Nei segreti della Bolide d’oro con mastro Buttarelli

14.08.2021
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Dettagli, meccanica e meccanico. Se le Pinarello Bolide Hr a Tokyo sono andate così forte il merito è anche del meccanico che era in Giappone. Anzi i meccanici: Carlo Buttarelli e Giovanni Carini. Ebbene con Buttarelli, ci tuffiamo nei segreti di queste bici. Come sono state preparate, come sono scese in pista…

Se a Tokyo tutto è filato liscio, il merito è anche dei meccanici che hanno svolto un lavoro certosino
Se a Tokyo tutto è filato liscio, il merito è anche dei meccanici che hanno svolto un lavoro certosino

Una Bolide già d’oro

Partiamo dalla Bolide in generale. Alla fine il set completo (manubrio, ruote…) che abbiamo visto a Tokyo lo si è avuto meno di un mese prima delle Olimpiadi.

«Il telaio è in pratica lo stesso da 4-5 anni – afferma Buttarelli – è quello del primo mondiale di Ganna e lo stesso che aveva utilizzato Viviani a Rio. Ruote e manubri sono arrivati ad un mese dal via (anche meno). Le bici complete del quartetto pesavano 7,2 chili, 7,3 quelle degli atleti più grandi. Ma il peso non è fondamentale in pista. Quelle dei velocisti fanno anche 8 chili».

Le bici quindi avevano telaio Pinarello, manubrio Most sempre di matrice Pinarello ma realizzato in collaborazione con Hardskin, movimenti CeramicSpeed, ruote Campagnolo e gruppo Miche.

Nonostante sia vincente, a Parigi 2024 si avrà una nuova Bolide. Qui i lavori a Montichiari prima di partire per Tokyo
Nonostante sia vincente, a Parigi 2024 si avrà una nuova Bolide. Qui i lavori a Montichiari prima di partire per Tokyo

Movimenti super scorrevoli

«I movimenti CeramicSpeed – spiega Buttarelli – li abbiamo montati direttamente a Tokyo ed erano già stati trattati da loro. Poi c’era il movimento centrale, Miche. Questo è un componente molto importante. Di solito noi lo apriamo, gli togliamo le calotte, o-ring e ogni altra guarnizione o paratia che possa creare frizioni. Con delle presse particolari rimontiamo il tutto. La parte a sinistra va a battuta, quella destra è serrata forte (mettiamo anche una goccia di frenafiletti), ma senza che “tiri” troppo, altrimenti come si dice in gergo si “impacchettano” i cuscinetti e gira meno. Prima però, Giovanni ed io con la benzina ripuliamo i cuscinetti all’interno e poi aggiungiamo un solvente specifico che li rende completamente puliti e secchi. A quel punto aggiungiamo un olio particolare, un olio per armi, ne bastano due o tre gocce, e il gioco è fatto. Noi con l’occhio clinico del meccanico ormai vediamo quando sono apposto.

«Sistemata la parte del movimento, montiamo le pedivelle. Queste vengono serrate al massimo. A quel punto le si fanno girare un po’, a Tokyo li abbiamo fatti girare un po’ un paio di giorni prima delle gare. Affinché l’olio messo faccesse il suo lavoro. Questo scaldandosi va dappertutto e vedi proprio che non si fermano più».

I due meccanici azzurri: Giovanni Carini (a sinistra) e Carlo Buttarelli (a destra)
I due meccanici azzurri: Giovanni Carini (a sinistra) e Carlo Buttarelli (a destra)

La catena

Uno dei componenti che più viene messo sotto stress dai pistard è la catena. E infatti quella che abbiamo visto era decisamente “corposa”. Non è di certo la catena che si usa sulle bici da strada!

«La catena – riprende Buttarelli – l’abbiamo trattata con una polvere ceramica che sembra più “dura” rispetto all’olio tradizionale, ma che invece a detta dei ragazzi sembra più scorrevole. Dà un leggero vantaggio. Questa catena è stata sviluppata con Miche, anche su indicazione di noi meccanici. E’ stata sigillata in un certo modo e la “rotellina” che va a contatto con la corona s’ingaggia meglio trasmettendo di più la forza. Si tratta di una catena molto rigida. Se la si guarda da davanti (o dietro) si vede che è molto più dritta rispetto alle altre».

