Selle San Marco, Shortfit 2.0 Carbon FX Pro Series

Shortfit 2.0 Carbon FX Pro Series: leggera e dinamica

30.03.2026
4 min
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La scelta corretta della sella da utilizzare quando si pedala passa da diversi aspetti tecnici e di comfort, infatti questo componente assume una funzione fondamentale sulla nostra bicicletta. Oltre a sostenere gran parte del peso del ciclista aiuta anche a distribuirlo. Quindi, cercare il modello corretto nella vasta gamma di selle a disposizione sul mercato diventa un aspetto delicato e importante. 

Con Selle San Marco, uno dei brand di riferimento per quanto riguarda le selle da ciclismo, è possibile trovare il modello che fa al caso nostro. Un aspetto decisamente importante dato anche dalla vasta gamma di prodotti proposti. Tra questi c’è la sella Shortfit 2.0 Carbon FX Pro Series, un modello ispirato al mondo del professionismo e che quindi risponde ad esigenze tecniche elevate, per soddisfare anche i ciclisti più esigenti. 

Selle San Marco, Shortfit 2.0 Carbon FX Pro Series
Il rail ultraleggero della Shortfit 2.0 Carbon FX Pro Series è realizzato in carbonio con sezione ovale (9,8 mm x 7 mm)
Selle San Marco, Shortfit 2.0 Carbon FX Pro Series
Il rail ultraleggero della Shortfit 2.0 Carbon FX Pro Series è realizzato in carbonio con sezione ovale (9,8 mm x 7 mm)

La gamma

Selle San Marco con la gamma di selle Shortfit ha voluto realizzare dei prodotti di alto livello che possono rispondere a specifiche richieste biomeccaniche. Infatti le selle della linea Shortfit sono state create per ciclisti che hanno un’alta rotazione del bacino quando pedalano, e che tendono a spostarsi vicino al manubrio. Ma sono anche prodotti dedicati a chi ha una particolare larghezza delle ossa ischiatiche, e che quindi ricerca un livello di comfort superiore. 

La speciale forma ergonomica di questa sella è caratterizzata da una lunghezza ridotta, e garantisce un sostegno adeguato nella sezione posteriore. Si ha una distribuzione ottimale della pressione nella sezione anteriore

Selle San Marco, Shortfit 2.0 Carbon FX Pro Series
La sella Shortfit 2.0 Carbon FX Pro Series è dotata di taglio Open-Fit per alleviare la pressione sui tessuti molli
Selle San Marco, Shortfit 2.0 Carbon FX Pro Series
La sella Shortfit 2.0 Carbon FX Pro Series è dotata di taglio Open-Fit per alleviare la pressione sui tessuti molli

Leggera e dinamica

La sella Shortfit 2.0 Carbon FX Pro Series è realizzata con l’obiettivo di aiutare il ciclista nel superare le proprie prestazioni e migliorare il rendimento in gara o allenamento. Un modello leggero, con un design che offre al ciclista una grande mobilità in sella e di trovare la posizione giusta per ogni sforzo

E’ dotata di taglio Open-Fit, il quale contribuisce a distribuire al meglio il peso in maniera uniforme, alleviando la pressione sui tessuti molli e nei punti delicati. A tutto questo è abbinato il profilo waved di Shortfit, il quale è stato sviluppato al fine di sostenere il bacino nell’arco di tutta la pedalata. .

Il rail è ultraleggero, realizzato interamente in carbonio con sezione ovale (9,8 mm x 7 mm) e con brevetto DNA (Dynamic Node Action): una tecnologia che impedisce la torsione e mantiene la parte anteriore della sella più stretta per un’ottima libertà di pedalata. 

Selle San Marco fornisce le selle al team Novo Nordisk
Selle San Marco fornisce le selle al team professional Novo Nordisk
Selle San Marco fornisce le selle al team Novo Nordisk
Selle San Marco fornisce le selle al team professional Novo Nordisk

Caratteristiche tecniche

Selle San Marco con la sella Shortfit 2.0 Carbon FX Pro Series ha voluto offrire ai ciclisti un’alternativa capace di aumentare anche il comfort, aspetto di primaria importanza quando si pedala per diverse ore consecutivamente. 

