Giro d'Italia 2026, 3a tappa, Sofia, Bulgaria, Jonathan Milan

Milan secondo, vince Magnier: l’analisi di Petacchi

10.05.2026
5 min
Salva

Tutto in pochi secondi. Dopo i 175 chilometri di eterna fatica per Tarozzi, Tonelli e Sevilla in fuga, a Magnier è bastata una raffica di colpi di pedale ad altissima potenza per concedere il bis dopo la vittoria di Burgas e lasciarsi dietro Milan e Groenewegen. E’ parso una beffa che dopo il finale su asfalto da biliardo, gli ultimi metri si siano corsi sul fondo irregolare di autobloccanti, a causa dei quali le bici hanno preso a saltare e vibrare perdendo aderenza.

Soprattutto quella di Milan, che si è lanciato presto, ma nel momento di massima spinta è parsa scomporsi e perdere velocità. Più composta e potente, l’azione di Magnier ha permesso al giovane francese di affiancare il friulano e poi saltarlo.

«Vincere due tappe su tre in Bulgaria – ha detto il francese – è come un sogno. Abbiamo controllato la corsa per tutta la giornata e volevamo essere piazzati al meglio all’ultimo chilometro e così è successo. Ho esultato, ma a dire il vero non ero sicuro di aver vinto. Sono davvero felice, battere Milan e Groenewegen mi fa sentire tra i migliori velocisti al mondo. Adesso andiamo in Italia e vedremo quante altre tappe potrò puntare. Sei anni fa guardavo in tv Arnaud Démare vincere con la maglia ciclamino. Mi ha mandato un messaggio dicendomi di fare lo stesso. Sono felice di esserci riuscito».

Milan e il treno

Difficile dire perché nello scatenarsi della volata, Jonathan abbia perso la ruota di Consonni che avrebbe dovuto lanciarlo e si sia messo in coda al treno della Unibet-Rose. Nell’intervista dopo tappa, il friulano non ha citato problemi particolari, salvo l’essere partito forse troppo presto. Per questo abbiamo pensato di coinvolgere nel ragionamento Alessandro Petacchi, uno che come Milan preferiva le volate ben lanciate.

«Non so bene cosa sia successo a Jonathan – dice Petacchi – se gli sia andata via la bici, se sia entrato sui sanpietrini e abbia sbandato. Non ho capito se ha avuto quel problema, perché ho visto che a un certo punto si è seduto. Perché il treno della Lidl-Trek si sia disunito è da capire, possono esserci mille motivi. Magari Consonni non stava bene, ma comunque andavano fortissimo e Milan ha pensato di sfruttare il lavoro di qualcun altro. Tutto sommato, era messo anche abbastanza bene. Quando è partito, era davanti. Mancavano più di 200 metri e Magnier l’ha rimontato bene. Non so però se perché lui ha rallentato per un problema».

La fuga di 175 chilometri di Tonelli, Tarozzi e Sevilla è stata ripresa solo nell'ultimo chilometro
La fuga di 175 chilometri di Tonelli, Tarozzi e Sevilla è stata ripresa solo nell’ultimo chilometro
La fuga di 175 chilometri di Tonelli, Tarozzi e Sevilla è stata ripresa solo nell'ultimo chilometro
La fuga di 175 chilometri di Tonelli, Tarozzi e Sevilla è stata ripresa solo nell’ultimo chilometro

Giusto anticipare?

Anche al Processo alla Tappa, Martinello ha tirato in ballo l’azione scomposta di Milan e forse quella su un fondo così irregolare lo ha penalizzato, mentre Magnier è parso più composto e omogeneo nella spinta.

«Sicuramente – spiega Petacchi – su una strada fatta così non puoi andare tanto agile. Il primo giorno Milan mi era sembrato un po’ duro, forse perché la strada saliva oppure era arrivato un po’ al gancio. Visto che oggi c’era quel tipo di fondo, ha fatto bene a scattare prima di entrarci. Perché se ci entri con velocità, la perdi un po’ meno rapidamente. Poi Jonathan potrebbe aver avuto un salto di catena oppure nel punto in cui ha perso un po’ di aderenza, magari ha preso un avvallamento. Va detto che Magnier ha recuperato bene. Al momento sta andando davvero forte. Milan potrebbe aver avuto un problema di aderenza, ma l’altro ha recuperato davvero tanto».

Il Giro saluta la Bulgaria e la cattedrale Aleksandr Nevskij di Sofia con Silva in maglia rosa
Il Giro saluta la Bulgaria e la cattedrale Aleksandr Nevskij di Sofia con Silva in maglia rosa
Il Giro saluta la Bulgaria e la cattedrale Aleksandr Nevskij di Sofia con Silva in maglia rosa
Il Giro saluta la Bulgaria e la cattedrale Aleksandr Nevskij di Sofia con Silva in maglia rosa

Bisogno di essere lanciato

Se Milan fatica a sfruttare sino in fondo il lavoro del treno, usando la squadra soltanto per chiudere sulle fughe e non per farsi pilotare negli sprint, non rischia di diventare involontariamente l’ultimo uomo per chi riesca a prendergli la ruota?

«Sapete – ragiona Petacchi – lui ha bisogno di essere lanciato, questo è chiaro. Un omone come Milan alla volata deve arrivarci veloce. Se parti a velocità più basse, puoi essere potente quanto vuoi, ma per spostare una massa come la sua ci vuole di più rispetto a uno più esplosivo e più leggero. E’ chiaro che deve essere lanciato e se si accorge di non esserlo, magari preferisce fare 20 metri in più, ma lanciarsi da solo. E’ sempre il rischio di chi è potente e non è un velocista puro.

«Io prediligevo essere molto lanciato, perché sullo scatto con un velocista, ero battuto 10 volte su 10. Lo stesso Cipollini non potevi portarlo a velocità bassa, doveva essere più lanciato per esprimersi al meglio. Per cui a volte capitava di utilizzare il treno per chiudere su una fuga e poi mi arrangiavo. Se stai bene e vedi che la velocità non è altissima, tante volte preferisci partire lungo. Ho sempre detto che la volata è meglio perderla sull’arrivo che non disputarla. Per questo a volte cercavo di muovermi prima per essere sicuro di non essere anticipato. Se uno con le mie stesse caratteristiche viene anticipato, è più facile che perda, piuttosto che vinca».

Il Giro sta affrontando il trasferimento verso Lamezia Terme e domani trascorrerà il primo giorno di riposo a Catanzaro. Nello staff della Lidl-Trek troveranno certamente il modo di approfondire il discorso, in quello della Soudal-Quick Step trascorreranno una giornata ben più leggera. Poi sarà già martedì e la corsa ripartirà alla volta di Cosenza.