Il lavoro svolto da Miche è stato davvero certosino. Maglie interne, esterne e perno hanno una lavorazione particolare. E quando si parla di “fiumi di watt”, scaricati tra l’altro con una certa violenza, si capisce facilmente quanto sia importante questo componente che poi di fatto è quello che trasmette la forza alle ruote.

Rapporti e gomme

Magari sembrerà un po’ strano, ma la scelta dei rapporti va a riguardare anche quella delle gomme. E adesso vedremo come. Ma andiamo con ordine.

«I ragazzi hanno usato il 63×14 (che sviluppa 9,40 metri) ad eccezione di Milan che ha preferito il 64×14. La scelta è fatta dal tecnico e dai ragazzi stessi. Questa piccola differenza di un dente e di cadenza si “aggiusta” con la scelta del tubolare. Avevano il Vittoria Speed Oro. La sezione era di 19 millimetri all’anteriore e di 23 al posteriore, ma Milan aveva il 19 anche dietro. Questo infatti sviluppa 1-1,5 centimetri in meno rispetto al 23. Sono piccoli dettagli…

«Abbiamo visto, in galleria del vento, che il 19 all’anteriore ci dava dei piccoli vantaggi aerodinamici. La pressione delle gomme era di 20 bar all’anteriore e di 16 bar al posteriore. Il velodromo ci ha messo a disposizione un compressore Makita che spingeva fino a 32 bar. Le gomme vengono gonfiate circa 40′ prima del via e di fatto le gonfiamo leggermente di più di quanto detto perché con la camera d’aria del tubolare in lattice e non in butile ci sta che si perda qualcosina. Ma è importante gonfiarle prima perché si ha il tempo di vedere se la gomma perde pressione, di controllare la spalla. Insomma che tutto sia okay ed eventualmente poter intervenire».

Milan ha scelto un dente in più: si è giocato con tubolare e regolazione della ruota nel forcellino per limare le differenze coi compagni
Milan ha scelto un dente in più: si è giocato con tubolare e regolazione della ruota nel forcellino per limare le differenze coi compagni

Ma la bici di Milan…

Tornando al 64 di Milan, si è intervenuti sul numero delle maglie per colmare la differenza del rapporto?

«No, la differenza è talmente poca – spiega Buttarelli – che ci si regola con il serraggio della ruota lungo il forcellino. L’importante è che tra il battistrada e il telaio ci sia luce, che la ruota non sia carenata: questo dice il regolamento, altrimenti ci sarebbero dei vantaggi aerodinamici non consentiti. Basta ci sia spazio per una carta di credito».

Per quanto riguarda le pedivelle invece: Milan e Ganna, i più alti, avevano quelle da 175 millimetri, mentre Consonni e Lamon quelle da 172,5. Chiaramente erano sempre di Miche, così come i pignoni.

La Campagnolo Ghibli degli azzurri era leggermente diversa da quelle in commercio
La Campagnolo Ghibli degli azzurri era leggermente diversa da quelle in commercio

I siluri di Campagnolo

E dalle gomme passiamo alla ruote. Anche in questo caso il lavoro corale e l’investimento fatto è stato eccezionale. Segno ulteriore di quanto si credeva in questo quartetto. Sentiamo Buttarelli.

«Campagnolo ci ha fornito delle vere “bombe”. All’anteriore c’era la Ghibli ottimizzata per la nostra forcella, leggermente più stretta. Ha una struttura un po’ diversa da quella in produzione standard e dava più stabilità. La struttura del cerchio è diversa tra i due lati. Anche la lenticolare posteriore era un po’ più stretta. Inoltre avevano un sistema di aggancio tramite una chiave da 5 che potevamo regolare al millimetro, proprio per non compromettere lo scorrimento dei mozzi. E’ lo stesso discorso “dell’impacchettamento” dei cuscinetti fatto prima.

