Le nuove strategie di Van Aert: parla il coach

05.12.2023
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Si parla sempre tanto, di questi tempi, dei “tre tenori” come paladini della multidisciplina, ma guardando i calendari che Van Der Poel, Pidcock e Van Aert hanno messo a punto per la stagione di ciclocross, ci si accorge che anche loro sono stati costretti a mettere da parte tante velleità individuali. Soprattutto considerando che siamo nell’anno olimpico, che certamente influisce e cambia gli equilibri, perché una medaglia a cinque cerchi fa gola a tutti e vale una carriera intera.

Mathieu Heijboer ha preso da quest’anno le redini della preparazione di Van Aert (foto Photonews)
Mathieu Heijboer ha preso da quest’anno le redini della preparazione di Van Aert (foto Photonews)

Preparazione rimodellata

Focalizzandosi su Van Aert, si nota che il suo programma di cross sia stato fortemente compresso: per ora sono ufficiali appena 8 gare, partendo dalla prova dell’Exact Cross di Essen. Il belga ha tenuto aperta la porta a un paio di altre uscite, per cercare di calmare gli animi in seno all’Uci che non vedono assolutamente di buon occhio la poca considerazione che i tre tenori (ma anche altri) hanno nei confronti della challenge ufficiale della federazione privilegiando altre, più remunerative gare.

Ma la scelta di Van Aert ha radici profonde, che il suo allenatore Mathieu Heijboer ha specificato in un’intervista rilasciata al media belga Sporza, nella quale ha chiarito anche quale sia il suo apporto. Il tecnico ha già lavorato con Van Aert facendo parte dello staff della Jumbo-Visma (dal 2024 Visma-Lease a Bike) in qualità di Head of Performance, ma in vista del delicatissimo 2024 ha preso direttamente in mano la situazione diventando il referente principale di Wout. Una scelta voluta anche da quest’ultimo, che si è reso ben conto di come fosse necessario cambiare qualcosa per centrare importanti appuntamenti dopo troppe vittorie sfuggite di un nulla.

Van Aert al Tour, a lavorare per Vingegaard. Ora però cerca una nuova dimensione al Giro
Van Aert al Tour, a lavorare per Vingegaard. Ora però cerca una nuova dimensione al Giro

Conta il lavoro sul fondo

Heijboer ha affrontato la questione di petto, cambiando completamente l’approccio alla primavera, primo vero pilastro della stagione del fiammingo. Ciclocross mantenuto in agenda, ma in maniera “soft”, evitando soprattutto lo stress e le fatiche del mondiale, sia dal punto di vista fisico che per evitare una nuova sconfitta pesante dal punto di vista psicologico.

«Il ciclocross – ha spiegato Heijboer – dovrebbe essere un punto fondamentale nella sua stagione e non un punto di rottura. Ma io devo guardare il quadro generale di una stagione più difficile delle altre. Wout vorrebbe sicuramente fare più gare e scalpita per iniziare a competere, ma capisce che tutto vada visto in prospettiva. L’inverno è incentrato sulle prestazioni della primavera, c’è da lavorare sul fondo che è fondamentale per avere la condizione giusta al momento giusto».

Il belga con VDP alla Roubaix. Nel ciclocross si sfideranno durante le Feste, ma non al mondiale
Il belga con VDP alla Roubaix. Nel ciclocross si sfideranno durante le Feste, ma non al mondiale

Recupero post-ciclocross

Heijboer ha messo l’accento su quanto comporta l’attività del ciclocross: «Ho guardato le stagioni precedenti, notando che la preparazione dei mondiali di ciclocross e il successivo necessario periodo di decompressione hanno influito fortemente sulla sua primavera, a prescindere dai risultati e dalle sue vittorie. Wout doveva prendersi necessari periodi di riposo prima delle classiche, questi hanno influito sulla sua forma, quindi andava ripensato il tutto, ridistribuita la sua attività. Io voglio che Wout arrivi al Fiandre e alla Roubaix affamato, carico, fisicamente in piena evoluzione. Con un programma più limitato so che non ci saranno più lacune nella sua preparazione».

Per Van Aert è un sacrificio importante, ma fatto di buon grado considerando anche che sulla soglia dei 30 anni, vuole anche cambiare un po’ le sue caratteristiche. Non è un segreto il fatto che dopo anni il belga abbia deciso di saltare il Tour de France e soprattutto di rivedere il suo ruolo nei grandi Giri, come regista in corsa e luogotenente dei capitani deputati alla conquista del simbolo del primato. Van Aert punta ormai apertamente al Giro d’Italia (anche se nei giorni scorsi ha raccontato a La Lanterne Rouge di avere a cuore le tappe più che la classifica), con tutte le incognite che ciò comporta.