La scocca è rivestita in nylon ad alte prestazioni, arricchito con fibre di carbonio rinforzato con nervature che ne aumentano la rigidità senza perdere in comfort e durata del prodotto. 

All’interno della Shortfit 2.0 Carbon FX Pro Series è presente una schiuma biodinamica a bassa densità con struttura di spessore variabile che segue i movimenti del bacino durante la pedalata, per un comfort garantito, leggerezza, resistenza di lunga durata e supporto ideale. 

Disponibile in due taglie: S3 (peso di 168 grammi) e L3 (peso 172 grammi)

Dimensioni: S3 140 x 255 millimetri; L3 155 x 255 millimetri.

Prezzo: 239 euro.

Selle San Marco

La sella Trek con la tecnologia AirLoom, stampo 3D reticolare

La sella Trek con la tecnologia AirLoom, stampo 3D reticolare

08.11.2025
6 min
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Si chiama Trek Aeolus AirLoom e fa parte della famiglia dei componenti RSL (Race Shoop Limited) di Trek, ovvero le medesime dotazioni dei professionisti. E’ la sella che utilizza la tecnologia 3D reticolare, si basa su una cover fitta e molto compatta con le zone differenziate di supporto.

La tecnologia 3D è sempre più utilizzata dai differenti brand, con diverse forme e soluzioni, di sicuro la tecnica reticolare permette di ridurre ulteriormente il peso e offre un comfort di livello eccellente. L’abbiamo provata.

La sella Trek con la tecnologia AirLoom, stampo 3D reticolare
Non è una sella piatta e non è una tipica short noise
La sella Trek con la tecnologia AirLoom, stampo 3D reticolare
Non è una sella piatta e non è una tipica short noise

Aeolus RSL AirLoom, cosa significa

Si tratta di una sella corta, oppure short-noise (con naso tronco), lunga 250 millimetri e larga 145 nella versione test (disponibili anche le larghezze di 135 e 155). La sella ha la scocca ed i due binari di aggancio completamente in carbonio (con diametro oversize 7×10, normalmente le selle in carbonio hanno dimensioni 7×9).

Come vuole il DNA Aeolus, anche la AirLoom è caratterizzata dall’ampio e lungo canale di scarico centrale. Nonostante questa apertura che di fatto divide la sella in due porzioni distinte (destra e sinistra), entrambi i lati risultano rigidi e sostenuti. Un fattore tecnico da considerare.

La cover è un blocco unico

Non c’è foam (schiuma) nella sezione mediana e non è presente una copertura superiore come avviene per le selle standard. La Cover 3D è “appoggiata” sopra alla scocca in carbonio. Ha un buono spessore, non esagerato ed è realizzata con lo stesso polimero elastomerico EPU lavorato in 3D. Esso rivela eccellenti proprietà di assorbimento e dissipazione delle vibrazioni, è particolarmente longevo, ha memoria di forma ed è anche green in quanto per la sua costruzione non sono necessari solventi chimici. Inoltre, la struttura AirLoom di Trek è una sorta di sandwich con diversi strati sovrapposti tra loro. Al contrario di molte selle 3D in commercio, la Aeolus AirLoom mostra una sezione superiore a vista (quasi come fosse una cover) con dei fori dal volume ridotto. Questi proteggono gli strati inferiori con asole più grandi e tecnicamente offre un sostegno maggiore percepibile nell’immediato.

Da sottolineare, a favore di un concetto sicurezza che non dovrebbe mai passare in secondo piano, la traversina posteriore avvitabile alla scocca. Questa presenta una clip per una semplice predisposizione alle luci Trek (oppure eventuali accessori Blendr). Ci piace. Il prezzo della Aeolus AirLoom 349,99 euro.

