Dopo un debutto capace di attirare curiosità, sorrisi e attenzione mediatica, il Dottor Scott è entrato ufficialmente nel team di Scott Sports. Il brand ha così annunciato l’avvio di un nuovo progetto di storytelling ironico e originale, pensato per accompagnare tutta la stagione con attivazioni sul territorio, eventi e contenuti digitali.
Il personaggio ha fatto la sua prima, sorprendente apparizione all’Italian Bike Festival, catturando l’attenzione di pubblico e addetti ai lavori grazie a un mix di ironia, competenza e un look immediatamente riconoscibile. Camice bianco, atteggiamento da “specialista” del mondo Scott e una narrazione fuori dagli schemi: il Dottor Scott si è imposto fin da subito come una figura capace di rompere le convenzioni della comunicazione tradizionale nel settore cycling.
La sede del brand a Givisiez, nel Canton Friburgo, in SvizzeraLa sede del brand a Givisiez, nel Canton Friburgo, in Svizzera
Parlare alla community
Forte del successo ottenuto “sul campo” a IBF, il personaggio è stato “assunto” con un contratto simbolico di un anno. Un espediente narrativo che rafforza l’identità del progetto e che permette al brand di sviluppare una storia continuativa, coerente e facilmente riconoscibile. L’obiettivo è chiaro: parlare alla community in modo leggero, ma autentico. Raccontare il mondo Scott da un punto di vista diverso, senza rinunciare alla credibilità tecnica.
La prima missione ufficiale del Dottor Scott sarà, con ogni probabilità, a stretto contatto con il team Mtb. Ma il suo ruolo non si limiterà alle competizioni. Il personaggio sarà protagonista di numerose iniziative durante tutto l’anno. Presenza agli eventi, supporto diretto ai dealer, attivazioni speciali nei punti vendita e una forte componente social pensata per amplificarne la popolarità.
Un elemento chiave del progetto è il mistero. L’identità rimarrà difatti segreta, almeno sui canali social. Una scelta che rafforza l’ironia e alimenta la curiosità della community. Nelle prossime apparizioni pubbliche, il personaggio potrebbe presentarsi con un look ancora più iconico. Dettagli e sviluppi sono volutamente lasciati in sospeso, per mantenere alta l’attenzione.
Dottor Scott è un nuovo progetto firmato dal brand che ha cercato un modo diverso di raccontarsi e di presentare i prodottiDottor Scott è un nuovo progetto firmato dal brand che ha cercato un modo diverso di raccontarsi e di presentare i prodotti
Identità… segreta
Il Dottor Scott non è solo un personaggio. E’ uno strumento narrativo che unisce innovazione, ironia e passione per il ciclismo. Un progetto che conferma l’approccio fresco e non convenzionale del brand nella relazione con il proprio pubblico. Un modo nuovo di raccontare prodotti, valori e cultura, senza prendersi troppo sul serio.
«Sono felice di iniziare questa avventura – ha dichiarato il Dottor Scott – non pensavo che mi assumessero così in fretta. Durante la firma del contratto ero davvero agitato. Ora non mi resta che dimostrare sul campo tutta la mia conoscenza del brand. Se mi vedete in giro, sappiate che sono disponibile per… firme e autografi».
Con il Dottor Scott, il brand apre una nuova fase della propria comunicazione. Più umana. Più ironica: ma sempre profondamente legata al mondo della bicicletta.
Nasce ExtraGiro Race, un'evoluzione arrivata grazie a un percorso che ha portato la realtà guidata da Selleri tra le principali organizzatrici di eventi
Una decina di nuovi corridori. Facce nuove nel team performance. Soluzioni inedite come (per alcuni) l’altura in Cile. E anche le nuove bici Pinarello – il brand veneto è anche primo nome della squadra – al posto delle Scott che la Q36.5 ha usato negli ultimi tre anni. Quando un corridore si trova al centro di tanti cambiamenti, si capisce che voglia innanzitutto prendere le misure. Così almeno è stato per Matteo Moschetti, il velocista del team, uscito da un 2025 con quattro vittorie e una serie di podi da mangiarsi le mani: quello della tappa di Roma al Giro su tutti.
Il debutto del Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team è fissato per l’AlUla Tour che parte il 27 gennaio e nel frattempo Moschetti inizia a essere stanco di allenarsi. Quand’è così e nelle gambe c’è voglia di correre, vuol dire che si è lavorato bene e si ha voglia di mettersi alla prova. E di mettere alla prova anche la nuova Pinarello con cui il team svizzero correrà da quest’anno.
«Comincio con lo spirito di tutti gli anni – sorride Moschetti – con la voglia di partire bene, che per tutti i corridori è importante e per un velocista lo è di più. All’inizio della stagione ci sono gare adatte, vengo da una buona stagione in cui le cose sono filate lisce, quindi ho insieme fiducia e voglia di migliorarmi».
Moschetti si è fatto montare il nuovo attacco nell’officina di Marino Fusar Poli e suo figlioMatteo, classe 1996, è milanese e professionista dal 2019. E’ altro 1,80 per 73 chiliMoschetti si è fatto montare il nuovo attacco nell’officina di Marino Fusar Poli e suo figlioMatteo, classe 1996, è milanese e professionista dal 2019. E’ altro 1,80 per 73 chili
In squadra si percepisce l’aria di novità?
Il nucleo principale è rimasto la stesso, però sono arrivati dieci o undici corridori nuovi e parte dello staff. E’ sotto gli occhi di tutti che la squadra si sia ingrandita parecchio, faremo molte più corse, avremo molti più obiettivi. Per cui era necessario crescere e direi che lo abbiamo fatto.
