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Vettorello, una stakanovista al servizio della Roland

15.02.2024
6 min
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Attaccare il numero sulla schiena e prendere vento in faccia non l’hanno mai spaventata, ma c’è un dato che salta all’occhio della scorsa stagione di Giorgia Vettorello. Sessantanove giorni di gara (di cui tre open) ed un solo “DNF”, ovvero gara non portata a termine. Nel ciclismo moderno se non è un record poco ci manca.

Ed in questo avvio di 2024 ha iniziato sempre da stakanovista (nove corse in venti giorni), con l’unica ed importante differenza dei colori di maglia. Vettorello è entrata nel WorldTour passando alla Roland dopo due anni dalla BePink-Bongioanni con cui si è tolta la soddisfazione di cogliere un successo in Francia. Fra poche ore la ventitreenne di Mogliano Veneto atterrerà oltreoceano in America Centrale sulle sponde del Pacifico per un training camp sui generis. Insomma, per Giorgia la nuova avventura col team svizzero è iniziata in modo profondo. Ecco cosa ci ha raccontato.

Vettorello (seconda da destra) in questo inizio di 2024 ha già accumulato nove gare in venti giorni
Vettorello (seconda da destra) in questo inizio di 2024 ha già accumulato nove gare in venti giorni
Cominciamo subito dalla trasferta intercontinentale. Cosa avrete in programma?

Andremo a El Salvador, Nazione del nostro general manager Ruben Contreras. Staremo via tre settimane, rientreremo il 14 marzo pronte per il Trofeo Binda a Cittiglio. Laggiù durante quel periodo soggiorneremo in montagna in una casa di proprietà di Ruben, anche se speravamo di stare nella sua villa al mare (sorride, ndr). Battute a parte, lui è molto attivo e in pratica ha contribuito ad organizzare nuovamente delle gare di classe 1.1. Faremo nove giorni di gara (la prima il 4 marzo, ndr), compresa la Vuelta a El Salvador, la gara a tappe del Paese.

Vi aspettate qualcosa da queste settimane?

Naturalmente puntiamo a fare dei risultati, ma credo che ci concentreremo su altro. Siccome non abbiamo fatto un vero e proprio ritiro in dicembre, in queste gare di inizio 2024 abbiamo visto che siamo un po’ più indietro rispetto alle altre squadre. Quindi per noi questo sarà un momento importante per fare anche un buon blocco di allenamenti e conoscerci meglio fra di noi. Sarà un bel periodo per gettare le basi per il resto della stagione.

Finora com’è stato l’impatto con la Roland?

Mi sto trovando veramente molto bene. Il primo approccio è stato buono, nonostante le mie difficoltà con l’inglese, che prima non parlavo così frequentemente. Per mia fortuna mi hanno aiutato tanto ad inserirmi sia Elena sia Sofia (rispettivamente Pirrone e Collinelli, ndr). Anche Dronova, che è russa ed è stata una delle mie prime compagne di camera, mi ha consigliato una applicazione per migliorare più in fretta il mio inglese.

Hai sentito il cambiamento di categoria?

Per ciò che riguarda le gare no, perché con la BePink abbiamo sempre avuto calendari importanti. Devo dire però che il livello in gara è sempre più alto di anno in anno. Ho notato invece differenze sulla struttura della squadra, che ha tante figure specifiche al seguito ad ogni gara. Sotto il punto di vista tecnico per il momento non c’è alcun tipo di stress per i risultati. Questo è merito del diesse Sergey Klimov, che ha una filosofia molto tranquilla. Mi piace perché finora ci ha fatto vivere l’attesa della gara senza pressioni. Ovvio che ci sia una tattica ben precisa con compiti ben precisi, ma è lui il primo a tranquillizzarci qualora dovessimo fare errori, spiegandoceli con calma.

Quali sono i compiti affidati a Giorgia Vettorello?

