Oggi è il giorno della rivincita, della verità, del riscatto. Chiamiamolo come ci pare, resta il fatto che la volata di Milano avrà i fari puntati su un solo corridore: Jonathan Milan. Quarto a Burgas e secondo a Sofia, il velocista della Lidl-Trek finora non ha trovato il giusto tempo con il treno per imporre le sue condizioni. Nell’arrivo di Napoli invece, si è capito troppo tardi che sarebbe valsa la pena fare la corsa su altri e non sui velocisti.
Proprio sul breve rettilineo di Piazza del Plebiscito, alle spalle del vincitore Ballerini, il secondo posto di Stuyven ha però messo l’accento sulla delicata situazione del treno Lidl-Trek. Lo stesso belga, che nelle due volate precedenti aveva lavorato per Magnier, ha lasciato la squadra per avere i suoi spazi nelle classiche. Se alla sua assenza si somma quella di Edward Theuns, si vede bene che il treno del Tour 2025, che permise a Milan di vincere due tappe e conquistare la maglia verde, si è sgretolato. Resiste Consonni, ma per sue caratteristiche il bergamasco ha bisogno di qualcuno che tenga la velocità ben più alta.
Commentando le prime volate, Petacchi osservò che, come lui negli anni d’oro, Milan non è un velocista, quanto piuttosto uno degli atleti veloci più potenti del gruppo: per vincere ha pertanto bisogno di iniziare la volata a velocità altissima, concludendola con la sua solita esplosione di watt. Che cosa possiamo aspettarci oggi dal suo treno? Lo abbiamo chiesto a Luca Guercilena, general manager della Lidl-Trek, che a fine 2023 prelevò Jonathan dalla Bahrain Victorious.


La sensazione di un treno meno attrezzato del solito è solo nostra?
Diciamo che la mancanza di Theuns per questioni familiari ha il suo peso. Sua moglie ha avuto una gravidanza un po’ complicata e ha partorito la domenica dell’ultima tappa in Bulgaria. Avere un atleta come lui che riesce ad allungare il gruppo, è sicuramente meglio sia per Jonathan che per Simone. Se ci fosse stato anche lui assieme a Walscheid, avremmo avuto il treno più completo. Così ovviamente è un po’ più complesso.
Come vanno i sostituti?
Teutenberg è alla prima esperienza in un Grande Giro e ovviamente i meccanismi non sono quelli che Milan aveva con gli altri, quindi è inevitabile che ci sia qualche problemino. Detto questo, è ovvio che su arrivi complicati non è scontato che Consonni da solo possa portare fuori Milan.
Perdona la domanda da bar: si è fatto tutto il possibile per trattenere Stuyven oppure la sua voglia di andarsene non era in vendita?
Il suo ragionamento è partito dal fatto che abbia ancora dei desideri di leadership: non tanto per il discorso delle volate quanto per le classiche. Mi sembra evidente che abbia fatto una scelta ponderata e corretta legata alle aspettative personali più che al tirare le volate.


Quindi è stato più un problema di convivenza con Pedersen che con Milan?
Non si trattava di incompatibilità, perché i due vanno d’accordo. Però è chiaro che con Mads andavano a sovrapporsi sugli stessi obiettivi. La questione è stata sostanzialmente questa.
La sensazione è che Jonathan nel finale preferisca a volte mollare il treno e scegliere altre ruote da cui lanciare lo sprint.
Nella prima volata in Bulgaria, in realtà, le cose stavano andando anche abbastanza bene con una volata bella lanciata. Poi il corridore della Soudal giustamente ha fatto il buco su Walscheid diminuendo la velocità ed è chiaro che Johnny lanciato riesce a esprimere tutta la sua potenza in un certo modo, Johnny non lanciato ha avuto un rimbalzo all’indietro. Di fatto la volata si è interrotta e in quel caso per lui uscire è più complicato. Nella terza tappa invece è partito abbastanza lungo. Quando la volata diventa caotica, se non ha l’uomo che lo porta fuori, tende a saltare subito sulle ruote di altri e magari questo limita l’espressione della sua potenza.
Insicurezza sua o mancanza della squadra?
E’ ovvio che è responsabilità della squadra, che deve metterlo nella posizione giusta. Ad oggi non ci siamo riusciti, non possiamo nasconderci dietro un dito. Il gruppo che abbiamo qui al Giro è in grado di fare un treno per lanciarlo nel modo giusto, per cui dobbiamo riuscire a farlo.