Fra le novità c’è anche il ritiro in Cile del gruppo Pidcock…
Pensavo non dovesse venire fuori, invece vedo che se ne parla. In realtà si era ipotizzato di fare questo camp già l’anno scorso, ma era sembrato quasi impensabile. Questa volta invece si sono organizzati bene. Alla base c’è stata l’intuizione di Ben Ronnestad, un preparatore norvegese che negli anni scorsi ha collaborato anche con la Visma. Lui sostanzialmente è un fisiologo e anche professore all’università di Lillehammer. Se non sbaglio l’idea è partita da lui, perché ha lavorato con un corridore cileno di mountain bike. Stavano cercando il luogo per un lungo ritiro in altura ed evidentemente hanno valutato che ne valesse la pena.
Il 2026 sarà soprattutto l’anno di Pinarello, che alla squadra dà il nome e le bici. Come è stato il cambiamento per Moschetti da Scott alla nuova bici?
Voglio fare una premessa: pedalavo da tre anni con la stessa bicicletta e quasi sempre con le stesse misure. Per cui non è mai facile cambiare, il corpo si abitua. Quindi mi sono chiesto a lungo se sarei riuscito a ritrovare una buona posizione come l’avevo con la Scott, che ringrazio perché sono stati tre anni veramente belli. La Foil è stata una bicicletta che ho apprezzato tantissimo. In ogni caso abbiamo affrontato questo cambio importante e il primo obiettivo è stato ritrovare la posizione giusta.
Il Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team si ritroverà da domani in Spagna per l’ultimo ritiro prima di partire: ci sarà anche MoschettiIl Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team si ritroverà da domani in Spagna per l’ultimo ritiro prima di partire: ci sarà anche Moschetti
Ci sei riuscito?
Adesso dico di sì, ma all’inizio non è stato facile. La prima differenza grande è geometrica e di conseguenza estetica, prima ancora di salire in bicicletta. La Scott è molto squadrata, molto dritta, invece Pinarello ha il suo marchio di fabbrica nelle linee più curve. Sono riuscito a trovare la posizione grazie a un attacco manubrio che hanno prodotto proprio per me e mi è arrivato poco prima di Natale.
Che cos’ha di particolare?
Hanno fatto un manubrio integrato largo 44 e con l’attacco da 150 mm. Il telaio della Pinarello è leggermente più corto di quello della Scott, su cui usavo un attacco da 140 mm. In realtà ho scelto il 150 perché quando in volata metto le mani nella parte bassa della piega, trovo la posizione migliore. L’hanno fatto bello rigido, secondo me è ancora più rigido di quello che avevo prima. L’ho fatto montare una decina di giorni fa e mi sto trovando bene.
Hai provato la Pinarello in qualche volata al cartello? Come va la bici nuova?
Va molto bene. La volata al cartello è stata la prima cosa che ho fatto: una grande volata al cartello (ride, ndr). La bici risponde bene. Sulla carta, non voglio dire stupidate, la Pinarello mi sembra un filo più leggera della Scott. E’ molto rigida e sono rimasto veramente contento anche della rigidità del manubrio. Penso sia una bici adatta a tutti i terreni.
Questo l’attacco da 150 mm che Pinarello ha realizzato appositamente per MoschettiC’è grande differenza fra la Dogma di Moschetti per il 2026 e la Scott Foil degli ultimi tre anniQuesto l’attacco da 150 mm che Pinarello ha realizzato appositamente per MoschettiC’è grande differenza fra la Dogma di Moschetti per il 2026 e la Scott Foil degli ultimi tre anni
Ci sono stati altri cambiamenti, ad esempio le selle?
Siamo passati a Prologo, ma i cataloghi ormai sono così ricchi che è facile trovare un modello simile al precedente con cui ti trovavi meglio. A ottobre, su loro consiglio, abbiamo selezionato la sella più coerente con le mie esigenze e ho scelto la Dimension Tri. E’ abbastanza larga e quella che secondo loro era la più adatta alla mia conformazione.
Sul fronte delle ruote rimangono le Zipp?
Abbiamo fatto dei test di ruote nuove, non so se si può dire (sorride, ndr), ma siamo ancora con Zipp, perché fa tutto parte del pacchetto SRAM. Correrò il 99 per cento delle corse con le Zipp 454, anche se lo scorso anno in occasione della Roubaix abbiamo usato modelli diversi. Sono ruote che apprezzo anche nelle tappe più impegnative, anche se volendo risparmiare sul peso si potrebbero valutare le 353.
Dunque il gruppo resta SRAM come da quando è nata la squadra.
Esatto, avrò il 41-54 e dietro la cassetta tradizionale col 10 e il 33. Di limitazione dei rapporti non si parla più. Chiaramente il 54×10 è rapporto molto lungo, ma non tanto più di un 56×11. In volata comunque il 10 può fare comodo. L’anno scorso ad AlUla c’è stata una volata veramente veloce, il mio Garmin segnava gli 83 chilometri orari e avevo il 54×10. In certe occasioni di volate veramente veloci, avere più rapporto da spingere è utile. E intorno a me ho visto che anche altri che montavano SRAM avevano optato per il 56, io ero forse l’unico con il 54.
Nell’ultima volata dell’AlUla Tour 2025, Moschetti (a sinistra) vince con il 54×10 a oltre 48 di mediaNell’ultima volata dell’AlUla Tour 2025. Moschetti vince con il 45×10 a oltre 48 di media
Hai i comandi della trasmissione sulla curva del manubrio?
No, vecchia scuola. Per carità, sono veramente belli, però preferisco i comandi sulle leve. Come pure le pedivelle. Hanno cercato di farmele accorciare, ma ho scelto di rimanere con le 172,5.
Torniamo un attimo al manubrio: si punta a curve strette, quella 44 non è delle più piccole…
In realtà penso di essere uno di quelli con il manubrio più largo. A differenza di Scott che non aveva grande differenza di larghezza fra il punto delle leve freno e la parte bassa, il MOST di Pinarello ha quasi 5 mm di differenza e si sente (il flare del modello usato da Moschetti è di 7 gradi, ndr).