Rispetto al passato, adesso la realtà è cambiata. In BePink avevamo a turno i nostri spazi, qua alla Roland abbiamo ruoli definiti. Sono arrivata qua per aiutare la nostra velocista Maggie Coles-Lyster (atleta canadese che corre anche su pista, ndr). Sto lavorando per diventare una delle sue co-pilote, dato che sono abbastanza spericolata in volata e riesco a buttarmi abbastanza bene nei varchi. Per il resto, non mi tirerò indietro per aiutare la squadra o le compagne più forti. Così come non avrò paura a buttarmi in fuga, magari cercando di raccogliere il mio risultato migliore.

In questo modo l’anno scorso in Bretagna alla Kreiz Breizh hai conquistato la tua prima ed unica vittoria internazionale. Ce la ricordi?

E’ stata davvero una bella soddisfazione quella corsa. La fuga era partita grazie a me, anzi grazie a Walter (Zini, il team manager della BePink, ndr) che mi aveva suggerito quale poteva essere il momento giusto per approfittarne. Pioveva e siamo rimaste in quattro, comprese Malcotti e Silvestri. Ero molto fiduciosa perché nel circuito finale, da ripetere sei volte, al penultimo giro ero rimasta con Malcotti in cima alla salita. All’ultimo passaggio ho attaccato a circa due chilometri dal traguardo in prossimità di una curva a destra in contropendenza. E’ vero, sono stata fortunata perché proprio in quella curva Malcotti e Silvestri sono cadute ruotandosi, ma io avevo già allungato. Ho tentato il tutto per tutto ed è andata bene.

Come sei arrivata alla Roland?

E’ nato tutto un po’ per caso, verso fine estate. Attraverso qualche conoscenza in comune, ero andata a fare dei test da Fabio Vedana, preparatore della squadra ed ora mio allenatore, per capire meglio quali fossero i miei limiti e valori. Lui è stato molto disponibile e guardando i dati, mi ha segnalata alla Roland senza garantirmi nulla, pur spiegandomi come fosse strutturata la squadra. Il giorno dopo quel test, mi ha chiamato Ruben dicendomi che mi offriva il contratto per quest’anno. Naturalmente sono contentissima, visto che oltretutto io trevigiana corro su una bici trevigiana (sorride orgogliosa alludendo a Pinarello, fornitore della squadra, ndr).

L’anno scorso ha gareggiato tantissimo con la BePink. Ti sono pesate tutte quelle corse?

Onestamente no e devo dire che non ho finito la stagione particolarmente stanca. In realtà avevo fatto molta fatica nella prima parte del 2023 per un problema ad una spalla. Ho sempre corso, poi dal Giro femminile in avanti sono sempre stata meglio e ho tirato dritto sino in fondo. Anche in questo caso ringrazio Zini che mi ha fatto viaggiare tanto gestendomi bene. Anche perché siamo arrivati al limite massimo dei settanta giorni di gara consentiti.

Quale sarà il calendario di Giorgia Vettorello?

Dopo Cittiglio, avrò un bel blocco di gare al Nord, ma non dovrei correre la Roubaix. Se ci sarà, dovrei fare la Vuelta a maggio e poi il Giro Women a luglio. Il resto non è stato ancora definito, lo vedremo più avanti. Di sicuro saranno previsti più periodi di riposo rispetto all’anno scorso.

BePink rivoluzionata. Tanti cambiamenti e stessa filosofia

10.02.2024
7 min
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Nuova maglia, nuove bici, nuovo organico. Ha cambiato molto, quasi tutto, la BePink-Bongioanni, ma la filosofia è rimasta la medesima di sempre. Nelle prime gare di inizio stagione le ragazze dirette da Walter Zini si sono subito buttate nella mischia macinando tanti chilometri di fuga.

