Finn verso un settembre di fuoco: dal Lunigiana al mondiale

24.07.2024
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L’ufficialità della partecipazione al Giro della Lunigiana di Lorenzo Mark Finn ce l’ha data lo stesso atleta ligure. Un messaggio che poi si è trasformato in un’intervista per capire la scelta e cercare di intuire quanto la squadra, la Grenke Auto Eder, abbia lasciato libertà di scelta. Finn è uno degli atleti di spicco del panorama juniores, il primo ad essere andato fuori Paese per correre. Una scelta che aveva aperto a tante domande su quanto e come avrebbe mantenuto una connessione con l’Italia e le sue corse. Tutte queste domande sono state prese e rispedite al mittente, perché Finn sarà al via del Giro della Lunigiana e non al Ruebliland Tour, che si corre in concomitanza. 

«La squadra – spiega Finn – andrà a correre in Svizzera, ma io ho avuto la massima libertà di scelta. Essermi laureato campione italiano è stato un passaggio importante anche nel decidere quale impegno seguire. Avere la maglia tricolore mi ha spinto verso il Lunigiana, ma anche senza di essa avrei comunque partecipato alla corsa di casa».

Lorenzo Finn è stato invitato alla recente presentazione del Giro della Lunigiana, un indizio importante della sua presenza alla gara
Lorenzo Finn è stato invitato alla recente presentazione del Giro della Lunigiana, un indizio importante della sua presenza alla gara

Ambizioni

Lorenzo Finn ha conquistato la maglia tricolore poche settimane fa, sia a cronometro che su strada, un successo di grande rilievo. 

«Ci tenevo particolarmente a fare bene ai campionati nazionali – dice – anche perché il team ha piacere nell’avere questi simboli. Al Lunigiana ci sarà un mio compagno di squadra che correrà per il Belgio, quindi capite come la Grenke AutoEder abbia lasciato a tutti la facoltà di scegliere quale corsa fare. Il Ruebliland ha solamente l’ultima tappa dura adattata agli scalatori, il Lunigiana, invece, nel complesso è più duro come percorso. L’obiettivo è vincere una tappa, non nascondo che punto anche alla classifica generale. Migliorare il risultato del 2023 vorrebbe dire vincerlo, quindi è chiaro che l’obiettivo possa essere questo».

Come sta procedendo la stagione?

Bene, devo dire che dall’infortunio dell’Eroica Juniores mi sono ripreso bene e in fretta. Sono tornato presto in condizione e agli appuntamenti tricolore l’ho dimostrato. Tutto sta procedendo per il meglio, a parte l’intoppo dell’infortunio. Dopo i campionati nazionali sono andato al Valromey, una bella corsa dove ho fatto un buon lavoro (in apertura foto Zoé Soullard/DirectVelo). 

Ora che programma hai?

In questa settimana farò degli allenamenti un po’ più blandi. Intanto domenica ho sfruttato la vicinanza alla Costa Azzurra per andare a vedere la cronometro finale del Tour con un amico. Finito questo periodo un po’ più blando, inizierò a preparare il Lunigiana e gli appuntamenti con la nazionale: mondiali ed europei. 

Jakob Omrzel potrebbe essere uno degli avversari da tenere sotto controllo al Lunigiana (foto Nicolas Mabyle/DirectVelo)
Jakob Omrzel potrebbe essere uno degli avversari da tenere sotto controllo al Lunigiana (foto Nicolas Mabyle/DirectVelo)
Andrai anche tu in ritiro a Livigno con Salvoldi?

Sì, in realtà ho deciso che andrò su una settimana prima insieme alla mia famiglia. E’ un bel posto e loro si faranno un po’ di vacanze e io approfitto per allenarmi e godermi il panorama. Quando arriveranno anche Salvoldi con gli altri ragazzi della nazionale inizieremo il nostro ritiro, che terminerà a fine agosto. 

Poi si scende al Lunigiana, hai parlato con altri ragazzi in gruppo? Sai già chi ci sarà?

Le solite nazionali come Francia, Belgio, Slovenia e Repubblica Ceca. Oltre alle rappresentative regionali. Dovrebbe venire Omrzel, lui sarà uno degli avversari da tenere d’occhio.

Dino Salvoldi e Lorenzo Finn a colloquio, l’atleta ligure sarà una delle punte per il mondiale?
Dino Salvoldi e Lorenzo Finn a colloquio, l’atleta ligure sarà una delle punte per il mondiale?
L’appuntamento iridato  lo vedi vicino alle tue caratteristiche?

