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Consonni punta alla Wiebes e alle sfide del Nord

21.02.2024
4 min
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Chiara Consonni risponde con il solito tono energico e frizzante. I primi impegni stagionali sono passati e la velocista bergamasca del UAE Team ADQ ha avuto modo di togliere la polvere dalle ruote. Sei giorni di corsa, divisi tra Spagna e UAE Tour Women. Proprio negli Emirati, Consonni si è messa alla prova con le prime della classe, prendendo loro le misure. Un secondo, un terzo e un quarto posto. E’ mancata solo la vittoria, ma sulla sua strada si è messa Lorena Wiebes. L’olandese ha vinto due delle tre volate, arrivando seconda nell’altra.

«Sono in treno – ci ha detto lunedì appena iniziata l’intervista – sono appena stata a fare le visite pre olimpiche. Le avevo già fatte tre anni fa, sono una cosa di routine, normale. Sono partita domenica sera in aereo e oggi (lunedì, ndr) sono già di rientro. Meglio così, anche perché tra pochi giorni sono in Belgio per l’Opening Weekend».

Consonni alla prima volata del UAE Tour Women ha colto un terzo posto
Consonni alla prima volata del UAE Tour Women ha colto un terzo posto
Al UAE Tour Women hai fatto le prime volate della stagione WorldTour 2024, come sono andate?

Tutto sommato ne esco soddisfatta, diciamo che su quattro tappe aver portato a casa due podi non è male. La squadra è cambiata un po’ e dobbiamo ancora conoscerci bene. 

Sulla tua strada hai trovato una Wiebes in grande forma, ma sei sempre stata lì a lottare, che cosa ti è mancato?

Loro (SD Workx, ndr) hanno un treno davvero forte. Si conoscono molto bene, già solo Guarischi ha dei meccanismi collaudati con Wiebes. Se a tutto questo aggiungete che l’ultima donna del treno era Lotte Kopecky, capite bene la qualità che hanno a disposizione.

Per il momento pensare a delle volate di rimonta contro la Wiebes è difficile
Per il momento pensare a delle volate di rimonta contro la Wiebes è difficile
Hai detto che la squadra è cambiata e dovete ancora conoscervi bene…

Un lato positivo è che Tereza Neumanova faceva le volate fino all’anno scorso, quindi ha uno spunto molto buono. Arriviamo bene ai 300-400 metri, forse manca l’ultima parte, ma arriverà con le gare. E questo lo considero il lato positivo: era la prima corsa WorldTour e comunque siamo state subito competitive. Ho fiducia che gara dopo gara miglioreremo tanto. Abbiamo provato tanto in allenamento, ma la corsa è un’altra cosa.

Guardando da vicino Wiebes dove pensi che si possa battere?

Penso che ora come ora l’unico modo di battere la Wiebes sia anticiparla. Se la riescono a lanciare davanti è impossibile rimontarla, arriva troppo forte. Non è semplice nemmeno anticiparla, perché il loro treno è veloce, molto. Però nel 2023 Elisa (Balsamo, ndr) è riuscita a batterla anticipando i tempi, penso che sia questa la strada. 

Le ragazze del quartetto dovranno continuare a lavorare per preparare al meglio l’appuntamento olimpico
Le ragazze del quartetto dovranno continuare a lavorare per preparare al meglio l’appuntamento olimpico
Hai cambiato qualcosa nella preparazione invernale?

All’inizio di questo inverno ho cambiato preparatore, sono passata a Luca Zenti, che è lo stesso di Silvia Persico. La squadra ha voluto così, mi sto trovando bene. Certo, questo è un anno particolare per cambiare (il riferimento è all’Olimpiade, ndr). Però il metodo di lavoro non è cambiato, ho fatto tante ore di fondo a novembre. Poi sono andata in Sicilia con la nazionale per un altro ritiro e lì abbiamo fatto più qualità. Il tutto era rivolto agli europei di gennaio.

