La crescita della Gery, in gara una vera leonessa…

01.04.2026
6 min
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Un destino segnato? Forse, ma la bravura sta anche nel saperlo modellare. Celia Gery difficilmente avrebbe potuto fare qualcosa di diverso da quello che fa: correre in bicicletta. Ha iniziato a 8 anni, seguendo le orme di papà Pascal e di suo fratello Loris, che corre nello SCO Digione. Ma corrono anche la sua gemella Evan e sua sorella Perrine, nel VC Rambertois. Il nome Gery compare spesso negli ordini di partenza delle gare francesi. Ma a Celia non basta correre, lei vuole vincere. E lo fa spesso…

La Gery, qui all'Appennino, è nata il 4 gennaio 2006 a Talencieux, nell'Ardeche
La Gery, qui all’Appennino, è nata il 4 gennaio 2006 a Talencieux, nell’Ardeche
La Gery, qui all'Appennino, è nata il 4 gennaio 2006 a Talencieux, nell'Ardeche
La Gery, qui all’Appennino, è nata il 4 gennaio 2006 a Talencieux, nell’Ardeche

Due discipline amate allo stesso modo

Alla Gery piace il suo lavoro, è sempre piaciuto. Ha iniziato nell’offroad, all’AS Peaugres, correva in mountain bike e nel ciclocross, ma la prima ben presto l’ha messa da parte, quando ormai aveva appreso le giuste nozioni di guida, per dedicarsi alla strada, al ciclismo che conta e che vale una professione. Ma il ciclocross, quello non l’ha mai mollato: «Non chiedetemi di scegliere, non potrei farlo – ha dichiarato un giorno ai giornalisti sulla solita domanda di qual era il suo vero amore – amo entrambe le discipline in egual modo, anche se, a essere sinceri, il mio grande sogno è conquistare il titolo mondiale fra le elite del ciclocross».

I giornalisti. Celia non li ama molto, questo va detto. Le interviste la mettono a disagio, si sente sotto pressione molto più di quando è in sella, in un grande evento. Alcuni articoli usciti in passato non le sono piaciuti e anche quando è nella zona mista, nei grandi eventi dove la vittoria ha in questo senso un prezzo da pagare, fatica a rispondere. Un po’ per timidezza endemica, un po’ perché l’afflusso dei media per lei è pesante.

La Gery vanta nel ciclocross 2 titoli mondiali e 3 europei di categoria. E' campionessa nazionale elite
La Gery vanta nel ciclocross 2 titoli mondiali e 3 europei di categoria. E’ campionessa nazionale elite
La Gery vanta nel ciclocross 2 titoli mondiali e 3 europei di categoria. E' campionessa nazionale elite
La Gery vanta nel ciclocross 2 titoli mondiali e 3 europei di categoria. E’ campionessa nazionale elite

In bici diventa una furia…

Vorrebbe passare invisibile, sotto silenzio, ma non è così facile quando collezioni maglie titolate una dopo l’altra e vinci corse in serie come tre tappe al Tour de l’Avenir oppure dai scacco matto a tutte ai mondiali in Rwanda, con l’aiuto delle sole due compagne di squadra inviate così lontano, senza neanche troppe illusioni. Nel descriverla, la miglior fotografia arriva dalla sua ex allenatrice Camille Chauvrin: «Una leonessa in bici, ma timida appena scesa». Ma quella timidezza non deve trarre in inganno perché nasconde una forza d’animo clamorosa e lo hanno capito molto presto, nel suo Paese.

