Tadej Pogacar, Romandia

Forza, peso e palestra: il lavoro di Pogacar verso il Tour

17.05.2026
5 min
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Mentre si corre il Giro d’Italia, ci sono altri campioni che stanno preparando il Tour de France e tra questi c’è sua maestà Tadej Pogacar. In questo periodo di riposo è curioso fare qualche considerazione sullo sloveno, partendo da ciò che ha detto lui stesso al Romandia: «Sono più pesante perché mi sono lasciato trasportare dalla tanta palestra fatta questo inverno».

E in effetti si è visto un Pogacar più grosso, muscolato e forse anche con un filo di grasso in più. Ma la cosa era più che legittima. Il campionissimo della UAE Emirates puntava forte su classiche per lui complicatissime: Sanremo, Fiandre e soprattutto Roubaix, dove la componente peso è determinante per non saltellare troppo sulle pietre. E nonostante tutto, pensate che tra i primi dieci arrivati era 11 chili in meno del più leggero. In pratica anche col secondo posto ha fatto un’impresa.

Pogacar e Van der Poel, Fiandre 2026
Pogacar in azione al Fiandre. Per sua stessa ammissione, Tadej ha detto di essere più pesante per via della tanta palestra fatta in inverno
Pogacar e Van der Poel, Fiandre 2026
Pogacar in azione al Fiandre. Per sua stessa ammissione, Tadej ha detto di essere più pesante per via della tanta palestra fatta in inverno

Dalle classiche al Tour

Questi atleti sono come auto da Formula 1 e, visto che si parla sempre di dettagli, anche piccole differenze di preparazione, peso e scelte tecniche possono essere determinanti. E variano da corsa a corsa in base al tracciato.

Non è un caso che al Giro di Romandia, prima corsa a tappe della stagione, Pogacar sia stato sì il più forte, ma non devastante in salita come sempre. Alla fine lo ha detto lui stesso: era più pesante, più muscoloso e non aveva ancora fatto lavori specifici sulle lunghe salite. Poi, okay, si chiama Tadej Pogacar e vince lo stesso, ma per farla breve: Florian Lipowitz non gli era lontano.

Ora però le cose stanno cambiando. Si va verso il Tour de France e di certo troveremo un Pogacar trasformato. Lo sloveno ha già iniziato a lavorare sulle lunghe salite e anche sulla dieta. Dieta tra virgolette. Quel che abbiamo saputo da fonti attendibili è che Pogacar, da qui al Tour, dovrà perdere non meno di due chili.

Palestra, forza, Compri
Marco Compri, a a destra, del Centro Studi della FCI con Tommaso Lupi, ex tecnico della Bmx
Palestra, forza, Compri
Marco Compri, a a destra, del Centro Studi della FCI con Tommaso Lupi, ex tecnico della Bmx

Effetto palestra: parla Compri

Ma se questa è la fotografia della situazione di Pogacar, la curiosità è capire se tutta questa palestra fatta in inverno in vista delle classiche potrà essergli utile anche per la Grande Boucle. Se quella forza ulteriore in qualche modo resterà nelle sue gambe. A tal proposito abbiamo chiamato in causa Marco Compri, dello staff performance della Fci. E’ lui che segue i ragazzi della pista.

«Non si tratta solo di palestra e forza – inizia Compri – il fatto che un atleta abbia più massa non significa automaticamente che sia più forte. Un conto è l’ipertrofia funzionale, un conto è la forza. E poi bisogna capire quale tipo di forza. A un ciclista servono i picchi di forza, quindi la capacità di spostare peso ad alto carico e ad alta velocità. E di per sé questo è il presupposto per poter poi avere potenza.

«Bisogna approfondire quale fosse il vero obiettivo della periodizzazione di Pogacar. Doveva alzare i massimali? Gli serviva ipertrofia? Nel nostro sport l’obiettivo della palestra è avere elevati livelli di testosterone da tradurre in potenza. Per dare una risposta precisa bisognerebbe sapere quali protocolli ha utilizzato e come ha periodizzato tutto questo».

Senza dubbio un lavoro di ipertrofia muscolare è servito a Pogacar. Compri parla di una massa, specie se addotta nella parte superiore del corpo, utile per esprimersi su percorsi come Fiandre e Roubaix. Per essere più stabili nella guida, stancarsi meno sulle pietre, guidare e spingere meglio. Ma certo non è questo che porterà Pogacar ad avere un eventuale vantaggio al Tour derivante dalla tanta palestra fatta questo inverno.

«Averla fatta per le classiche non significa che porterà quel lavoro al Tour, perché la forza dopo quattro giorni comincia a scemare se non viene richiamata».

Senza dubbio nel formato Tour, lo sloveno è più magro
Senza dubbio nel formato Tour, lo sloveno è più magro

Meno chili, stessi watt

I tecnici della UAE Emirates hanno di sicuro programmato bene questa trasformazione da cacciatore di classiche a corridore da Grandi Giri. Ricordiamo che quando parliamo di trasformazione ci riferiamo a cambiamenti minimi, ma che a questo livello possono fare la differenza.

La vera sfida di Pogacar e del suo staff è dimagrire di quei due chili o poco più senza perdere la forza acquisita. Ma ancora una volta Compri fa capire che non è così semplice.

«Questi – riprende Compri – sono due concetti diversi. La massa non è indicatore diretto di forza. Si potrebbe perdere peso senza perdere massa magra, perché perdere troppa massa magra condiziona anche i tipi di forza. La cosa importante è capire come avviene questo processo e come in UAE tutelano i parametri di forza. L’obiettivo è non perdere i picchi di potenza. Sulla forza in senso assoluto si lavora in pre-season. In piena stagione quello che interessa è il picco di potenza, non il picco di forza».

E qui urge un chiarimento fra forza e potenza. «Il picco di forza è la capacità di spostare un alto carico ad alta velocità. Il picco di potenza è il massimo carico alla massima velocità».

Tadej Pogacar
La scorsa volta il suo coach Sola ci disse come il miglioramento di Pogacar fosse dovuto principalmente dal lavoro a secco (foto Facebook)
Tadej Pogacar
La scorsa volta il suo coach Sola ci disse come il miglioramento di Pogacar fosse dovuto principalmente dal lavoro a secco (foto Facebook)

Quali richiami?

Tra la fine del Romandia e il Giro di Svizzera, Pogacar rimarrà senza correre per 45 giorni: un mese e mezzo in pratica. Chiaramente tornerà a fare dei richiami. Come spiega Compri, il lavoro in palestra serve a riqualificare livelli di forza che in bici non si riescono a mantenere.

«Probabilmente – riprende Compri – faranno un richiamo del lavoro a 0,4-0,5 metri al secondo (la velocità di esecuzione dei vari esercizi, ndr), per poi avvicinarsi al momento gara a velocità prossime a 0,6-0,7, anche 0,8 metri al secondo. Se Pogacar riuscirà a lavorare in palestra ai livelli di questo inverno ma con 2-3 chili in meno, allora avrà alzato ulteriormente l’asticella.

«Soprattutto se quei chili in più erano distribuiti in gran parte sulla parte alta del corpo. Allora il gioco potrebbe essere relativamente semplice. Si smette di stimolare troppo l’upper body e automaticamente si perde massa. In quel caso perde un po’ di stabilizzazione, ma allo stesso tempo non è una perdita che va a inficiare la spinta. Discorso diverso e più complicato se hanno aumentato anche nella parte inferiore».