«Avevamo due tipologie di ruote, una più rigida e una più morbida. Parliamo di differenze impercettibili, che solo un atleta di vertice è in grado di cogliere: parliamo, di differenze di tensionamento (numeri a caso) di 15 Nm contro 15,2. Campagnolo ha sviluppato un tensionamento segreto. Alla fine i ragazzi si sono trovati meglio con la ruota più rigida. Il set dell’intera bici è rimasto lo stesso per tutte le sessioni».

Per la bici di Lamon niente cera nei punti in cui viene agganciata al blocco (lo strumento rosso)
Per la bici di Lamon niente cera nei punti in cui viene agganciata al blocco (lo strumento rosso)

Dettagli e millesimi

Passione, dettagli, millimetri, sfumature… tutto conta e niente è marginale quando c’è da spaccare il decimo di secondo. Persino la pulizia della bici.

«Noi laviamo le bici con del normale sgrassatore, ma poi ci passiamo una cera di Muc-Off il cui risultato è stupefacente. La bici oltre che essere bellissima e luccicante, è molto scorrevole. Lo senti proprio quando ci passi il dito. La passiamo dappertutto tranne che su sella, manubrio e pedali. Chiaramente lì del grip deve esserci. E neanche nella parte del telaio che va a contatto con il blocco di partenza (la bici di Lamon): perché è così scorrevole che in fase di lancio la bici potrebbe muoversi quel mezzo centimetro e dare un contraccolpo inaspettato. Si passa un diluente diverso anche sulle ruote».

«Il grosso del nostro lavoro – conclude Buttarelli – è avvenuto ben prima di Tokyo. Laggiù sapevamo cosa serviva. Si trattava solo di scegliere cosa montare e fare piccoli ritocchi. Per esempio con la dima potevamo vedere se l’inclinazione di un pad cambiava di mezzo grado perché magari la spugnetta di appoggio si era un po’ consumata con l’uso».

G.S. Caneva e Miche: la collaborazione è ok!

29.07.2021
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Continua spedito l’impegno di Miche a supporto del ciclismo giovanile. Come procede veloce e soddisfacente la collaborazione che lo stesso, storico marchio veneto produttore di componenti ed accessori, ha in essere con una delle società sportive più celebri del nostro paese: il G.S. Caneva.

Miche è al fianco dei ragazzi del G.S. Caneva
Miche è al fianco dei ragazzi del G.S. Caneva

Giochi e il Caneva di domani

Oggi la Gottardo Giochi Caneva è una società che opera con allievi e juniores. Dall’anno scorso ha rivolto lo sguardo anche ai giovanissimi, non ancora con finalità agonistiche, ma per il gusto di mettere in bici anche i più piccoli. A coordinare il progetto c’è Michele Biz, il figlio del grande Gianni, storico dirigente della compagne friulana.

«Siamo davvero molto contenti del nostro progetto – ha dichiarato a bici.PRO Michele Biz – e per questo andiamo avanti a costruire. Posso felicemente ammettere che abbiamo degli amici, più che dei partner, come sponsor. Brand che credono nel progetto e senza i quali non si potrebbe fare molto. Tra questi mi piace citare Miche, il cui supporto per noi è davvero essenziale: un’azienda dove si respira ciclismo e dove la storia e la tradizione per le corse ha un significato ben preciso. Speriamo di essere bravi a ricostruire quella grandezza che abbiamo vissuto qualche anno fa. Noi ce la mettiamo davvero tutta, così che anche domani i ragazzi di oggi abbiamo il senso di appartenenza dei ragazzi della Caneva di ieri».

Ogni componente del brand veneto supera severi test di qualità
Non solo grandi prodotti, ma anche grande passione. Per questo Miche è vicina al ciclismo giovanile grazie alla collaborazione con il Caneva
Ogni componente del brand veneto supera severi test di qualità

Qualità e affidabilità Miche

Da più di cent’anni la Miche e la famiglia Michelin giocano un ruolo importante nella grande tradizione ciclistica italiana, avendo iniziato la propria produzione di biciclette nel lontano 1919, per poi passare negli anni a quella di moto e componenti per biciclette. La storia di Miche è dunque legata a quella tradizione.