Ci sarà un treno per Moschetti nel 2026?
Fino ad ora ne abbiamo discusso tanto, ma provato quasi nulla: lo faremo le prossime settimane di ritiro in Spagna. Sono arrivati tanti corridori nuovi e bisogna vedere come cercheranno di impostare le volate. Però dovrei fare per tutto l’anno lo stesso calendario di Parisini e Liepins. L’idea è quella di avere almeno due compagni sempre con me.
Moschetti conferma che la Pinarello-Q36.5 è cresciuta anche nell’organico, avendo un programma piuttosto riccoMoschetti conferma che la Pinarello-Q36.5 è cresciuta anche nell’organico, avendo un programma piuttosto ricco
Si debutta ad AlUla, era ora oppure vorresti allenarti ancora?
Ho passato dei bei giorni a casa sotto le Feste, da venerdì saremo in Spagna fino al 22 gennaio. Poi torneremo qualche giorno a casa e si andrà a correre. Tutti gli anni c’è sempre il solito problema: arrivo in questo periodo e inizio a essere stanco di allenarmi. E’ più una cosa mentale che fisica, perché allenarsi da soli a casa è sempre pesante. In ritiro è diverso, ma prendo questa stanchezza mentale come un buon segno, vuol dire che è l’ora di tornare a correre. Le prossime settimane saranno fondamentali per gettare delle buone basi. Faremo dei lavori che non abbiamo fatto a dicembre. Ma poi cominciamo, ho voglia di correre.
Scott ha recentemente annunciato l’avvio di una nuova partnership pluriennale con l’NSN Cycling Team, entrando come sponsor ufficiale per la fornitura delle biciclette. L’accordo segna un momento chiave per entrambi gli attori: da un lato il team svizzero-spagnolo apre un nuovo capitolo sportivo, dall’altro Scott celebra il ritorno alle competizioni dell’UCI WorldTour, riportando le proprie tecnologie ai massimi livelli del ciclismo professionistico.
La collaborazione nasce da una visione comune: innovazione, ricerca tecnologica e ambizione sportiva. NSN Cycling Team, con sede in Spagna ma licenza svizzera, condivide infatti la stessa radice geografica di Scott, che ha il suo quartier generale a Givisiez. Un legame simbolico che si rafforza attraverso un progetto tecnico di lungo periodo.
I corridori del Team NSN correranno con la Scott Foil RCI componenti saranno firmati SyncorssI corridori del Team NSN correranno con la Scott Foil RCI componenti saranno firmati Syncorss
I componenti sono Syncros
«È un vero privilegio supportare NSN Cycling Team – ha dichiarato Pascal Ducrot, co-CEO di Scott Sports – perché questa sponsorship rappresenta il nostro ritorno nel WorldTour e ci permette di mettere a disposizione dei corridori prodotti di altissimo livello. Vogliamo accompagnare gli atleti nel dare il meglio su ogni palcoscenico internazionale. Inoltre, Scott considera i propri prodotti strumenti per andare oltre. Essere parte della missione di NSN, ispirare milioni di persone attraverso il ciclismo, è una grande responsabilità e un grande orgoglio…».
La partnership prevede la fornitura delle bici top di gamma Scott, insieme ai componenti Syncros. Il team utilizzerà la Foil RC, una delle bici aerodinamiche più vincenti del WorldTour, e la Plasma RC TT, modello dedicato alle prove contro il tempo. Una scelta tecnica che conferma la volontà di NSN di puntare su mezzi performanti, pensati per affrontare ogni tipologia di gara.
Scott dal 2026 tornerà ufficialmente nel WorldTourScott dal 2026 tornerà ufficialmente nel WorldTour
L’iniziativa “Racing For Change”
Per Scott, il progetto va oltre la semplice sponsorizzazione. L’azienda sarà difatti parte integrante dello sviluppo del team, inclusa la squadra dedicata ai giovani talenti. Un impegno coerente con la mission del brand: creare attrezzature capaci di superare i limiti grazie a innovazione, tecnologia e design.
NSN Cycling Team guarderà al 2026 come all’anno zero della sua nuova identità nel WorldTour. Tra gli atleti di punta ci sarà Biniam Girmay, vincitore della maglia verde al Tour de France e tre volte vincitore di tappa, ora leader del progetto sportivo. La squadra porta avanti anche l’iniziativa “Racing For Change”, un programma che utilizza il ciclismo come strumento sociale, legato allo sviluppo del centro ciclistico “Field of Dreams”.
La nuova stagione inizierà ufficialmente con il Tour Down Under, a gennaio. Sarà la prima occasione per vedere le nuove bici Scott in gara con i colori NSN, inaugurando una collaborazione che punta a lasciare il segno nel panorama del ciclismo internazionale.
Non sono passate inosservate le parole di Marco Frapporti. Il corridore della Vini Zabù Ktm ha detto che a parità di watt espressi rispetto ai corridori del WorldTour, questi andavano […]
Scott Italia ha recentemente annunciato ufficialmente l’avvio di una nuova, fondamentale collaborazione. Il riconosciuto marchio bike si è difatti unito a Bike Evo, centro di riferimento per gli appassionati del veronese. Questa partnership strategica nasce dalla condivisione di valori chiave: innovazione, qualità e una profonda passione per il ciclismo.
L’accordo mira a consolidare la presenza di Scott sul territorio. L’obiettivo è rafforzare il legame con una realtà locale dinamica. Bike Evo è nota per la sua capacità di coniugare un servizio di vendita attento, assistenza tecnica di alto livello e un forte spirito di comunità.