Della rivoluzione messa in atto dal team manager milanese avevamo accennato parlando prima delle stagiste poi degli addii annunciati di Zanardi e Vitillo. La situazione bolliva in pentola dalla scorsa estate e Zini era ormai ragionevolmente preparato a dover perdere i pezzi migliori e tante altre atlete. La rinnovata BePink riparte da sole quattro conferme e dalla voglia di portare avanti il solito spirito. Dopo la Pro Costa de Almeria e la Vuelta CV Feminas ne abbiamo approfittato per scoprire che ruolo vuole ritagliarsi la continental italiana.

Andrea Casagranda è una delle quattro confermate della BePink. Zini si aspetta da lei un ulteriore salto in avanti
Casagranda è una delle quattro confermate. Zini si aspetta un ulteriore salto in avanti
Walter come sono andate queste prime due gare?

Sono soddisfatto del buon approccio che hanno avuto le ragazze, considerando che abbiamo tante giovani. Avevamo lavorato sodo sia nel ritiro in Toscana, sia in quello in Spagna, quindi non mi aspettavo grandi cose in termini di risultati. Tuttavia ho visto un gruppo motivato ed entusiasta e questo è un bel segnale. Siamo ancora nella zona di Calpe, dove abbiamo preso degli appartamenti per prepararci alla Volta Valenciana (dal 15 al 18 febbraio, ndr).

E’ una BePink che ha cambiato totalmente pelle. Che squadra hai allestito?

Abbiamo cambiato dieci ragazze su quattordici. Sono arrivate Cagnazzo, Grassi e Testa, tre juniores tra le migliori del 2023. Poi ci sono le giovani Oro, Pozzobon e Valtulini che hanno già accumulato una discreta esperienza nelle passate stagioni. C’è la brasiliana Magalhaes, una ragazza che ha tanta voglia di imparare, che abita a Girona e che è già certa di partecipare alle Olimpiadi di Parigi. Non avremo Tommasi, che aveva deciso di non continuare a correre e fare il medico per cui aveva studiato. Poi purtroppo è stata investita in allenamento a fine anno. Le faccio un grande in bocca al lupo per il recupero. Infine abbiamo inserito anche atlete che arrivano da contesti diversi.

Parlacene pure.

Il ciclismo attuale offre possibilità per tutti. Sono le cosiddette scommesse, che stimolano a lavorarci sopra. Arnaudo è tornata con noi dopo l’esperienza del 2020 e dopo aver corso nel mondo delle granfondo. Anche Trinca torna alla strada. Aveva smesso da esordiente poi aveva ripreso correndo a piedi, facendo sci di fondo, Mtb e granfondo. La svizzera Schneider viene dal triathlon, dopo che aveva giocato a volley. Insomma, tutte ragazze che hanno un ampio margine di miglioramento. E nel frattempo sono in trattativa con altre due ragazze da mettere in squadra.

Saranno tutte guidate dalle quattro confermate. Ti aspetti qualcosa in particolare da loro?

Onestamente mi aspetto che facciano tutte un salto in più rispetto a quello che hanno fatto finora. Tutte durante i test hanno mostrato valori più alti. Una di queste è Casagranda, che deve ancora crescere, ma può andare forte in certe corse. Savi è al quarto anno con noi e quest’anno l’ho vista finalmente cambiata nell’atteggiamento. La vedo cresciuta e spero possa confermare questa mia impressione. Karasiewicz è la più grande (classe ’92, ndr) che è stata campionessa polacca diverse volte. Pure Jencusova è alla quarta stagione ed anche lei sarà a Parigi per rappresentare la Slovacchia. Per noi è un grande orgoglio avere delle atlete alla gara olimpica.

In vista del 2024, la BePink-Bongioanni ha lavorato a fondo nei ritiri in Toscana e in Spagna (foto Penni Martelli)
In vista del 2024, la BePink-Bongioanni ha lavorato a fondo nei ritiri in Toscana e in Spagna (foto Penni Martelli)
La BePink andrà alle gare con altri obiettivi rispetto al passato?

