PILA (AO) – Sono bastati pochi chilometri con Sep Kuss a fare il ritmo davanti al gruppo per far sì che la maglia rosa si sciogliesse sulle spalle di Afonso Eulalio. Un tornante a sinistra a 9 chilometri dall’arrivo e il portoghese che fino ad ora è stato il padrone di questo Giro d’Italia ha perso un metro, che sono diventati poi dieci e cento. Quando anche un grande Davide Piganzoli ha finito il proprio lavoro per Jonas Vingegaard si è trattato di impostare il suo passo e andare a prendere la terza vittoria di tappa e la maglia rosa.
Si pensava a una Visma Lease a Bike padrona del Giro già dalla tappa del Blockhaus, poi le convinzioni si sono spostate alla cronometro di Viareggio, e invece nulla. Lo stoico Eulalio non ha voluto cedere il simbolo del primato. Quindi, nel momento in cui Jonas Vingegaard entra nel truck adibito a sala stampa si respira quella sensazione che il danese sia riuscito a mettere finalmente le cose al proprio posto.


L’assolo di Vingegaard
In cima alla salita che porta ai 1.800 metri di Pila la natura ha disegnato quello che è stato un perfetto anfiteatro, nel quale è andata in scena la terza opera del danese della Visma Lease a Bike. Terza vittoria di tappa e maglia rosa, con 49 secondi di vantaggio su Felix Gall e 58 su Jai Hindley.
«Penso che la maglia rosa sia una dei simboli più speciali nel mondo del ciclismo – dice un sorridente Jonas Vingegaard – e sono davvero felice di indossarla. Tanti bambini e ragazzi sognano di poterla vestire, ed essere qui oggi è qualcosa di speciale. Credo sia impossibile paragonarla alle altre maglie da leader, senza dire nulla di negativo penso che il Tour sia più importante. Ma è qualcosa che oggi volevo davvero e sono orgoglioso, soprattutto per aver finalizzato il grande lavoro fatto dalla squadra».




La tenacia di Pellizzari
Giulio Pellizzari, nel salire i 16,5 chilometri che hanno portato il gruppo a Pila, ha mostrato davvero quanto può valere. Sempre in fondo al gruppo, che piano piano perdeva unità, ma con il marchigiano sempre lì attaccato. Alla partenza le domande sul suo stato di salute erano tante, e i dubbi sulla prestazione che sarebbe riuscito a fare ancora di più. Per questo il quinto posto di oggi, a poco più di un minuto da Vingegaard vale oro.
«Sono contento per oggi – racconta in maglia bianca, presa in prestito da Eulalio che da oggi potrà indossarla – è stata una sofferenza ma sono felice di com’è andata. Stamattina mi sono detto che sarebbe stata una sfida con me stesso, di dare il massimo e rimanere concentrato. Devo ringraziare tante persone che mi sono state vicine in questi giorni, senza le quali probabilmente sarei già andato a casa.
«Oggi ho pedalato con tanta rabbia per i giorni scorsi – continua – e ho corso guardando solamente a me stesso. Negli ultimi chilometri mi sono trovato fianco a fianco con Piganzoli, siamo molto amici e sono contento di averlo in gruppo. In questi anni siamo cresciuti tanto e ci alleniamo spesso insieme. Anche se lavora per un rivale, la nostra amicizia va fuori dal ciclismo».




Obiettivo rosa
La Visma Lease a Bike era chiamata oggi a una grande prestazione, un po’ perché lo imponeva il disegno di una tappa davvero impegnativa, ma anche per la classifica. Il distacco da Eulalio, che stamattina era di 33 secondi, aveva spostato tutte le attenzioni sui calabroni e il loro capitano. Era arrivato il momento di agire.
«La tattica stamattina – prosegue nel suo racconto Vingegaard – fare la corsa il più dura possibile controllandola fin dall’inizio. Lo abbiamo fatto, anzi i miei compagni lo hanno fatto. Ed è stato impressionante come siamo riusciti a correre oggi. E’ stata una giornata esigente, dove ognuno di noi ha spinto al massimo, io compreso. Il ritmo imposto da Kuss e Piganzoli mi ha sull’ultima salita mi ha permesso di non fare uno scatto secco, ma di andare in progressione.




«Non penso di aver vinto il Giro – replica a una domanda – perché una giornata negativa può capitare a chiunque. Dobbiamo mantenere la concentrazione e lottare per questa bellissima maglia».
Domani il Giro affronterà una tappa per velocisti, con un arrivo a Milano, una frazione priva di difficoltà altimetriche ma ricca delle tante insidie che si possono nascondere in città. Sarà la volta dei velocisti e dei loro treni, poi l’ultimo giorno di riposo ci proietterà nella terza e decisiva settimana.