Conosciamo Mattia Sambinello, l’altro italiano della Hagens

18.11.2023
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La maturità scolastica ce l’avrà la prossima estate, quella agonistica sembra proprio averla trovata quest’anno. Un salto qualitativo, condito da quattro vittorie e una quindicina di piazzamenti, che ha permesso a Mattia Sambinello di essere preso dalla Hagens Berman Axeon-Jayco (in apertura foto Davide Morello).

Guardando lo score ottenuto quest’anno dal diciottenne varesino di Corgeno con la maglia del Canturino, si potrebbe dire che sia un corridore per tutte le stagioni. O quanto meno Sambinello ha dimostrato di saper vincere – ed esprimersi al meglio – da marzo a ottobre con grande costanza. Normale che anche su di lui fossero arrivati gli occhi degli osservatori stranieri. Il suo è l’ennesimo passaggio di un nostro junior in una formazione estera. Un trend che, al netto delle motivazioni, si sta allargando sempre di più ed è spesso sognato dagli stessi ragazzi. Abbiamo quindi voluto seguire Mattia nel suo cammino verso il team continental gestito da Axel Merckx, dove troverà Samuele Privitera.

Sambinello conquista la prima vittoria a marzo a Lodrino, in Svizzera. Battuti Arthur Guillet e Luca Giaimi (foto instagram)
Sambinello conquista la prima vittoria a marzo a Lodrino, in Svizzera. Battuti Arthur Guillet e Luca Giaimi (foto instagram)
Com’è andato il tuo 2023 in generale?

E’ stata una stagione molto buona, con tanti piazzamenti di valore, oltre alle quattro vittorie. Onestamente non mi aspettavo di fare così bene. Mi sono sentito più maturo rispetto all’anno prima ed ora lo sono ancora di più per il passaggio alla Hagens.

Cos’è cambiato principalmente dall’anno scorso?

Nel 2022 era normale che mi mettessi al servizio della squadra, che imparassi a conoscere la categoria. Però direi che quest’anno sono entrato più in sintonia col mio diesse Andrea Arnaboldi e col mio preparatore Ruggero Borghi (ex pro’ per dodici anni a cavallo del Duemila, ndr). Fra di noi c’è stata un’evoluzione e tutto è stato più semplice. Riuscivo a mettere in pratica meglio i loro tanti consigli. E poi c’è stato anche l’aspetto fisico. Ad esempio, avevo lavorato bene in inverno in palestra per essere pronto ai nuovi rapporti liberi da spingere. Quest’anno sentivo sempre la catena in tiro e ne ho beneficiato in corsa.

Che tipo di corridore sei?

Devo ancora scoprirmi fino in fondo, però mi definisco un passista veloce. Fisicamente sono 1,80 per 66 chilogrammi e per la verità me la cavo abbastanza bene anche in salita. Su quelle lunghe e regolari, anche se fatte forte, riesco a stare davanti. Soffro ancora invece i cambi di ritmo. Su questo e altro lavorerò per la nuova avventura che mi attende.

Sambinello ha doti da passista veloce e tiene bene anche sulle salite lunghe, ma soffre i cambi di ritmo (foto Davide Morello)
Sambinello ha doti da passista veloce e tiene bene anche sulle salite lunghe, ma soffre i cambi di ritmo (foto Davide Morello)
Cosa ti aspetti dal prossimo anno?

Sono sulla stessa lunghezza d’onda di Samuele (Privitera, ndr). Anch’io, come vi ha detto lui, mi aspetterò di prendere delle bastonate. Sono preparato a questo. Dovrò abituarmi a tante situazioni difficili in corsa, ma credo che dopo tante “botte”, saprò anche reagire e prendere le giuste contromisure. Anzi, a tal proposito avere in squadra Samuele sarà importante. Ci conosciamo bene da tanto tempo e sono sicuro che ci supporteremo reciprocamente. Lo dicevo con lui che saremo un riferimento l’uno per l’altro.

Il contatto con la Hagens come è avvenuto?