La prova su strada sì, quella a cronometro un pochino meno. Siamo andati a vedere il percorso a giugno con Salvoldi, è molto bello anche se serviranno tante gambe per fare bene. La convocazione passerà anche dal Lunigiana, ma se tutto andrà per il meglio dovrei essere della partita. 

Invece per il prossimo anno?

Passerò U23 ma sto cercando di capire insieme al mio procuratore e con la squadra come muovermi. L’arrivo di Red Bull sembra aver aperto la possibilità di fare un team under 23 legato alla squadra WorldTour. Tutto è da capire e di certo non c’è nulla, vedremo con il passare dei mesi cosa verrà fuori.

Due tricolori già in bacheca. La scelta di Finn era stata giusta…

09.07.2024
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I campionati italiani juniores di Casella non potevano avere conclusione migliore per la gente locale, visto che a conquistare la maglia tricolore è stato il classico “enfant du pays”, quel Lorenzo Finn che sta riscrivendo con le sue azioni tutta la geografia del ciclismo giovanile italico. Primo italiano ad aver scelto un team straniero già da junior, entrando nella multinazionale del Grenke Auto Eder, con i suoi risultati – in particolare la doppietta tricolore crono-gara in linea – ha dimostrato che l’occhio di Christian Schrot, il suo diesse, era stato lungo…

Il podio di Casella, con Finn fra Proietti Gagliardoni, a 2’38” e Zanutta, a 3’01” (foto organizzatori)
Il podio di Casella, con Finn fra Proietti Gagliardoni, a 2’38” e Zanutta, a 3’01” (foto organizzatori)

E’ pur vero che Finn correva in casa e questo ha rappresentato un bel vantaggio: «Quel percorso lo conosco bene, si passa davvero vicino casa mia. Sapevo che la prima parte era pianeggiante e ci si giocava tutto nella seconda. Serviva grande attenzione e pianificare dove attaccare e così ho fatto. In discesa c’era un punto dove si tornava a salire e lì ho attaccato».

La particolarità è che a quel punto è diventata un’altra corsa, con te contro il gruppo e tu che continuavi a guadagnare, come solo i grandi campioni sanno fare…

Sapevo che le grandi difficoltà della corsa erano finite, bisognava solamente spingere forte, soprattutto in pianura e io contro il tempo me la cavo bene anche se non è la mia specialità. Poi avevo anche le informazioni dalla moto, sapevo che il vantaggio andava crescendo e questo mi ha dato ulteriore forza. Io per natura sono e resto uno scalatore, ma mi difendo bene in ogni situazione. Preferivo però arrivare da solo, non rischiare una volata, questo lo ammetto…

Finn ha corso poco quest’anno, anche a causa della caduta all’Eroica, ora vuole rifarsi d’estate
Finn ha corso poco quest’anno, anche a causa della caduta all’Eroica, ora vuole rifarsi d’estate
E’ chiaro che queste tue vittorie fanno spiccare la tua appartenenza, l’essere l’unico italiano in un team estero. Ci sono davvero tante differenze?

Cambia molto l’impostazione, è come essere già inquadrato in un team professionistico pur essendo ancora uno junior. Ma senza vivere le pressioni che ha un professionista. Abbiamo il supporto di uno staff estremamente qualificato e sempre in contatto con la casa madre (la Bora Hansgrohe, ndr) e soprattutto la disponibilità di materiale appartenente alla prima squadra. Diciamo che è un’impostazione un po’ più vicina a quella di un lavoro di quanto si potrebbe avere in qualsiasi altro team, tenendo però sempre presente che siamo ancora ragazzi che studiano.

Com’è stata questa prima parte della tua esperienza?

Positiva anche se sfortunata, l’infortunio all’Eroica è pesato. Ho però recuperato la condizione in fretta e questo è importante soprattutto considerando tutto quel che ci attende, a cominciare dall’Ain Bugey Valromey Tour dove ci saranno tutti i migliori della categoria a cominciare dall’iridato Withen Philipsen.

Lorenzo Finn è approdato al Grenke Team Auto Eder quest’anno, primo italiano in un team junior estero
Lorenzo Finn è approdato al Grenke Team Auto Eder quest’anno, primo italiano in un team junior estero
L’impressione è che il team tedesco, anche sull’onda dei tuoi risultati (considerando che il campionato italiano si correva per rappresentative regionali) creda molto nelle tue capacità, ossia ti consideri un potenziale leader.

E’ politica del team cercare di far brillare tutti. E’ una vera multinazionale, prendono gli elementi di spicco in varie nazioni per farli maturare, ognuno poi ha le sue possibilità. Si è visto ad esempio quando abbiamo corso in Italia, con più corridori che centravano la Top 10. Siamo tutti elementi leader, ma corriamo per la squadra, è la corsa stessa che dice volta per volta su chi si dovrà puntare.