E’ una storia fatta di passione alla quale sono state ben associate nel tempo le più recenti tecnologie produttive e un forte desiderio di rinnovamento per rendere omaggio a chi, quotidianamente, condivide la passione per il ciclismo. «Persone – affermano in Miche – alle quali siamo orgogliosi di mostrare l’efficienza del nostro processo produttivo, la nostra attenzione per l’innovazione e a cui ci rivolgiamo attraverso un’accurata gestione del cliente».

Miche è sempre presente anche sul territorio, con fiere ed expo nei vari eventi di settore
Miche è sempre presente anche sul territorio, con fiere ed expo nei vari eventi di settore

“We Race Together”

“We Race Together” (corriamo insieme): è questo lo slogan, la bella motivazione che spinge l’attività quotidiana di Miche nel settore della produzione di componenti alta gamma. Realizzare prodotti di qualità rappresenta la mission aziendale di Miche, un obiettivo certificato dai test dei laboratori interni all’azienda e nel pieno rispetto dei rigorosi standard che il sistema qualità Miche stesso prescrive.

Tutti i componenti Miche, che siano ruote, guarniture, ingranaggi oppure accessori, vengono sviluppati utilizzando evoluti programmi CAD, per poi prendere forma su stampanti 3D e – una volta realizzati – devono superare ripetuti test di collaudo nelle più gravose condizioni di utilizzo. E questo a totale garanzia anche dei più attenti consumatori.

miche

Miche, le ruote veloci e insieme leggere dell’Androni

22.05.2021
3 min
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Il team Androni Giocattoli Sidermec utilizza le ruote Miche Supertype con profilo da 50 o 38 millimetri.

La leggerezza e la performance sono garantite dall’alto livello di qualità dei materiali utilizzati. Il cerchio, ovvero il componente più consistente della ruota, è realizzato con fibra di carbonio 3K. Mentre il mozzo è realizzato in alluminio 7075 T6 forgiato, al fine di offrire un’adeguata resistenza e anche la migliore scorrevolezza possibile, grazie ai cuscinetti sigillati SKF.

«I corridori – racconta Paolo Bisceglia, responsabile Miche – hanno la possibilità di scegliere il profilo che ritengono più adatto in base al tipo di percorso che dovranno affrontare. Se prendiamo in considerazione le Supertype 550 da 50 millimetri, si può sostenere sicuramente che sono ruote adatte all’alta velocità. Si prestano su qualsiasi tipo di terreno, ottime anche in salita».

Luca Chirico, professionista dal 2015, è attualmente in forza al team Androni Giocattoli Sidermec.

«Io personalmente – dice – utilizzo le ruote da 38 millimetri. Non sono un velocista che fa solo corse piatte. Grazie alle Supertype da 38 mm riesco a trovarmi bene sia in pianura che in salita.”

Le Miche Supertype da 50 mm
Le Miche Supertype da 50 mm

Raggi in acciaio

I raggi sono realizzati in acciaio Inox, inseriti rispettando l’ordine di un design innovativo che prevede una raggiatura 14+7 e che bilancia in maniera ottimale le forze di trazione e di frenata, mantenendo un peso accetabile.

«Sono raggi sottili – riprende Bisceglia – ma sapete, a noi interessa che siano di quantità inferiore, ma altissima qualità, piuttosto che inserire un esagerato numero di raggi che si rompono non appena avviene un piccolo urto. Preferiamo una distribuzione su tutto il cerchio che abbia un progetto ben studiato».

Le Miche Supertype da 38 mm
Le Miche Supertype da 38 mm

Anche per copertoncino

Le ruote sono per tubolare, ma esiste anche una versione per copertoncino che i corridori utilizzano in allenamento e che a quanto pare sono molto apprezate al punto da essere utilizzate anche in corsa.