Premetto che quest’anno, se avessi fatto un certo tipo di risultati, ero partito con l’intenzione di andare all’estero, soprattutto per un’esperienza di vita. Il tutto è nato grazie al mio procuratore che a maggio mi fece fare un test incrementale da mostrare a qualche squadra. La Hagens era una di queste e a giugno mi hanno contattato per approfondire il discorso. Devo dire che già a marzo/aprile si erano fatte avanti alcune squadre italiane, però era ancora un po’ presto per intavolare certe trattative.

Sambinello vorrebbe restare nel giro azzurro anche da U23. Quest’anno ha disputato il Trophée Centre Morbihan (foto CA Photographies)
Sambinello vorrebbe restare nel giro azzurro anche da U23. Quest’anno ha disputato il Trophée Centre Morbihan (foto CA Photographies)
Con chi ti sei sentito della nuova squadra?

Mi hanno chiamato sia Koos Moerenhout che Axel Merckx (rispettivamente diesse e team manager, ndr) e potete immaginare la mia gioia. L’impressione è stata subito ottima. So che troverò una squadra molto organizzata e con una bella mentalità. Mi sto già allenando con la nuova bici e finora non mi hanno fatto mancare nulla.

C’è qualcosa che ti ha colpito dai colloqui con loro?

Sì, certo, soprattutto la chiacchierata con Axel. Mi ha detto che nel 2024 dovrò mettere la scuola al primo posto (Mattia frequenta l’istituto aeronautico di Gallarate dove studia trasporti e logistica con una buona media voti, ndr). Anzi, se dovessi iniziare ad andare male, non mi farà correre finché non recupererò. Questo è un grande stimolo per me. Penso di avere più stimoli che pressioni. Potrò preparare la maturità con serenità e contestualmente crescere con calma senza l’assillo dei risultati con la squadra.

Il quarto ed ultimo successo Sambinello lo ottiene in Piemonte a metà settembre, superando Perracchione e Mellano (foto instagram)
Il quarto ed ultimo successo Sambinello lo ottiene in Piemonte a metà settembre, superando Perracchione e Mellano (foto instagram)
Mattia Sambinello che obiettivi si è prefissato per la nuova stagione?

Ne ho tanti, tutti legati fra loro. Mi concentrerò sull’essere ciclista a tutti gli effetti e su tanti dettagli pre e post gara. Tutti aspetti che accresceranno la mia esperienza, specie nelle gare al Nord o in quelle a tappe. Mi piacerebbe correre il Giro NextGen, ma dovrò organizzarmi bene con la maturità. Vorrei anche tenere vivo il legame con la nazionale dopo le corse di quest’anno. Ai risultati ci penserò in un secondo momento, non devo avere fretta. Ho firmato un contratto di due anni e so che alla Hagens, se uno è forte, prima o poi riesce a venir fuori.

Privitera alla Hagens, primo italiano nel team di Merckx

31.10.2023
7 min
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Che non veda l’ora di iniziare la sua nuova avventura appare evidente e non potrebbe essere altrimenti, visto che oltretutto il suo trasferimento di mercato abbatte un piccolo tabù. Dopo le due stagioni da junior nel Team Giorgi, nel 2024 Samuele Privitera correrà nella Hagens Berman Axeon-Jayco, una delle più importanti formazioni continental del panorama internazionale, che dall’anno prossimo sarà il Devo Team della Jayco-AlUla.

Il diciottenne ligure troverà anche Mattia Sambinello e il loro passaggio rappresenta un primato storico, perché mai prima d’ora alcun giovane italiano era stato ingaggiato dalla squadra statunitense diretta da Axel Merckx. Un rapporto lavorativo che si rinnova dopo il precedente di fine 2018 quando il diesse belga pescò Karel Vacek dalla società bergamasca. Privitera è un ragazzo attento e “sul pezzo”: ne abbiamo conferma ogni volta che parliamo con lui. L’impressione non è che sia solo smanioso di indossare la nuova maglia, ma che Samuele voglia fare lo stesso percorso degli atleti che lo hanno preceduto.