E questo è un vantaggio rispetto ad avere il team che corre con una gerarchia definita?

Sì, perché la concorrenza interna aiuta a motivarti. Se ti ritrovi davanti con compagni di squadra è sempre meglio che dover correre da solo. La competizione interna è un indubbio aiuto, l’importante però è che tutti alla fine lavoriamo per un obiettivo comune che è vedere la nostra maglia sfrecciare per prima, chiunque la indossi.

Vincitore del titolo italiano a cronometro, il ligure è un corridore ideale per le corse a tappe
Vincitore del titolo italiano a cronometro, il ligure è un corridore ideale per le corse a tappe
E’ cambiata la tua preparazione rispetto allo scorso anno?

Molto, ma non solo perché è cambiata la mano. Sono cresciuto, anzi fisicamente sto ancora crescendo, le gambe sono maggiormente sviluppate. Christian ci segue con molta attenzione, raffronta ogni singolo allenamento. I lavori sono commisurati alla nostra età, perché i risultati sono sì importanti, ma dobbiamo seguire un giusto trend di crescita. Per questo so che queste sono semplici tappe verso obiettivi più importanti per gli anni futuri.

Considerando le tue caratteristiche, il percorso del mondiale di Zurigo diventa a questo punto un obiettivo?

Sicuramente. Sono andato a vederlo due settimane fa, è molto bello, con salite non lunghe ma che non danno respiro, si correrà sempre a tutta e ci sarà grande selezione. Io spero davvero di far bene su quel tracciato mentre credo che quello della cronometro non sia invece molto adatto, è quasi tutto pianeggiante, su quel percorso Philipsen penso che avrà vita facile.

Lorenzo ha già puntato i mondiali di Zurigo, su un percorso adatto alle sue caratteristiche
Lorenzo ha già puntato i mondiali di Zurigo, su un percorso adatto alle sue caratteristiche
Tu hai vinto il titolo italiano in linea, ma pensi di essere più tagliato per le corse a tappe, visto che vai forte sia in salita che a cronometro?

Io penso di sì, che quello sia il mio approdo ideale considerando anche che finora ho mostrato buone doti di recupero. Anche al Lunigiana lo scorso anno sono andato sempre più forte col passare dei giorni. Teniamo conto che le corse a tappe juniores non sono paragonabili a quelle delle categorie superiori, ma il mio destino dovrebbe essere quello.

I primi mesi di Finn alla Grenke Auto Eder: un mondo nuovo

28.02.2024
4 min
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MANERBA DEL GARDA – Lorenzo Mark Finn ci accoglie con una felpa grigia e un sorriso timido all’interno dell’Enjoy Garda Hotel. Il giovanissimo ligure si trova qui con la sua squadra: la Grenke Auto Eder, team juniores satellite della Bora-Hansgrohe. Finn è stato il primo ragazzo italiano della sua categoria a lasciare l’Italia per andare a correre all’estero. Una scelta nuova, diversa, e che ha sollevato diverse domande e qualche dubbio. Abbiamo già sentito la sua voce quando è stato il momento di spiegare il motivo di questa scelta, ora vogliamo sapere come sta andando

Finn si siede e racconta i primi mesi alla Grenke Auto Eder
Finn si siede e racconta i primi mesi alla Grenke Auto Eder

Una squadra internazionale

La Grenke Auto Eder, nonostante sia un team juniores, ha una grande impronta internazionale. Il team è tedesco, ma i suoi ragazzi arrivano da tutta Europa.

«Sta andando molto bene – ci racconta mentre siamo seduti sui divanetti della hall – la squadra è composta da tante nazionalità. Su 8 corridori ci sono rappresentate 7 Nazioni differenti. Parliamo tutti inglese molto bene e quindi non ci sono problemi a livello comunicativo, nemmeno con lo staff».

Questi primi mesi come sono andati?

Stiamo lavorando da tutto l’inverno, questo ritiro finale è per preparare le gare e l’inizio della stagione. Sarà abbastanza duro, finiremo il 3 marzo e da lì a due settimane inizieremo a correre.

Rispetto all’anno scorso c’è stato qualche cambiamento?

Sto lavorando tanto sugli sprint e la forza in palestra, cosa che mi mancava. Abbiamo messo nelle gambe anche tanto fondo, soprattutto in vista degli anni futuri, per sviluppare al meglio il motore. Le ore di allenamento sono aumentate, ma il corpo risponde bene, quindi non lo trovo pesante. 

