UAE Tour 2026, Mattia Gaffuri, 6a tappa, Jebel Hafeet, fuga

Il sogno si è avverato, ma ora Gaffuri si rimbocca le maniche

01.03.2026
7 min
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Tutto un inverno e poi sette giorni di gara al UAE Tour sono bastati a Mattia Gaffuri per capire che ci sarà tanto da fare, ma non è certo il lavoro a fargli paura. La favola del corridore di Erba, 26 anni, è giunta al livello più alto. Dopo i tre anni al VC Mendrisio, i due allo Swatt Club, il secondo posto alla Zwift Academy e gli svariati tentativi di farsi ascoltare dal mondo del professionismo, culminati con lo stage al Team Polti dello scorso anno, l’approdo al Team Picnic PostNL è la grande occasione: il punto di partenza che aspettava.

«C’è tanta strada da fare e ancora tanto da imparare – ammette Gaffuri prima di uscire per l’ennesimo allenamento che lo riporterà in corsa alla Strade Bianche – però il UAE Tour è stato una buona prima esperienza. Chiaramente rispetto allo scorso anno, devo stare maggiormente a quello che mi chiede la squadra e fare ad esempio da supporto ai velocisti, però direi che nel complesso è stata sicuramente un’esperienza utile».

Mattia Gaffuri, classe 1999, è alto 1,84 e pesa 76 chili. E' pro' da quest'anno dopo lo stage 2025 con la Polti
Mattia Gaffuri, classe 1999, è alto 1,84 e pesa 76 chili. E’ pro’ da quest’anno Al team Picnic PostNL, dopo lo stage 2025 con la Polti
Mattia Gaffuri, classe 1999, è alto 1,84 e pesa 76 chili. E' pro' da quest'anno Al team Picnic PostNL, dopo lo stage 2025 con la Polti
Mattia Gaffuri, classe 1999, è alto 1,84 e pesa 76 chili. E’ pro’ da quest’anno Al team Picnic PostNL, dopo lo stage 2025 con la Polti
A un certo punto, negli ultimi due anni, il mondo dei social e dei tifosi ha iniziato a spingere perché Gaffuri avesse una chance nel professionismo. Ora che ci sei dentro, ti aspettavi che fosse così?

Sicuramente avevo più o meno idea di quale fosse il livello necessario per starci – ragiona Gaffuri – e quello penso di averlo raggiunto. Un altro discorso invece è riuscire a fare il risultato, comunque a primeggiare. Per questo sicuramente ci sono altri step da fare. Però per il momento il fatto di riuscire a starci dentro, di partecipare, andare in fuga o comunque riuscire a dare una mano nei finali è tanto di guadagnato rispetto a quello che si diceva qualche anno fa.

Il primo impatto l’hai avuto lo scorso anno con il Team Polti, cambia molto ritrovarsi a livello WorldTour?

Direi che a livello di struttura della squadra, di sicuro qui c’è una quantità di personale enorme e di riflesso si possono curare meglio i dettagli. A livello di organizzazione comunque la Polti era già una realtà molto avanzata e organizzata, quindi da quel punto di vista lì non ho visto una grandissima differenza. 

Come ti trovi invece con la mentalità olandese?

Ci sono dei pro e dei contro, come avevo anche immaginato prima di firmare. Sicuramente c’è meno calore, è una dimensione forse più “professionale” rispetto alla Polti. Però ci sono anche degli aspetti positivi come appunto l’organizzazione, la mentalità in gara e il fatto di cercare sempre di imparare qualcosa. Non si va mai a una gara senza un obiettivo, anche se non è una giornata adatta alle tue caratteristiche. C’è sempre qualcosa da fare, quindi per la crescita personale vedo solo ricadute positive.

Prima del UAE Tour, blocco di lavoro sul Teide. Qui Gaffuri (a destra) con Poole, Martinez e Leemreize (immagine Team PicNic PostNL)
Prima del UAE Tour, blocco di lavoro sul Teide. Qui Gaffuri (a destra) con Poole, Martinez e Leemreize (immagine Team PicNic PostNL)
Prima del UAE Tour, blocco di lavoro sul Teide. Qui Gaffuri (a destra) con Poole, Martinez e Leemreize (immagine Team PicNic PostNL)
Prima del UAE Tour, blocco di lavoro sul Teide. Qui Gaffuri (a destra) con Poole, Martinez e Leemreize (immagine Team PicNic PostNL)
Oltre a correre, negli ultimi anni abbiamo conosciuto anche il Gaffuri preparatore: il fatto di avere questa formazione ti avvantaggia nell’inserimento?

Penso che sia sicuramente importante, perché mi permette di avere una visione d’insieme di quello che è necessario. Ad esempio nel rapporto con le figure professionali come il preparatore e il nutrizionista. So quali domande fare, quali aspetti sono più o meno importanti. Però la struttura di queste squadre è fatta in modo da dare un supporto completo anche a chi non ha alcuna formazione. C’è chi si prende cura di ogni aspetto e non ci sono cose lasciate al caso per cui si abbia necessità di fare da soli, come ad esempio mi capitava l’anno scorso.

E da preparatore ti rendi conto che il tuo modo di lavorare è cambiato?

Ci sono sicuramente delle differenze, anche di filosofia. Per esempio sulla quantità di alta intensità e anche il volume, che sono un po’ diversi rispetto a quello che avrei impostato da solo, però in linea di massima il sistema è lo stesso. Tra l’altro il grosso della preparazione è stato fatto, da adesso in poi si gareggia in continuazione e quando si fanno le corse a tappe lo stimolo allenante è talmente grande, che poi a casa devi principalmente recuperare. Quindi anche la filosofia della preparazione non è più così importante.

E’ stato difficile passare dal Gaffuri allenatore di se stesso al seguire i consigli di un altro?

