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Carapaz è pronto per tre anni tutti d’oro

21.08.2021
4 min
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La storia del campesino fa parte della sua vita, ma Carapaz se l’è lasciata abbondantemente alle spalle. I chilometri e le esperienze hanno aiutato l’ecuadoriano a costruirsi una nuova solidità, a partire da quando vinse il Giro d’Italia e proseguendo con il podio all’ultimo Tour de France. L’oro di Tokyo ha messo il punto e mandato a capo la sua storia. Eppure, quando in meno di due settimane alla sua porta di sono presentati i corrieri degli sponsor tecnici della Ineos Grenadiers, consegnandogli il loro carico d’oro, Richard ha sorriso e un po’ è arrossito.

L’ecuadoriano ha sfoggiato il nuovo look alla Vuelta: oro dalla testa ai piedi
L’ecuadoriano ha sfoggiato il nuovo look alla Vuelta: oro dalla testa ai piedi

Richard e le multe

La storia di come vestire il campione olimpico è piena di aneddoti e regole stringenti del Cio. Il primo professionista a vincere i Giochi fu Pascal Richard ad Atlanta 1996. E lo svizzero, che quell’anno correva con la Mg-Technogym e subito dopo passò alla francese Casino, si inventò una maglia bianca con i cinque cerchi: vietatissima. Ma lui non se ne fece un cruccio, si rassegnò a pagare ogni volta una multa e visse e probabilmente monetizzò così la sua gloria olimpica.

Ullrich non fece nulla di particolare, mentre fu Bettini a capire la possibilità di mettere mano al colore degli accessori. E così da allora si è sempre fatto, intervenendo su casco, occhiali, scarpe e bicicletta.

Dogma d’oro

«Vincere l’oro olimpico – disse nella sera di Tokyo – è di gran lunga la cosa migliore che potesse capitarmi, ben più grande del podio al Tour. Immagino che nel mio Paese siano impazziti e li capisco, visto che non vincevamo una medaglia da 24 anni e la mia è la prima nel ciclismo, sport che è seguitissimo».

E per celebrarlo i suoi sponsor si sono scatenati. Come già fatto da Cervélo sulla bici da crono del campione olimpico di specialità Roglic, Pinarello ha messo una mano sulla Dogma F con cui Carapaz ha vinto a Tokyo e come Re Mida l’ha trasformata in oro.

Da Bettini a Carapaz

A seguire si sono mossi gli amici di Sidi, con un intervento sulle Shot 2 che già Carapaz utilizzava dall’inizio dell’anno. Le scarpe bianche sono state impreziosite grazie a una serie di ricami utilizzando un filo dorato e ad alcuni dettagli ugualmente d’oro, che le fa risaltare in modo elegante. Nel 2005 di Bettini, le scarpe ugualmente Sidi vennero invece realizzate con la tomaia tutta d’oro.

Anche Sidi ha messo mano agli scarpini, fregiandoli con un filo e dettagli dorati
Anche Sidi ha messo mano agli scarpini, fregiandoli con un filo e dettagli dorati

Tre anni con l’oro

Come ben si può vedere dalla foto di apertura, mentre Carapaz lotta tutti i giorni alla Vuelta, anche Kask e Oakley si sono allineati con un casco e occhiali d’oro. Casco modello Protone Wg11 che dal blu Ineos nella parte posteriore sfuma fino all’oro della parte anteriore. Mentre è dorato anche il riflesso delle lenti Oakley.

Questa potrebbe essere la livrea di Carapaz fino a Parigi 2024, che semmai sarà aggiornata con il variare dei modelli. Due anni in meno di quanto Van Avermaet abbia portato in giro il suo casco d’oro. A causa del rinvio delle Olimpiadi, il belga s’è fregiato dell’oro per cinque anni. Carapaz brillerà per tre stagioni, ma anche lui rimarrà nella storia dello sport.

Diego Colosio nuovo direttore commerciale di Pinarello

23.07.2021
2 min
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Diego Colosio è il nuovo direttore commerciale di Pinarello. La notizia era nell’aria da qualche tempo – Colosio era a Treviso già dallo scorso mese di maggio – ma l’ufficialità è arrivata appena da qualche giorno. Per la casa trevigiana ecco dunque un uomo di esperienza e dinamico.

Diego Colosio, nuovo direttore vendite Pinarello
Diego Colosio, nuovo direttore vendite Pinarello

Trent’anni nella “bike industry”

Dopo importanti esperienze maturate sempre nel settore vendite di realtà primissima fascia come Gruppo, Colnago e soprattutto Bianchi, Diego Colosio arriva in Pinarello. E lo fa, forte di un bagaglio d’esperienza decisamente consolidato, in modo particolare per quanto riguarda il mercato estero.

Tra i diversi incarichi di cui sarà responsabile, spiccano quelli del coordinamento e dello sviluppo del team di vendita, dell’indirizzo del front e back office, e la pianificazione della domanda a livello di gruppo. Colosio riporterà direttamente ad Antonio Dus, Ceo di Cicli Pinarello spa, a Sergio Meneghin, il Sales area Mmanager, e ad Elisa Grosso, la responsabile del servizio clienti.

Filippo Ganna con la Pinarello che fu di Miguel Indurain (ora nelle sede trevigiana)
Filippo Ganna con la Pinarello che fu di Miguel Indurain (ora nelle sede trevigiana)

Un piano ambizioso

Come già accennato, Colosio vanta un trascorso nella “bike industry” più che trentennale. Il contributo e l’impulso che il nuovo manager italiano saprà trasferire in azienda sarà fondamentale per lo sviluppo di Pinarello. Una fase di evoluzione che prevede l’attuazione di un precisa strategia già delineata da un piano industriale a medio termine. E proprio questi importanti progetti saranno realizzati in stretta collaborazione con l’intero team di gestione globale di Cicli Pinarello spa. Un team che ad oggi potrà dunque contare anche sull’esperienza e sulla professionalità di Colosio.

«Essere stato scelto da un brand come Pinarello per ricoprire questo importante ruolo – ha commentato Diego Colosio – lo considero il completamento di un percorso sia professionale che personale molto gratificante. Sono davvero grato per l’opportunità di poter collaborare con questo team di professionisti nella realizzazione del nostro ambizioso piano industriale. Senza dimenticare che, da ciclista e da appassionato, per me rappresenta un vero e proprio onore entrare a far parte di questa storica famiglia».

pinarello