Finn e i suoi compagni pedalano su bici Specialized, le stesse del team Bora
Finn e i suoi compagni pedalano su bici Specialized, le stesse del team Bora
Hai già un programma?

I ritiri invernali erano già tutti decisi fin dall’anno scorso. Oltre a quelli appena conclusi e questo in Italia, ne faremo uno a maggio e un altro in estate, poi vedremo di mese in mese come andrà la stagione.

Immaginiamo sia una squadra completamente diversa rispetto a quello che sei abituato a vedere.

E’ un bel passo in alto rispetto a quello cui ero abituato, ma è un ambiente tranquillo, non ci mettono pressioni. Dobbiamo essere seri, ma credo sia normale. Sono molto sereno e tranquillo. Abbiamo un preparatore che segue solamente noi ragazzi del team, quindi il rapporto è molto diretto e giornaliero. Si può lavorare in maniera più specifica e lo vedo dalle sensazioni di questi primi mesi. 

I ragazzi e lo staff comunicano tra di loro usando l’inglese, lingua fondamentale in un team internazionale
I ragazzi e lo staff comunicano tra di loro usando l’inglese
Come ti trovi a vivere lontano dalla squadra?

Sto sempre a casa, poi quando ci sono ritiri o gare ci vediamo direttamente sul posto. Comunque facciamo un calendario internazionale, quindi meno gare rispetto all’anno scorso. In questo modo riesco a gestire bene l’impegno, anche con la scuola. Mi alleno da solo, ma ero già abituato a farlo, quindi non è stato un gran cambiamento. Usiamo Training Peaks e mi viene dato un programma settimanale. Mi tengo in contatto con Christian Schrot tutti i giorni via WhatsApp. 

Il calendario lo conosci già?

La prima corsa con la squadra sarà in Belgio: la Guido Reybrouck Classic, il 16 e il 17. Prima però correrò la cronometro di Camaiore, ma andrò da solo visto che è vicina a casa. Penso sia un buon test per vedere a che punto sono dopo il carico di lavoro dell’inverno. 

Un ultimo saluto prima di partire per l’allenamento
Un ultimo saluto prima di partire per l’allenamento
Come ti senti dopo un inverno fatto con la Grenke Auto Eder?

La grande differenza che ho trovato è che dopo cinque o sei ore di allenamento mi sento bene. A livello di prestazione secca non abbiamo fatto molti lavori massimali. Li faremo con le gare e con il passare dei mesi, ne abbiamo fatto qualcuno ma con sforzi controllati.

Ci avevi detto anche di essere andato a fare un ritiro con la Bora, com’è stato?

Siamo andati cinque giorni a dicembre a Mallorca. E’ stata una bella esperienza, stare nell’ambiente dei prof e vedere i meeting che fanno è stimolante. Abbiamo parlato con i ragazzi più giovani come Herzog, che sono passati dall’Auto Eder. Ci hanno detto che è il team giusto, nonostante siano comunque passati da team U23. Herzog, per esempio, ha fatto un anno alla Hagens Berman. Passare appena finita l’esperienza da juniores non è semplice, correre negli under 23 è un processo giusto di crescita. 

Stagione juniores al via, ma Salvoldi si è già fatto un’idea

20.02.2024
5 min
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Il momento del via è sempre più vicino. Il 3 marzo con il GP Giuliano Baronti in Toscana inizierà la stagione nazionale degli juniores, che comprende 38 gare. I vari team stanno preparandosi per l’esordio, ma anche il cittì azzurro Dino Salvoldi è attentissimo, pronto a vedere i primi riscontri dopo la lunga preparazione invernale. Preparazione che lo ha visto protagonista, intanto con i due pomeriggi a settimana dedicati alla pista, poi con i raduni specifici.

«Ne abbiamo già fatto uno a gennaio – spiega Salvoldi direttamente da Montichiari – un secondo lo facciamo proprio in questi giorni sempre qui, dedicando uno spazio specifico alla strada, iniziando proprio da oggi».

Bessega e Montagner, con Giaimi, hanno già vinto l’oro europeo nel team relay
Bessega e Montagner, con Giaimi, hanno già vinto l’oro europeo nel team relay
Non avendo ancora riscontri oggettivi in mano, come ti gestisci fra i 1° e 2° anno?