Sicuramente non è facile. Soprattutto non è facile staccare la parte critica continua che devi avere quando ti alleni da solo, perché sei sempre in dubbio su tutto quello che fai. Invece quando hai un preparatore esterno, devi fidarti perché è l’unica cosa che puoi fare. E forse è la cosa migliore, per lavorare serenamente. Quindi forse questo aspetto è il più difficile, ma anche questa è una cosa che avevo messo in conto e che sto facendo.

Campionati europei gravel 2025, Avezzano, Mattia Gaffuri controlla l'inclinazione della sella
Campionati europei gravel 2025 ad Avezzano, maglia azzurra per Gaffuri (tricolore in carica) che chiuderà al quinto posto
Campionati europei gravel 2025, Avezzano, Mattia Gaffuri controlla l'inclinazione della sella
Campionati europei gravel 2025 ad Avezzano, maglia azzurra per Gaffuri (tricolore in carica) che chiuderà al quinto posto
Sei stato coinvolto nella scelta dei programmi?

Non più di tanto. Il programma è stato deciso quasi interamente dal team, però non posso certo lamentarmi, perché è di livello assoluto. Sono quasi tutte gare WorldTour e di sicuro questo è uno degli aspetti positivi del correre in una grande squadra. Si fa un calendario di gare importantissime e non è una squadra tanto strutturata per le classifiche generali, quindi potrei trovare qualche spazio. Pensando al futuro, se fra due o tre anni dovessi ritrovarmi competitivo, il fatto di aver già partecipato più volte a queste gare di sicuro sarà un plus. Se invece seguissi un calendario da professional, dovrei fare uno step ulteriore nel momento in cui fisicamente fossi effettivamente pronto.

C’è qualche gara del tuo calendario che ti intriga particolarmente?

In realtà finora il calendario è ufficiale solo fino alla Tirreno, poi dovrò vedere con la squadra. Però diciamo che c’è la possibilità di fare il Giro d’Italia. Nel caso fosse confermato, di sicuro quella sarebbe la gara principale: quella che sogniamo tutti da bambini.

C’è un Giro che ricordi particolarmente?

Sicuramente il primo vinto da Ivan Basso nel 2006 è stato la prima gara che ho seguito in televisione da tifoso, perché ero abbastanza grande da capire. Se devo individuare il momento in cui mi sono appassionato al ciclismo, quel Giro è stato il primo e poi da lì non ne ho più perso uno.

Gaffuri ha corso gli ultimi tre mesi del 2025 nella Polti VisitMalta emergendo nelle classiche di fine stagione
Gaffuri ha corso gli ultimi tre mesi del 2025 nella Polti VisitMalta emergendo nelle classiche di fine stagione
Gaffuri ha corso gli ultimi tre mesi del 2025 nella Polti VisitMalta emergendo nelle classiche di fine stagione
Gaffuri ha corso gli ultimi tre mesi del 2025 nella Polti VisitMalta emergendo nelle classiche di fine stagione
Quindi aver assaggiato il professionismo nella squadra di Ivan, il Team Polti, è stato la chiusura di un primo cerchio?

Sì, assolutamente. Ivan è stato fondamentale anche da un punto di vista psicologico, per darmi la motivazione ulteriore di provare a fare il professionista. Il fatto che questa spinta venisse da lui, che è stato sempre mio idolo, è stata una vera apoteosi.

Prossima gara la Strade Bianche?

Esatto, sì. In tutte queste corse, così come sarà poi con la Tirreno, non so tanto bene cosa aspettarmi, anche se è una corsa che sulla carta potrebbe essere adatta alle mie caratteristiche. Probabilmente avrò come compito quello di provare una fuga o di sacrificarmi nei primi chilometri. Di sicuro la squadra non sarà lì per proteggere me, perché giustamente ci sono capitani con più credenziali. Quindi cercherò di fare più esperienza possibile e in generale penso che sarà il modo in cui affronterò ogni corsa quest’anno e poi alla fine tireremo una riga e faremo un bilancio.

Che cosa ti preme capire soprattutto?

Quali sono le mie caratteristiche, i miei punti di forza, dove posso puntare a crescere come corridore, che poi è il discorso di tutti. Quando sei nelle categorie inferiori, se hai motore puoi andare bene su tutti i percorsi. Però poi quando entri nell’elite del professionismo, devi capire bene qual è il tuo spazio, perché non tutti possono fare classifica, non tutti possono fare le classiche, bisogna trovare la propria dimensione.

Nonostante sia anche un preparatore, Gaffuri ha dovuto affidarsi completamente alla struttura del team: il passo forse più complicato
Nonostante sia anche un preparatore, Gaffuri ha dovuto affidarsi completamente alla struttura del team: il passo forse più complicato
Nonostante sia anche un preparatore, Gaffuri ha dovuto affidarsi completamente alla struttura del team: il passo forse più complicato
Nonostante sia anche un preparatore, Gaffuri ha dovuto affidarsi completamente alla struttura del team: il passo forse più complicato
Dopo tanto correre e vincere nel gravel, fra titoli italiani e ottimi europei, la Strade Bianche magari potrà esserti amica?

C’è dell’affinità, ma la grossa differenza è che alla Strade Bianche la battaglia vera viene prima degli sterrati, per entrarci bene. Serve una diversa abilità, che sicuramente ancora non è il mio punto di forza. Probabilmente uno dei motivi per cui la squadra mi porterà è proprio quello di farmi lavorare su questi aspetti. Toccare con mano il nervosismo in gruppo in una classica di quel livello e cercare di iniziare ad apprendere il più possibile sin da subito.

Ultima domanda, poi ti lasciamo alla bici: per Gaffuri il professionismo è un nuovo lavoro appena iniziato oppure è un sogno che si è avverato?

Diciamo che sicuramente è un sogno che si è avverato, però penso che il segreto per affrontarlo al meglio sia viverlo come un lavoro. Quindi dare il massimo ogni giorno e cercare a ogni gara di spuntare le caselline dall’elenco delle cose da fare. Se si vuole essere competitivi, c’è tanto da imparare ed è giusto affrontarlo in modo analitico e razionale, sennò è facile lasciarsi trasportare. Qua vanno tutti forte, quindi bisogna analizzare quello che si può fare meglio e migliorare su ogni singolo aspetto.