Dopo la doppia piazza d’onore di Tokyo, per Van Aert l’appuntamento olimpico di Parigi è fondamentale
Dopo la doppia piazza d’onore di Tokyo, per Van Aert l’appuntamento olimpico di Parigi è fondamentale

No alla Sanremo

Per questo il suo calendario su strada sarà molto diverso dal solito. Esordio alla Volta ao Algarve a metà febbraio e niente Milano-Sanremo, puntando invece alla Strade Bianche. Nel periodo delle classiche “all in” sulle prove del Nord, Fiandre e Roubaix con l’intenzione di fare la magica doppietta. Poi l’avvicinamento al Giro E solo poi, mente focalizzata sulla preparazione delle sfide di Parigi, a cronometro e in linea su un percorso che potrebbe esaltare le sue caratteristiche. E se c’è da fare qualche rinuncia, ben venga: all’Uci se ne dovranno fare una ragione…

A tu per tu con Heijboer, il coach della Jumbo-Visma

04.12.2022
6 min
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Mathieu Heijboer è il responsabile delle prestazioni della Jumbo-Visma. In pratica preparatori e atleti fanno riferimento a lui. Molti dei metodi della preparazione, ma anche della programmazione della squadra che ha vinto il ranking UCI 2022 passano da lui.

Con grande cortesia, Heijboer ci ha dedicato del tempo. Una lunga chiacchierata mentre i suoi atleti si apprestano a ricominciare la stagione. Parlando con il filiforme coach olandese (nella foto di apertura) emerge molto dell’identità dei gialloneri.

I ragazzi di Heijboer, qui in una ricognizione dell’anno scorso, hanno ripreso ad allenarsi. Presto saranno tutti insieme al caldo della Spagna
I ragazzi di Heijboer, qui in una ricognizione dell’anno scorso, hanno ripreso ad allenarsi. Presto saranno tutti insieme al caldo della Spagna
Mathieu, parlando con i tuoi ragazzi tutti ci hanno risposto che ancora non conoscevano i loro programmi 2023. Quando li farete?

Durante il prossimo ritiro in Spagna nei prossimi giorni. In questa fase siamo molto impegnati con questo – e indica il via vai di sponsor e pratiche preliminari all’interno del loro Service CourseCon gli allenatori e con i corridori ne parleremo tutti insieme. Prima noi, poi loro.

I ragazzi hanno iniziato già la preparazione?

Sì, ma non nello specifico. Hanno ripreso a pedalare. Per ora ci assicuriamo che tutta l’attrezzatura sia a posto. I ragazzi stanno iniziando i loro programmi e poi tra due o tre settimane ci riuniremo con tutti a Denia e da lì inizieremo davvero a preparare la stagione 2023.

La Jumbo-Visma ha stupito per i suoi risultati, ma anche per l’attenzione ai tanti dettagli: che cosa per te incide di più?

Ovviamente devi essere in grado di sprigionare la potenza, quindi dal punto di vista meccanico la posizione della bici è importante. Ma la cosa più importante alla fine è l’aerodinamica. Non proprio sempre, ma quasi sempre. Gli studi ci dicono questo. La resistenza dell’aria è sempre la più grande da superare. La leggerezza, il peso, contano davvero solo quando le salite sono molto ripide. Ma nell’80-90% delle situazioni in cui può ritrovarsi un professionista l’aerodinamica è la cosa più importante. 

Laporte è stato il corridore che più ha sorpreso Heijboer, anche più di Vingegaard (evidentemente conosceva il valore sei suoi atleti)
Laporte è stato il corridore che più ha sorpreso Heijboer, anche più di Vingegaard (evidentemente conosceva il valore sei suoi atleti)
Vingegaard ha vinto, Kooij è esploso, Van Aert ha impressionato… Ma c’è qualcuno dei tuoi atleti che ti ha colpito particolarmente? C’è stata per te una sorpresa?

Sì ed è Christophe Laporte – risponde secco Heijboer – Apro gli occhi e mi dico: “Ma quanto è forte!”. Sapevamo già che aveva un grande potenziale e avevamo molta fiducia in lui. Ma le sue prestazioni durante tutto l’anno sono state davvero molto buone. Bravo come uomo squadra, bravo come leader, sa vincere, bravissimo a posizionarsi in gruppo, ha senso tattico… È stato davvero molto meglio di quanto pensassimo.