Grazie Team Giorgi

Nell’ultimo mese Privitera ha dovuto recuperare dalla caduta al Piccolo Lombardia dove si è fratturato il radio. Tuttavia è riuscito a pedalare, un po’ sia sui rulli e un po’ attorno alla sua Soldano, sfruttando il mite clima della riviera di Ponente. Prima di approfondire il suo trasferimento, è doveroso rendere merito al club che lascia.

«Nei due anni da junior – spiega Samuele – sono cresciuto moltissimo al Team Giorgi. Oltre all’aspetto tecnico-fisico, sono cambiato molto sul piano psicologico. L’ambiente mi ha concesso di non avere mai pensieri, ospitandomi nei lunghi periodi lontano da casa per le corse. L’anno scorso ogni gara era buona per fare risultato, anzi ognuna la vivevo come fosse un mondiale. Quest’anno ho lavorato diversamente. Ho puntato sul fondo, sull’aiutare volentieri i compagni e poi sulle prestazioni nella seconda metà di stagione. Sono riuscito ad ottenere due vittorie e altri bei piazzamenti. Chiudo molto soddisfatto. Grazie al Team Giorgi sono maturato e grazie a loro mi sento pronto per la Hagens».

Com’è nato il contatto con il tuo prossimo team?

Ci ha pensato il mio procuratore Alessandro Mazzurana a cavallo del 2023. Ero contento perché conoscevo già bene la Hagens per tutti i pro’ che sono stati lì. A febbraio poi ho fatto il ritiro da stagista con loro a Castagneto Carducci. Eravamo in due, l’altro ragazzo era Jarno Widar che però ha firmato per il Devo Team Lotto-Dstny. Ero arrivato in forma perché avevo fatto anche un ritiro con la nazionale a Montichiari. Alle fine di quei giorni in Toscana, penso di aver fatto bella figura.

Cos’è successo dopo?

Innanzitutto qualche settimana dopo mi hanno supportato con i materiali. Sulla Guerciotti della mia squadra infatti hanno montato il gruppo e altri componenti che usavano alla Hagens. Per questo devo ringraziare sia il mio team sia la stessa azienda produttrice che mi ha permesso di apportare queste modifiche. Poi ci sono stati i colloqui con Axel Merckx e Koos Moerenhout (che è anche il cittì dell’Olanda, ndr)

Cosa ti hanno detto i due diesse?

Mi hanno parlato, dicendomi che erano contenti di me. Ho già un buon rapporto con loro, li sto sentendo con una certa frequenza. Non posso che ascoltare e imparare da tutto quello che mi dicono. Axel per me è uno dei migliori tecnici al mondo nel lavorare con i giovani. Ne ha fatti passare almeno una cinquantina e tutti di alto livello. Koos guida gente come Van der Poel in nazionale, basta quello per me (sorride, ndr). Con lui ci siamo anche visti in estate, perché andava definito il contratto.

Raccontaci pure.

Ci siamo incontrati a Manerba del Garda durante la tappa del Giro NextGen. Abbiamo discusso su un po’ di cose senza che tuttavia io firmassi. Sono rientrato a casa però con la sua garanzia di avere il posto per i prossimi due anni. Insomma, rispetto a febbraio era un altro passo in avanti verso il mio passaggio con loro.

Hai avuto altre proposte?

Sì, ci sono state, anche altre Devo Team, ma io ho avuto le idee chiare fin da subito. Sapevo che sarei voluto andare solo in squadre estere, perché quasi tutti gli italiani sono cresciuti bene. E poi volevo arricchire il mio bagaglio culturale. Quando è arrivata la proposta della Hagens ho risposto immediatamente di sì. Il loro progetto si presenta da solo. Ne avevo parlato anche con Karel Vacek, che è stato con loro. Nel 2024 saranno il team di sviluppo per la Jayco-AlUla, però vogliono comunque mantenere una loro identità indipendente. Tant’è che ogni atleta della Hagens ha la facoltà di valutare offerte da altri team WorldTour.

In pratica quest’anno ti sei trovato a correre con l’animo più sereno perché eri già sicuro di accasarti. E’ stato più facile o difficile?