Di base vi direi di sì, perché non abbiamo delle vere e proprie punte come prima. Tutte devono fornire quelle garanzie che finora non sono riuscite a dare. In realtà invece vi dico di no, perché l’anno scorso siamo andati ad alcune corse senza il nostro classico spirito. Ecco, quest’anno la nostra filosofia non è mutata. In questo inizio di stagione ci siamo fatte vedere andando in fuga da lontano o restando piuttosto davanti in tante fasi della corsa.

A fine 2023 si è chiuso un ciclo, prima o poi doveva succedere. Lo avevi metabolizzato?

Sì, perché eravamo tutti pronti. Nella prima parte di stagione siamo state ampiamente sottotono. Mi aspettavo di più e solo nella seconda metà ci siamo parzialmente risollevati. Nello sport capita che non ci si trovi più d’accordo. Ormai molte di loro non erano più adatte al nostro team. Così a fine giugno ho lasciato libere tutte le ragazze di valutare altre eventuali proposte. Era giusto che avessero le proprie possibilità da altre parti. Ovvio che se avessimo avuto la possibilità di entrare nel WorldTour, avremmo fatto altre considerazioni, ma alla fine penso che sia stato un bene da entrambe le parti separare le strade.

Voi eravate una buona “bottega” in cui fare la spesa. E’ un motivo di soddisfazione anche questo?

Certamente, infatti tutte le ragazze che sono andate via non hanno avuto difficoltà a trovare una nuova sistemazione. Zanardi e Vettorello sono nel WorldTour (rispettivamente in Human Powered Health e Roland, ndr), Vitillo nel devo team dalla Liv Alula Jayco e Basilico in Spagna alla Eneicat, giusto per fare gli esempi più lampanti. Le loro squadre sanno da dove arrivano e come sono state formate. Secondo me tutti hanno scelto giusto. Ho sempre fatto il bene delle ragazze e spero che loro stesse facciano quello step psicofisico più che da noi si era inceppato.

La rivoluzione non si è fermata solo alla rosa della squadra.

Giusto, è come se avessimo iniziato un nuovo progetto della BePink. Visto che abbiamo cambiato tanto, abbiamo deciso di fare totalmente una nuova maglia, pur tenendo fede ai tradizionali colori nero e ciclamino. Il nuovo sponsor Bongioanni, dopo le esperienze nei dilettanti con la Brunero, rientra nel ciclismo per merito del suo appassionato titolare Flavio Borgna. Abbiamo bici nuove fornite da Officine Mattio, gestite da Giovanni Monge Roffarello. Ringrazio entrambi i marchi, con cui abbiamo fatto un contratto di un anno con opzione per quelli successivi. Vogliamo conoscerci bene, ma sia noi che loro abbiamo in mente di crescere tutti assieme, cercando di fare qualcosa di bello.

Tra le tante novità della BePink-Bongioanni, ci sono anche le bici. Qui Zini con Giovanni Monge Roffarello, a.d. delle Officine Mattio (foto Penni Martelli)
Tra le tante novità, ci sono anche le bici. Qui Zini con Giovanni Monge Roffarello, a.d. delle Officine Mattio (foto Penni Martelli)
In definitiva cosa si aspetta Walter Zini dalla nuova BePink-Bongioanni?

Una crescita generale e la volontà di farsi notare come sempre. Magari raccogliendo qualche gradita sorpresa. Pur non avendo più in squadra i grandi nomi di prima, abbiamo già ricevuto tantissimi inviti alle gare, alcune di esse WorldTour, quasi più dell’anno scorso. Faremo una bella campagna al Nord correndo la Omloop Het Nieuwsblad, la Hagenland, Le Samyn e Freccia Vallone. Quando l’ho comunicato alle ragazze, gli si sono illuminati gli occhi dalla contetezza. Questo fa davvero piacere ed è particolarmente stimolante.