La sede di Bike Evo a San Giovanni Lupatoto (Ve) ha ospitato un evento esclusivo per presentare la partnershipGli appassionati e i curiosi hanno potuto sbirciare tra i vari modelli di ScottLa sede di Bike Evo a San Giovanni Lupatoto (Ve) ha ospitato un evento esclusivo per presentare la partnershipGli appassionati e i curiosi hanno potuto sbirciare tra i vari modelli di Scott
Un evento esclusivo
La partnership tra Scott e Bike Evo è stata presentata con un evento esclusivo. La sede di Bike Evo a San Giovanni Lupatoto (Verona) ha ospitato l’incontro. Ospite d’eccezione, il grande ex del ciclismo Vincenzo Nibali, Brand Ambassador Scott.
L’entusiasmo era palpabile tra fan e appassionati. Nibali ha incontrato il pubblico in un’atmosfera conviviale e stimolante. L’evento ha inoltre offerto ai partecipanti l’opportunità di scoprire le ultime novità della gamma Scott.
Durante la serata, riflettori puntati sulla tecnologia. I partecipanti hanno apprezzato da vicino le innovazioni che da sempre contraddistinguono il brand Scott. Lo staff Scott Italia intervenuto e il Team di Bike Evo hanno illustrato i nuovi modelli. Sono stati forniti approfondimenti su geometrie all’avanguardia, materiali compositi di alta qualità e soluzioni innovative. Tutto è pensato per soddisfare ogni tipologia di ciclista, dal professionista all’amatore. La consulenza tecnica personalizzata si è confermata una volta di più un elemento distintivo dell’offerta.
Uno dei protagonisti dell’evento è stato Vincenzo Nibali ambassador di ScottUno dei protagonisti dell’evento è stato Vincenzo Nibali ambassador di Scott
Visione condivisa: competenza e servizio
«Siamo felici di dare il benvenuto a Bike Evo nella nostra rete di partner – hanno dichiarato i referenti di Scott Italia intervenuti alla serata – in quanto condividiamo la stessa visione di un ciclismo basato su competenza, servizio eccellente e attenzione alla persona. Bike Evo incarna perfettamente i nostri valori: performance, passione e innovazione al servizio della comunità ciclistica locale».
Per Bike Evo, questa collaborazione rappresenta un passo naturale di crescita. Il progetto è nato con l’ambizione di offrire un’esperienza di acquisto e di assistenza realmente personalizzata.
«Abbiamo scelto di puntare sulla presenza fisica, sulla consulenza diretta e sulla qualità dei partner – ha ribattuto Driss El Gharbi, il fondatore di Bike Evo – e Scott ha riconosciuto questo approccio come un valore comune. Questa sinergia rappresenta una grande opportunità per il futuro, e l’accordo sancisce un impegno congiunto per elevare gli standard del settore».
Ha esordito nella cronometro a squadre prevista nella quinta tappa di questa Vuelta Espana, stiamo parlando del nuovo casco Scott Split Mips utilizzato dai corridori del team Q36.5 Pro Cycling. Un prodotto realizzato con lo scopo di offrire il miglior supporto aerodinamico e con l’obiettivo di aumentare la velocità durante le prove contro il tempo. Ogni minimo dettaglio è in grado di fare la differenza nel ciclismo odierno, e per permettere ai ciclisti di essere competitivi ogni azienda lavora per ottimizzare i propri prodotti.
Scott e i suoi ingegneri si sono messi all’opera esattamente con questo obiettivo: realizzare il casco da cronometro più veloce e versatile di sempre. Non solo tecnica ma anche comfort, infatti il nuovo Scott Split Mips offre a ogni ciclista la possibilità di personalizzare le prestazioni in base alla propria corporatura, disciplina e condizioni di gara.
Il nuovo casco da cronometro di Scott ha fatto il suo esordio in corsa alla VueltaIl nuovo casco da cronometro di Scott ha fatto il suo esordio in corsa alla Vuelta
Diverse soluzioni
La rivoluzione portata da Scott riguarda il fatto che questo nuovo casco, lo Split Mips, offre una perfetta integrazione grazie alla calotta intercambiabile. Il risultato è che si adatta alla posizione del ciclista ottimizzando l’aerodinamica e le prestazioni. I diversi test eseguiti in galleria del vento hanno dimostrato che ci sono delle differenze tra il prodotto e ciò che poi si traduce sulle prestazioni in gara. Non è possibile progettare un casco basandosi sul feedback di un solo ciclista.
Scott ha realizzato due calotte intercambiabili: la LHP e la HHP. La prima è dedicata a chi ricerca una posizione aggressiva in bici, tipica di una prova a cronometro. Mentre la HHP lascia spazio a diversi cambi di posizione da parte del ciclista e risulta adatta a chi pratica triathlon.
Una doppia calotta disponibile per gli atleti, la HHP è quella che offre un migliore flusso aerodinamicoMentre la LHP è pensata per chi ricerca una maggiore comodità in sella e cambia spesso posizioneUna doppia calotta disponibile per gli atleti, la HHP è quella che offre un migliore flusso aerodinamicoMentre la LHP è pensata per chi ricerca una maggiore comodità in sella e cambia spesso posizione
Prima le prestazioni
Al centro del progetto del nuovo Split Mips c’era la ricerca della massima prestazione, tutto deve essere funzionale alla velocità e alla ricerca di essa. Si è data così priorità all’efficienza aerodinamica e alla vestibilità, una delle sfide più difficili è stata quella di integrare il sistema ARC (visiera, casco e calotta intercambiabile).
Il casco è dotato di una visiera magnetica che si aggancia perfettamente per una vestibilità sicura. Progettata per essere facilmente intercambiabile con entrambe le calotte, si adatta alle esigenze del ciclista in pochi secondi.
Grazie alla nostra tecnologia Scott Amplifier Lens, la visiera permette di avere un contrasto migliore, aumenta la nitidezza e amplifica la tua visione. Ogni dettaglio risulterà ancora più nitido.