Reserve, One-Piece RD1, manubrio

Reserve One-Piece RD1: leggero, resistente e garantito a vita

24.02.2026
3 min
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La ricerca e lo sviluppo dei materiali nel ciclismo spingono le aziende a lavorare e concentrarsi sempre di più sulla tecnica e il migliorare i propri prodotti. Velocità, peso, affidabilità e resistenza sono caratteristiche che ogni ciclista cerca e che non possono mancare quando si sale in bici. Unire tutto ciò è difficile e impegnativo, ma la direzione da prendere è quella di studiare, sviluppare e progettare in maniera continuativa.

Per questo da Reserve arriva un nuovo componente che rispecchia quanto detto in precedenza, è il manubrio One-Piece RD1. Un prodotto progettato per garantire a ogni utente delle prestazioni elevate, pari a quelle che si trovano nel circuito WorldTour. Geometria moderna, passaggio interno dei cavi e tante soluzioni differenti. Il manubrio One-Piece RD1 offre una qualità tecnica davvero elevata. 

Reserve, One-Piece RD1, manubrio
Il manubrio One-Piece RD1 è la novità di casa Reserve, un prodotto sviluppato sull’esigenze dei corridori WorldTour

Reattivo e aerodinamico

Con il sempre più crescente sviluppo tecnico del mezzo si è arrivati ad avere biciclette sempre più veloci e che richiedono ottime capacità di guida. Il manubrio da questo punto di vista gioca un ruolo importante, in quanto tutto passa da esso. Con il One-Piece RD1 siamo davanti a un prodotto dalla grande qualità aerodinamica, e che allo stesso tempo garantisce reattività di guida e robustezza

Testato e sviluppato dai professionisti, il manubrio One-Piece RD1 ha affrontato anche diversi passaggi in galleria del vento. Un approccio che ha permesso ai tecnici di Reserve di proporre un prodotto di alto livello, in ogni suo aspetto e ambito

Un sistema unico

Il cockpit risulta perfettamente integrato e realizzato come un sistema unico, perfettamente armonizzato con il resto della bicicletta. Una scelta tecnica di Reserve è quella di aver destinato all’utilizzo del nastro solamente per le aree in cui è necessario. Dettaglio che ha permesso di avere un ulteriore risparmio in termini di peso e di efficienza aerodinamica. 

One-Piece RD1 è progettato per tubi sterzo standard a sezione rotonda da 1-1/8′′.E’ disponibile nelle larghezze: 36, 38, 40 e 42 centimetri, con lunghezza dell’attacco manubrio che va da 80 millimetri a 120 millimetri. 

Combinazioni taglie:

  • 36 cm x 110 mm / 120 mm
  • 38 cm x 80 mm / 90 mm / 100 mm / 110 mm / 120 mm
  • 40 cm x 100 mm / 110 mm / 120 mm
  • 42 cm x 110 mm / 120 mm

Il peso, estremamente contenuto oscilla dai 301 grammi ai 341 grammi, in base alla taglia. Il reach è di 75 millimetri (centro-centro) mentre il drop è di 125 millimetri, sempre centro-centro

Il manubrio One-Piece RD1 ha una qualità che gli permette di avere una durata elevata, cosa che caratterizza tutti i prodotti Reserve. Inoltre è garantito a vita. 

Prezzo: 549 euro. 

Reserve

Nimbl, Visma Lease a Bike

Xana e Nimbl: un’asta online con le scarpe dei grandi campioni

23.02.2026
3 min
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Le scarpe indossate in gara da alcuni dei grandi protagonisti del ciclismo mondiale diventano oggi oggetti da collezione. E soprattutto strumenti concreti di solidarietà. E’ difatti online l’asta benefica promossa dalla Fundación Xana in collaborazione con Nimbl, brand italiano di vertice nel segmento delle scarpe ciclismo ad alte prestazioni. Un’iniziativa che unisce performance, passione e responsabilità sociale.

Protagoniste dell’asta sono le scarpe Nimbl utilizzate in competizione da alcuni tra i più importanti atleti del panorama internazionale. Modelli realmente indossati in gara. Calzature che hanno affrontato Classiche Monumento, tappe dei Grandi Giri e le più dure competizioni del calendario WorldTour. Tra i nomi coinvolti figurano Marianne Vos, Wout van Aert, Pauline Ferrand-Prévot, Olav Kooij e Victor Campenaerts. Ogni paio racconta una storia fatta di watt, sacrificio e ricerca del dettaglio tecnico.

Nimbl, Visma Lease a Bike
Nimbl lavora da diversi anni accanto ai campioni del WorldTour per offrire le migliori soluzioni tecniche
Nimbl, Visma Lease a Bike
Nimbl lavora da diversi anni accanto ai campioni del WorldTour per offrire le migliori soluzioni tecniche

Un valore tecnico e simbolico

Nel mondo del ciclismo professionistico, le scarpe rappresentano un elemento chiave nella trasmissione della potenza. Rigidità della suola in carbonio. Stabilità del tallone. Precisione della calzata. Ogni dettaglio incide sulla resa finale.

Le Nimbl indossate dai professionisti sono progettate per massimizzare l’efficienza meccanica del gesto. La costruzione artigianale italiana si combina con materiali compositi di altissima qualità. L’obiettivo è uno solo: trasferire ogni watt prodotto dal ciclista direttamente al pedale.

In questo contesto, possedere un paio di scarpe utilizzate in gara assume un valore che va oltre il collezionismo. Significa entrare in contatto diretto con il ciclismo d’elite. Toccare con mano un oggetto che ha fatto parte di una competizione reale.

L’asta online non è solo un evento per appassionati di ciclismo. E’ soprattutto un progetto solidale. La Fundación Xana nasce difatti con una missione chiara: offrire supporto concreto a bambini e giovani adulti affetti da gravi patologie e alle loro famiglie. Un sostegno che si sviluppa su più livelli. Emotivo. Economico. Pratico.