Che non hai corso.

Sì, io ho sempre avuto qualche problema ad entrare in condizione subito, sapevo di avere un deficit. Ora però torneremo a lavorare ancora su pista, per fare qualche richiamo, tenere la forza e restare abituate a far girare certi rapporti. Anche tra noi ragazze dobbiamo restare unite e aiutarci a vicenda. Poi certi lavori in pista tornano utili per le volate, quindi è un cerchio che si chiude. 

Ora per Consonni si apre la stagione del Nord, da sabato 24 febbraio con la Omloop Het Nieuwsblad
Ora per Consonni si apre la stagione del Nord, da sabato 24 febbraio con la Omloop Het Nieuwsblad
Tra pochi giorni parte la stagione del Nord, pronta?

Partirò da Omloop Het Nieuwsblad. Da quelle parti ho vinto la Dwars door Vlaanderen nel 2022 e ho ottenuto buoni piazzamenti. Quest’anno, però, le gare si allungheranno, dicono. E’ una cosa che leggermente mi spaventa, aggiungere 10-15 chilometri a quei percorsi può cambiare tutto. Infatti, in inverno abbiamo fatto molti più allenamenti sul fondo, aumentando le ore da quattro a cinque. Per il resto sono tranquilla, conosco le mie qualità. 

In vista di Parigi 2024 farai il Giro Donne o il Tour de France Femmes?

Sicuramente il Giro Donne, poi la prima parte di stagione dovrebbe finire. Ma vedremo, anche in base ai giorni delle gare e le esigenze di tutti. Per il momento guardo alle prossime corse, poi tireremo le somme. 

Elisa e Gaia regine a Jebel Hafeet. Un piano ben riuscito

12.02.2023
5 min
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«Questo è il modo di vincere che ognuna di noi sogna di fare». Elisa Longo Borghini taglia il traguardo di Jebel Hafeet tenendo per mano Gaia Realini ed indicandola qualche metro dopo. E’ il trionfo della coppia della Trek-Segafredo in vetta alla montagna totem del UAE Tour Women nella terza tappa, nella quale Silvia Persico completa un podio tutto italiano.

Elisa rende merito a Gaia appena dopo l’arrivo e fa bene. Intanto perché con questa vittoria la 31enne di Ornavasso ipoteca anche il successo nella generale (le due compagne sono divise da soli 7”). Poi perché l’abruzzese ha dimostrato subito di essersi calata nella parte di perfetta donna-squadra al servizio della propria capitana durante quegli ultimi 10,8 chilometri di salita, in cui ogni avversaria ha dovuto alzare bandiera bianca.

Elisa prende per mano Gaia per il meritato arrivo in parata
Elisa prende per mano Gaia per il meritato arrivo in parata

Tattica rispettata

Dopo aver aperto la stagione coi due secondi posti di Amanda Spratt al Tour Down Under e alla Cadel Evans Great Ocean Race, era facilmente intuibile che la Trek-Segafredo fosse volata negli Emirati per puntare alla generale, possibilmente con una vittoria di tappa, nella terza corsa del calendario WorldTour. E a quel punto che volesse fare la gara nella frazione regina era evidente da tante cose.

Nelle due precedenti frazioni per velociste sembrava che la formazione guidata da Paolo Slongo avesse fatto le prove generali coi ventagli. La recita vera e propria è andata in scena ieri. Backstedt, Hanson e Sanguineti hanno menato in pianura, specie quando hanno saputo che nella rete dei ventagli erano finiti pesci grossi.

Sanguineti è stata preziosa nei ventagli e nella tattica prevista da Slongo
Sanguineti è stata preziosa nei ventagli e nella tattica prevista da Slongo

«Durante la riunione mattutina – spiega Slongo – avevamo detto che nei punti in cui c’era il vento dovevamo essere davanti e attenti. Se poi qualche squadra avesse promosso anche un’azione degna di nota, dovevamo contribuire dando continuità. E così è stato. Quando abbiamo visto che si era staccata la Cavalli con tutta la Fdj-Suez e successivamente anche la Lippert con la sua Movistar, abbiamo dato ancora più forza a questa azione.

