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Elisa Valtulini, la junior che corre “da sola”

10.06.2021
5 min
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Le storie del ciclismo non hanno per protagonisti solo i grandi campioni. Una storia appassionante può essere anche quella di una ragazza che decide di correre da sola. Ed Elisa Valtulini ha fatto proprio così. La sua squadra, la Bike Cadorago ha dismesso il team juniores e in attesa di passare alla futura Canturino femminile ha preso “per la giacchetta” il papà per farsi portare alle corse.

La Bike Cadorago quest’anno ha chiuso la squadra juniores
La Bike Cadorago quest’anno ha chiuso la squadra juniores

Quella promessa mantenuta

«Da secondo anno allieva sono passata dalla Villongo alla Cadorago perché avevano le juniores – dice Elisa – Mi ero trovata molto bene, specialmente con Pino Sala (uno dei dirigenti, ndr), sempre pronto ad aiutarmi quando le cose non andavano bene e a complimentarsi quando invece filavano per il verso giusto. Lui mi fece una promessa dicendomi che in qualche modo dopo un anno avrebbe rifatto il team juniores e così ho deciso di continuare da sola. Sono stata tentata di andare in qualche squadra se non altro per avere delle compagne, ma poi ho deciso così».

Sala ha lasciato viva l’affiliazione, così che Elisa potesse avere una regolare tessere Fci, ma di fatto ha eliminato team e struttura sul campo.

Grinta e passione non mancano in questa giovane bergamasca (foto e foto apertura, Flaviano Ossola)
Grinta e passione non mancano in questa giovane bergamasca (foto e foto apertura, Flaviano Ossola)

In gara coi maschi

Elisa si è rimboccata le maniche. Con l’aiuto di suo padre e dello stesso Sala ha continuato a correre, spesso sobbarcandosi lunghe trasferte in tre: lei, il papà e la bici.

«Questa scelta però – spiega la Valtulini – ha anche dei risvolti positivi e cioè che posso correre per me e basta e non devo stare a tirare per la juniores di secondo anno di turno. In più ho fatto parecchie gare con gli allievi maschi, visto che le corse non sono tantissime.

«E non sempre è stato facile, perché negli allievi i maschi iniziano a sviluppare e i ritmi sono molto alti. Fino all’anno scorso i maschi con cui correvo erano gli esordienti ed era più facile. Non è tanto una questione di velocità medie, quelle sono molto simili anche con le gare open femminili che ho fatto, ma se con le donne si va sempre a 38-42 all’ora, i maschi fanno molti più scatti».

Elisa (classe 2004) con papà Roberto in una delle trasferte fatte insieme
Elisa (classe 2004) con papà Roberto in una delle trasferte fatte insieme

In viaggio con papà

Ma Elisa non è del tutto sola. Con lei c’è anche suo fratello Matteo, di un paio di anni più piccolo. I due si allenano insieme e quasi sempre nelle uscite si aggrega con il Velo Club Sarnico in cui corre il fratello appunto.

«Ho fatto anche parecchie gare con le donne – dice la giovane Valtulini – la prima è stata a Cittiglio: lì eravamo solo juniores. Poi sono stata a Corridonia, nelle Marche, con mio papà Roberto. Ero agitata perché era la mia prima gara open, però l’ho finita e questo mi ha dato delle conferme: ero al livello delle altre ragazze. Ho fatto un’altra trasferta a Sant’Urbano, Padova, ma la gara è stata interrotta a 30 chilometri dalla fine perché il medico è dovuto andare via con una ragazza che si era fatta male. Sono tornata nelle Marche con papà per un’altra corsa open e lì ho fatto undicesima. E’ stata una vera iniezione di fiducia. Una svolta. Mi sono detta: okay, ci sono. So che posso fare bene. E infatti mi sono ripetuta qualche giorno dopo sempre in Veneto».

I fratelli Valtulini in allenamento: Elisa davanti e Matteo a ruota
I fratelli Valtulini in allenamento: Elisa davanti e Matteo a ruota

Le sfide con Matteo

Adesso Elisa aspetta con ansia il campionato italiano, che per le juniores si terrà il 4 luglio a Darfo Boario Terme, tra l’altro non lontano da casa sua.

«Vivo a Bolgare, in provincia di Bergamo, ma vado a scuola a Bergamo. Frequento il terzo anno del liceo linguistico: studio inglese, tedesco e spagnolo. Esco in bici tutti i giorni, tranne il lunedì. Mercoledì e sabato faccio scarico, il venerdì vado in pista e gli altri giorni mi alleno con mio fratello o con la sua sua squadra».

E Matteo gioca un ruolo non secondario nel ciclismo di Elisa. In qualche modo è stato lui a farla iniziare. E anche a lottare…

«Ha iniziato lui da G2. Io ho detto subito che mai e poi mai avrei corso in bici. Poi un giorno lo accompagnai ad un allenamento. Ero curiosa. Mi venne voglia di provare ed eccomi… Sono salita in sella da G4, ma le prime gare le ho fatte da G5. E’ stata una vera scoperta».

C’è anche un altro fratello che pedala, Fabio, ma è più piccolo. Le vere sfide sono con Matteo. E che sfide.

«Eh – dice Elisa con un tono che è tutto un programma – tra marzo e aprile Matteo ha iniziato a sviluppare e ha iniziato ad andare più forte di me. Questa cosa non l’accetto! Dico davvero. Mi ha mandato in crisi. Ci ho anche pianto. L’ho detto a Pino e lui stesso aveva capito che mi dava fastidio. E infatti mi ha detto: Elisa, va bene l’agonismo, ma devi essere razionale. Adesso ci rido e questa cosa la dovrò digerire… – fa una pausa – Ma se Matteo ha una giornata un po’ così cerco sempre di batterlo!».

Elisa ha un fisico da scalatrice, ma da qualche tempo è migliorata anche in pianura
Elisa un ha fisico da scalatrice, ma da qualche tempo è migliorata anche in pianura

Scalatrice ma non troppo

Elisa Valtulini ha una tenacia tutta sua e siamo già curiosi di vederla l’anno prossimo quando vestirà i colori della sua nuova squadra, tra l’altro già prestigiosa come quella del C.C. Canturino 1902, e magari la vedremo vincere in salita.

«Cosa mi sento? Fino all’anno scorso avrei detto scalatrice. Due anni fa ho perso molto peso e andavo molto bene quando la strada saliva. Adesso ho recuperato qualche chilo e sento che sì, forse ho perso qualcosa in salita, ma ho guadagnato molto in pianura. E questa cosa mi piace. Almeno per adesso va bene. In fin dei conti non abbiamo gare con salite di 10 chilometri. Sarebbe inutile essere delle scalatrici pure. Per questo livello di gare meglio essere così: un po’ più complete».