I fondi raccolti attraverso questa specifica asta saranno destinati a un programma dedicato al benessere emotivo. Il progetto prevede sessioni di arteterapia e attività mirate ad accompagnare i bambini e i loro familiari in un percorso di elaborazione e sostegno psicologico. In questo modo, la passione per il ciclismo si trasforma in uno strumento di aiuto reale.

Pauline Ferrand-Prevot, Tour de France Femmes 2025, Visma Lease a Bike Women
Tra i nomi coinvolti in questa raccolta fondi per Fondacion Xana c’è anche quello di Pauline Ferrand-Prévot, vincitrice dell’ultimo Tour de France Femmes
Pauline Ferrand-Prevot, Tour de France Femmes 2025, Visma Lease a Bike Women
Tra i nomi coinvolti in questa raccolta fondi per Fondacion Xana c’è anche quello di Pauline Ferrand-Prévot, vincitrice dell’ultimo Tour de France Femmes

Responsabilità sociale e identità di brand

Con questa iniziativa, Nimbl rafforza il proprio posizionamento nel segmento premium del ciclismo performance. Non solo innovazione tecnica e artigianalità italiana. Anche impegno sociale.

Il brand è conosciuto nel WorldTour per le sue scarpe artigianali ad altissima rigidità e leggerezza. Modelli sviluppati per ottimizzare la trasmissione di potenza senza compromettere comfort ed ergonomia. Negli ultimi anni, l’azienda ha ampliato la propria offerta entrando anche nel comparto dell’abbigliamento tecnico ciclismo, costruendo un sistema integrato orientato alla performance.

L’asta rappresenta quindi una naturale evoluzione del concetto di prodotto. Le scarpe non sono solo strumenti tecnici. Diventano anche simboli. Oggetti che raccontano imprese sportive e generano valore sociale.

L’asta è aperta agli appassionati di ciclismo, ai collezionisti di memorabilia sportiva e ai sostenitori della causa benefica in tutto il mondo. Un’occasione unica per aggiudicarsi scarpe ciclismo professionali indossate dai campioni. E allo stesso tempo contribuire a un progetto concreto di sostegno alle famiglie.

Quando la tecnologia incontra la solidarietà, il ciclismo dimostra ancora una volta di essere molto più di uno sport. E’ una comunità. È responsabilità condivisa. È capacità di trasformare la passione in impatto reale.

Nimbl

Ursus

Mandelli distributore esclusivo di Ursus per l’Italia

19.02.2026
3 min
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Il catalogo della commerciale lombarda Mandelli si arricchisce oggi di un nuovo brand di assoluto prestigio. Si tratta di Ursus, marchio di riferimento nel mondo bike grazie a ruote, mozzi e manubri altamente affidabili. A conferma di tale affidabilità basta ricordare il fatto che dallo scorso anno l’azienda veneta fornisce le ruote alla Picnic PostNL, una delle principali formazioni del circuito WorldTour. 

Ursus è oggi una realtà industriale in continua crescita. Nelle scorse settimane ha perfezionato l’acquisizione di Saccon, storica realtà trevigiana specializzata in sistemi frenanti e comandi meccanici. Nello stesso periodo l’azienda ha presentato il suo nuovo logo, decisamente moderno, a conferma di essere una realtà in continua evoluzione e al passo coi tempi.

Mandelli sede
La sede Mandelli a Carate Brianza
Mandelli sede
La sede Mandelli a Carate Brianza

Orgoglio Mandelli

Per capire quanto sia importante per Mandelli aver definito una collaborazione commerciale con Ursus riprendiamo le parole con cui si apriva il comunicato stampa che ci è stato inviato dalla stessa commerciale lombarda.

«Siamo orgogliosi di annunciare che da oggi Mandelli srl è distributore esclusivo per l’Italia di Ursus, storico brand italiano che dal 1967 rappresenta un punto di riferimento nella progettazione e produzione di componenti per il settore ciclistico».

Un brand innovativo

Nato come specialista nella lavorazione dei metalli, Ursus ha costruito nel tempo un know-how unico, applicato al mondo del ciclismo, dove precisione, affidabilità e innovazione fanno la differenza. La progettazione e lo sviluppo dei prodotti avvengono a Rosà, in provincia di Vicenza. Qui ricerca, ingegnerizzazione e controllo qualità operano in modo integrato, mentre la produzione e l’assemblaggio seguono rigorosi standard qualitativi, a garanzia di prestazioni costanti nel tempo.

Team Picnic PostNL, Oscar Onley, Tour de France 2025, Ursus Arya R
Le Ursus Arya R, la novità del brand di Rosà, hanno fatto il loro esordio allo scorso Tour de France
Team Picnic PostNL, Oscar Onley, Tour de France 2025, Ursus Arya R
Le Ursus Arya R, la novità del brand di Rosà, hanno fatto il loro esordio allo scorso Tour de France

Protagonista nel WorldTour

Un DNA tecnico solido, unito a una visione orientata alla sostenibilità e a prodotti pensati per durare nel tempo, rende Ursus un partner affidabile e riconosciuto anche nel mondo del professionismo. Come sanno bene gli appassionati di ciclismo, dallo scorso anno l’azienda veneta con le sue ruote è sponsor del team Picnic PostNL, protagonista del WorldTour, a conferma di un posizionamento ai massimi livelli della competizione internazionale.

Tra gli ultimi prodotti presentati da Ursus spiccano le nuove ruote Arya R che hanno fatto il loro debutto all’ultimo Tour de France, e che ora sono partner tecnico irrinunciabile delle Lapierre in dotazione al team olandese.

