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Prima stagione da ciclista. Quanto è cambiato il fisico di Palzer?

26.11.2021
5 min
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Ricordate Anton Palzer? Il ragazzo che in primavera lasciò l’alpinismo, dove era un vero leader per affrontare la sfida del ciclismo? Ebbene con lui abbiamo fatto una “chiacchierata” tecnica di questo sua prima stagione da corridore.

Il tedesco ha vestito i colori della Bora-Hansgrohe. Ha faticato come pochi, è rimasto scioccato dalle dinamiche di gruppo. Ma già dopo pochi mesi è stato in grado di concludere un grande Giro: la Vuelta. Non è poco, specie nel ciclismo di oggi, del cui livello siderale non smetteremo di parlare.

Spesso Anton si è messo al servizio della squadra, specie in salita
Spesso Anton si è messo al servizio della squadra, specie in salita
Ciao Anton, prima stagione da ciclista professionista: cosa ti è piaciuto e cosa non ti è piaciuto?

La mia prima stagione da professionista è stata davvero fantastica. Ovviamente ci sono stati alti e bassi, in particolare alla Vuelta. Quella spagnola è stata un’esperienza estrema, in cui ho dovuto forzare i miei limiti. A distanza di qualche mese però, posso dire che è stata anche l’esperienza più importante. Mi ha dato lo stimolo necessario per adattarmi a questo nuovo mondo.

Sei molto tecnico: quanto è cambiato il tuo fisico nel corso dei mesi?

Negli ultimi anni facevo circa 5.000 chilometri in bici oltre agli allenamenti con gli sci e con la corsa a piedi. In questa stagione ho percorso circa 23.000 chilometri da marzo, da quando ho cambiato disciplina. In realtà ho preso un po’ di peso, soprattutto a fine stagione. Credo molti liquidi perché i carichi di lavoro sono stati molto alti e il mio corpo era davvero stanco. In generale però penso che il mio fisico non sia cambiato molto. Bisogna considerare che parliamo solo di un periodo da fine marzo ad ottobre.

Ci sono stati dei cambiamenti nella posizione in bici dalla primavera al post-Vuelta? Insomma, degli adattamenti?

Ovviamente ci sono stati degli adattamenti dal primo montaggio con Specialized fino ad oggi. Hai bisogno di tempo per capire cosa ti aiuta ad aumentare le prestazioni, ma allo stesso tempo sentirti a tuo agio. Ho fatto un passo alla volta. E anche le mie capacità di guida della bici sono migliorate molto durante l’anno.

Nel corso della stagione Palzer ha affinato anche la sua tecnica di guida, una delle difficoltà maggiori
Nel corso della stagione Palzer ha affinato anche la sua tecnica di guida, una delle difficoltà maggiori
Quali sono state le maggiori difficoltà nel passaggio da scialpinismo e skyrunner al ciclismo?

La differenza più grande è stata la quantità di gare. Ho fatto più di 50 giorni di corsa quest’anno, negli anni precedenti non ne ho fatti nemmeno la metà. Credo che questa sia anche la parte più difficile del ciclismo in generale: riposarsi e allenarsi a sufficienza tra una gara e l’altra per crescere come ciclista.

E quali sono stati i vantaggi?

Penso che i muscoli non siano così stressati quanto nello scialpinismo o nella corsa. Sì, si va in “profondità” nel ciclismo, ma non così tanto. Io penso perché le gare sono molto più lunghe e lo sforzo è gestito in modo differente. Nello scialpinismo la maggior parte delle gare dura forse un’ora o due. In allenamento è facile fare 30 ore a settimana in bicicletta, 30 ore di corsa sono un’altra storia. Mi piace allenarmi, quindi il ciclismo per me è un ottimo sport.

Cosa è cambiato in termini di cibo? Ci sono somiglianze tra ciclismo e scialpinismo?

Non c’è stato nessun grande cambiamento ad essere onesti. Fondamentalmente la mia alimentazione si basa su un alto contenuto di carboidrati e pochi grassi. Ovviamente la strategia di alimentazione nelle gare è totalmente diversa proprio in relazione alla lunghezza delle gare stesse. È molto importante assumere calorie a sufficienza, soprattutto in un grande Giro poiché un giorno influenza il successivo. Ma in generale penso che non sia mai stato un grosso problema per me. 

Tutto facile insomma?

Non sempre. Un giorno ho commesso un errore: non avevo abbastanza liquidi in corsa. Ma ho imparato la lezione! E ora sono sempre molto concentrato su questo aspetto.

Svolgi ancora le attività di corsa e scialpinismo (quest’inverno ovviamente)?

Non proprio. Voglio concentrarmi sul ciclismo. Durante la fase di stacco mi sono divertito a passare un po’ di tempo in montagna. Però non ho corso, ma ho fatto delle escursioni. Le montagne sono molto importanti per me e lo saranno sempre.

Hai già ripreso la preparazione? E come ti senti?

Sono tornato ad allenarmi da quattro settimane ormai. Dopo le mie ultime gare ho fatto due settimane molto facili (detraining, ndr) seguite da tre settimane di riposo totale. Al momento sono a Gran Canaria per un training camp di due settimane. Sento già una bella differenza rispetto all’anno scorso. Le gare fatte hanno sicuramente avuto un impatto positivo e riparto da un livello diverso.

I tuoi compagni di squadra ti hanno fatto delle domande curiose? 

Ovviamente ci sono alcune domande da parte dei compagni di squadra ma anche da parte di altri corridori del gruppo. Ho visto che ci sono molti atleti che fanno un po’ di scialpinismo in inverno e mi chiedono della mia esperienza.

E quest’inverno troverai qualcuno che farà sci alpinismo con te?

Sono sicuro che mi allenerò sugli sci in inverno con i miei compagni di squadra austriaci. Ma non c’è molto tempo perché la stagione ciclistica è molto lunga e inizia presto.