La sella Trek con la tecnologia AirLoom, stampo 3D reticolare
Parte larga, di più rispetto alla media
La sella Trek con la tecnologia AirLoom, stampo 3D reticolare
Parte larga, di più rispetto alla media

Naso largo

E’ una caratteristica della famiglia Trek Aeolus, non solo relativa alla famiglia RSL. Il naso ha una larghezza è di 4,8 centimetri, maggiore rispetto alla media. Per chi è abituato alle selle (corte) con misure convenzionali possono essere necessarie alcune ore di impiego per prendere il giusto feeling.

Per tutti, a prescindere dalla seduta, i vantaggi di una larghezza del genere permettono di avere un appoggio maggiorato anche nei momenti di seduta in punta di sella, sgravando eventuali pressioni delle parti molli. Aeolus presenta uno spoiler/rialzo leggero, appena accentuato, ma comunque presente e vantaggioso per chi utilizza anche la sezione più larga, magari quando si pedala per lunghi tratti in salita.

Aeolus AirLoom vs tradizionale

Quando si descrive una sella, è sempre necessario considerare le soggettività, legata alle preferenze della seduta, del supporto e ovviamente del feeling. A parità di prodotto e di forma, la Trek Aeolus RSL AirLoom, rispetto alla Aeolus RSL (quella in dotazione alla Madone e non solo) con imbottitura e copertura classica, mostra un supporto maggiore, è confortevole, ma è al tempo stesso più compatta. Questa compattezza può essere tradotta anche in una durezza maggiore, soprattutto nell’immediato.

Una sella 3D necessita di una tempistica mediamente lunga per prendere la giusta confidenza, per interpretare in modo corretto la resa tecnica effettiva e per sfruttarne a pieno le potenzialità. Una sella come Aeolus AirLoom offre dei notevoli vantaggi nel mantenimento della posizione e quasi azzera gli spostamenti quando si pedala. Ha un grip eccellente in ogni punto.

La sella Trek con la tecnologia AirLoom, stampo 3D reticolare
La sezione anteriore è da mettere in bolla per sfruttare lo spoiler posteriore
La sella Trek con la tecnologia AirLoom, stampo 3D reticolare
La sezione anteriore è da mettere in bolla per sfruttare lo spoiler posteriore

In conclusione

Una sella con la cover 3D non è un componente banale e rispetto ad un prodotto standard mostra delle diversità. Le differenze sono tecnologiche, relative ai materiali, si traducono in un feeling differente quando si pedala. Il motivo principale è legato ad un differente supporto (rispetto ad una sella tradizionale), diverso sostegno ed è un componente che influisce in modo esponenziale sull’equilibrio della seduta. Migliore o peggiore?

Una tecnologia come quella della Trek AirLoom è vantaggiosa quando è sfruttata nel modo adeguato, in fatto di posizionamento sulla sella, con un periodo di adattamento che può variare tra ciclista e ciclista. Una tecnologia 3D applicata ad una sella diventa controproducente se messa al pari di una sella con copertura tradizionale, che invece trasmette un feeling facile, pronto all’uso.

Trek

Fizik Antares Adaptive: eleganza classica, comfort stampato in 3D

14.05.2024
4 min
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Come forse molti di voi sapranno “fi’zi:k” è la trascrizione fonetica della parola “fisico”, riferito alla forma o allo stato del corpo umano. Non deve stupire quindi che l’azienda italiana (Fizik, appunto) fin dalla sua fondazione continui a focalizzare i propri sforzi sullo studio della fisiologia e dell’anatomia dei ciclisti, per realizzare prodotti all’avanguardia in termini di comodità, tecnologia e performance.

In quest’ottica è stata creata la collezione di selle stampate in 3D, l’Adaptive, che si è allargata ora con la nascita della nuova Antares Adaptive.

Questa scelta è probabilmente dovuta al fatto che il modello Antares è stato nel tempo tra i più apprezzati ed usati dai professionisti, usato in quasi tutti i Grandi Giri degli ultimi due decenni e tuttora scelto da corridori del Team Visma I Lease a Bike e Movistar Team.