Mozzo U-Press di Ursus
Ursus è un marchio leader anche nella produzione di mozzi e manubri altamente affidabili
Mozzo U-Press di Ursus
Ursus è un marchio leader anche nella produzione di mozzi e manubri altamente affidabili

Vista da Mandelli

Come anticipato, per il gruppo Mandelli l’essere diventato distributore esclusivo per l’Italia di un marchio di prestigio come Ursus è motivo di grande orgoglio.

«Questa partnership con Ursus – dichiarano dall’azienda –  ci consente di arricchire ulteriormente la nostra offerta con soluzioni di alta gamma dedicate in particolare a ruote, manubri e cavalletti, rafforzando la nostra mission: offrire ai professionisti del settore prodotti selezionati, performanti e di qualità superiore».

Ricordiamo che il catalogo Mandelli è ricco di tantissimi brand. Fra questi possiamo sicuramente segnalare Vredestein, per quel che riguarda le coperture, oltre a TAAC e Tucano Urbano, due marchi di proprietà pensati per la mobilità quotidiana. Discorso analogo può essere fatto per Brera Cicli, che offre bicicletta ideali per gli spostamenti in città e per le gite fuori porta.

Mandelli

Selle Italia, SLR Racing Replica

SLR Racing Replica: il modello performance di Selle Italia

18.02.2026
4 min
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La ricerca della massima performance è racchiusa nel dettaglio e nell’attenzione che viene riposta in esso. Il ciclismo è uno sport che si sta sempre di più avvicinando e ricercando la perfezione tecnica, visto che ogni guadagno in termini di peso può risultare decisivo. L’animo competitivo è racchiuso nei dettagli e nelle scelte tecniche fatte dai ciclisti e dai marchi che lavorano con essi. 

Un binomio sempre più importante quello tra ricerca e applicazione ai massimi livelli del ciclismo mondiale, tale che collaborare con un team WorldTour rappresenta un traguardo sempre più ambito e importante. Per Selle Italia questo obiettivo è stato raggiunto e proseguirà nella stagione 2026. Lo si farà attraverso la nuova sella SLR Racing Replica, un lancio che rappresenta un simbolo di forte continuità con il ciclismo professionistico da parte di Selle Italia

Selle Italia, SLR Racing Replica
Il modello SLR Racing Replica nasce per trasferire la conoscenza e la tecnica di Selle Italia anche fuori dal mondo professionistico
Selle Italia, SLR Racing Replica
Il modello SLR Racing Replica nasce per trasferire la conoscenza e la tecnica di Selle Italia anche fuori dal mondo professionistico

DNA Performance

Con la nuova sella SLR Racing Replica Selle Italia vuole incarnare e trasferire l’essenza più pura del suo animo performance al grande pubblico. L’esperienza maturata dal marchio veneto è ora a disposizione di tutti i ciclisti, agonisti o meno. La gamma SLR è stata lanciata da Selle Italia lo scorso anno, una serie di prodotti nati per rispondere alle esigenze sempre più dettagliate e tecniche dei ciclisti, i quali ricercano leggerezza, reattività, stile e un animo altamente competitivo. 

La sella SLR Racing Replica è caratterizzata da uno scheletro co-iniettato nella scocca e rail in carbonio, e un peso di 109 grammi: la nuova SLR Racing Replica si farà apprezzare per leggerezza e vocazione agonistica. 

Evoluzione

La forma con la quale sono realizzate le selle della gamma SLR, e di conseguenza la SLR Racing Replica, mantiene la forma iconica che ha reso questi prodotti un riferimento per il marchio di Asolo. Tuttavia l’evoluzione e la ricerca non si fermano, infatti il cuore tecnologico della sella SLR Racing è rappresentato da uno scheletro di carbonio sagomato, il Carbon Fiber Skeleton, inserito all’interno della scocca e realizzato da Fibionic. 

Un dettaglio che permette di avere una scocca più sottile di 1,5 millimetri, mantenendo comunque un’elevata rigidità. Anche il rail è in carbonio, a testimonianza di una ricerca continua per quanto riguarda leggerezza e performance. L’imbottitura in EVA contribuisce al risparmio di peso e all’alto indice di rigidità. 

Dettagli

Altro aspetto tecnico che ha subito una modifica, per quanto riguarda la SLR Racing Replica, è la scelta di ridurre la lunghezza a 242 millimetri, 6 millimetri in meno rispetto alla versione precedente. 

Anche il padding è stato ridefinito: ora risulta più corto e ridotto al minimo nella parte posteriore, un’area che le analisi condotte con la tecnologia Pressure Map idmatch hanno dimostrato essere poco utilizzata e non determinante ai fini del comfort.

La sella SLR Racing Replica è disponibile nelle dimensioni S3 (130 x 242 millimetri) e L3 (145 x 242 millimetri), per adattarsi alle richieste degli atleti e dei ciclisti più esigenti.

Prezzo consigliato al pubblico: 349,90 euro.

Selle Italia

Classica Camp Morvedre, Nicolò Buratti, MBH Bank-Csb-Telecom Fort

Buratti: «Alla MBH Bank-Csb sono tornato a correre per vincere»

14.02.2026
5 min
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BUDAPEST (Ungheria) – Era il mese di aprile 2023 quando Nicolò Buratti, dopo un inizio di stagione ad alti livelli con il Cycling Team Friuli, passò direttamente nel WorldTour a causa dell’inatteso ritiro di Haussler per motivi di salute. In quei primi mesi il corridore di Udine aveva messo insieme tre podi in cinque gare nella categoria under 23. Tanto gli bastò per far scattare nella testa della Bahrain Victorious, che già aveva notato il suo potenziale, l’idea di farlo entrare nel professionismo. 

Così Nicolò Buratti si ritrovò, nel giro di una settimana, dal correre al Trofeo Piva all’essere in testa al gruppo alla Freccia del Brabante. Da lì una stagione fatta di esperienze nuove e qualche buon colpo di pedale, in particolare alla CroRace. 

