Search

L’inverno del corridore, fra camminata e corsa

31.10.2022
6 min
Salva

Ecco l’inverno del ciclista ed ecco spuntare le famose attività alternative. In passato abbiamo visto gli atleti cimentarsi anche in sport particolari oppure fare in modo alquanto serio quelle più comuni: su tutte ci viene in mente la maratona di Adam Yates. O il trail notturno di David Gaudu (in apertura foto Geraldine Magnan, ndr) che comunque non sono attività “strane”. Giacomo Notari, uno dei coach dell’Astana Qazaqstan ci accompagna in questo viaggio sulla preparazione del post stacco.

E Notari entra subito nel merito, anche se: «Con il ritorno del Tour Down Under a gennaio, molti hanno già ripreso la preparazione standard, palestra e bici, per essere pronti a gennaio». Lasciando intendere che magari per alcuni professionisti quest’anno c’è stato meno tempo per queste attività alternative.

Attività “esotiche”

Spesso abbiamo parlato di sci di fondo, qualcuno che fa arrampicata, chi scappa in luoghi caldi per andare a surf, chi nuota… ma sono “mosche bianche”. Il nuoto stesso sono relativamente in pochi a praticarlo, perché questo impone una certa tecnica, altrimenti in vasca non si combina nulla.

«C’è anche chi usa i rollerblade – dice Notari – se ben ricordo Tiralongo ne era un sostenitore. Alla Jumbo-Visma, che hanno anche il team di pattinaggio sul ghiaccio di cui in Olanda sono appassionatissimi, vedo che molti pattinatori pedalano. Non mi stupirei se fosse anche il contrario.

«E posso garantire che i pattinatori vanno fortissimo in bici. Una volta a Livigno incontrai Enrico Fabris (che vinse le Olimpiadi di velocità, ndr) e in bici spingeva davvero forte».

Vincenzo Albanese, camminata in montagna 2020
La camminata in montagna è forse l’attività più rilassante e più diffusa tra i pro’. Qui Vincenzo Albanese
Vincenzo Albanese, camminata in montagna 2020
La camminata in montagna è forse l’attività più rilassante e più diffusa tra i pro’. Qui Vincenzo Albanese

Camminate in montagna

Ma quali sono dunque le attività alternative che davvero vengono praticate? 

«Le attività alternative principali – spiega Notari – sono sostanzialmente due: la camminata in montagna e la corsa piedi.

«La camminata preferiamo che sia in montagna (o in collina, ndr) perché c’è del dislivello e in qualche caso anche la quota. Con il fatto che si tratta di un’attività più blanda è preferibile appunto che ci sia del dislivello da fare per questioni cardiovascolari e muscolari. Noi consigliamo dalle due ore di camminata in su, proprio perché l’intensità è bassa».

«Non ce lo hanno chiesto, ma se usano i bastoncini è meglio, perché questi aiutano a fare più dislivello e a muovere un po’ di più la parte alta. Boaro, per esempio, è un ottimo camminatore. E recentemente anche Martinelli ha ripreso con questa attività unendoci anche della corsa lenta. Alla fine emerge “l’animale endurance” proprio del ciclista. A questo “animale” piace soffrire un po’, fare un certo tipo di sforzi che gli danno soddisfazione. Guardiamo Trentin con lo sci di fondo…».

Negli ultimi anni è aumentata la quantità di pro’ che ricorre alla corsa a piedi. qualcuno, come Roglic, anche nel corso della stagione
Negli ultimi anni è aumentata la quantità di pro’ che ricorre alla corsa a piedi. qualcuno, come Roglic, anche nel corso della stagione

Corsa a piedi

C’è poi il capitolo, sempre molto discusso, della corsa a piedi. Ancora oggi c’è chi la demonizza. Una volta si diceva che un corridore dovesse prendere la bici anche per andare a comperare il pane. Non solo non doveva correre ma neanche camminare. Vecchi retaggi.

«Riguardo alla corsa a piedi – riprende Notari – va bene, ma molto dipende dal background dell’atleta stesso con la corsa. Cioè se in passato l’ha fatta. Se non ha problemi di ginocchia e schiena. Dal punto di vista aerobico e cardiovascolare è molto simile al ciclismo e il vantaggio è che con 45′-60′ hai svolto già un buon allenamento».

«So di molti corridori che corrono a piedi d’inverno. Noi in Astana per esempio abbiamo i kazaki che la usano molto. Da loro in questo periodo fa freddo, c’è la neve e allenarsi in bici è impossibile. Così corrono. Gidich per esempio ci va spesso».

Miguel Angel Lopez è un vero esperto di Mtb. Nel post lock down il colombiano prese parte anche a delle gare di Xc in Sud America
Miguel Angel Lopez è un vero esperto di Mtb. Nel post lock down il colombiano prese parte anche a delle gare di Xc in Sud America

E la mtb?

Il discorso è un po’ diverso per quanto riguardo la mtb. Questa infatti non fa solo parte delle “altre attività” in attesa della ripresa vera e propria, ma in certi periodi è ormai integrata nella preparazione.

«Noi – dice Notari – la inseriamo anche nel primo periodo della preparazione invernale, quando fanno palestra e bici. A piacimento dei ragazzi, la parte di bici può essere fatta con la mtb. Lopez per esempio ci va molto. Ma anche a Dombrowsky piace. Idem a Lutsenko. Per non parlare di Velasco che è un ex biker e che è anche elbano. Lui gira spesso (al Capoliveri Bike Park, ndr) anche durante la stagione in mtb.

«Nell’off season, cioè in quelle tre-quattro settimane di stacco fra l’autunno e l’inverno, preferiamo che facciano altro, non la mtb. Quando invece si riprende e si deve alternare la bici con la palestra siamo quasi più contenti che usino la “ruote grasse”, perché c’è una maggiore componete di forza che si attiva. Senza contare che in mtb imparano a spingere e a tirare (anche con il manubrio, ndr) e gli torna utile la componente tecnica per la guida in discesa».

Notari continua il discorso dicendo poi che per l’inverno ai ragazzi non vengono dati programmi, né le durate di queste attività, ma vengono appositamente lasciati liberi.

«Liberi di gestirsi – conclude – tutto l’anno devono rispettare tabelle e parametri, dargli dei programmi anche in questa fase sarebbe riportarli ad un obbligo, ad uno stress. Quindi meglio che in quelle tre-quattro settimane di lontananza dalla bici facciano ciò che vogliono e come vogliono».