E’ vero che non ci sono gare che sono il principale metro di misurazione, ma mi sono già dovuto fare un’idea e il mio taccuino è straricco di nomi e indicazioni. Anche perché a questo punto devo già avere un nucleo di 10-12 nomi sui quali lavorare in funzione della Nations Cup. Per i nati del 2006 ho preso in considerazione l’intero andamento della passata stagione, per il 2007 ho sì guardato ai riscontri delle gare allievi, ma li prendo con molto beneficio d’inventario. Preferisco basarmi più su quel che ho visto in questi raduni, nei quali sono passati tra pista e strada tantissimi ragazzi e poi mi affido molto al passaparola.

Una scelta molto anticipata…

Non sarà una stagione semplicissima – ammette Salvoldi – intanto so che i mondiali proporranno un percorso impegnativo. Devo assolutamente andarlo a vedere di persona e quindi devo cercare ragazzi che abbiamo spiccate qualità in salita. Poi devo considerare le gare di Nations Cup alle quali parteciperemo. Non tutte, perché sarebbe un impegno economico insostenibile fare 10 gare a tappe e una in linea. Noi punteremo su 6 gare, le più importanti fra quelle di più giorni tenendoci aperta la porta per quella finale se saremo in corsa per la vittoria nella classifica generale. Intanto però devo costruire uno zoccolo duro di atleti, basato sui 2° anno.

Ludovico Mellano è atteso da un anno di grandi progressi. Nel 2023 ha vinto anche in Spagna (foto Facebook)
Ludovico Mellano è atteso da un anno di grandi progressi. Nel 2023 ha vinto anche in Spagna (foto Facebook)
Chi comprende?

Per ora abbiamo, in ordine alfabetico, Bessega, Cettolin, Finn, Mellano, Montagner e Sambinello. Conto però di accludere anche Viezzi, che quest’anno farà più attività su strada.

Con Finn ti trovi di fronte a una novità assoluta, un corridore facente parte di un team estero

Ho già avuto contatti con i suoi dirigenti – specifica Salvoldi – oltretutto il Team Auto Eder sarà in ritiro a Peschiera del Garda. Nei prossimi giorni andrò per parlare personalmente con lui e i diesse per stabilire la giusta programmazione. Lo stesso con Viezzi: con lui non ho ancora parlato, ma mi sono sentito spesso sia con Pontoni che con i responsabili della Work Service e conto di coinvolgerlo nel prossimo raduno su strada di marzo. So che Stefano si è giustamente preso un po’ di riposo ed inizierà la sua stagione il 10 marzo.

Il Grenke-Auto Eder, la multinazionale tedesca nella quale milita Finn (dietro, 2° da sinistra)
Il Grenke-Auto Eder, la multinazionale tedesca nella quale milita Finn (dietro, 2° da sinistra)
L’attività estera sarà quindi rivolta esclusivamente alle corse a tappe, una scelta fondamentale visti i calendari che i pari età affrontano nei loro Paesi.

Per noi quelle gare sono un momento di confronto importante. Il nostro obiettivo sono le gare di un giorno, ma gli avversari li affronti, li conosci meglio nelle prove a tappe. Inoltre il periodo da metà aprile a inizio giugno avrà la maggiore concentrazione d’impegni: noi saremo alle prove più importanti, come la Corsa della Pace e il Trophée Morbihan. Abbiamo bisogno di confrontarci con i vertici della categoria, anche se poi l’obiettivo vero è molto in là nel tempo.

Una stagione che quindi ricalca quella dello scorso anno, ma inserirai qualche novità?

Sì, cerchiamo di ottimizzare le risorse. Infatti quest’anno a differenza del 2023 potremo prevedere anche un periodo di allenamento in altura prima dei mondiali – sottolinea Salvoldi con sooddisfazione – cosa che ci era molto mancata, poi faremo altri appuntamenti di gruppo proprio per cementare la squadra per un evento al quale tengo molto.

Mattia Sambinello pronto a seguire le orme del fratello Enea, intanto è nel giro azzurro (foto Instagram)
Mattia Sambinello pronto a seguire le orme del fratello Enea, intanto è nel giro azzurro (foto Instagram)
Abbiamo parlato dei corridori che hai avuto modo di conoscere direttamente. Per quel che riguarda i nuovi che idee ti sei fatto?

Ho visto qualità individuali molto interessanti, ma chiaramente mi posso solo basare sugli allenamenti. Passando di categoria cambia moltissimo per questi ragazzi: fra gli allievi sono abituati a corse dove emergono quasi unicamente le qualità individuali, fra gli juniores invece ha un peso specifico il lavoro di squadra e questo cambia completamente il loro modo di vedere le corse. E’ presto per fare previsioni e capire chi si adatterà prima e meglio. Io comunque sono ottimista, ho visto elementi molto promettenti.