Milan è stato coinvolto nella scelta degli uomini per il Giro oppure le convocazioni sono partite dai coach?
No, è stato coinvolto. In realtà non abbiamo avuto tantissime alternative. Ghebreigzabhier è il suo uomo per tirare. Poi abbiamo Sobrero, che tutto sommato una mano per allungare un po’ il gruppo la può dare. Poi, togliendo Theuns, i nomi per tirare le volate sono quelli. Si poteva rischiare eventualmente un Soderqvist, ma è un ragazzo di primo anno e avremmo corso il rischio di non averlo più dopo i primi cinque giorni. Bisogna fare anche questi ragionamenti.
Secondo te state trovando più difficoltà nel pilotarlo negli ultimi 400 metri o nei chilometri precedenti?
Credo che i meccanismi del finale, soprattutto con Simone (Consonni, ndr), ci siano. Se lasci Milan al 200 metri e davanti ha strada libera, la volata è quasi sicura. Invece la parte precedente è quella più complicata, soprattutto se devi fare un treno che lo lasci a velocità molto alta perché lui possa fare la differenza. Ai tempi di Petacchi era tutto diverso, non so se si possa fare un paragone.
Perché?
Erano anche altri tempi, Alessandro aveva tutta la squadra per sé: partivano in 9 e 8 gli tiravano la volata, per cui costruivi tutto su un solo obiettivo. Probabilmente in futuro anche noi dovremo definire quali sono i Giri in cui puntare a vincere la maglia a punti e le volate e quelli in cui si punterà un po’ più sulla salita. In questo periodo di transizione sono state fatte delle scelte che tutelassero tutti gli obiettivi possibili.


Visto che nasci allenatore, cosa dici a chi critica le volate di Milan con quella frequenza così elevata di pedalata?
Le sue caratteristiche sono quelle, come allenatore puoi solo migliorarle. A cambiarle, rischi di andare in senso opposto. Non possiamo dimenticarci che viene dalla pista, dove hanno cadenze di pedalata superiori in allenamento e in gara. Quello è il suo modo di fare le volate. Abbiamo già lavorato tanto sulla parte superiore del corpo, ma se dal punto di vista neuromuscolare e coordinativo, quelle sono le sue caratteristiche, cambiarle è veramente difficile e controproducente. Poi comunque, sul piano della performance pura, quando fai 2.000 watt non importa che li faccia a 110 o 120 pedalate.
Si è detto che quella frequenza lo abbia penalizzato quando ha preso la buca che lo ha fatto rallentare…
Quello lo vedo più riferito a come impugna il manubrio. E’ una caratteristica che abbiamo già migliorato tanto, ma resta l’attitudine di tirare molto di braccia, mentre in certi frangenti devi far scorrere la bicicletta in modo più fluido. Perché se finisci nella buca, è vero che slitti con la ruota dietro, ma accade perché ci sei andato dentro duro con la ruota davanti.
Si può intervenire su questo?
Ne abbiamo chiacchierato insieme anche a proposito della Roubaix. Bisogna lavorare per guadagnare un po’ di leggerezza nella gestione del manubrio, perché è lì dove ha spesso problemi, sia in volata sia magari sul pavé. Quindi corre il rischio di insaccarsi o di bucare, perché va a picchiare in modo violento nella buca o contro il pavé. Quello è un lavoro che si può fare, resta però che se è in grado di fare 2.000 watt, la potenza e la gamba ci sono.


Sulla carta restano Milano, oggi, e Roma l’ultimo giorno. La mancanza di risultati porta con sé il nervosismo?
No, nervosismo no, nel senso che saremmo stupidi se diventassimo nervosi. Siamo abituati ad avere la pressione di dover vincere, questo è un dato di fatto, quindi la pressione deve solo motivare i corridori a essere più concentrati per portare a casa il risultato. Cedere al nervosismo è deleterio, per cui il compito mio e dei direttori è l’esatto opposto. Cercare di tenere i corridori concentrati e tranquilli per sfruttare tutte le qualità. Se sconfinassimo nella tensione nervosa, avremmo già perso in partenza.
La Unibet ha ingaggiato Kittel per dare un riferimento tecnico a Groenewegen: può essere un’idea anche per voi coinvolgere un ex velocista per Milan?
Kittel era un velocista e anche importante, tenete conto che l’inserimento di Eisel è stato dettato anche dal fatto che per anni è stato un uomo chiave in treni importanti, quindi l’idea c’era già. Però sicuramente tutte le strade sono aperte, per cui se ci sarà la possibilità di avere un consulente specializzato per le volate, sicuramente sarà accettabile.