La visuale è ottima grazie al sistema della visiera che permette all’atleta di spaziare maggiormente con lo sguardoLa visuale è ottima grazie al sistema della visiera che permette all’atleta di spaziare maggiormente con lo sguardo
Veloce
I vantaggi dal punto di vista delle prestazioni sono evidenti, nella configurazione TT aggressive (HHP) lo Split Mips offre un vantaggio di 2,8 Watt rispetto a chi utilizza la calotta LHP.
«Il nuovo casco da cronometro Split Mips – ha detto Ken Ballhause, responsabile della biomeccanica nel Q36.5 Pro Cycling Team – rappresenta un approccio innovativo all’ottimizzazione dell’attrezzatura. Entrambe le opzioni di calotta, HHP e LHP, offrono prestazioni aerodinamiche migliorate. Grazie al design modulare possiamo passare rapidamente da una variabile all’altra per individuare l’opzione migliore per tutti i nostri atleti».
Il secondo giorno di riposo è l'occasione per parlare con Juan Ayuso delle sue sensazioni. La corsa è dura, ma “El niño” non ha paura. Nemmeno di Evenepoel
Sette chilogrammi (rilevati senza pedali e nella taglia 54, portaborraccia e mini-tool inclusi) ben distribuiti, un peso leggero che non diventa estremo una volta tradotto in stabilità, guidabilità e affidabilità della bici.
1.057 chilometri totali, 7.300 metri di dislivello positivi spalmati in poco più di tre settimane. Alcune fasi della prova hanno previsto la partecipazione ad una granfondo e un paio di gare veloci con percorso pianeggiante/leggermente vallonato.
Scott Addict RC, una super bici, non solo nei numeri. Dopo la presentazione ufficiale in Spagna (scorso ottobre 2024), ecco la prova completa dell’ultima versione con allestimento RC10.
Sette chilogrammi (rilevati senza pedali e nella taglia 54, portaborraccia e mini-tool inclusi) ben distribuiti, un peso leggero che non diventa estremo una volta tradotto in stabilità, guidabilità e affidabilità della bici. Entriamo nel dettaglio della prova.
Scott Addict RC con allestimento RC10Scott Addict RC con allestimento RC10
Addict RC 10, il suo allestimento
Telaio e forcella in carbonio Scott HMX, manubrio Syncros IC-SL integrato e full carbon, reggisella in carbonio Syncros (sella Belcarra con rail in acciaio). Rimaniamo nella famiglia Syncros anche per quanto concerne le ruote, serie Capital 1.0s da 40 millimetri gommate Schwalbe One TLEda 30 millimetri (già in configurazione tubeless). Trasmissione Shimano Ultegra 52-36/11-34, senza power meter.
Il prezzo di listino è di 7.299 euro ed a nostro parere è molto buono. Consideriamo che si tratta del frame-kit top di gamma, il medesimo della versione Pro (quella usata da Pidcock, solo per fare un esempio). L’allestimento complessivo è assolutamente race-ready e permette di avere una super bici ad un prezzo che oggi rientra nella fascia media. Non significa avere una bici economica, significa avere un mezzo top di gamma che, se messa a confronto con biciclette di pari categoria disponibili sul mercato, costa meno rispetto alla media.
Il manubrio Syncros in dotazione alla nuova AddictSi adatta all’inclinazione (esterna) delle leveCurva non troppo profonda da sfruttare pienamenteIl sistema di serraggio del manubrio/stem, ben fatto e ben concepitoIl mini-tool con la punta Torx utile per la viteria dell’intero frame-kitLe ruote si basano sui mozzi DT Swiss 240 SplineSchwalbe One TLE da 30 Taglia 54 in test, corrisponde al rake da 44 della forcellaTesta della forcella spanciata ai lati e ampio passaggio per le gommeSupporto fisso per il deragliatoreIl “fazzoletto” dove si innestano gli obliquiSuper comoda la Belcarra di SyncrosIl manubrio Syncros in dotazione alla nuova AddictSi adatta all’inclinazione (esterna) delle leveCurva non troppo profonda da sfruttare pienamenteIl sistema di serraggio del manubrio/stem, ben fatto e ben concepitoIl mini-tool con la punta Torx utile per la viteria dell’intero frame-kitSchwalbe One TLE da 30 Taglia 54 in test, corrisponde al rake da 44 della forcellaTesta della forcella spanciata ai lati e ampio passaggio per le gommeSupporto fisso per il deragliatoreIl “fazzoletto” dove si innestano gli obliquiSuper comoda la Belcarra di Syncros
I numeri del test
1.057 chilometri totali, 7.300 metri di dislivello positivi spalmati in poco più di tre settimane. La Scott Addict RC 10 soggetto del test è stata utilizzata con tre setting differenti di ruote, nell’ottica di avere tre riscontri differenti, in base a diverse tipologie di percorsi e utilizzatori. 62 millimetri, 38 millimetri e ovviamente con le ruote Syncros della dotazione base.
Alcune fasi della prova hanno previsto la partecipazione ad una granfondo e un paio di gare veloci con percorso pianeggiante/leggermente vallonato.
Molto gratificante da guidare ed in curva appaga tantissimoMolto gratificante da guidare ed in curva appaga tantissimo
Leggera, non estrema e super precisa
Si pone come uno dei kit telaio più leggeri disponibili ad oggi. Talvolta il peso ridotto è sinonimo di nervosismo, soprattutto dell’avantreno, di energie impiegate/sprecate per mantenere il giusto feeling di guida e di una forcella che tende a flettere assorbendo buona parte dei watt nelle fasi di rilancio. La nuova Addict RC non mostra nessuna di queste caratteristiche. E’ comoda il giusto, non è estrema, non lo è quando è necessario fare velocità e sfruttare la precisione dell’avantreno, non è nervosa e non galleggia quando per forza di cose si affrontano tratti sconnessi. Certo, bisogna adeguare la pressione delle gomme, cucirla addosso alle proprie caratteristiche di peso, stile di guida e tecnica delle ruote, ma la trazione del carro posteriore va ben oltre il binomio ruota/gomma.