La R1 ha scafo è in nylon rinforzato in carbonio con binari in carbonio
La R1 ha scafo è in nylon rinforzato in carbonio con binari in carbonio

La linea Adaptive

La linea Adaptive – riconoscibile dalla particolarissima costruzione a nido d’ape – ha segnato una rivoluzione nel comfort e nel supporto degli atleti. Si distingue appunto in prima istanza da una cosa: l’imbottitura stampata in 3D. Un’evoluzione che ha permesso a Fizik di sviluppare una nuova sella senza i vincoli o le limitazioni imposte dai metodi di produzione e dai materiali tradizionali.

Quest’imbottitura viene realizzata dagli esperti di Carbon® attraverso un processo noto come “Digital Light Synthesis” o “DLS”. Esso utilizza la proiezione digitale della luce ultravioletta, un’ottica permeabile all’ossigeno e resine liquide programmabili per stampare l’imbottitura della sella. Il risultato è un prodotto più resistente sia all’esposizione ai raggi UV e all’uso prolungato rispetto ad una sella di vecchia concezione.

Inoltre, attraverso questo processo di stampa, gli ingegneri Fizik sono in grado di ottimizzare il supporto della sella, incorporando diverse zone funzionali a seconda della necessità. Più solido dove è richiesta reattività, più morbido dove la riduzione della pressione è la priorità. Tutto questo ha portato ad una riduzione del 60% del picco della pressione attraverso una migliore distribuzione del peso.

Sia la R1 che la R3 (foto di apertura) hanno la copertura a nido d’ape stampata in RD
Sia la R1 che la R3 (foto di apertura) hanno la copertura a nido d’ape stampata in RD

Nuova tecnologia, stesso stile

Fizik è però famosa anche per lo stile minimal del suo design che l’ha resa anche un punto di riferimento per quanto riguarda lo stile. La nuova Antares Adaptive non fa eccezione, con il profilo “alare” basso progettato per consentire una sensazione di maggiore connessione e il massimo di efficienza nella pedalata e nel trasferimento della potenza.

Nella versione R1 lo scafo è in nylon rinforzato in carbonio con binari in carbonio, mentre nell’R3 i binari sono in Kium.

Peso e prezzo

Entrambe le versioni sono disponibili in due differenti larghezze, da 140 o da 150 mm, e il loro peso è davvero interessante. Prendendo in considerazione il modello da 140 mm, Antares Adaptive R1 pesa 180 grammi, mentre R2 220 grammi. Il prezzo è in linea con la qualità proposta da Fizik: rispettivamente 299 e 259 euro.

Fizik

Cadex Amp, massima efficienza della pedalata e comfort

02.08.2023
3 min
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Il comfort è la chiave: l’efficienza della pedalata, l’affaticamento, anche la posizione di guida e l’aerodinamica sono influenzati dalla forma e dalla costruzione della sella. La nuova Cadex Amp unisce tutti questi fattori e non solo. 

Derivata in parte dal modello Boost, questa sella vanta un nuovo design con una curva posteriore ascendente che sostiene il ciclista in una posizione aerodinamica efficiente per una potenza ottimale e un supporto ischiatico ideale. Il taglio centrale allevia la pressione dei tessuti molli e la forma arrotondata, con una linea pronunciata delle ali, aggiunge spazio di pedalata per eliminare lo sfregamento interno alla coscia.

Fit ideale

Nata dall’esperienza Cadex, la Amp utilizza la stessa tecnologia Advanced Forged Composite della sella Boost. La costruzione di base di Amp bilancia il supporto pelvico ottimale con la flessibilità dell’ala di base per una pedalata più fluida ed efficiente. Il design del naso troncato e liscio aumenta ulteriormente l’efficienza riducendo la potenziale interferenza dell’interno coscia.

