Quello alla Strade Bianche per Demi Vollering, reduce in questo avvio di stagione da quattro vittorie in quattro giorni di gara, si può considerare serenamente (e quasi letteralmente) un incidente di percorso. La strada imboccata per sbaglio nella classica senese seguendo una moto dell’assistenza neutra, che ha portato il gruppetto inseguitore in cui viaggiava la campionessa europea in una proprietà privata, non ha lasciato strascichi in casa FDJ United-Suez, che ha festeggiato ugualmente con la vittoria di Elise Chabbey.
Per Vollering è stato comunque un assaggio di ciò che troverà quando ritornerà in Italia per il Giro Women dopo aver corso tra le tante Fiandre, Amstel, Freccia Vallone e Liegi. Dell’argomento abbiamo parlato bussando alla porta di Stephen Delcourt, general manager della formazione francese, avvalendoci della sua solita disponibilità.




Vollering avrà un calendario importante prima del Giro Women. Avete preso in considerazione anche la possibilità di partecipare a un numero minore di gare prima di partire per l’Italia?
Il programma di Demi è stato elaborato con molta attenzione. L’intenzione non è mai stata quella di accumulare il maggior numero possibile di gare, quanto piuttosto di migliorare progressivamente la forma fisica e la fiducia. Alcune gare servono a migliorare la condizione fisica, altre a sviluppare l’affiatamento e gli automatismi all’interno della squadra. L’obiettivo è semplice: arrivare al Giro con le giuste sensazioni e il giusto slancio collettivo.
Cosa prevede il programma di avvicinamento tra l’ultima gara e l’inizio del Giro? Altura o rifinitura a casa?
Tra l’ultima gara e il Giro, l’attenzione sarà rivolta alla messa a punto dei dettagli. Demi continuerà il suo lavoro specifico con il suo allenatore, che molto probabilmente includerà un periodo di lavoro in altura, al fine di arrivare al Giro con la massima freschezza possibile. A questo livello, spesso sono i piccoli dettagli a fare la differenza: il recupero, la precisione nell’allenamento, ma anche la mentalità con cui ti presenti alla linea di partenza.


Il Giro Women si svolge un mese prima rispetto al passato. Questo ha influito sulla preparazione di Demi?
Sì, certo che ha un impatto. Quando una gara come il Giro Women cambia posto nel calendario, bisogna ripensare parte della pianificazione della stagione. Tuttavia abbiamo anticipato questo cambiamento abbastanza presto e adattato il programma in modo che Demi possa arrivare pronta al momento giusto.
Che tipo di squadra avrete al Giro Women? Saranno tutte al servizio di Vollering o porterete, ad esempio, anche Ally Wollaston per gli sprint?
Arriveremo al Giro con una squadra molto forte ed equilibrata attorno a Demi. Lei sarà la nostra leader per la classifica generale, ma vogliamo anche rimanere una squadra in grado di animare la gara. Elise Chabbey sarà con noi e ha già dimostrato di poter vincere, di poter creare pericolo in testa al gruppo e di essere una compagna fondamentale attorno a Demi nei momenti decisivi. In un Grande Giro, avere cicliste capaci di attaccare e creare movimento in gara è spesso importante quanto la pura forza.




Quali avversarie temi di più e perché?
Elisa Longo Borghini è ovviamente una rivale formidabile e lo è ancora di più quando corre in casa, in Italia. Conosce perfettamente queste strade e riesce sempre ad alzare il suo livello nelle gare più importanti. Questo però è anche ciò che rende la sfida ancora più emozionante per noi. Gareggiare in Italia, contro le migliori cicliste del mondo, su strade che hanno tanta storia, conferisce sempre alla gara una dimensione molto speciale.
Vollering ha partecipato al Giro Women solo una volta nel 2021, classificandosi terza. E’ la favorita numero uno per la vittoria finale?
Demi è attualmente la numero uno al mondo, quindi naturalmente sarà tra le favorite, ma nel ciclismo moderno nulla è mai scritto in anticipo. Un Grand Tour è sempre un’avventura ricca di emozioni, strategia e momenti a volte inaspettati. Aggiungere il Giro Women al palmares di Demi sarebbe qualcosa di molto speciale per lei e per la squadra. Le nostre rivali avranno le stesse ambizioni e spero che questo Giro sia come l’ultima Strade Bianche: bello, imprevedibile e spettacolare.


Il Tour Femmes resta il suo obiettivo principale?
Ovviamente è uno degli obiettivi principali della stagione. E’ diventato un evento incredibile che sta plasmando la storia del ciclismo femminile. Ma anche il Giro Women ha una storia, una cultura e un’identità uniche in questo sport. Per noi entrambe le gare sono davvero iconiche e correre per vincere entrambi questi Grandi Giri è una motivazione enorme.
Ritieni che Vollering sia cambiata rispetto all’anno scorso? Se sì, in che modo?
Sì, Demi continua a evolversi. Ha acquisito maturità, calma e leadership, ma ciò che è bello vedere è anche come la squadra cresca con lei. Ha un’aura incredibile all’interno del gruppo e trascina tutti quelli che la circondano. In un Grande Giro, questo tipo di energia collettiva può fare un’enorme differenza.


Vollering ha mostrato di apprezzare il fatto di correre in Italia. E’ così anche per la vostra squadra?
Per noi correre in Italia è sempre speciale. Il ciclismo è profondamente radicato nella cultura di questo Paese e queste strade sono ricche di storia. La grande partenza dall’Emilia-Romagna, regione che personalmente amo, creerà già di per sé un’atmosfera unica. E concludere con una salita mitica come il Colle delle Finestre promette un finale straordinario. Sono questi paesaggi, questa passione e questa cultura che rendono il Giro Women una gara così unica.