Torniamo al discorso del calendario italiano. Rispetto agli under 23 il numero di gare nazionali è molto inferiore, ma l’attività è infarcita di prove locali. Per te è un bene?

E’ un calendario che compensa molto con l’attività nelle singole regioni – spiega Salvoldi – ma dobbiamo tenere conto che parliamo di un movimento che ha 750-800 elementi e bisogna consentire a tutti di correre. C’è quindi bisogno di almeno 5 gare a domenica per dare possibilità di fare attività al maggior numero possibile di ragazzi. Qualcosa però andava fatto: fino allo scorso anno c’erano corse con team di 15 atleti che si confrontavano con altri team di 6, una sproporzione esagerata. E’ stato messo il limite di 10 atleti a gara per singola squadra e questo permette un equilibrio tattico maggiore. C’è però un altro aspetto sul quale porre l’accento.

Sprinter e non solo. Filippo Cettolin va a caccia di vittorie di prestigio (photors.it)
Sprinter e non solo. Filippo Cettolin va a caccia di vittorie di prestigio (photors.it)
Quale?

Bisogna educare i ragazzi a programmarsi durante la stagione. Correre tutte le domeniche a tutta non va bene, non serve, consuma. Capisco che ora per l’inizio stagione siano tutti gasati a mille, poi però bisognerà concentrarsi sui propri obiettivi, lavorare per quelli in allenamento come in gara, pensare a medio-lungo termine. E’ un aspetto fondamentale sul quale dobbiamo lavorare.

Finn alla Auto Eder: il primo junior con la valigia

19.12.2023
5 min
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Il primo italiano che correrà da junior in una squadra estera è Lorenzo Mark Finn, corridore genovese che compirà 17 anni il 19 dicembre (in apertura vince il Trofeo Piancamuno a Piancavallo, foto Instagram). In un mondo di allievi già ben definiti fisicamente, fa piacere vedere che Finn sta benissimo nella sua età e lascia intuire dei grandi margini di sviluppo. Lo avevamo già conosciuto nel corso di questa stagione corsa con il CPS Professional Team. Andrà alla Auto Eder, formazione U19 della Bora-Hansgrohe. La notizia era da tempo sulla bocca di tutti, ma è stata ufficializzata soltanto ieri.

Lorenzo Finn sul fondo nella foto di lancio della Auto Eder U19 per il 2024: l’avventura comincia (foto Bora-Hansgrohe/Matthis Waetzel)
Lorenzo Finn sul fondo nella foto di lancio della Auto Eder U19 per il 2024: l’avventura comincia (foto Bora-Hansgrohe/Matthis Waetzel)

Un test a distanza

Quando lo raggiungiamo, Finn ha da poco finito la giornata a scuola, al Liceo Scientifico che frequenta a Genova. Il test con la Auto Eder lo aveva fatto ad agosto, grazie al suo procuratore John Wakefield, che fa anche il coach alla Bora-Hansgrohe, in una singolare sovrapposizione di ruoli, per cui è agente anche di Tarling e Hayter. Come ci raccontò lo stesso genovese, si trattò di un test a distanza, svolto in allenamento, tarando il misuratore di potenza su parametri forniti dalla squadra. La sua intenzione di lasciare l’Italia sembrava chiara, l’approdo tedesco è venuto dopo.

«Sinceramente – dice – avevo deciso già da metà stagione che sarei voluto andare in una development straniera. Mi hanno proposto di andare con loro dopo il Giro della Lunigiana e dopo dei test. Fare uno step già adesso è una cosa di cui sono molto contento e non credo sia affatto negativo. In questo momento il ciclismo sta andando nella direzione di prendere ragazzi sempre più giovani, quindi essere già in una devo team significa avere meno pressioni di quelle che avrei in una squadra italiana per guadagnarmi un posto fra gli under 23».

A maggio in maglia azzurra, Finn ha partecipato alla Corsa della Pace Juniores (foto Instagram)
A maggio in maglia azzurra, Finn ha partecipato alla Corsa della Pace Juniores (foto Instagram)
Hai già pensato a come ti gestirai con la scuola?

Continuerò a vivere a casa mia. E poi per i vari ritiri e le gare mi sposterò con l’aereo, raggiungendo la squadra. Gare in Italia ce ne saranno poche, solo le internazionali, per cui diciamo che da marzo sarò più in viaggio rispetto a quanto fatto sinora. Forse i giorni di assenza da scuola saranno leggermente di più rispetto a quest’anno, ma anche l’anno scorso ho fatto un paio di gare con la nazionale, quindi le differenze saranno minime. Comunque sono dentro il Progetto studente/atleta, che mi permette di giustificare le assenze dovute all’attività sportiva e di programmare le interrogazioni.