Sin da quel giorno del 2024. Campionato francese juniores, la Gery è in fuga con Amandine Muller. Mancano 31 chilometri al traguardo, una vettura della carovana si muove senza la dovuta avvedutezza. Un urto, le due ragazze sono a terra. Celia neanche sta a pensare ai danni, alle botte. Vuole solo una bici per ripartire e quando lo fa, è una furia. Va a velocità doppia, le riprende tutte, vincerà con 3 minuti di vantaggio su tutte. Sinceramente, non vi ricorda qualcuno?…

Neanche il dolore è riiscito a fermarla

Oppure quell’altro giorno. Ciclocross, Coupe de France a Pierric, dove la Gery vince nonostante una frattura al polso. Perché per lei è così, il dolore? Un ostacolo da superare, da non ascoltare, se c’è altro, così tanto altro in gioco: «Il ciclismo è stato la mia passione sin da subito, mi ha permesso di essere davvero me stessa. Fatico molto di più a stare ferma al banco di scuola che a farmi oltre 100 chilometri pedalando, è sempre stato così…».

Per questo non le pesa essere sempre sul pezzo. Tra ciclocross e strada, praticamente non si ferma mai. Il suo 2026 è iniziato con una grande sorpresa, la vittoria forse più inaspettata per lei, quella al campionato francese di ciclocross, gareggiando fra le elite, dando una severa lezione a una specialista di primo piano come Amandine Fouquenet, grande favorita della vigilia, staccata di 33” ricavati grazie alla sua pulizia nella guida perché i numeri dicono che la velocità era la stessa. All’arrivo il suo sguardo diceva tutto: «Mi sono sorpresa da sola” raccontava al suo entourage.

Al Tour de l'Avenir la Gery aveva vinto 3 tappe, finendo settima, dopo aver corso anche il Giro donne
Al Tour de l’Avenir la Gery aveva vinto 3 tappe, finendo settima, dopo aver corso anche il Giro donne
Al Tour de l'Avenir la Gery aveva vinto 3 tappe, finendo settima, dopo aver corso anche il Giro donne
Al Tour de l’Avenir la Gery aveva vinto 3 tappe, finendo settima, dopo aver corso anche il Giro donne

A scuola dalla Vollering

Neanche il tempo di archiviare il bronzo mondiale U23, una medaglia con un fondo amaro, che si è tuffata nella stagione su strada e lo ha fatto senza paura, cogliendo subito una Top 10 ma soprattutto risultando protagonista in tutte le prove, soprattutto quelle WorldTour, anche al Giro dell’Appennino dove anzi il suo 4° posto nella volata vinta dalla Persico non appaga le sue ambizioni. Ora ha tutte le classiche nel mirino.

«Parto per la campagna del Nord con delle idee – ha affermato – ma non mi pongo troppi obiettivi se non dare sempre il meglio di me stessa. Quel che conta per me è il feeling con la FDJ-Suez che è ottimo. Ho in squadra un esempio come Demi Vollering e posso imparare molto da lei, anzi mi aiuta anche con l’inglese: all’inizio faticavo molto ma ora va sempre meglio e riesco a esprimermi».

Domenica la francese sarà in gara al Giro delle Fiandre, vinto nella sua versione per juniores nel 2023
Domenica la francese sarà in gara al Giro delle Fiandre, vinto nella sua versione per juniores nel 2023
Domenica la francese sarà in gara al Giro delle Fiandre, vinto nella sua versione per juniores nel 2023
Domenica la francese sarà in gara al Giro delle Fiandre, vinto nella sua versione per juniores nel 2023

Barra puntata sul 2028 e l’America…

Il suo modello però è tutto tricolore, quella Pauline Ferrand Prevot della quale vuole ripercorrere le gesta, magari raccoglierne l’eredità a Los Angeles 2028 a cui non fa mistero di puntare con decisione, come anche al Tour de France: «Ma per poterlo fare devo crescere molto a cronometro. Il ciclocross mi ha reso più pungente, battagliera, ma devo migliorare in altre caratteristiche come ad esempio la resistenza alla velocità nelle corse contro il tempo. Ora faccio fatica a gestire quello sforzo che in una grande corsa a tappe ha un peso non indifferente. Ma datemi tempo, solo quello». E considerando i suoi 20 anni da poco compiuti, ne ha tutto il diritto…