Due dettagli importanti sono la curva posteriore ergonomica che aumenta il supporto ischiatico e un nuovo profilo laterale che offre maggiore spazio per la pedalata. Questo per aiutare il ciclista a spingere indietro in sella per ottenere una posizione potente e aerodinamica. Inoltre, una forma arrotondata, che si stacca rapidamente sul bordo, e una base più bassa aumentano lo spazio di pedalata. Il risultato è una scelta più ampia di opzioni di adattamento senza attrito che consente di mantenere un trasferimento di potenza efficiente.

Anche comoda

Quando si aspira alla prestazione, il comfort è un aspetto da non sottovalutare, ma da assecondare per massimizzare la rendita dell’atleta. Progettata per soddisfare un’ampia gamma di ciclisti, confortevole e sagomata per una posizione di pedalata potente ed efficiente, la sella ultraleggera Amp garantisce un comfort ulteriormente migliorato, con l‘imbottitura Particle Flow ad alta elasticità, la schiuma reattiva leggera e un centro di sgancio ergonomico.

I collegamenti del rail, posizionati strategicamente, smorzano le vibrazioni della strada e alleviano i punti di pressione che possono verificarsi con la tradizionale costruzione della sella. Un centro ergonomico cut out allevia la pressione sulle aree dei tessuti molli. La combinazione di Lightweight Reactive Foam e l’imbottitura ad alta elasticità, che è integrata direttamente nella tomaia della sella, favoriscono la distribuzione del peso del ciclista su un’area più ampia, consentendo una flessibilità ottimale dell’ala della sella. Il prezzo consultabile sul sito è di 289,99 euro

Cadex

La tecnologia 3D di Selle Italia: parola a tecnico e corridore

26.07.2023
6 min
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La frontiera delle selle 3D sta avanzando velocemente e Selle Italia non poteva essere da meno. L’azienda veneta giusto qualche settimana fa in quel di Eurobike ci aveva mostrato i suoi gioielli con le caratteristiche 3D, stavolta andiamo più a fondo e lo facciamo con Enrico Andreola, product manager di Selle Italia, e Valerio Conti, il quale utilizza questa tipologia di sella.

Viaggio 3D

Enrico, come nasce dunque una sella Selle Italia 3D? Qual è il suo processo costruttivo?

La parte che richiede più tempo è quella della creazione della seduta, appunto la parte morbida, l’imbottitura. La capacità produttiva è ancora bassa, parliamo di tre imbottiture l’ora. Ma il mercato ci sta premiando e quindi stiamo implementando tale produzione. Poi ci sono altre fasi.

Quali?

Segue una sorta di post-processo dell’imbottitura che mira ad eliminare gli eccessi di resine. Successivamente si va avanti con la cottura in forno per stabilizzarne il materiale. E’ una cottura particolare, ai raggi UV, che fa sì che l’imbottitura diventi come la vediamo, altrimenti resterebbe “pastosa”. Per dare un’idea: se la si toccasse prima della cottura vi resterebbero le impronte digitali.

C’è poi l’assemblaggio…

E qui c’è il grande knowhow di Selle Italia, il nostro vero merito, ciò che ci differenzia per le selle 3D da tutti gli altri brand. Realizzare una sella 3D può essere molto facile se questa ha uno scafo piatto e la sua imbottitura è piatta, ma nel caso della Slr, il nostro cavallo di battaglia, ai lati ci sono parecchie incurvature. Ebbene, seguiamo anche quelle con l’imbottitura 3D. Ma noi, ed era un nostro dogma dettato dal Dna agonistico di Selle Italia, volevamo riprodurre la Slr: la sella da gara per eccellenza. Fatto questo il resto dell’assemblaggio di scafo e carrello è molto più tradizionale, ma sempre rispettando elevati standard di qualità produttiva.