Devo dire che andare alle gare con una certezza del genere mi ha aiutato molto a livello mentale. Non avevo la pressione di dover fare risultato per forza. Quindi questa situazione mi ha permesso di crescere in modo più mirato anche negli allenamenti. Come dicevo prima, mi sono messo al servizio della squadra, però notavo che andavo alle gare con una mentalità più… da corridore. Nella seconda parte avevo gli appuntamenti più importanti. Qualcuno l’ho fallito, altri li ho fatti bene. Nelle gare internazionali ho dimostrato che posso andare forte. Il terzo al Buffoni o il sesto al Paganessi, dove sono stato il primo italiano, ne sono la prova.

A febbraio Privitera era stato in ritiro con la Hagens assieme a Widar. Il talento belga però andrà alla Lotto-Dstny Devo Team (foto instagram)
A febbraio Privitera era stato in ritiro con la Hagens assieme a Widar. Il talento belga però andrà alla Lotto-Dstny Devo Team (foto instagram)
Per il 2024 che obiettivi ha Samuele Privitera?

Spero di prendere tanti schiaffi a livello sportivo perché aiutano a crescere (risponde sorridendo e tutto d’un fiato, ndr). Facendo un discorso ampio, solo un illuso può pensare di non prendere batoste al primo anno da U23. Voglio arrivare alla fine del secondo anno nella categoria pronto per fare bene. Se ce la farò, bene, altrimenti significa che dovrò crescere ancora e impegnarmi di più. Guardando a breve-medio termine so già che tra collegiali e gare sarò in mezzo a ragazzi che hanno valori incredibili. In accordo col preparatore della squadra, sarò seguito anche da Pinotti (uno dei coach performance della Jayco-AlUla, ndr). Mentre dobbiamo definire ancora il calendario, anche se non nascondo che mi piacerebbe correre il Giro NextGen o il Val d’Aosta. Non vedo l’ora di andare in ritiro. Sempre a Castagneto Carducci, perché sia Merckx sia Moerenhout sono innamorati dell’Italia.

Quinto al Lunigiana e pochi fronzoli. Scopriamo Privitera

10.09.2022
5 min
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Ha le idee chiare il ragazzo, bisogna ammetterlo. Samuele Privitera lo abbiamo scoperto al Giro di Lunigiana, chiuso al quinto posto e secondo nella classifica dei giovani. Lo scalatore della Fratelli Giorgi sa quello che vuole e mostra già una discreta maturità, considerando che compirà solo 17 anni il prossimo 4 ottobre.

La sua determinazione, come ci ha spiegato meglio il giovane ligure, è figlia della aridità di ciclismo tipico della sua terra, dove se vuoi emergere devi avere il morso del lupo. Già l’anno scorso da allievo ha girato mezza Italia per formarsi come corridore. E gli sforzi sono stati ripagati con tre vittorie in corse dure e storiche, come la Lugo-San Marino, in cui, scorrendo l’albo d’oro, tanti pro’ sono stati protagonisti. Ora Privitera, al primo anno junior, ha messo nel mirino altri obiettivi a breve e lungo termine.

Privitera secondo nell’arrivo in salita a Piasco davanti al suo compagno Vesco (foto Rodella)
Privitera secondo nell’arrivo in salita a Piasco davanti al suo compagno Vesco (foto Rodella)
Samuele partiamo dalle presentazioni. Raccontaci chi sei?

Vengo da Soldano, un comune di circa 1.000 anime all’inizio della vallata del torrente Verbone tra Ventimiglia e Bordighera. Sono figlio unico e studio al liceo scientifico applicato “Montale” di Bordighera, dove farò la quarta. Grazie a mio nonno, grande appassionato di ciclismo, ho iniziato prima a pedalare che a camminare anche se ho iniziato a correre solo da G3. Da allora fino al 2021 ho sempre corso nella Ciclistica Bordighera. L’anno scorso sono stato notato dal diesse Leone Malaga della Giorgi di Bergamo. Loro quest’anno hanno aperto un’affiliazione in Liguria tesserando oltre a me anche Luca Giaimi, che è di Savona, e Pierluigi Cozzani di La Spezia.

Le tue caratteristiche invece quali sono?