Nicolò Buratti, Bahrain Vicotorious, Vuelta 2025
Buratti ha terminato la sua esperienza con la Bahrain Victorious nel 2025, dopo tre stagioni
Buratti ha terminato la sua esperienza con la Bahrain Victorious nel 2025, dopo tre stagioni

Diventare corridore

Le stagioni sono passate e Buratti nel WorldTour ci è rimasto fino alla fine del 2025, quando la Bahrain Victorious ha deciso di non credere più nel suo talento. Si sono aperte così le porte della MBH Bank-Csb-Telecom Fort, diventata professional, che ha accolto il classe 2001 dandogli fiducia e un ruolo importante nel progetto che sta nascendo. 

«In questi due anni e mezzo di WorldTour – racconta Buratti – ho sicuramente fatto una bellissima esperienza, ho acquisito un bagaglio tecnico importante tra gare, preparazione e vita da corridore. Ora con la MBH Bank-Csb riparto da questo, sono in una formazione giovane dove avrò le mie occasioni e i miei spazi per cercare di fare più risultati».

Nicolò Buratti, MBH Bank-Csb-Telecom Fort (foto Think Bold)
Buratti è ripartito dalla MBH Bank-Csb che in lui ha visto un profilo nel quale credere (foto Think Bold)
Nicolò Buratti, MBH Bank-Csb-Telecom Fort (foto Think Bold)
Buratti è ripartito dalla MBH Bank-Csb che in lui ha visto un profilo nel quale credere (foto Think Bold)
Ripensando al tuo percorso nel WorldTour, come lo giudichi?

Con il senno di poi, a distanza di tre anni, direi che è stato abbastanza particolare. Forse tutto troppo. Non dico che non lo rifarei, però se fosse stato gestito in maniera più graduale magari sarebbe stato meglio. O comunque lo avrei preferito. 

Quali sono le cose che dopo tre stagioni ti porti via dal WorldTour?

Ma semplicemente chiamiamolo il “lifestyle”.  Ho imparato a muovermi ed essere un professionista, in termini di allenamenti, nutrizione, so gestire tanti aspetti della vita da corridore. Anche in cose pratiche  della vita ho imparato tanto: girare gli aeroporti, la lingua. Insomma so come funziona il mondo del ciclismo. 

Nicolò Buratti, MBH Bank-Csb-Telecom Fort, La Marseillaise 2026
L’inizio di stagione ha portato un quarto posto al GP La Marseillaise
Nicolò Buratti, MBH Bank-Csb-Telecom Fort, La Marseillaise 2026
L’inizio di stagione ha portato un quarto posto al GP La Marseillaise
Cosa può portare un corridore come te in gruppo e un progetto così giovane?

Diciamo che c’è quasi un effetto contrario. In una squadra WorldTour arrivi che sei il più giovane e hai l’80 per cento delle persone, all’interno del team, che sono più “navigate”. Adesso a 24 anni, sono io uno dei più esperti, ma non che sia vecchio (dice con una risata, ndr). I giovani sono preparati su tutto, non c’è da insegnare nulla di nuovo, però posso sicuramente essere un riferimento in gara o in momenti particolari anche fuori dalle corse. Probabilmente servirà più un supporto umano che tecnico.

C’è qualcosa, sotto questo aspetto,  che hai visto in questi primi mesi?

E’ importante trasmettere calma, dire: «Vai tranquillo, c’è tempo». Il mondo del professionismo è difficile, il livello è alto e più andremo avanti e maggiore sarà l’impegno richiesto. Servono pazienza e la consapevolezza di dover fare tutto pian piano, gradino dopo gradino. 

Nicolò Buratti, MBH Bank-Csb-Telecom Fort (foto Think Bold)
Nicolò Buratti sarà uno dei corridori sul quale la MBH Bank-Csb punterà per cercare di raccogliere punti ed entrare tra le prime 30 squadre del ranking UCI (foto Think Bold)
Nicolò Buratti, MBH Bank-Csb-Telecom Fort (foto Think Bold)
Nicolò Buratti sarà uno dei corridori sul quale la MBH Bank-Csb punterà per cercare di raccogliere punti ed entrare tra le prime 30 squadre del ranking UCI (foto Think Bold)
Parliamo di te, quali sono i tuoi obiettivi?

Sono venuto alla MBH Bank-Csb-Telecom Fort per avere più spazio e maggiori ambizioni personali in termini di risultati. E’ quello che mi stanno dando ed è quello che cercherò di fare per tutta la stagione, la cosa inizia ad essere gratificante e va a braccetto anche l’obiettivo del team in termini di punti (ovvero cercare di entrare nelle prime 30 del ranking UCI, ndr). 

Ripensando al tuo percorso credi che un passaggio intermedio, come un team professional, potesse essere utile?

Posso dire di sì e allo stesso tempo di no. Dipende da che squadra trovi dall’altra parte e dal calendario che ti propongono. Quando sono passato con la Bahrain il calendario era davvero importante e impegnativo, composto solamente da corse di categoria WorldTour o quasi. Forse sono entrato in qualcosa di troppo grande per il corridore che ero. Credo che una squadra professional, come la MBH Bank-Csb, sia l’approccio migliore al professionismo. 

Samuele Zoccarato, Nicolò Buratti, MBH Bank-Csb-Telecom Fort, La Marseillaise 2026
Buratti, qui insieme a Zoccarato, metteranno a disposizione della MBH Bank-Csb e dei giovani l’esperienza maturata negli anni di professionismo
Samuele Zoccarato, Nicolò Buratti, MBH Bank-Csb-Telecom Fort, La Marseillaise 2026
Buratti, qui insieme a Zoccarato, metteranno a disposizione della MBH Bank-Csb e dei giovani l’esperienza maturata negli anni di professionismo
Perché?

Si parte dal basso, con l’obiettivo di salire. Se uno di questi ragazzi poi dimostra di avere le capacità ha modo di progredire ed entrare nel WorldTour come corridore più strutturato. Qui siamo in uno step intermedio fondamentale.

Che effetto fa tornare a correre per vincere?

E’ bello, e devo dire che mi era mancato parecchio in questi anni.