«La salita è andata come volevamo – continua il tecnico trevigiano – anche se le cose non vanno sempre come le progetti. Volevamo lasciar fare il passo agli altri e se avessero fatto un ritmo troppo basso, avremmo preso in mano noi la situazione. Ad un certo punto Elisa ha deciso che il passo doveva essere più alto e Gaia si è messa davanti. Quando sono rimaste da sole hanno dato tutto per guadagnare il più possibile fino all’arrivo. A pochi metri dal traguardo ho dato l’ordine via radio alle ragazze che si parlassero e decidessero fra loro. Elisa voleva che vincesse Gaia però alla fine è andata come avete visto tutti».

Longo Borghini con la maglia di leader della generale che guida con 7″ su Realini e 1’18” su Persico
Longo Borghini con la maglia di leader della generale che guida con 7″ su Realini e 1’18” su Persico

Vittoria da sogno

Tra Longo Borghini e Realini ci sono dieci anni esatti di differenza. Sono il presente ed il futuro del movimento italiano, oltre che della Trek-Segafredo, cui hanno aggiornato pure una statistica. Elisa e Gaia hanno messo a segno una doppietta che al team statunitense mancava dal 22 giugno 2021. All’epoca, vittoria di Van Dijk davanti a Backstedt nel prologo del Lotto Belgium Tour, ma il primo-secondo in cima a Jebel Hafeet vale molto di più.

«Oggi – racconta Longo Borghini – dobbiamo molto a Gaia Realini. Per me è stata l’MVP della giornata (Most Valuable Player, cioè l’atleta più importante, ndr). E’ stata semplicemente incredibile, imponendo un forcing serrato. All’improvviso ci siamo ritrovate io e lei. Ci siamo dette che dovevamo continuare così e poi festeggiare insieme al traguardo. Sì, è vero, abbiamo parlato per la vittoria di tappa ma confrontandoci ancora con Paolo (Slongo, ndr) e facendo dei calcoli abbiamo deciso di arrivare così».

«Con Gaia c’è stata sintonia sin dall’inizio – prosegue Elisa mentre è in pullman verso l’hotel – è una ragazza frizzante e giocherellona alla quale è impossibile non voler bene. Pensate che ad un paio di chilometri dal traguardo mi ha detto “mi viene da piangere” in pescarese. Mi ha fatto morire dal ridere. Non vedo l’ora di restituirle questa vittoria.

«Oltre a Gaia – conclude Longo Borghini – devo dire un grande grazie al resto della squadra. Ilaria, Elynor e Lauretta sono state fortissime e hanno corso nel vento per me. Ho accanto a me quattro campionesse».

Felicità Realini

Una di queste è proprio la giovane Realini, prelevata dalla Isolmant. Ha aperto il 2023 cogliendo il suo primo podio, ma non si scompone troppo. Abbiamo imparato a conoscerla come una ragazza pragmatica. Poche parole, alcune dette nel suo dialetto per smorzare la tensione. Sorride infatti anche lei mentre ci fa rivivere quel simpatico momento. E fa eco alla sua capitana relativamente ai ringraziamenti alle sue compagne.

«Sapevamo che oggi – dice Gaia – potevamo dire la nostra fin dalle prime battute in pianura. Abbiamo lavorato come un team unito. Poi in salita Elisa ed io eravamo consapevoli dei nostri mezzi. Abbiamo lavorato bene e portato a casa il classico “tappa e maglia”. Personalmente sono ancora incredula di questa situazione e penso che mi ci vorrà ancora un po’ di tempo prima di realizzare il tutto. Voglio godermi tutto questo giorno per giorno senza pressioni».