scorso alla Brescia-Montemagno si sentiva talmente forte che ha messo la squadra davanti ma alla fine ha sbagliato ed è finito 4°. Dopo la corsa gli ho detto: «E’ importante che tu abbia fatto questa esperienza. I tuoi compagni ti hanno ascoltato e si sono messi davanti, hanno tirato, l’hai presa di petto e poi ti sei spento, ma hai capito dove hai sbagliato e questo vale più della vittoria».

Pezzo Rosola è al suo seconedo anno alla Nordest Petrucci. Nel 2026 ha già vinto 7 volte (foto Xpix.it)
Pezzo Rosola è al suo secondo anno alla Nordest Petrucci. Nel 2026 ha già vinto 7 volte (foto xpix.it)
Pezzo Rosola è al suo seconedo anno alla Nordest Petrucci. Nel 2026 ha già vinto 7 volte (foto Xpix.it)
Pezzo Rosola è al suo secondo anno alla Nordest Petrucci. Nel 2026 ha già vinto 7 volte (foto xpix.it)
Avere il futuro tracciato è un vantaggio?

Sicuramente. Ha anche avuto fortuna visto che noi siamo entrati nell’orbita Netcompany-Ineos. Avere un personaggio come Cioni che collabora con noi e quindi supervisiona e coordina un po’ tutto ha fatto la differenza. Lui si fida ciecamente di Dario, se gli dice «Fai questo lavoro per la crono», lui lo fa senza se e senza ma.

Pezzo Rosola di vittorie ne ha fatte tante quest’anno, ma quella di Piancavallo al Giro del Friuli ha destato scalpore per come è arrivata, per la sua rimonta…

La corsa a tappe già dall’inizio era stata impostata per fare un’azione che lui ha nelle sue corde. Ha avuto un piccolo problema, ma già era uscito con lo spagnolo allo scoperto, erano già rimasti loro due. C’era il cambio che faceva le bizze, ma poi ha avuto la calma e la tranquillità per riassettare il tutto e poi, una volta che ha sferrato l’attacco, non ce n’è stato più per nessuno. Infatti anche lui non si è meravigliato che l’altro si sia staccato perché mi ha detto: «Se avessi saputo, avrei forse attaccato qualche chilometro prima». Ma l’attacco era programmato a 4 dall’arrivo e lui a 4 dall’arrivo ci ha provato.

Il team premiato al Giro del Friuli. Per Dalle Vedove, Pezzo Rosola può arrivare davvero lontano, crescendo con calma
Il team premiato al Giro del Friuli. Per Dalle Vedove, Pezzo Rosola può arrivare davvero lontano, crescendo con calma
Il team premiato al Giro del Friuli. Per Dalle Vedove, Pezzo Rosola può arrivare davvero lontano, crescendo con calma
Il team premiato al Giro del Friuli. Per Dalle Vedove, Pezzo Rosola può arrivare davvero lontano, crescendo con calma
Considerando i risultati che sta ottenendo e il prestigio che gli ha dato la vittoria alla Corsa della Pace, non c’è pericolo che su di lui inizino a esserci troppe pressioni, un po’ come sta succedendo per Finn?

Noi abbiamo bene in mente quello che è l’obiettivo: andare forte fra quattro anni, da professionista e provare a vincere il Tour, il Giro o quant’altro. Non è un corridore che faccio correre tutte le domeniche. Adesso sta facendo la Nations Cup con la nazionale. La settimana prossima ci sono due appuntamenti di prestigio: c’è Solighetto e il Trofeo Emozione. Lui ne farà solo uno. Poi c’è il campionato italiano, una corsa a tappe in Francia, ma non farà più di una corsa a settimana, anche d’accordo con Cioni e quello che è l’entourage Ineos. E lui è mentalizzato a fare questo.

E tu sei d’accordo nel farlo continuare anche con il ciclocross d’inverno?

Se a lui piace e non gli è un peso a livello mentale, è meglio che lo faccia perché migliora sempre di più le sue abilità nella guida del mezzo, che sono già elevate e poi può dargli quella resistenza sull’ora che può allargare quello che è il suo bagaglio di forza nelle corse su strada. Non ne farà tantissimi, anche lì sceglierà gli obiettivi e correrà su quelli.