Ganna vola sul filo dei 55 orari, Vingegaard non convince

19.05.2026
7 min
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MASSA – I 42 chilometri sono una distanza mitica: sono quelli della maratona e affrontarli mette sempre una certa emozione. Anche in bici, ma solo se non sei Filippo Ganna. In questo caso i 42 chilometri li frantumi. Li demolisci, neanche avessi una moto tra le gambe. E la tua moto si chiama Pinarello Bolide.

Tra l’altro questa crono ridisegna la classifica generale. Se Afonso Eulalio mantiene a sorpresa la maglia rosa, Jonas Vingegaard non brilla come ci si aspettava. Mentre volano Thymen Arensman soprattutto e Ben O’Connor. In particolare, l’olandese ha impostato, fatte le debite proporzioni, il suo pacing su quello di Ganna. E infatti ha chiuso alla grande, superando Rémi Cavagna nel finale e cogliendo la piazza d’onore. Si difende alla grandissima Giulio Pellizzari, che incassa appena 18” da Vingegaard nonostante i malanni di cui vi abbiamo raccontato.

Una media devastante

Questa vittoria era nell’aria, va detto. Ganna era decisamente il favorito, ma poi le cose bisogna concretizzarle. E allora tutto diventa più complicato. Il piemontese aveva puntato questa tappa sin dal momento in cui aveva sciolto i dubbi circa la sua partecipazione al Giro d’Italia. L’approccio è stato maniacale, come sempre.

Ieri vi avevamo raccontato di un giorno di riposo particolare. Filippo aveva deciso di non uscire in bici, di dormire di più e di allungare la finestra di recupero. Dettagli che, sommati a tanti altri come il body, una bici sempre più perfetta, una ricognizione al millimetro, hanno portato a questo risultato.

Perché se la vittoria era tra virgolette scontata, non lo è stata di certo la media oraria, che ha sfiorato i 55 chilometri all’ora: 54,922 per la precisione.

«Alla fine è stata una cronometro molto lunga – ha spiegato Ganna – ho sofferto perché 45 minuti non sono facili da gestire. Ci eravamo impostati un passo da mantenere e credo che abbiamo alzato il tempo di 10 secondi su 45 minuti. Non male. Avevo una borraccia con 80 grammi di carboidrati… ma non l’ho toccata! Addirittura mi ero portato un gel da mettere qui – e con la mano indica dietro al collo, nel body – ma poi mi hanno detto che non era possibile, così l’ho preso prima del via e ho fatto tutto con quello».

Intanto la folla lo acclama. C’è chi gli fa notare che la tappa è finita da un’ora e la gente è ancora tutta assiepata tra palco e truck della conferenza stampa.

«In effetti – riprende Ganna – fa molto piacere. Purtroppo mi spiace non riuscire ad arrivare da tutti perché comunque i tempi sono risicati. Anche noi abbiamo bisogno di arrivare in hotel il prima possibile, per avere il giusto recupero, riuscire a fare i massaggi e andare a dormire presto. Stamattina non nascondo che alle 5 ero sveglio. Un po’ di adrenalina, un po’ di tensione c’erano. Però alla fine della giornata è andata bene».

Filippo Ganna, crono Massa, Giro
Sin dalle prime battute si è capito che Ganna fosse su un altro pianeta. E’ la sua 8ª vittoria al Giro
Filippo Ganna, crono Massa, Giro
Sin dalle prime battute si è capito che Ganna fosse su un altro pianeta. E’ la sua 8ª vittoria al Giro

Sognando Verbania

Un campione è sempre affamato e Filippo Ganna è un campione. I sette sorpassi di oggi sono stati brutali. Fra tre giorni il Giro d’Italia farà tappa a casa sua a Verbania. Ed ecco che, messa nel sacco la crono, l’obiettivo primario, si punta a questo secondo traguardo. Che sa molto anche di sogno.

Avrà gli occhi puntati addosso. Ma già si sogna il colpo da finisseur, da inseguitore della pista che spara un chilometro finale degno di un velocista come Harrie Lavreysen.

«Vero – dice Ganna – prima della fine del Giro mi piacerebbe comunque cercare un’altra tappa. Non nego il fatto che ovviamente la tappa di casa mi faccia sognare… Ma bisognerà vedere se il gruppo mi manderà ancora in fuga in due (come con Alberto Bettiol l’altro giorno, ndr) e poi mi riprenderà. Lo vedremo soltanto venerdì».

