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Matteo Trentin

Pro’ e sci di fondo si può fare, vero Trentin?

31.12.2020
4 min
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L’inverno del professionista è in continua evoluzione. Non più solo palestra. Abbiamo visto Formolo che nuota, molti che vanno in Mtb, qualcuno è andato persino a correre (Fuglsang e Terpstra) e che tanti stanno facendo sci alpinismo e sci di fondo. Ha inforcato gli sci stretti persino il re del Tour, Tadej Pogacar. Ma li ha inforcati anche e soprattutto Matteo Trentin (foto in apertura).

Sci più pratico

Il trentino vive da qualche inverno (anche) in Val di Fiemme. E ne approfitta per variare un po’.

«Tanto più quest’anno che ci sono le piste chiuse – racconta Trentin – anche se avrei sciato comunque poco. Lo sci di fondo ormai non è solo il diversivo, fa parte della mia preparazione invernale. Stando in Val di Fiemme, qui quando nevica… nevica. Fa freddo, per allenarmi dovrei caricare la bici in macchina, scendere in Val d’Agide, pedalare e risalire. In pratica per fare tre ore me ne servirebbero cinque. E così su consiglio di mia moglie Claudia, maestra di sci, e del mio vecchio allenatore Flavio Vanin, ho iniziato a sciare. Secondo lui il fondo mi avrebbe fatto molto bene. Certo, tecnicamente non sono bravo (Matteo ha optato per lo skating, ndr), però i risultati si vedono. E poi prendo meno freddo o quantomeno è diverso».

Trentin (31 anni) dal 2021 correrà con la UAE
Trentin (31 anni) dalla prossima stagione correrà con la UAE Team Emirates

In effetti è un po’ il concetto della Mtb, uscire con la “ruote grasse” ti fa prendere meno aria. Velocità più basse e percorsi più nervosi, con strappi secchi che scaldano in poco tempo. Ecco, lo sci di fondo con il fatto che si utilizzano contemporaneamente tutti gli arti ti scalda abbastanza presto. Semmai bisogna essere accorti a non sudare troppo. Già con zero gradi si gronda facilmente.

Lavoro completo

Oltre a Pogacar e Trentin, anche altri lo fanno. Uno di questi è Conci, ma anche Pinot l’ha provato e Kueng è addirittura un ex fondista. Insomma non sono affatto pochi, per non parlare della sfilza dei biker che d’inverno non sono impegnati nel cross.

Prima si è accennato al fatto che si usano tutti gli arti. Con la tecnica classica si lavora moltissimo con le braccia e gli addominali, con quella skating il lavoro è distribuito in modo più omogeneo. Entrambe fanno molto bene anche alla schiena.

«Vero – riprende Trentin – si lavora anche con la parte superiore del corpo ma in generale ne beneficia la capacità aerobica in modo considerevole. Muovendo tutto il corpo consumi più ossigeno, fai più Vo2Max. Tanto più che io vado a sciare in cima al Passo Lavazè ad oltre 1.800 metri di quota e quindi subentra anche la componente dell’altura. 

«Per questo porto con me anche una barretta, una banana o del the zuccherato. Il the lo lascio in un punto e di tanto in tanto quando ripasso faccio una sorsata. Sto fuori anche più di tre ore, il che vuol dire circa 50 chilometri. Ciclismo e sci di fondo possono convivere bene». E non a caso anche i fondisti stessi d’estate pedalano molto.

Maurizio Fondriest alla Marcialonga. Anche lui sciava spesso di fondo
Fondriest alla Marcialonga. Anche lui sciava spesso di fondo

Trentin ci crede

Si è detto che per Trentin lo sci di fondo non fosse solo il diversivo prestagionale. E Matteo rilancia addirittura.

«Stando a Monaco vai sempre in bici. Anche quando fa brutto tempo non è mai così cattivo dal giustificare il non far nulla, quindi laggiù bici, bici e… bici. In Val di Fiemme abbiamo visto che fare avanti e dietro con la macchina dava problemi e così già con i preparatori della Quick Step vedemmo che, dati alla mano, sciando non toglievo nulla al ciclismo, anzi… E infatti quelli della Mitchelton dopo aver visto i dati hanno addirittura incrementato il lavoro sugli sci stretti.

«Questa attività stimola il sistema aerobico e mi consente di non fare palestra oppure ore di rulli. Tuttavia un mantenimento per la gamba lo faccio (trasformazione, ndr). Salgo sui rulli o appena ritorno o nel pomeriggio, ma non più di un’ora. Sciare mi piace davvero, è divertente, sto all’aria aperta e sento dei benefici».

Non c’è da stupirsi quindi se sui social si vedono sempre più atleti saltare sugli sci. Anche l’alpinismo sta prendendo piede. Questa variante fa davvero bene sia a livello muscolare che a livello cardiovascolare, ma forse è più mirata al divertimento ed è anche molto più variabile. Con lo sci di fondo invece puoi davvero impostare una preparazione. E Trentin lo dimostra.