I tuoi compagni di squadra hanno la stessa situazione?

Per quello che ho visto sinora, alcuni miei compagni tedeschi o danesi hanno la possibilità di fare meno ore di lezione e hanno un programma diluito in più anni. Però diciamo che riesco a gestirmi bene e questo è l’importante.

Tuo padre è inglese e vive in Italia, quindi il fatto di partire non dovrebbe vederlo come un problema. Come ha commentato il tuo trasferimento?

All’inizio era un po’ scettico, perché sono ancora junior. Però prima o poi il salto l’avrei dovuto fare e, anche se da U23, avrei comunque dovuto affrontare la maturità, quindi da questo punto di vista non sarebbe cambiato molto. Non è che puoi stare in Italia per sempre, per cui ho colto l’occasione. E probabilmente il fatto che io parli bene inglese è stato un punto a favore.

Finn ha corso nel 2023 con il CPS Professional Team. Il ligure ha 17 anni, è alto 1,81 e pesa 60 chili
Finn ha corso nel 2023 con il CPS Professional Team. Il ligure ha 17 anni, è alto 1,81 e pesa 60 chili
Per quello che hai visto sinora, che cos’ha ti ha colpito della Auto Eder?

Abbiamo già fatto un ritiro di 3-4 giorni a Soelden. E’ servito per fare attività di team building e conoscerci con la Bora dei professionisti. Abbiamo sciato, c’era anche Roglic e mi sono reso conto che con tutto lo staff eravamo più di 100 persone. Ovviamente noi juniores abbiamo uno staff più limitato, ma è giusto così. Però ci sono persone serie che lo fanno di lavoro e ci seguono bene. Abbiamo tutto quello che ci serve. Bici da allenamento, da crono, materiale. Diciamo che devi solo pensare a pedalare e a studiare, perché anche loro ci tengono che tu abbia un’educazione qualificata.

Vi guiderà Christian Schrot, che idea ti sei fatto di lui?

Dal poco che ho visto, Schrot è una persona molto seria e molto intelligente. Fino a qualche anno fa faceva anche il direttore sportivo con i professionisti ed è lui a seguire la nostra preparazione. Mi sembra molto in gamba. Però avrò modo di conoscerlo meglio.

Ti ha dato un programma di allenamento per l’inverno

Praticamente da subito. E’ tutto stato caricato di settimana in settimana su Training Peaks. Mettiamo i commenti sugli allenamenti e lui li commenta a sua volta. Poi abbiamo chiamate tutti insieme ogni due settimane, per confrontarci. Siamo solo 8, quindi è anche facile.

Al Giro della Lunigiana, Finn ha conquistato la maglia bianca di miglior giovane (foto Instagram)
Al Giro della Lunigiana, Finn ha conquistato la maglia bianca di miglior giovane (foto Instagram)
Quali saranno i prossimi appuntamenti?

A gennaio avremo un ritiro a Mallorca con la Bora-Hansgrohe prima delle gare, ma quello più importante si svolgerà sul Lago di Garda, diciamo una o due settimane prima del debutto, quindi a febbraio. In quell’occasione saranno 10 giorni importanti. Inizieremo a correre a marzo in Belgio.

Come stai vivendo questa novità? 

Sono contento della prospettiva di migliorare me stesso e vedere dove posso arrivare. Facendo gare a tappe ed esperienze diverse, non dico che sarà più facile, però in teoria dovrei fare dei passi in avanti molto importanti. Sono quasi più curiosi i miei amici e gli ex compagni, però credo che sarà come per quelli che sono già passati in una devo team, solo che io lo farò un anno prima.

Hai parlato con il cittì Salvoldi prima di prendere la decisione?

Mi sono confrontato con lui proprio prima di fare la mia scelta. E comunque anche Auto Eder mi ha detto che l’attività della nazionale fa parte integrante del calendario, perché ovviamente ci sono gare come la Corsa della Pace, europei e mondiali che non puoi fare con la squadra di club. Quindi ovviamente con la nazionale deve esserci un rapporto di collaborazione. Salvoldi è contento. Non mi ha detto se era giusto o sbagliato, però mi è stato di supporto.

CPS Professional Team: ottimo 2023 e spunta l’idea continental

07.11.2023
4 min
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Terzo nella classifica a squadre degli juniores, il CPS Professional Team è stato un interessante esperimento di squadra multipla che ha unito tre gruppi: quello ligure, quello campano e quello toscano. Clemente Cavaliere ne è il team manager. 