Cosa vi chiedono i pro’? Voi supportate molte squadre…

Va fatta una premessa. Noi abbiamo presentato queste selle un anno fa ad Eurobike. Ne è seguita una pausa fisiologica prima di entrare in produzione. Nel frattempo alcuni atleti le provavano, specie nei training camp a Livigno. Abbiamo consegnato qualche decina di selle a dicembre, nei ritiri. Ma in quel momento molte “messe in sella” erano già fatte. Per farla breve, avevano queste selle 3D circa due atleti per team. Però i loro feedback sono stati subito positivi. Abbiamo relazioni molto strette con la Cofidis, la Tudor, la Alpecin e anche con la Corratec. Ora la stanno utilizzando Konyshev e Conti. Per il prossimo anno però saremo in grado di dare forniture molto più ampie a tutti i team.

La Watt 3D (non ancora in vendita) è la nuova sella per il triathlon e per la crono
La Watt 3D (non ancora in vendita) è la nuova sella per il triathlon e per la crono
Al Tour, proprio in Cofidis, ci hanno detto che questa sella è particolarmente apprezzata dalle donne: è così?

E’ vero e non è qualcosa che abbiamo fatto appositamente per le ragazze, ma tant’è. In particolare il gruppo delle donne di Cofidis lavora bene, con loro scambiamo dei feedback importanti. Sia con Slr che Novus siamo andati oltre le nostre aspettative per risolvere i tipici fastidi al soprassella, sia per lui che per lei.

Cosa vi chiedono gli atleti? Magari più leggerezza, più rigidità in punta (o meno)…

I loro feedback sono molto importanti per realizzare i tuning di rigidità delle imbottiture: il morbido-rigido dove serve, per capirci… Tendenzialmente loro vogliono selle rigide. Okay il comfort, ma alla fine visti i watt che scaricano e i chilometri che percorrono vogliono una sella che sia stabile e racing. Giusto ieri un corridore della Tudor, che già utilizzava una sella 3D ma di un altro marchio, mi ha detto: «Finalmente un sella 3D con un target da corsa». Spesso infatti queste selle sono morbide. Ma torno al discorso di prima, del riuscire a replicare la Slr. Va detto però che i tuning di rigidità dei pro’ sono un po’ diversi da quelli del mercato. Questi ultimi sono un po’ morbidi.

State anche lanciando la sella da crono…

Sì, la Watt. L’abbiamo presentata ad Eurobike. Sarà in consegna ad ottobre. Per lo sviluppo di questa sella ci siamo rivolti parecchio al grande triatleta Patrick Lange, ma anche ai ragazzi della Corratec, soprattutto da quando siamo subentrati come sponsor. E’ una sella diversa, molto più lavorata e sostenuta in punta, viste le grandi rotazioni del bacino che comportano certe posizioni. Con Novus abbiamo introdotto un nuovo reticolo dell’imbottitura, che ricordo noi disegniamo in casa: questo doppio reticolo morbido-duro ci consente di differenziare parecchio il tuning di rigidità nei vari punti della sella stessa.

La sella SLR 3D sulla bici di Valerio Conti (foto Instagram)
La sella SLR 3D sulla bici di Valerio Conti (foto Instagram)

Parola al corridore

E a seguire le parole di Andreola ecco quelle di uno dei corridori che lo stesso Andreola ha citato: Valerio Conti, in forza alla Corratec-Selle Italia, che non ha pensato troppo a montarla sulla sua bici. Ai ragazzi del team italiano hanno proposto queste selle e il laziale dopo averla testata non l’ha più tolta.

«Ho scelto questa sella – spiega Conti – un po’ prima del mio infortunio a maggio. A dire il vero non l’ho ancora utilizzata tantissimo in corsa, perché poi è lì che davvero la si mette sotto torchio, ma le sensazioni sono state subito ottimali.

«Io venivo da una classica Selle Italia Slr con la quale, ci tengo a dire, già mi trovavo bene e quella 3D che sto utilizzando adesso ha praticamente la stessa forma (riprendendo quanto detto da Andreola, ndr). Sostanzialmente è più morbida, si adatta perfettamente alle ossa ischiatiche e questo tende a dipanare la pressione in modo migliore. Non si hanno dei punti in cui preme di più».