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Il Dott. Scott nel team! Il nuovo progetto di storytelling è firmato Scott

11.02.2026
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Dopo un debutto capace di attirare curiosità, sorrisi e attenzione mediatica, il Dottor Scott è entrato ufficialmente nel team di Scott Sports. Il brand ha così annunciato l’avvio di un nuovo progetto di storytelling ironico e originale, pensato per accompagnare tutta la stagione con attivazioni sul territorio, eventi e contenuti digitali.

Il personaggio ha fatto la sua prima, sorprendente apparizione all’Italian Bike Festival, catturando l’attenzione di pubblico e addetti ai lavori grazie a un mix di ironia, competenza e un look immediatamente riconoscibile. Camice bianco, atteggiamento da “specialista” del mondo Scott e una narrazione fuori dagli schemi: il Dottor Scott si è imposto fin da subito come una figura capace di rompere le convenzioni della comunicazione tradizionale nel settore cycling.

La sede Scott Sports a Givisiez, nel Canton Friburgo, in Svizzera
La sede del brand a Givisiez, nel Canton Friburgo, in Svizzera
La sede Scott Sports a Givisiez, nel Canton Friburgo, in Svizzera
La sede del brand a Givisiez, nel Canton Friburgo, in Svizzera

Parlare alla community

Forte del successo ottenuto “sul campo” a IBF, il personaggio è stato “assunto” con un contratto simbolico di un anno. Un espediente narrativo che rafforza l’identità del progetto e che permette al brand di sviluppare una storia continuativa, coerente e facilmente riconoscibile. L’obiettivo è chiaro: parlare alla community in modo leggero, ma autentico. Raccontare il mondo Scott da un punto di vista diverso, senza rinunciare alla credibilità tecnica.

La prima missione ufficiale del Dottor Scott sarà, con ogni probabilità, a stretto contatto con il team Mtb. Ma il suo ruolo non si limiterà alle competizioni. Il personaggio sarà protagonista di numerose iniziative durante tutto l’anno. Presenza agli eventi, supporto diretto ai dealer, attivazioni speciali nei punti vendita e una forte componente social pensata per amplificarne la popolarità.

Un elemento chiave del progetto è il mistero. L’identità rimarrà difatti segreta, almeno sui canali social. Una scelta che rafforza l’ironia e alimenta la curiosità della community. Nelle prossime apparizioni pubbliche, il personaggio potrebbe presentarsi con un look ancora più iconico. Dettagli e sviluppi sono volutamente lasciati in sospeso, per mantenere alta l’attenzione.

Dottor Scott, Scott
Dottor Scott è un nuovo progetto firmato dal brand che ha cercato un modo diverso di raccontarsi e di presentare i prodotti
Dottor Scott, Scott
Dottor Scott è un nuovo progetto firmato dal brand che ha cercato un modo diverso di raccontarsi e di presentare i prodotti

Identità… segreta

Il Dottor Scott non è solo un personaggio. E’ uno strumento narrativo che unisce innovazione, ironia e passione per il ciclismo. Un progetto che conferma l’approccio fresco e non convenzionale del brand nella relazione con il proprio pubblico. Un modo nuovo di raccontare prodotti, valori e cultura, senza prendersi troppo sul serio.

«Sono felice di iniziare questa avventura – ha dichiarato il Dottor Scott – non pensavo che mi assumessero così in fretta. Durante la firma del contratto ero davvero agitato. Ora non mi resta che dimostrare sul campo tutta la mia conoscenza del brand. Se mi vedete in giro, sappiate che sono disponibile per… firme e autografi».

Con il Dottor Scott, il brand apre una nuova fase della propria comunicazione. Più umana. Più ironica: ma sempre profondamente legata al mondo della bicicletta. 

Scott

ROUVY, Visma Lease a Bike, Wout Van Aert

ROUVY: rinnovate le partnership con Visma Lease a Bike e Lidl-Trek

06.02.2026
3 min
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ROUVY rafforza il proprio legame con il ciclismo professionistico di altissimo livello rinnovando le partnership con Team Visma Lease a Bike e Lidl-Trek per le stagioni 2026 e 2027. Un accordo che conferma la volontà della piattaforma di indoor cycling di avvicinare sempre di più il mondo delle corse professionistiche alla propria community globale di utenti.

ROUVY è oggi una delle app di riferimento per quanto riguarda il ciclismo indoor realistico permettendo di pedalare su percorsi reali, filmati in alta qualità, direttamente da casa. La collaborazione con due dei team più importanti del WorldTour rappresenta un tassello strategico nella crescita del progetto.

Le partnership, avviate rispettivamente nel 2024 con Lidl-Trek e nel 2025 con Visma Lease a Bike, hanno creato un ponte diretto tra appassionati e atleti di livello mondiale. Gli utenti ROUVY hanno potuto partecipare a “group ride” virtuali e allenamenti strutturati insieme a campioni come Wout van Aert, Victor Campenaerts, Toms Skujiņs e Anna Henderson. Eventi che hanno coinvolto migliaia di ciclisti in tutto il mondo, confermando l’interesse crescente per esperienze digitali condivise con i protagonisti del ciclismo.

ROUVY, Lidl-Trek
E’ possibile partecipare a ride virtuali insieme agli atleti dei team WorldTour
ROUVY, Lidl-Trek
E’ possibile partecipare a ride virtuali insieme agli atleti dei team WorldTour

Un obiettivo chiaro

L’obiettivo di ROUVY è chiaro. Rendere il ciclismo professionistico più accessibile, ispirante e vicino. Attraverso allenamenti, “workout” dedicati e contenuti esclusivi, la piattaforma trasforma la preparazione indoor in un’esperienza immersiva e motivante.

Allo stesso tempo, i team WorldTour traggono vantaggio concreto dall’utilizzo della tecnologia ROUVY. In particolare, il Route Creator consente di registrare, caricare e personalizzare percorsi reali, trasformandoli in tracciati virtuali utilizzabili per allenamento e ricognizione. Un supporto fondamentale nella preparazione delle gare, soprattutto per lo studio di salite iconiche e tratti chiave del calendario professionistico.

