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Giro della Lunigiana, stavolta la Francia si inchina a Morgado

04.09.2022
7 min
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Se non lo hanno staccato a Fivizzano, diceva ieri un anziano tifoso, non lo staccano più. Il portoghese Antonio Morgado infatti ha vinto il Giro della Lunigiana che i francesi hanno provato a riaprire invano. Tre tappe vinte per i transalpini, con la terza nell’ultimo giorno, oggi. Un autentico capolavoro di Gruel, in fuga per 50 chilometri, senza auricolari né altri riferimenti se non la lavagna. E’ mancata la stoccata vincente. Magnier ci ha provato soprattutto a Fivizzano, appunto, ma deve essersi reso conto proprio lassù che il rivale non avrebbe ceduto.

«Sono al settimo cielo – dice il portoghese – mi sono divertito e alla fine ho anche vinto. Sono sempre più concentrato sulla vittoria. Ho vinto, ma non significa che sia il migliore. Ieri è stato difficile, oggi meno. Volevo vincere, però ho trovato Magnier più veloce di me. Non sono al 100 per cento. Sono venuto qui per crescere e trovare la condizione per il mondiale. Voglio migliorare il risultato dello scorso anno».

Sesto a Leuven

Vai a guardare, infatti, e ti accorgi che a Leuven nella volata per l’iride, il portoghese si è piazzato al sesto posto, subito davanti a Oioli, nella corsa vinta invece da Hagenes. E allora capisci anche il perché degli sguardi del cittì Salvoldi, che ha seguito la corsa cercando in gruppo il bandolo della matassa. A breve infatti dovrà dare i nomi per Wollongong.

«Rispetto allo scorso anno – dice Morgado – sono cresciuto come ciclista. Ora reggo meglio il ritmo di gara che a Leuven un po’ mi mise in difficoltà, perché era completamente diverso da quello che abbiamo in Portogallo. E da allora ho anche cominciato a capire che tipo di corridore posso diventare. Volevo perdere peso, ma a questo livello non conviene essere troppo magri, perché la maggior parte delle gare si risolve allo sprint».

Fedele ai consigli del connazionale Almeida, il prossimo anno Morgado correrà con Axel Merckx alla Hagens Berman Axeon. E’ il primo portoghese ad aver vinto il Giro della Lunigiana.

Diavoli francesi

I francesi hanno fatto il diavolo a quattro, ma probabilmente non avevano il livello dei connazionali che nel 2021 schiacciarono la corsa. Complice forse anche un percorso meno duro rispetto a un anno fa.  Contro Magnier però si è messa anche la sfortuna, nella forma di un salto di catena il primo giorno, in cui ha perso proprio gli 8 secondi che lo dividono dalla testa della classifica.

«All’inizio ero un po’ deluso – ammette – quel problema mi ha frenato. Così il giorno dopo volevo riscattarmi. Siamo andati a vedere l’arrivo della seconda semitappa, per questo sapevo che prendendo l’ultima curva in testa avrei vinto. Non ho paura nessuno, sapevo di avere una squadra forte e che avremmo reso dura la vita a Morgado.

«La vittoria di ieri a Fivizzano è stata un buon risultato. In realtà ho attaccato per puntare alla maglia. La squadra ha fatto un grande lavoro, ma ho visto che non riuscivo a staccare Morgado. Per questo ho lanciato lo sprint ai 300 metri e così abbiamo ripreso Van Mechelen, sennò vinceva lui. Speravo che le due salite di oggi sarebbero bastate per riprovarci, ma niente da fare…».

Italiani al piccolo trotto

Sul fronte italiano della corsa, unitamente alla vittoria di Mirko Bozzola e a qualche sprazzo di Umbria con i colori di Burani e di Lombardia con Gualdi, pochi i lampi a capo di una stagione in cui i nostri hanno comunque trovato il modo di brillare, fra strada e pista.

Bozzola ha vinto il secondo giorno, nella prima semitappa, lasciandosi dietro Zordan e Cuccarolo. Sul traguardo ha trovato ad attenderlo il tecnico regionale Francesco Giuliani e pure Francesco Moser. Il Lunigiana porta bene al Piemonte, che con il corridore della Aspiratori Otelli ha rinverdito il proprio bilancio dopo le due vittorie 2021 con Oioli.

«Sono felicissimo – ha raccontato Bozzola – mi trovavo nel gruppetto davanti e ho saputo gestire al meglio il momento del ricongiungimento, facendomi trovare pronto allo sprint. Non ero molto ottimista sull’andamento della tappa, credevo che sarebbe stato difficile riprendere Verbrugghe in fuga. Dedico la vittoria al Team Piemonte: dopo le due vittorie del 2021 continua il nostro momento magico al Giro della Lunigiana».

Il team di Colò

Il resto parla della prima tappa vinta dal polacco Zelazowski (ritirato per caduta proprio l’ultimo giorno) su Morgado e Gualdi e dell’impresa di Thibaud Gruel, anche lui di secondo anno. La carovana del Lunigiana si scioglie e riprende la via di casa.

La corsa si è confermata prova di altissimo profilo. Ogni anno si riconosce nel lavoro di Alessandro Colò e del suo gruppo un costante miglioramento. Da segnalare la diretta Facebook che quest’anno ha permesso di seguire la corsa anche da casa, con un team composto da due moto e la postazione fissa sul traguardo. In un movimento come quello degli juniores, in cui tanto si dovrebbe cambiare, la consapevolezza dii un gruppo così giovane e dinamico fa dire che il Giro della Lunigiana dobbiamo proprio tenercelo stretto.