Dal Carpegna ad Utrecht, la chiamata last minute per Fabbro

19.08.2022
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Matteo Fabbro è riuscito nell’impresa di battere Filippo Conca nel sapere di andare alla Vuelta. Per Filippo la chiamata è arrivata alle 12 del 14 agosto, per Matteo addirittura nella mattinata di Ferragosto. Ma l’importante è esserci!

Il friulano della Bora-Hansgrohe, nell’immagine di apertura impegnato nelle foto di rito prima di un grande evento, è stato chiamato per il forfait di Emanuel Buchmann. Quando le cose vanno così l’avvicinamento non può essere dei migliori. Ma questo non significa che Matteo non ce la metterà tutta.

Un buon Delfinato per lo scalatore friulano, in fuga nelle ultime due frazioni di montagna
Un buon Delfinato per lo scalatore friulano, in fuga nelle ultime due frazioni di montagna

Fame di scalatori

E anche la squadra sa bene che Fabbro non l’ha preparata a puntino. Ma resta lo scalatore che più serviva alla causa del team tedesco.

«Matteo parteciperà alla Vuelta – ci aveva detto il diesse Gasparotto – la sua presenza è stata una decisione dell’ultimo minuto a causa della defezione di Buchmann, dovuta ad un’infezione. Si tratta del primo grande Giro per Matteo in questa stagione. Aveva dovuto rinunciare al Giro d’Italia a causa di problemi fisici che ne avevano compromesso la preparazione». 

«Inizialmente avevamo deciso di mantenere più o meno gli stessi scalatori che avevano fatto il Giro. Con Buchmann avremmo avuto 3-4 corridori pronti per la generale, senza Emanuel perdiamo un possibile uomo da classifica ma Matteo sarà in grado di dare una mano e sono certo che lo farà bene».

Fabbro (classe 1995) ha iniziato la sua seconda parte di stagione a San Sebastian
Fabbro (classe 1995) ha iniziato la sua seconda parte di stagione a San Sebastian

Quei lavori in quota

E Fabbro cosa dice? «Io – spiega il friulano – spero di essere pronto. Il mio post Giro tutto sommato era mirato su questo appuntamento. All’inizio ero nella squadra per la Vuelta, poi no… il problema è che avendo corso poco dopo il Giro e non essendoci state gare durante il Tour non avevo potuto fare e dimostrare molto. Da parte mia ho lavorato molto e punto ad essere competitivo, molto competitivo».

Dopo il Giro Fabbro si è allenato ad Andorra. Era di fatto con la squadra del Tour. Ha corso il Delfinato, ma sapeva che non sarebbe stato della partita per la Grande Boucle. Poi si è spostato a Livigno, dove vi è restato per un lungo periodo.

«E lì – spiega Fabbro – ho lavorato molto cercando di sopperire la mancanza di corse con lavori d’intensità».

E questa è un po’ una novità rispetto a quel che ci hanno detto praticamente tutti gli altri pro’, cioè che in altura hanno fatto quantità e non qualità. Anche perché si rischia di fare più male che bene.

«Ho fatto dietro moto, ma soprattutto a casa, mentre in altura ho fatto dei lavori intensi, però per questo tipo di sedute scendevo in basso. O non sopra i 1.600 metri. Pedalavo nella zona di Bormio, Valdidentro. Facevo i lavori verso Bormio 2000 o fino alla metà dello Stelvio».

I ragazzi di Gasparotto hanno fatto le prove per la cronosquadre di oggi pomeriggio ad Utrecht (foto Instagram @veloimages)
I ragazzi di Gasparotto hanno fatto le prove per la cronosquadre di oggi pomeriggio ad Utrecht (foto Instagram @veloimages)

Per la squadra e non solo

Come dicevamo, Fabbro ha saputo davvero tardi che sarebbe dovuto volare in Olanda. L’aver lavorato bene e tanto però è più di una consolazione per quando si parte per un grande Giro. La coscienza è a posto, ma soprattutto lo sono le gambe e si ha la consapevolezza di poter fare bene.

«Quando l’ho saputo – racconta Fabbro – ero sul Carpegna, mi stavo allenando e avevo anche rotto il cambio. Diciamo che il mio umore in quel momento non era dei migliori! Poi ha squillato il telefono, mi hanno detto della Vuelta e ho recuperato la giornata! Sinceramente ci speravo…».

Ma tornando al discorso del “fare bene” questa definizione ha molte sfaccettature e Fabbro con Hindley e Higuita in squadra rischia di avere poco spazio.

«Abbiamo una squadra forte. C’è un velocista di spessore come Sam Bennett e ci sono tre uomini di classifica come Hindley, Higuita e Kelderman… e capisco che potrei non avere troppo spazio. Ma senza Buchmann c’è un uomo di classifica in meno. Io credo che andremo avanti giorno per giorno e già la cronosquadre di oggi sarà importante per la generale. Se piove sarà pericolosissimo visto che il percorso di Utrecht è tecnico».

«Le montagne in questa Vuelta non mancano e se ci sarà un’occasione sarò pronto a sfruttarla. Certo, se andiamo in maglia sarà difficile e dovrò restare vicino al capitano. Ma avrò comunque l’occasione di mettermi in mostra tirando forte in montagna. Come del resto in passato hanno fatto dei grandi atleti e come mi dice il mio preparatore Sylwester Szmyd, lui è stato un ottimo corridore pur facendo il gregario».