Fra le annotazioni dei giorni del mondiali, un’osservazione di Marco Villa a proposito di Federica Venturelli ci aveva un po’ colpito. Il senso del discorso era che Federica non fosse stata convocata per la crono under 23 di Montreal perché aveva ripreso da poco ad allenarsi da un fastidio al ginocchio e perché la squadra – la UAE Team L’Imad – non pensi che la Federazione abbia pretese eccessive nei confronti dell’azzurra così promettente. Per questo si è pensato di non coinvolgerla neppure nei mondiali della pista, per i quali probabilmente non sarebbe stata neppure troppo pronta (in apertura, Venturelli è con Aida Nuno, uno dei tecnici della UAE L’Imad).
Nel frattempo la squadra femminile emiratina, che ha in Elisa Longo Borghini il suo leader carismatico, ha fatto sapere che dal prossimo anno chiuderà il devo team, preferendo crescere le ragazze più giovani nel team WorldTour (spazio sottratto alle atlete di primo anno, che sono davvero di fronte a una evidente penuria di team). Alla sua guida da luglio non c’è più Jana Seel, sostituita da Paola Acosta, e non c’è più neppure Cheryl Pridham che dal 2027 sarà sull’ammiraglia della Human Powered Health: alla guida della struttura tecnica è arrivata la dottoressa sudafricana Nicola Freitas.


Per fare il punto su Federica Venturelli ci siamo rivolti a Paolo Slongo, che in quanto allenatore è al corrente della volontà della squadra di tutelare la ragazza concendendole un reset da cui ripartire poi in modo convinto.
Prima di tutto, Paolo, come sono i rapporti con la nazionale per quanto riguarda Venturelli?
Che io sappia, con la Federazione non c’è nessun problema, tant’è vero che ho parlato con Viviani per trovarci quando avremo i calendari di Federica e stilare un programma che vada bene per la ragazza, per noi e per la nazionale. Venturelli è giovane e per la UAE Team L’Imad è sicuramente una risorsa. Per questo la squadra ha deciso di concederle uno stop e iniziare una progressione di lavoro un po’ diversa.
Era necessario fermarsi?
Per il bene della ragazza, che magari è un po’ fragile, abbiamo pensato a un vero reset perché aveva male al ginocchio. Volevamo capire le cause per affrontare la prossima stagione nel modo giusto con una ragazza di talento, importante sia per noi sia per la nazionale. Mi sento di dire che Venturelli rappresenta un vero patrimonio per il ciclismo italiano e mondiale.
Come mai ha spesso problemi fisici?
Federica è una ragazza molto giovane (21 anni, ndr) e ha avuto uno sviluppo precoce. Proprio per questo, nel corso di questa stagione, ha avuto alcuni periodi di riposo a causa di quel fastidio. Per tutelarla e permetterle di recuperare nel modo migliore, abbiamo deciso di anticipare la conclusione della stagione, così da darle uno stacco netto e, nel vero senso della parola, tracciare una linea su questa annata.


Avete già deciso in cosa sarà diverso il lavoro con lei?
Non nei dettagli. Posso dire che ripartiremo per la nuova stagione con stimoli nuovi, impostando un lavoro mirato, progressivo e soprattutto attento alla sua crescita. Non è un caso che abbia parlato con Viviani e ci siamo trovati d’accordo.
Che cosa significa?
Proprio perché Federica è così importante, ho parlato con Elia per adottare lo stesso metodo e approccio che utilizzavo quando lui era un mio corridore. L’idea è partire innanzitutto dal calendario delle gare e dagli obiettivi del UAE Team L’IMAD e, successivamente, sederci a tavolino con lui e con i tecnici della nazionale per integrare nel modo migliore anche il loro programma.
In che modo gestirete l’attività di Venturelli?
L’obiettivo è iniziare a lavorare su un progetto di medio-lungo periodo, programmando con attenzione periodi di carico e scarico, gare e obiettivi, evitando sovrapposizioni e un eccessivo accumulo di attività. In questa programmazione sarà importante considerare tutti gli altri aspetti logistici. Le trasferte, gli eventuali jet lag, la differenza tra gare in Europa e fuori Europa e, più in generale, tutto ciò che può incidere sul recupero e sulla preparazione della ragazza.


Quindi, al di là dell’averla fermata anzitempo, la scelta della nazionale di non coinvolgerla su pista trova il vostro favore?
Mi fa piacere che la nazionale e Viviani abbiano le nostre stesse idee sulla necessità di lavorare in questa direzione. Credo che, con una programmazione condivisa e con un percorso costruito con pazienza, nel 2027 potremo vedere una nuova Venturelli. Ancora più consapevole e pronta a esprimere tutto il suo potenziale.
Il 2026 di Federica Venturelli, prima stagione nel WorldTour, si è chiuso con 16 giorni di gara, con due vittorie e qualche piazzamento. Nei due anni con la maglia del devo team ne aveva disputate 54. Il salto nella massima categoria non è mai un risultato scontato.