Mathieu Heijboer, Head of Performance di Visma Lease a Bike, ha sottolineato come ROUVY sia diventato uno strumento prezioso nel “toolbox” di allenamento del team. La possibilità di simulare percorsi di gara in modo specifico ed efficiente permette agli atleti di arrivare agli appuntamenti più importanti con una conoscenza approfondita del terreno.

Sulla stessa linea anche Josu Larrazabal, Head of Performance di Lidl-Trek. Per il team americano, ROUVY rappresenta difatti un vantaggio competitivo sia in fase di preparazione sia nel rapporto con i tifosi. L’integrazione tra performance e coinvolgimento della community rende la collaborazione particolarmente strategica.

ROUVY, Visma Lease a Bike
ROUVY vuole affermarsi come una delle piattaforme leader nel ciclismo indoor

Il Training Camp

Giusto in questi mesi ROUVY ha inoltre lanciato il nuovo Training Camp. Un programma che unisce allenamenti ispirati ai pro rider dei due team e nuovi percorsi provenienti da località simbolo del ciclismo europeo. Tra queste, Girona e la Costa Brava, vere capitali della preparazione invernale dei professionisti.

Il Training Camp resterà attivo fino alla fine di febbraio, con l’aggiunta progressiva di nuovi itinerari. Un’ulteriore dimostrazione di come ROUVY continui a investire in innovazione, contenuti di qualità e connessione autentica tra tecnologia, sport e passione ciclistica.

Con il rinnovo delle partnership con Visma Lease a Bike e Lidl-Trek, ROUVY consolida il proprio ruolo player di riferimento nel settore del ciclismo indoor. Una piattaforma capace non solo di allenare, ma di raccontare e far vivere il ciclismo professionistico da una prospettiva nuova, accessibile e coinvolgente.

ROUVY

Ursus Arya R 50

Ursus Arya R, la ruota leggera e reattiva: dal laboratorio al WorldTour

31.01.2026
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Ursus continua il suo cammino di crescita e di sviluppo legato alle ruote ad alta performance e, dopo mesi di lavoro e di test sul campo, arrivano le nuove Arya R. Un prodotto nato dalle idee dei tecnici e dagli studi in laboratorio, che hanno studiato e progettato questa nuova ruota. Accanto a tutto ciò ci sono stati anche i test su strada, nei quali hanno giocato un ruolo chiave i corridori professionisti con i quali il marchio veneto lavora. 

Le ruote Arya R sono nate da un processo lungo e delicato che ha visto come ultimo gradino quello più complicato da scavalcare, le corse WorldTour. Infatti queste ruote sono state protagoniste nella corsa a tappe più esigente e difficile di tutto il calendario: il Tour de France, nel quale hanno affiancato il Team Picnic PostNL. In particolare sono state protagoniste nel quarto posto finale di Parigi conquistato da Oscar Onley. 

Un anno di sviluppo

Per realizzare le nuove ruote Arya R in Ursus si è partiti un anno fa, quando l’azienda di Rosà è entrata nel WorldTour accanto al team olandese Picnic PostNL. La sfida di essere al massimo livello del ciclismo mondiale ha portato nuovi traguardi e orizzonti. 

«L’idea era di portare una ruota da utilizzare in un contesto diverso – racconta Marco Giacomin, Product Manager di Ursus – anche se in casa avevamo già la Proxima, che il team ha utilizzato per la prima parte del 2025. Ci siamo focalizzati su due temi: alleggerire e irrigidire. Un’azienda come la nostra ha sempre il focus sull’innovazione e la continua ricerca del massimo sviluppo».

Ursus Arya R, mozzo
Il mozzo U-RD60 Xeramik con sistema U-Press è stato progettato su misura per le Arya R
Ursus Arya R, mozzo
Il mozzo U-RD60 Xeramik con sistema U-Press è stato progettato su misura per le Arya R

Target elevati

Alleggerire e irrigidire, con questi due obiettivi i tecnici di Ursus si sono messi al lavoro per trovare l’equilibrio giusto e realizzare un nuovo modello di ruota. 

«Per riuscire a costruire quello che avevamo in mente, ovvero la nuova Arya R – prosegue Marco Giacomin – ci siamo messi all’opera andando a studiare ogni dettaglio e l’interazione di ogni componente del gruppo ruota. Test e studi sono fatti tutti internamente all’azienda, aspetto che ci ha permesso di avere sempre sotto controllo ogni dettaglio. A livello tecnico le ruote Arya R presentano come novità quella di utilizzare dei raggi in carbonio. Aspetto che offre una maggiore rigidità e un peso veramente contenuto.

«Al fine di unire al meglio tutti i particolari e gli aspetti tecnici siamo andati anche a rinnovare il mozzo, prodotto internamente da noi. Abbiamo notato che con i raggi in carbonio si deformano meno con l’aumento del carico, cosa che dà una maggiore rigidità alla struttura. Il mozzo che abbiamo sviluppato offre anche una grande uniformità per quanto riguarda i livelli di tensionatura».

Dati e numeri

Le ruote Arya R, realizzate in due versioni, con profilo da 35 millimetri e da 50 millimetri (in apertura), passano da 24 raggi a 21. Il peso passa dai 1.250 grammi (a coppia) per il profilo più basso, ai 1.350 grammi per quelle con il profilo più alto.

«La ruota Arya R – conclude Marco Giacomin – sono adatte a percorsi con tanto dislivello, infatti sono state protagoniste nelle tappe di montagna dello scorso Tour de France. Permettono di avere una maggiore risposta nei rilanci e una grande reattività di guida, migliorando anche la precisione in curva. Rispondono perfettamente alle esigenze dei ciclisti che sono alla ricerca di prodotti con un alto livello tecnico, in grado di migliorare anche la performance».

Prezzo: 2.500 euro

Ursus