Conti ha esaltato le qualità della tecnologia 3D quando si è a tutta in pianura
Conti ha esaltato le qualità della tecnologia 3D quando si è a tutta in pianura

Più stabili

Conti poi insiste molto su un aspetto che non ci aspettavamo, vale a dire sul movimento antero-posteriore.

«Questo “tessuto” superficiale, ammesso si possa chiamare così, fa sì che si sia più stabili sulla sella, che si scivoli di meno. C’è più grip. Si spinge un po’ di più in salita, ma soprattutto in pianura, quando si deve spingere forte, non si finisce in avanti e si mantiene pertanto un assetto più stabile».

Sempre in merito ai feedback, sia uomini che donne, esaltano la comodità e il non affaticamento del soprassella dopo tante ore, anche col caldo estremo di questi giorni. Un aspetto che è emerso anche in casa Selle Italia nella realizzazione della Watt. Se i pro’ infatti ci passano giusto il tempo di una gara contro il cronometro (al netto degli allenamenti), per i triatleti il discorso è ben diverso.

Cadex Boost: comfort, leggerezza e potenza in equilibrio

26.04.2023
3 min
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Nuovi standard di peso, supporto e comfort. Sono i punti forti della leggerissima Cadex Boost, l’esclusiva sella realizzata per ridisegnare il concetto che spazia tra comodità, peso e potenza. La chiave sta nella Advanced Forget Composite Technology (AFCT) che assieme al design del carrello integrato Integrated Rail Design ha dato alla luce un rivoluzionario telaio in composito di carbonio che assicura la massima trasmissione della potenza. Il tutto senza aggiungere peso extra e con un occhio di riguardo al comfort favorito dalla tecnologia Particle Flow Technology. 

Le particelle scorrevoli ETPU collocate strategicamente in due tasche separate
Le particelle scorrevoli ETPU collocate strategicamente in due tasche separate

Tecnologie premium

Il processo di stampaggio (AFCT) ad alta pressione all’avanguardia nel settore, utilizzato per produrre componenti in fibra di carbonio dalla forma complessa, ha permesso di creare un telaio della sella in due pezzi che offre il perfetto equilibrio tra supporto e comfort. Questa tecnologia si traduce in una trasmissione di potenza diretta e immediata alla geometria della bici eliminando le flessioni indesiderate. 

Un altro elemento determinante della Cadex Boost è l’Integrated Rail Design. Questo disegno alleggerisce i punti di pressione grazie al posizionamento del collegamento tra il carrello e lo scafo in un’area non utilizzata dal ciclista. In più, la progettazione ottimizzata del carrello massimizza la dissipazione delle vibrazioni e l’assorbimento degli urti che arrivano dalla strada. Allo stesso modo, attraverso l’eliminazione del materiale riportato sui punti di giunzione, che di solito si trova sulle selle standard, l’approccio Integrated Rail Design riduce all’essenziale il peso complessivo.

Caratteristiche tecniche

E’ essenziale che una sella per quanto performante sia soprattutto confortevole. Per questo i tecnici Cadex hanno scelto Particle Flow Technology. Specifiche particelle scorrevoli ETPU collocate strategicamente in due tasche separate che si modellano nella zona di contatto pelvico del ciclista. Riducono i punti di pressione e distribuiscono il peso in un’area più ampia per una posizione di guida più stabile e confortevole.

La forma della Boost si presenta con gli angoli arrotondati sul naso troncato che ne riducono il rischio di sgregamenti durante la pedalata. La linea è sinuosa e studiata in modo di adattarsi alle differenti esigenze del ciclista, valorizzando le caratteristiche tecniche della propria bici. Il peso si attesta a soli 138 grammi. Le dimensioni sono di 149 mm di larghezza, 246 mm di lunghezza e 44 mm di altezza. Il prezzo consultabile sul sito è di 249 euro. 

Cadex