«Sono lo stesso modello – dice Bisceglia – però per copertonicno e tubeless. Da quel che so, i corridori le utilizzano anche in corsa, specialmente quando ci sono delle particolari difficoltà meteorologiche per le quali aumenta il rischio di foratura. In base a quello che ci riportano i tecnici, i corridori sono estremamente soddisfatti. Anche i meccanici sostengono che le nostre ruote sono rigide al punto giusto, non si muovono ne tantomeno disperdono velocità. Preferiamo parlare con lo staff – conclude Bisceglia – altrimenti dovremmo parlare con 20 corridori contemporaneamente. Un pregio delle ruote? La reattività sicuramente, contribuiscono allo scatto in modo soddisfacente. Non sono ruote che restano inchiodate, tutt’altro».

Le Supertype 338
Le Supertype 338

Leggere e performanti

Le Supertype 550 da 50 mm pesano 1.488 kg, mentre le 338 da 38 millimetri pesano 1.430 kg. Sono realizzate con gli stessi identici materiali, entrambe sono ruote per freni a disco.

«Come dico sempre – riprende Bisceglia – la ruota non va mai considerata in base al singolo pezzo con il quale è montata. Bensì, la differenza finale, la farà l’insieme di questi pezzi, ognuno dei quali, contribuirà a rendere omogeneo e scorrevole il movimento ciclico della ruota. Può sembrare scontato – continua – ma non è affatto così. Non bisogna credere che un componente ne compensì l’altro. Ognuno fa il suo e lo deve fare nel migliore dei modi per garantire la massima prestazione».

miche.it

Crono, i nuovi scarpini CG1 dedicati al gravel

27.04.2021
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I nuovi scarpini CG1 dell’azienda italiana Crono sono dedicati esclusivamente al gravel: una specialità che sembra guadagnare sempre più terreno, al punto da spingere le aziende a realizzare materiali specifici. Un esempio possono essere proprio i nuovi scarpini Crono CG1: una via di mezzo tra mountain bike e strada.

Peso di 305 grammi

La suola è in nylon, rinforzata con carbonio. Questo connubio di materiali agevola la massima trasmissione della potenza e permette di camminare, nei tratti fuoristrada, senza rovinare lo scarpino. I nuovi CG1 pesano 305 grammi. Anche grazie alla tomaia realizzata in microfibra CV1, rinforzata in PU (pelle artificiale) sulla punta. Resistenza e leggerezza sono le caratteristiche principali di questi scarpini, nati per le lunghe escursioni e anche per competere.

Lo scarpino Crono CG1 con suola in nylon e carbonio
Lo scarpino Crono CG1 con suola in nylon e carbonio

Confortevoli e competitive

Sono adatti a qualsiasi tipo di terreno, dal fango più insidioso fino alla neve, merito soprattutto dei tacchetti in gomma che consentono di camminare senza scivolare. Un’interessante particolarità è quella del sottopiede premium di Crono. Grazie al sistema Shock Absorbing, si riducono le vibrazioni trasmesse dalla strada aumentando il comfort durante l’attività. Si chiudono con i lacci. I nuovi Crono CG1 sono pensati per essere innovativi, senza tralasciare la tradizione, così da garantire al ciclista ogni sorta di beneficio possibile, come una calzata aderente e una spinta efficace. Il livello di traspirabilità è alto, grazie alla tomaia traforata, che consente il ricambio d’aria all’interno dello scarpino, mantenendo il piede fresco e ossigenato.

Crono CG1 con tomaia traforata, pensati per il gravel
Crono CG1 con tomaia traforata, pensati per il gravel

Tre lacci di colori diversi

Il colore disponibile è solo il nero, con la possibilità di personalizzare il design tramite i lacci che vengono rilasciati all’acquisto con un set di 3 colorazioni diverse a scelta personale. Il prezzo degli scarpini Crono CG1 è di 159,90 euro.

cronoteam.com

Miche, ecco le nuove Revox Dx Rc Wr

24.04.2021
3 min
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Ci sono novità in casa Miche. Le ruote Revox Dx Rc Wr sono state rinnovate in vista della prossima stagione, con aggiornamenti tecnici che aumentano il livello di qualità delle ruote in termini di prestazioni. L’azienda italiana nata nel 1919, con sede a San Vendemiano, vanta dal 2018 la collaborazione con il team Androni Giocattoli Sidermec. Abbiamo sentito Paolo Bisceglia, Sales Manager presso Miche, per ricevere qualche informazione in più sulle ruote.