Che Vingegaard abbia dei margini lo avevi già detto, ma Roglic? Primoz può ancora crescere e soprattutto può confermarsi?

Ovviamente sì. Tutti possiamo migliorare ogni anno, ma per farlo bisogna avere nuovi stimoli. Quindi dobbiamo dare ai ragazzi una nuova preparazione, cambiare qualcosa. Ma anche nuove attrezzature. Ed è, come vedete, quello che stiamo facendo qui con le nuove scarpe, con i nuovi gruppi, i nuovi pedali…  Sono cose che miglioreranno il ciclista nel suo insieme. Posso dire che il prossimo anno diventeremo più aerodinamici, biomeccanicamente superiori. Quindi non è solo in allenamento che si può migliorare ma anche in tutto ciò che c’è intorno.

Tra i corridori che invece hanno colpito noi c’è Tobias Foss. Lui può essere un corridore da corse a tappe?

Sì, sì – anche in questo caso Heijboer risponde senza indugio – ha davvero la capacità di farlo. Ma deve ancora migliorare qualcosa. Tobias ha ancora tre mesi davanti a lui. Può arrivare al livello che serve. C’è molta fiducia da parte del nostro team in lui perché sappiamo che ha le capacità per riuscirci. 

Tre mesi… Dunque Foss sarà al Giro il prossimo anno?

Non lo sappiamo ancora. Se va tutto bene con la preparazione, lui è corridore perfetto (pensando al percorso, ndr).

All’interno del Service Course anche una sala per i test degli atleti
All’interno del Service Course anche una sala per i test degli atleti
Mathieu, per te Wout Van Aert può battere il record dell’Ora stabilito da Ganna?

Dovrei studiare di più per poterlo dire, magari sì… Ma veramente dovrei analizzare di più i dati e sapere cosa è necessario per battere il record. Di sicuro, penso che nella nostra squadra sia l’unico in grado di farlo… 

Alla Jumbo-Visma Development avete scelto due ragazzi italiani: Belletta e Mattio: cosa ci dici di loro?

Dovreste chiedere al nostro direttore del team Development, Robbert De Groot. Lui è il nostro capo dello sviluppo ed è sempre alla ricerca di talenti. Ha molti contatti nel mondo. Se li ha presi è perché vede in loro molto potenziale. 

E come fate a stabilire questo potenziale?

Quando prendiamo dei ragazzi gli facciamo dei test qui, in questa sede. Abbiamo un laboratorio apposito. Ovviamente facciamo anche dei colloqui approfonditi. Cerchiamo sempre di scovare i ragazzi e non cerchiamo quelli che sono già i migliori negli ordini di arrivo. Nel caso dei due ragazzi italiani pensiamo che abbiano molto spazio per crescere in futuro. Ed ecco perché riteniamo che si adattino molto bene al nostro team. Speriamo di farne dei buoni professionisti. 

Heijboer vuole bissare il Tour, ma ha messo nel mirino anche i monumenti, a partire dal Fiandre e della Roubaix (in foto)
Heijboer vuole bissare il Tour, ma ha messo nel mirino anche i monumenti, a partire dal Fiandre e della Roubaix (in foto)
Cosa ti aspetti dalla tua squadra per il prossimo anno? Dopo aver vinto tanto non è facile ripetersi…

E’ difficile dire cosa ci aspettiamo, ma so cosa vogliamo. E ciò che vogliamo è diventare ancora migliori. Vogliamo vincere di nuovo il Tour, vogliamo vincere delle classiche monumento. Non abbiamo ancora vinto il Fiandre né la Roubaix, quindi lotteremo davvero per quelle gare. Le vogliamo. Vogliamo ancora vincere le grandi gare che non sono nel nostro palmares.

Sei uno dei preparatori più preparati e all’avanguardia, per te in questo ciclismo è possibile vincere Giro d’Italia e Tour de France nella stessa stagione?

Direi di no. Poi, aspettate, niente è impossibile. Ma penso che sia molto difficile, perché vincere il Giro significa dover fare molta preparazione in anticipo. E poi c’è la corsa. Devi tenere la concentrazione per tre settimane. E solo poche settimane dopo devi fare la stessa cosa al Tour. E nel mezzo non c’è abbastanza tempo per recuperare e non ti può allenare (nel senso di fare lavori specifici, ndr). 

Oggi però gli interpreti ci sarebbero: Pogacar, Vingegaard, Evenepoel…

Secondo me non è possibile. Da qualche parte in futuro ci sarà un corridore che potrà farlo. Per noi penso sia troppo difficile cercare di vincere il Giro e il Tour nello stesso anno.