Le domande incalzano sull’approccio a questa crono. Ganna racconta del riposo negli ultimi due giorni, del sempre positivo apporto della pista, anche se non ci va da prima delle classiche. E indirettamente parla anche di Arensman. Lo fa replicando a chi gli chiede se i suoi sogni personali non cozzino con gli obiettivi di classifica dell’olandese, che oggi si è confermato leader indiscusso della Ineos Grenadiers.

«Sono pronto ad aiutarlo – ha detto Ganna – anche nel 2020 con Tao Geoghegan Hart abbiamo vinto il Giro e portato a casa tante vittorie. Nelle tappe sopra i 4.000 metri di dislivello sono un pochettino inutile! Altri compagni possono dargli molto di più. E se in qualche momento avrò dello spazio per me, gli starò vicino in altre occasioni».

Sempre in ottica classifica, Ganna si lascia andare a una battuta su un siparietto avvenuto nel dietro le quinte del palco premiazioni, quando lui e Vingegaard si sono incrociati. Tra l’altro è probabile che si ritroveranno anche al Tour de France. Lo stesso Ganna ha detto che con grande probabilità farà anche la Grande Boucle.

«Siete curiosi di quello che ci siamo detti eh? Abbiamo scherzato sul fatto che oggi la crono fosse lunga. Lui mi ha detto che ha sofferto parecchio e io gli ho ribattuto: e tutte le volte che in salita mi fate soffrire voi?».

Idea lenticolare

Le ore passano. Podio e interviste sono finite. Massa si svuota e, in questo fuggi fuggi, ecco Matteo Cornacchione portare via la Pinarello di Ganna.

«Cosa vuoi dirgli per radio a uno così? Sapeva tutto quanto – racconta il meccanico di Pippo – avevamo fatto anche una buona ricognizione e per il resto tutto è filato secondo programma. Avevamo preparato un pacing e abbiamo rispettato la tabella di marcia in maniera impressionante.

«Dire che è stata facile magari è troppo, però c’è stato un momento, nel tratto rettilineo più lungo, intorno ai 30 chilometri, in cui per un pochino la velocità stava calando: 58, 57, 56… E allora gli abbiamo detto di dare una bottarella. Non è facile anche mentalmente, perché aveva già fatto tanta strada e tanta ancora ne mancava. In quell’istante c’è stato un po’ di supporto morale da parte nostra».

Poi si parla anche della bici. Le idee erano chiare sin da subito su cosa montare, ma per un po’ si era pensato di utilizzare anche la ruota lenticolare anteriore. «Ma si era alzato un po’ di vento. Poi era caduta qualche goccia di pioggia e l’asfalto era leggermente umido, così abbiamo deciso di andare sul sicuro».

E' Felix Gall forse il vero sconfitto di giornata. L'austriaco ha lasciato 4'21 a Ganna e 1'21" a Vingegaard
E’ Felix Gall forse il vero sconfitto di giornata. L’austriaco ha lasciato 4’21 a Ganna e 1’21” a Vingegaard
E' Felix Gall forse il vero sconfitto di giornata. L'austriaco ha lasciato 4'21 a Ganna e 1'21" a Vingegaard
E’ Felix Gall forse il vero sconfitto di giornata. L’austriaco ha lasciato 4’21 a Ganna e 1’21” a Vingegaard

Sotto gli occhi di Villa

A seguire il suo Pippo c’era anche Marco Villa, che resta legatissimo a Ganna e da quest’anno è il tecnico azzurro del settore cronometro.

«Oggi – dice Villa – non ce la facevo a restare a casa. Per me oggi Filippo ha inseguito non solo la vittoria ma anche la prestazione. Cosa significa? Significa che si vuole sempre migliorare, ottimizzare. Si è voluto mettere alla prova in una cronometro individuale così lunga ed è molto importante anche in ottica mondiale. E’ vero che magari non c’erano i rivali che puoi incontrare in una prova iridata, ma gli avversari vanno sempre rispettati e comunque la bicicletta va portata al traguardo.

«Quando dico che ha cercato la prestazione intendo che una prova così era importante per dare tutto. Era importante per impegnarsi al massimo e vedere cosa usciva fuori dai materiali, dai continui piccoli ritocchi alla posizione che vengono effettuati. E dal suo fisico. Quindi è stato giusto farlo in questo modo».

Villa ha raccontato anche che Ganna, così come Jonathan Milan, prima del Giro tornerà in pista a Montichiari sempre per lavorare in ottica mondiale… non solo su strada. In qualche modo questo legame Villa e il dream team del quartetto va avanti.