Per ogni percorso

Realizzate per copertoncini e tubeless, le Revox Dx Rc Wr sono in grado di affrontare qualsiasi terreno: possono essere montate con copertoncini di sezione da 25 fino a 32 millimetri. Le variazioni principali sono state apportate al mozzo e ai raggi che sono stati rinforzati rispetto al modello precedente. I raggi sono realizzati in acciaio inox nero a doppio spessore. Il mozzo invece rinforzato con l’alluminio 7075-T6. Lo scopo di queste innovazioni è quello di rendere più resistenti le ruote. Il loro peso complessivo è di 1,674 chili.

Le ruote Revox Dx Rc Wr in carbonio UD
Le ruote Revox Dx Rc Wr in carbonio UD

Mozzi e raggi rinforzati

«Sono delle ottime ruote, abbiamo deciso di innovarle in vista della collezione 2022”- ci dice Paolo Bisceglia – abbiamo voluto rinforzarle intervenendo sui raggi e sul mozzo, per permettere alle ruote di essere forti e resistenti. Sono un modello di media gamma, tuttavia la loro qualità è veramente alta: sono realizzate con carbonio UD.

«Hanno profilo di 38 millimetri con sezione maggiorata 17C (esterna 24mm) per offrire la migliore rigidità laterale e grande reattività anche nelle competizioni. In fondo di questo si tratta nel ciclismo: offrire un prodotto che possa funzionare al top in ogni frangente. E queste ruote possono affrontare qualsiasi terreno in totale sicurezza».

Il mozzo rinforzato, in alluminio 7075-T6
Il mozzo rinforzato, in alluminio 7075-T6

Il sistema frenante

Un aspetto che merita attenzione riguarda i freni a disco: in che modo questi ultimi influenzano una ruota? Ci sono alcuni dettagli che meritano un approfondimento.

«Sono montate con i freni a disco – prosegue Bisceglia – ed è un errore, dal mio punto di vista, credere che l’unica differenza rispetto alle ruote tradizionali sia il cambio di peso. Il primo aspetto da considerare è che la distribuzione della frenata è totalmente diversa. Nelle ruote con i freni a disco, tutto si concentra principalmente sul mozzo, per cui bisogna valutare l’idea di rinforzarlo. In questo modo risponderà più efficacemente alle sollecitazioni».

Il team Androni

Un occhio di riguardo da Miche viene anche al team Androni Giocattoli Sidermec, con cui è nata un’ottima collaborazione.

«Siamo veramente orgogliosi di questo team, ci dà tantissime soddisfazioni. Abbiamo seguito i progressi di Jefferson Alexander Cepeda al Tour of the Alps, sebbene loro corrano con le Supertype e non con le Revox Dx Rc Wr. Per noi è una grande soddisfazione vederli competere con i grandi del ciclismo. E ci dà un’ulteriore conferma della qualità elevata dei nostri prodotti».

Il prezzo delle ruote consigliato al pubblico è di 1.108,10 euro.

www.miche.it

Miche Pistard Sei Giorni

Miche, pista e strada sempre al top

22.12.2020
4 min
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Sono poche le aziende nel mondo del ciclismo che possono vantare più di 100 anni di storia, fra queste c’è Miche. Il marchio veneto produce ruote, gruppi e componenti per tutti i tipi di biciclette, dalla strada fino alla mountain bike, con una gamma specifica per le elettriche e anche per la pista. Proprio nell’ambito della pista, Miche rifornisce la nazionale italiana. Abbiamo parlato di questa collaborazione e non solo con Paolo Bisceglia, Sales Manager di Miche e possiamo definire figura storica dell’azienda.