Amo la salita. Più la gara è dura e lunga e meglio vado. Naturalmente sono uno scalatore puro con poco spunto veloce. Mi ispiro a Contador e Basso, li ho sempre ammirati. Tra l’altro Ivan mi sta aiutando in alcune consulenze personali. Non c’entra nulla però la Eolo e il loro settore giovanile. E’ che in questi anni a forza di incontrarci alle corse sono diventato molto amico di Santiago, suo figlio. Forse, perché sono aperto caratterialmente, sono piaciuto ad Ivan e così siamo rimasti in contatto. In qualche scelta mi sono confrontato con lui ma solo per amicizia.

Samuele Privitera insieme al suo diesse Leone Malaga, che rimase colpito dai suoi risultati
Samuele Privitera insieme al suo diesse Leone Malaga, che rimase colpito dai suoi risultati
Com’è essere corridore in Liguria?

Non è facile per nulla a livello giovanile. Infatti principalmente non ringrazierò mai abbastanza i miei genitori per avermi portato alle corse, specie quelle più scomode o lontane per noi. Ci sono pochissime squadre, pochissime gare e in pratica gli sponsor non esistono. Sì è vero, portiamo in giro i loro marchi, ma alla fine non c’è nessuno che investe veramente. Il Bordighera va avanti grazie al presidente Guerrino Lanzo, che praticamente mette tutto di tasca sua. Ormai è rimasto l’unico a fare attività e capite che è difficile poter andare avanti senza investitori esterni. Anche a Guerrino devo dire tanto grazie. Ora alla Giorgi è tutto diverso.

Spiegaci pure.

Sarà che arrivo da formazioni più piccole, sarà che non mi sono mai aspettato nulla di che, ma qua mi sembra di essere in una team WorldTour. A Bergamo non mi manca nulla. In squadra c’è un grande clima. Non ho pressioni, nemmeno dopo il bel piazzamento al Lunigiana. Non ho problemi a lavorare per i compagni, come ad inizio stagione dove mi sono sacrificato molto.

Privitera con la maglia della selezione della Liguria all’ultimo Giro di Lunigiana
Privitera con la maglia della selezione della Liguria all’ultimo Giro di Lunigiana
Di fatto al Lunigiana sei stato una sorpresa. Com’è nato quel risultato?

Era la prima gara a tappe che facevo in vita mia, ma sentivo che ci stavo arrivando in grande condizione. Avevo colto già cinque podi in corse impegnative. Al Lunigiana ho seguito i più forti e notavo che comunque stavo bene a ruota. Ho sempre avuto sensazioni ottime. All’ultima tappa ho provato a forzare il ritmo su Montemarcello e Ortonovo per prendere la maglia bianca. Ma erano salite poco selettive e onestamente non mi aspettavo che Gualdi andasse così forte. Peccato, ma merito a lui. Io comunque sono soddisfatto e ho chiuso in crescita.

Di tuo finora quanto ci hai messo?

Non lo so. Però posso dirvi che ho sempre avuto poche distrazioni e pochi vizi, perché la nostra è una regione particolare. Infatti mi ritengo un ligure anomalo, più socievole, forse perché mio nonno paterno è di Palermo e quindi ho ereditato l’espansività tipica del sud. Al momento mi piace fare la vita del corridore. Sto cercando di investire su me stesso. Spero di diventare corridore, ma se un domani dovessi appendere la bici al chiodo non vorrò avere rimorsi o rimpianti.

Samuele con papà Luigi. Deve tanto ai suoi genitori che lo hanno sempre portato alle corse
Samuele con papà Luigi. Deve tanto ai suoi genitori che lo hanno sempre portato alle corse
Ora che obiettivi hai?

Ne ho uno dietro l’angolo. Domani corro il Memorial Buffoni, che sogno da quando sono un bambino. A Montignoso ho una casa di famiglia in cui ho trascorso tantissime vacanze e ricordo quando ero io che vedevo passare questi giovani corridori e mi entusiasmavano. Ogni anno speravo che un giorno avrei voluto correre questa gara. Adesso ci sono. Ho buona gamba. Posso puntare a fare molto bene. Magari il podio. Magari la vittoria…