Il comfort funzionale della Addict è un valore aggiunto che si traduce positivamente sulle lunghe distanze, quando si fanno tanti metri di dislivello positivo e asseconda una geometria tirata, non tiratissima. La “nostra” taglia 54 ha un passo complessivo di 99 centimetri (corto, ma non compresso, con un rake della forcella da 4,4 centimetri), con un reach ed uno stack rispettivamente di 39,5 e 54,3 centimetri. Ovvero, una bici con una lunghezza nella media, per nulla schiacciata verso l’anteriore (numeri contestualizzati alle geometrie attuali). Si può sfruttare facilmente tutto il cockpit, presa alta e presa bassa.
Sulle lunghe distanze trova il massimo grado di espressioneSulle lunghe distanze trova il massimo grado di espressione
Non è veloce come la Foil RC, ma…
Non può e “non deve” essere veloce come la sorella Scott Foil RC, banale scriverlo, ma sono due bici diverse che, concettualmente si rivolgono a due categorie di agonisti differenti. La nuova Addict RC mostra una sorta di carattere da tuttofare. Non è stancante, è agile, non è una bici troppo impegnativa pur essendo un mezzo racing in tutto e per tutto.
Quando c’è da fare tanta velocità è inferiore alla Foil RC, che resta una delle aero bike più sorprendenti anche in salita, ma per versatilità e completezza d’impiego la Addict è superiore. Quando si ha la gamba per fare watt ed il setting è quello giusto, la Addict sostiene e supporta, quando si sale in sella per il semplice gusto di “farsi un giro”, la Addict RC non butta giù di sella.
Provata anche in garaProvata anche in gara
Nota di merito all’integrato Syncros IC SL
Non è il medesimo manubrio montato sulla Foil RC. La famiglia è sempre quella del Creston, con quella sorta di disegno sagomato della sezione superiore, a rispetto al fratello l’IC SL è più sfinato e ha subito una cura dimagrante. La sua ergonomia parla chiaro: altezza di 12,5 centimetri e 7,5 di ampiezza della piega, per 6° di flare (svasatura verso l’esterno).
Una compattezza, che unita ad alcune caratteristiche geometriche menzionate in precedenza, permettono di distendersi senza schiacciarsi sull’avantreno, di avere la faccia perfettamente in linea con la forcella ed avere i pesi ben distribuiti. Sono fattori di primaria importanza che aiutano ad avere una buona impostazione e a sfruttare le potenzialità della bici.
RC 10, allestimento pronto gara e prezzo davvero interessanteRC 10, allestimento pronto gara e prezzo davvero interessante
In conclusione
Ci viene da sorridere quando si dice o si scrive “le bici sono tutte uguali”, affermazione distorta che meriterebbe un’argomentazione davvero ampia. Ogni bici ha delle caratteristiche proprie, delle peculiarità che vanno interpretate e sotto molti punti di vista plasmate in base al modo in cui si usa la bicicletta, a seconda del contesto e stile di guida. L’ultima versione della Scott Addict RC ne è l’esempio lampante, perché non essendo per nulla un compromesso, non è estrema nella rigidità e reattività percepite, facendo della sfruttabilità il valore aggiunto che occupa il primo gradino del podio in una ipotetica scala dei valori.
La Foil è più marcata e perentoria, muscolosa ed esigente, la Addict non perde un colpo in efficienza pur lasciando costantemente quel margine di errore che non guasta mai (per gli agonisti e non solo). La RC 10 soggetto del test, a nostro parere, è una soluzione ottimale per tutto quello che offre, una bici da gara, molto gratificante per l’immagine e non costa una follia.
Il nuovo casco aerodinamico di Scott lo avevamo già notato allo scorso Tour de France. Rispetto al “vecchio” Cadence è più compatto, con la coda troncata ed un comfort difficilmente riscontrabile in questa categoria di prodotti.
L’ultima versione del Cadence Plus integra nelle imbottiture il Mips (con il sistema Air Node), è più stabile una volta indossato e garatisce una ventilazione costante, meglio distribuita, attraverso le feritoie anteriori. Lo abbiamo provato e abbiamo chiesto alcune considerazioni a Francesca Barale.
Francesca Barale con il nuovo Cadence PlusFrancesca Barale con il nuovo Cadence Plus
Il casco preferito di Francesca Barale
«Nonostante non fosse ancora ufficiale – ci racconta la Barale – al pari del team maschile, abbiamo iniziato ad usarlo appena dopo metà 2023. La grande differenza rispetto alla versione precedente, è una riduzione degli ingombri nella sezione posteriore e un alleggerimento importante all’interno. Il nuovo casco dà l’idea di essere più snello e leggero, fin da subito.
«A me piace molto per la sua vestibilità, la calzata e per la sensazione di essere veloce sempre. Le coperture frontali si possono togliere e montare a piacimento, una soluzione che gli permette di essere utilizzato anche quando la temperatura non è bassa e nel corso delle gare vallonate, ventilando in modo adeguato l’interno e la zona delle imbottiture».
La struttura interna “scavata” del Cadence PlusMips Air Node integrato delle imbottitureLa gabbia posteriore regolabile in altezzaLe coperture frontali sono mobili282 grammi rilevatiLe aperture laterali perfette per le aste degli occhialiLa chiusura con il magneteLa struttura interna “scavata” del Cadence PlusMips Air Node integrato delle imbottitureLa gabbia posteriore regolabile in altezzaLe coperture frontali sono mobili282 grammi rilevatiLe aperture laterali perfette per le aste degli occhialiLa chiusura con il magnete
Come è fatto
Il nuovo di Scott è una casco “molto rotondo” che, rispetto alla versione precedente cambia completamente il design, gli ingombri, ma è capace di mantenere un marcato concept aerodinamico che per certi versi è in controtendenza, considerando la coda tagliata. Le aperture sul davanti sono state ridotte, ma al tempo stesso i flussi di aria sono stati ottimizzati attraverso dei canali interno che “guidano” la ventilazione. Le feritoie si possono chiudere con le coperture (migliorate rispetto al passato). Significa al tempo stesso che c’è una superficie inferiore che appoggio sulla testa e sui capelli, a tutto vantaggio del comfort nel lungo periodo e di un’importante dissipazione del calore. Sopra è un casco chiuso, mentre dietro è presente una sorta di bocca ampia ed efficace (dove si innesta anche il led ricaricabile).