Fornitori degli azzurri su pista

In occasione della nostra visita alla nazionale italiana su pista avevamo notato che alcuni componenti erano marcati da Miche.
«La nostra collaborazione con la nazionale italiana riguarda alcuni componenti – esordisce Paolo Bisceglia – che sono le guarniture complete di movimento centrale e gli ingranaggi, le catene e i pignoni, sia nella versione normale che nella versione Sei Giorni, che è quella con i rapporti più alti, vale a dire le corone anteriori che vanno dal 59 al 63».

Ampio range di rapporti

Rapporti che per i comuni mortali sembrano “mostruosi” ma che i ragazzi e le ragazze della pista spingono regolarmente, cercando l’equilibrio più vantaggioso con i pignoni posteriori. Proprio a Montichiari avevamo potuto vedere come alcune ragazze provassero in allenamento rapporti come il 61×14 o il 57×13. La scelta cambiava in base al tipo di lavoro che dovevano sostenere e anche in base alle sensazioni di ognuna. Proprio per questo motivo Miche rifornisce la nazionale italiana sia con la linea Sei Giorni che quella più standard Advanced che ha un range di rapporti che va dal 44 al 58.

La catena Miche per la pista con uno spessore maggiore
La catena Miche per la pista sono più spesse rispetto a quelle per la strada

Catene particolari

Anche sul piano delle catene la pista richiede delle caratteristiche particolari, infatti lo spessore è superiore ai 9 millimetri, mentre per una catena da strada sempre prodotta da Miche e compatibile con Shimano a 11 velocità, siamo a 5,5 millimetri. Paolo Bisceglia ci ha anticipato che: «In ottica 2021 stiamo lavorando ad un nuovo tipo di catena, che stiamo sviluppando proprio in questo periodo». Anche se abbiamo insistito per farci dire qualcosa di più, da Miche non vogliono svelare troppi dettagli di questa nuova catena. Ma le novità non finiscono qui.

Miche Attiva

«Stiamo chiudendo in questi giorni l’accordo per il rinnovo con la nazionale italiana – continua Paolo Bisceglia – e vi posso dire che quasi certamente forniremo agli azzurri anche la nostra ultima novità, che è la guarnitura Attiva Pista, con il potenziometro SRM integrato». Certamente sarà una bella novità che verrà apprezzata dai nostri pistard e che offre una serie di vantaggi: «Avendo il misuratore di potenza SRM ha il vantaggio che una volta tarata non ha più bisogno di ulteriori regolazioni, anche se si dovessero sostituire la lunghezza delle pedivelle o la corona per cambiare rapporti». Questo è un bel vantaggio soprattutto in pista dove i rapporti vengono cambiati spesso a seconda delle molteplici variabili che sono in gioco.

La nuova guarnitura Attiva Pista con misuratore di potenza SRM
La nuova guarnitura Attiva Pista con misuratore di potenza SRM

E sulla strada?

Abbiamo chiesto a Paolo Bisceglia che 2021 sarà per Miche a livello di presenza nel mondo professionistico: «Per il prossimo anno collaboreremo con l’Androni Giocattoli a cui forniremo le ruote Supertype da 38 e 50 millimetri di profilo nella versione per tubolari con freni a disco. Oltre a queste ruote forniamo anche la Supertype da 40 millimetri di profilo però per copertoncino che i ragazzi possono usare sia in allenamento che in gara. Per le cronometro gli forniremo la lenticolare come posteriore e all’anteriore le ruote da 50 e da 88 millimetri. In questo caso sono per freni tradizionali, perché le bici da crono non hanno i dischi».

Simon Pellaud in azione con le Supertype di Miche
Simon Pellaud in azione alle Strade Bianche con le Supertype di Miche

I pro’ sono il banco di prova

Infine, abbiamo chiesto se Miche utilizza queste collaborazioni per sviluppare nuovi prodotti e farli testare ai corridori «Noi sviluppiamo e testiamo i nostri prodotti internamente, e forniamo alle squadre dei materiali che sono sicuri e affidabili, oltre che prestazionali. Per noi la sicurezza viene prima di tutto. Ovviamente riceviamo i feedback dai professionisti che sono il nostro banco di prova, se vanno bene a loro allora vuol dire che abbiamo lavorato bene».