SONDRIO (SO) – Il 17 giugno prossimo il Tour de Suisse partirà, per la prima volta nella sua storia, dall’estero, e lo farà con una tappa che avrà come sede di partenza e di arrivo la città di Sondrio. La Valtellina rafforza così il proprio legame con il ciclismo e con la corsa a tappe elvetica, che già lo scorso anno era arrivata in provincia di Sondrio. Era toccato alla Valchiavenna ospitare l’arrivo della quarta tappa, a Piuro, sotto le Cascate dell’Acquafraggia.
Nella mattinata di ieri, all’interno della sala consiliare della Provincia di Sondrio, si è tenuta la presentazione ufficiale della Grande Partenza del Tour de Suisse dall’Italia, una novità assoluta alla quale se ne affiancano altrettante di grande interesse per il ciclismo e il territorio della Valtellina.



Progetti condivisi
E’ stato Davide Menegola, Presidente della Provincia di Sondrio, a dare il via alla presentazione. Le sue parole hanno voluto ricordare il forte legame tra il territorio svizzero e quello della Valtellina.
«Questa Grande Partenza – ha raccontato – vuol dire tanto per tutta la provincia e per la Valtellina. Sondrio è una città con un forte legame con i nostri vicini elvetici, con i quali condividiamo storia, territorio e tanto altro. Un cammino comune che condividiamo attraverso progetti Interreg e con eventi che hanno come obiettivo quello di valorizzare entrambi i territori».




Il ciclismo a Sondrio e in Valtellina
I giorni di grande ciclismo a Sondrio saranno due, con la presentazione delle squadre che avverrà il 16 giugno, mentre il Tour de Suisse partirà ufficialmente il giorno successivo: mercoledì 17 giugno. Il tutto si svolgerà in Piazza Giuseppe Garibaldi, nel cuore della città (in apertura foto Consorzio Turistico Media Valtellina). Un’altra novità importante riguarda l’organizzazione della corsa a tappe elvetica, che per la prima volta affiancherà alla gara maschile quella femminile. I team ospitati saranno 36: 20 legati alla corsa maschile e 16 alla femminile, con uno sforzo da parte degli enti e della città di Sondrio non indifferente in termini di appoggio logistico e di servizi.
La voglia di tornare a respirare l’aria del grande ciclismo è tanta, e in città i preparativi inizieranno a breve. Sondrio, infatti, torna ad ospitare l’arrivo di una corsa ciclista dopo 46 anni dall’ultima volta, quando la tappa numero 20 del Giro d’Italia partì da Cles per arrivare a Sondrio, era il 1980 e vinse Jean-René Bernaudeau.




La bici e il territorio
A condurre la presentazione ci ha pensato Gigi Negri, punto di riferimento per il ciclismo in Valtellina, spiegando l’importanza di avere un evento del calibro del Tour de Suisse su un territorio da sempre legato al ciclismo come quello della Valtellina.
«E’ un’edizione ricca di prime volte – spiega Gigi Negri – come quella che vede l’arrivo di una corsa WorldTour estera in Valtellina. Questo avvenimento è stato reso possibile dall’organizzazione del Tour de Suisse, che l’anno scorso è rimasta piacevolmente sorpresa dalle bellezze dei nostri territori. Ma un grande ringraziamento va anche ai 32 comuni che si andranno a toccare nel corso della prima tappa, un record anche questo».
«Il ciclismo da noi è uno degli sport di riferimento – prosegue – e lo è in tutte le sue forme e discipline, a partire dal cicloturismo, il quale rappresenta una fetta importante dell’economia e della storia della Valtellina. Sono tanti gli eventi che proponiamo ogni anno, ma essi sono il fulcro di una cultura sportiva sempre più forte, anche nei servizi dedicati».




La voce del Tour de Suisse
Per la seconda volta nella sua carriera di direttore sportivo del Tour de Suisse David Loosli si è ritrovato a disegnare una tappa in Italia. E se nell’edizione 2025 la porta di accesso al nostro Paese è stato il Passo dello Spluga, una delle salite maggiormente conosciute dagli appassionati, quest’anno la sfida è stata ben diversa e allo stesso tempo entusiasmante. Infatti è la prima volta in cui il ciclismo in Valtellina non tocca salita sacre come Stelvio, Gavia e Mortirolo, un modo per dare risalto all’intero territorio.
«Nel disegnare questa prima doppia tappa (maschile e femminile, ndr) – racconta David Loosli – ho scoperto strade nuove che non avevo mai percorso. Ho avuto modo di fare due o tre sopralluoghi e apprezzare la bellezza delle strade che i corridori andranno a percorrere il prossimo 17 giugno. Non scalare le vette più famose della Valtellina è stata una scelta condivisa, che ci permette di disegnare una tappa inaugurale impegnativa ma non troppo esigente, come da tradizione del Tour de Suisse».
«Avremo al via – conclude – il campione del mondo Tadej Pogacar, all’esordio nella nostra corsa, ma non ci sarà solamente lui, infatti avremo anche atleti di primo livello, come spesso accade: Primoz Roglic e Tom Pidcock su tutti. Non sappiamo se hanno scelto di venire anche grazie alla partenza dall’Italia (dice con una risata, ndr), ma la cosa certa è che non vediamo l’ora di partire e siamo felici di farlo da qui: da Sondrio e dalla Valtellina».