Le fibbie sono parecchio morbide ed hanno una chiusura magnetica, semplice da gestire quando si è in movimento ed è necessario aggiustarsi il casco. Molto buono il disegno della gabbia posteriore che ha una tripla funzione. Blocca il casco, aggiusta in modo adeguato la taglia e attraverso i filler laterali, che non hanno un ancoraggio diretto sul mold, aiutano a spalmare le pressioni che si generano lungo tutta la zona perimetrale. Infatti, il nuovo Cadence Plus è molto comodo, per nulla fastidioso anche dopo diverse ore di sella e non comprime le zone sfenoidi della testa. E’ regolabile in altezza. Il prezzo di listino è gia di quelli importanti (comunque in linea con i caschi da competizione che rientrano in questa categoria), 249,90 euro.
Il led è piccolo e non ha una grande autonomia, ma è visibile da molto lontano e può essere rimossoPiù compatto rispetto al precedenteDietro la sezione che è cambiata maggiormenteIl led è piccolo e non ha una grande autonomia, ma è visibile da molto lontano e può essere rimossoPiù compatto rispetto al precedenteDietro la sezione che è cambiata maggiormente
Le nostre impressioni
Un casco comodo, gratificante anche dal punto di vista dell’immagine, che integra una serie di plus che ne aumentano il valore. Il nuovo Scott Cadence Plus magari non è adatto ad affrontare delle lunghe scalate durante il periodo estivo più caldo, ma è ben disegnato ed efficiente in fatto di ventilazione. E’ uno di quei caschi che è quasi impercettibile nei punti di appoggio e non “pesa” su tutto il perimetro. Non stringe e non crea pressioni in un solo punto, con il rischio di far male alla testa. Inoltre ha un range di regolazioni davvero ampio.
E’ ben fatto, con una calotta superiore che si unisce perfettamente a quella inferiore, quasi come se fosse un tutt’uno e anche al tatto offre un sensazione di compattezza e robustezza. Il led posteriore (autonomia di circa due ore) si può rimuovere ed è un altro vantaggio in fatto di sicurezza (che non è mai troppa). Ha un valore alla bilancia contenuto, considerando che una taglia media si aggira intorno ai 280 grammi: un peso giusto per un casco aero concept.
Nel ciclismo moderno, dove ogni singolo watt e ogni dettaglio pesa, l’aerodinamica è un aspetto da curare in maniera meticolosa. Le bici, i capi d’abbigliamento, le scarpe, tutto nasce ormai in galleria del vento. Così anche il casco, accessorio fondamentale per la sicurezza, ma anche per la penetrazione aerodinamica, visto che è la prima superficie ad impattare frontalmente con l’aria. Le polemiche degli ultimi giorno sui modelli da crono (che l’UCI ha messo sotto osservazione) danno la misura di quanto sia avanzata la ricerca su questo componente.
Scott ha sviluppato il suo casco più veloce per le gare su strada, un prodotto votato alle alte prestazioni. Studiato tramite test approfonditi in galleria del vento, il Cadence Plus è il modello più aerodinamico della gamma Scott (foto Daniel Geiger in apertura).
Il profilo del Cadence Plus è studiato per essere il più aerodinamico possibileLe prese anteriori possono essere chiuse per migliorare l’impatto frontale con il ventoIl profilo del Cadence Plus è studiato per essere il più aerodinamico possibileLe prese anteriori possono essere chiuse per migliorare l’impatto frontale con il vento
Amico del vento
Il progetto del nuovo Cadence Plus nasce dal miglioramento della sua versione precedente. Un accessorio già veloce di per sé, ma migliorato nei dettagli dagli ingegneri di Scott. La sfida è stata rendere un casco già veloce ancora più aerodinamico e performante, curando ogni minimo particolare. Per questo Scott ha eseguito ulteriori test nella galleria del vento ed il risultato è sotto gli occhi di tutti.
«In Scott avevamo il precedente Cadence Plus – spiega Jose Pereira, Product Manager – che era un casco già estremamente veloce. Ma abbiamo voluto lavorare di più sull’aerodinamica per renderlo più versatile e attraente per un più ampio spettro di consumatori e utenti, rendendolo allo stesso tempo ancora più veloce».
«Ci siamo concentrati su come fondere effettivamente l’esterno e l’interno dello scafo – gli fa eco il designer Christian Holweck – così che non importa se cambi leggermente la posizione della testa o se stai guidando in più situazioni di vento incrociato. Il casco funzionerà meglio del precedente Cadence Plus».
Scott ha integrato la tecnologia Mips all’interno della calottaNella parte posteriore c’è spazio per una luce di sicurezzaScott ha integrato la tecnologia Mips all’interno della calottaNella parte posteriore c’è spazio per una luce di sicurezza
Nel Cadence Plus sono stati inseriti dei tappi anteriori con cui chiudere le prese d’aria, per migliorare l’impatto aerodinamico frontale e la ventilazione. Inserendo queste protezioni, è possibile migliorare la penetrazione e proteggersi dal freddo. Quando si tolgono, l’aria circola in maniera ottimale all’interno della calotta (che diventa un tutt’uno tra interno e esterno), garantendo una temperatura costante.