I numeri dicono: 26 vittorie, 80 top 5. Con Cavaliere tracciamo il bilancio: quello che ha funzionato, quello che ha funzionato meno e cosa bolle in pentola per il 2024.

Clemente Cavaliere con con Matthias Schwarzbacher
Clemente Cavaliere con con Matthias Schwarzbacher
Clemente, che stagione è stata?

I numeri sono stati sicuramente positivi. Abbiamo fatto quel che avevamo programmato per questa stagione “diversa”, chiamiamola così. Abbiamo fatto delle esperienze all’estero e ne sono soddisfatto. Qualcosa di più avremmo potuto fare se i ragazzi ci avessero ascoltato fino alla fine. Saremmo potuti arrivare a 35 vittorie.

Cosa significa “se i ragazzi ci avessero ascoltato fino alla fine”?

Fattori esterni. Matthias Schwarzbacher, per esempio, ad un certo punto è stato avvicinato da un procuratore, il quale gli ha dettato il calendario che doveva fare. La cosa assurda è che poi è “rimasto a piedi”. Ho provato ad aiutarlo, ma siamo pur sempre a novembre e non è facile trovare squadra adesso.

Dicevamo un 2023 diverso per il CPS Professional Team con la fusione di tre ceppi. Che esperienza è stata?

Nel complesso direi positiva. Abbiamo fatto questo esperimento di unire un team toscano, uno ligure e uno campano coi colori CPS. Fino a luglio le cose hanno funzionato bene, ma poi ci sono stati quei fattori esterni e il giocattolo si è rotto. Parlo di genitori che si sono messi nel mezzo, procuratori, gli impegni con la nazionale… In certe occasioni è stato un po’ complicato avere i ragazzi per allestire una squadra da schierare. Ma ritengo di essere stato bravo a mantenere dei buoni rapporti con tutti e di concludere la stagione.

CPS Professional Team a Villemur sur Tarn, nel Sud della Francia: l’avventura è iniziata da qui, con una vittoria e due podi in altrettanti giorni
CPS Professional Team a Villemur sur Tarn, nel Sud della Francia: l’avventura è iniziata da qui, con una vittoria e due podi in altrettanti giorni
E per il 2024 cosa bolle in pentola?

Si va avanti con il Cps Professional Team, ma senza plurima. Ci sarà un’unica affiliazione in Campania. Abbiamo inglobato il gruppo Regia Congressi Seiecom Valdarno di Leonardo Gigli, con i direttori sportivi Francesco Sarri e Fabio Frontani. Pino Toni sarà ancora il nostro preparatore e ci affiancherà negli eventi internazionali.

Quanti ragazzi avrete?

Ne avremo 14, otto di primo anno e sei di secondo. Tra di loro anche due ucraini e un ragazzo canadese. E’ arrivato a noi tramite mie conoscenze. Doveva finire al Cannibal Team, ma lui ha origini italiane, e infatti parla bene la nostra lingua, e aveva piacere di venire in Italia. Per il resto materiali nuovi, bici sempre Colnago… le stesse della UAE Emirates.

Finn vince sul Ghisallo, per la gioia e l’orgoglio di Cavaliere (foto Emanuele Piazza)
Finn vince sul Ghisallo, per la gioia e l’orgoglio di Cavaliere (foto Emanuele Piazza)
Clemente, sappiamo quanto tu sia appassionato della “tua creatura”, il CPS appunto: c’è qualche vittoria in particolare che hai sentito dentro?

Devo essere sincero e dico di no. Non l’ho sentita del tutto mia, ma non lo dico in tono polemico, semplicemente perché gli altri anni ogni cosa passava da me, la tessevo io. Quest’anno c’era un progetto diverso, con più persone. Perciò non ho avuto le stesse sensazioni di quando magari ai tempi di Verre vincevamo 5-6 corse… Però, aggiungo anche, che sono stato particolarmente orgoglioso dei successi di Sestriere e Ghisallo (entrambi a firma di Lorenzo Finn, ndr).

Ci può stare, era una cosa più intima…

E’ così… Sono soddisfatto anche delle esperienze all’estero e di come abbia gestito certe momenti difficili. Il prossimo anno saremo una squadra campana, ma senza un corridore della Campania e questo mi dispiace. Anche per questo sto pensando, anzi mi sto già muovendo, per provare a fare una continental per il 2025. Il rischio è di avere una squadra con un buon budget, ma senza corridori, perché poi al Sud non vogliono venirci a correre. E la continental che ho in mente io, non è una continental di nome. Sarà una squadra che corre all’estero, che fa attività internazionale…