Al miglioramento della ventilazione e all’incremento della sicurezza, con la nota protezione ottimale dagli impatti rotazionali, contribuisce anche l’adozione della tecnologia Mips integrata nella calotta.
Sicurezza
Da Scott confermano infatti che tutte le energie sono state convogliate per trovare un equilibrio perfetto tra aerodinamica, tecnologia e sicurezza. Proprio per quest’ultimo campo, appunto, la scelta è ricaduta sull’utilizzo del sistema Mips Brain Protection. Un sistema che, in caso di caduta, riesce a coprire e proteggere tutte le aree più delicate della testa.
La chiusura, sicura e semplice, è garantita da una fibbia magnetica, che rende il processo facile e intuitivo in ogni situazione. Nella parte posteriore Scott ha previsto lo spazio per inserire, in caso di necessità, una luce di sicurezza, da agganciare tramite clip alla calotta.
La linea è filante: chiudendo i fori anteriori si ha un vero casco aeroIl casco resta in posizione anche in caso di piccoli spostamenti del capoL’impatto frontale garantisce grande aerazione per le giornate più caldeLa presenza di una luce di sucirezza nella parte posteriore lo rende preziosoLa linea è filante: chiudendo i fori anteriori si ha un vero casco aeroIl casco resta in posizione anche in caso di piccoli spostamenti del capoL’impatto frontale garantisce grande aerazione per le giornate più caldeLa presenza di una luce di sucirezza nella parte posteriore lo rende prezioso
Il feedback dei pro’
«Questo nuova Cadence Plus – dice Matteo Moschetti, corridore del Team Q36.5 – è veloce. Ogni dettaglio è stato pensato per questo. E’ veloce, ma è anche comodo, leggero e ben ventilato. Tutte le cose che cerchi in un casco, che danno anche la priorità alla tua sicurezza».
«Trovo il nuovo Cadence Plus – si aggiunge Charlotte Kool del Team Dsm Firmenich – un casco estremamente confortevole. Durante allenamenti intensi e gare, rimane ben ventilato, consentendomi di concentrarmi sulle prestazioni. Apprezzo particolarmente il design moderno ed elegante e le dimensioni compatte di questo casco».
Se sta bene ai corridori che lo usano ogni giorno, è una garanzia anche per gli utenti finali. Il peso, come entrambi hanno confermato, è estremamente contenuto: solamente 280 grammi. Il prezzo al pubblico di 249,90 euro.
Scott ed il team DSM-Firmenich PostNL hanno svelato il nuovo look della Foil RC in dotazione alla squadra per la stagione 2024. Mentre la compagine olandese inaugura la stagione ufficializzando un nuovo nome ed una nuova grafica per divise da gara (disegnate e prodotte dalla italiana Nalini) e mezzi, Scott ha presentato il nuovo look della Foil RC fornita al team. In aggiunta alle biciclette, Scott prosegue a sostenere e ad affiancare lo stesso gruppo WorldTour anche per quanto riguarda la fornitura di componenti ed accessori a marchio Syncros: un brand che come è noto è parte integrante del gruppo Scott Sports.
Il nuovo design – davvero molto elegante – della Foil RC del team DSM-Firmenich PostNL presenta lampi di colore su una base bianca. Le due strisce distintive della squadra “Keep Challenging” assumono quest’anno un sorprendente colore arancione andando ad evidenziare l’ingresso di uno sponsor importante, ovvero le Poste Olandesi (PostNL). Ulteriori dettagli blu e azzurri ben evidenziano il nuovo colore arancione, contrastando con il fresco design della base bianca della Foil RC, con l’obiettivo di distinguendosi molto chiaramente anche nella “pancia” del gruppo.
La DSM-Firmenich PostNL userà il modello Foil RCComponenti ed accessori sono a marchio SyncrosBrand che come è noto è parte integrante del gruppo Scott SportsLa DSM-Firmenich PostNL userà il modello Foil RCComponenti ed accessori sono a marchio SyncrosBrand che come è noto è parte integrante del gruppo Scott Sports
Il “vantaggio” Foil RC
Scott collabora con il team DSM-Firmenich PostNL dal 2021 e lo stesso team è stato parte integrante dello sviluppo della Foil RC che i corridori hanno utilizzato per la prima volta nel 2022. Da allora, la squadra ha ottenuto grandi successi, tra cui 19 vittorie nel corso della stagione scorsa per il team femminile, 11 per il maschile, un secondo posto al Giro Donne e un quinto posto al Tour de France Femmes per Juliette Labous. Oltre a cinque giorni in maglia rosa per Andreas Leknessund in occasione del Giro d’Italia 2023 e tre complessive vittorie di tappa nei Grandi Giri. La stagione agonistica appena avviata offrirà un’ulteriore opportunità alla squadra per compiere un passo in avanti, spingendosi verso obiettivi più ambiziosi.
Romain Baradet con la nuova divisa del Team DSM-Firmenich PostNLRomain Baradet con la nuova divisa del Team DSM-Firmenich PostNL
«Siamo davvero molto contenti – ha dichiarato Narelle Neumann, la responsabile del team Scientifico DSM-Firmenich PostNL – dei progressi che abbiamo fatto in tutti e tre i nostri programmi quest’inverno, e crediamo di avere una solida base per iniziare la stagione. Abbiamo lavorato duramente dietro le quinte con Scott, sempre supportati al meglio, e crediamo che i nostri materiali ed il nostro setup siano ora… più veloci che mai!».
«I chilometri pedalati in dicembre ed in questa prima parte di gennaio in sella alla mia nuova bicicletta – ha dichiarato entusiasta il nuovo arrivato Fabio Jakobsen – sono stati a dir poco fantastici. La Foil RC è davvero una bici estremamente veloce, proprio come piace a noi sprinter».
Thymen Arensman è un olandese di 22 anni disegnato per andare forte nei Giri. Un metro e 92 per 68 chili. Ora aiuta Bardet, ma è forte a crono e in salita