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Monaco si allena e finalmente vince, ma si è dato una scadenza

28.08.2023
5 min
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Alessandro Monaco ha appena fatto il check in in hotel quando lo raggiungiamo al telefono, si trova in Toscana per correre il Trofeo Corsanico. Qualche settimana fa, sempre in Toscana, ha vinto la Firenze-Viareggio, una classica del calendario elite/under 23. Dopo l’operazione dello scorso anno ha ripreso bene le corse, vincendo in Azerbaijan e poi a Viareggio. 

«Sto bene – ci dice – ho fatto una ventina di giorni tra luglio e agosto in ritiro sul Fedaia, insieme a qualche compagno di squadra. Un po’ per sfuggire al caldo della mia Puglia e un po’ per preparare al meglio questa parte finale di stagione. Su abbiamo lavorato bene, portando a termine un blocco intenso di allenamenti, infatti una volta sceso ho vinto. Quando le cose si fanno bene si raccolgono i frutti, ora serve dare continuità a questi risultati».

Alessandro Monaco con la maglia dedicata al vincitore della Firenze-Viareggio (foto Instagram)
Alessandro Monaco con la maglia dedicata al vincitore della Firenze-Viareggio (foto Instagram)
Sui social abbiamo visto delle grandi celebrazioni tra te e Francesco Chicchi per la vittoria di Viareggio…

La squadra, ma in particolare Chicchi ci teneva molto a questa gara. Lui abita ai piedi della salita di Pedona ed erano due mesi che ci diceva che voleva far bene alla Firenze-Viareggio. Possiamo dire che l’ho accontentato, gli ho fatto un regalo! Ora mi aspetto una bella cena di pesce, anzi una bistecca alla fiorentina come si deve (conclude con una risata, ndr). 

La seconda vittoria dopo l’operazione, diciamo che sta andando bene, no?

Vincere con i pro’ sarebbe stato meglio, ma un successo fa sempre piacere e dà morale. Facciamo un passo per volta, tanto ora da qui a fine stagione il calendario è pieno di corse, ci sarà l’occasione. 

Sai già che corse farai?

Tutte quelle del calendario italiano praticamente. Come detto parto con il Giro del Friuli, poi Giro di Toscana, Peccioli, Memorial Pantani, Trofeo Matteotti, Adriatica Ionica Race, Giro dell’Emilia e Giro del Veneto. Alla fine della stagione dovrei arrivare ad avere un totale di 50 giorni di corsa.

La seconda vittoria di Monaco è dedicata a Chicchi, che a Viareggio è di casa (foto Instagram)
La seconda vittoria di Monaco è dedicata a Chicchi, che a Viareggio è di casa (foto Instagram)
E la gamba come sta?

Tutto bene, non ho problemi di alcun tipo. Mi concentro molto sulla fisioterapia e sull’osteopatia, per recuperare bene la forza. Lavoro tanto sul core ability e a casa faccio tanta ginnastica posturale per ritrovare l’equilibrio. Prima dell’operazione spingevo solamente con una gamba, così che l’altra è diventata più debole (la sinistra, poi operata, ndr,). 

Che esercizi fai?

Curo molto la parte degli addominali, dorsali e lombari. Il focus è tornare ad avere un equilibrio vicino alla perfezione, quindi spingere in egual modo con entrambe le gambe. 

La fisioterapia a cosa ti serve?

Per curare le tensioni muscolari ed i vari affaticamenti, la gamba sinistra nell’ultimo anno e mezzo ha lavorato meno quindi è normale si affatichi di più.

Il settembre di Monaco si appresta ad essere pieno di gare (foto Instagram)
Il settembre di Monaco si appresta ad essere pieno di gare (foto Instagram)
Il problema all’arteria iliaca è quindi risolto?

Sì. Certo, fino a marzo/aprile ho pagato i cinque mesi senza bici che ho dovuto fare a causa dell’operazione. Ho dovuto curare molto la parte della palestra, andando a lavorare sull’equilibrio e sulla forza praticamente da zero. 

In bici come va?

Anche lì bene, non ho nessun problema. Faccio tutto in maniera normale, anche i lavori finali ad alta intensità o il dietro moto. Lo si nota anche in gara, altrimenti non avrei vinto una corsa impegnativa come la Firenze-Viareggio. 

Hai dovuto sistemare la posizione in sella?

Qualcosa sì. Ho cercato di aprire l’angolo dell’anca per stare meno piegato. Mi sono spostato in avanti con la sella e ho alzato il manubrio con degli spessori. A livello di prestazioni non ne ho risentito, sono piccoli accorgimenti che non cambiano molto l’aerodinamica. 

Il recupero dopo l’operazione procede bene, ora riesce a fare tutti i lavori e spingere correttamente sui pedali
Il recupero dopo l’operazione procede bene, ora riesce a fare tutti i lavori e spingere correttamente sui pedali
Dovrai poi tornare in Olanda, dove ti sei operato, per fare dei controlli?

Dovrei farne uno a un anno dall’operazione, che è avvenuta il primo settembre del 2022. Però ho deciso di posticiparla di un mese e andare a fine stagione, ora sto bene e voglio correre. Andare in Olanda ti fa perdere 4 giorni di allenamento e non posso permettermelo. A ottobre ci sarà tempo e ne approfitterò anche per fare un giro ad Amsterdam. 

E per l’anno prossimo, hai qualche notizia? Rimani in Technipes?

No. Se riuscirò ad ottenere un contratto con una professional continuerò, altrimenti mi darò alla vita da avvocato. A marzo del prossimo anno mi laureo in Giurisprudenza, se non andrò avanti con il ciclismo andrò ad esercitare. 

A ottobre, finita la stagione Monaco tornerà a Eindhoven per controllare come procede la guarigione
A ottobre, finita la stagione Monaco tornerà a Eindhoven per controllare come procede la guarigione
Una vita parallela, da quando studi giurisprudenza?

Praticamente da quando sono passato under 23. E’ una laurea a ciclo unico, quindi di 5 anni. Io ci ho messo un anno e mezzo in più, ma tra allenamenti, corse e tutto il resto mi ritengo soddisfatto. 

Con la Technipes come sei rimasto?

Quello con la Technipes è stato un bellissimo anno, fatto con gente per bene, che ama questo lavoro. Lo staff è di primo livello e non ci è mai mancato nulla, ma ormai sono grande per una continental, che è una tipologia di squadra che ai giovani fa tanto bene. Corrono con i professionisti, imparano, si prendono qualche tirata di orecchie. Ma io ormai ho un’età diversa da quella dell’apprendimento.  

Ansaloni, il viaggio della vittoria in Azerbaigian

19.06.2023
5 min
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Ha la voce raggiante e tanta voglia di raccontare, Emanuele Ansaloni di ritorno dall’Azerbaigian. L’ex Paese sovietico è stato teatro nella scorsa settimana dell’Aziz Shusha, corsa a tappe di 5 giorni nella quale il Team Technipes #inemiliaromagna ha fatto davvero scintille dominando la corsa, con il corridore di Molinella che ha vinto l’ultima tappa conquistando così anche la classifica generale.

Negli occhi di Ansaloni, più che la vittoria, le premiazioni, le feste per il successo sono altri gli aspetti che sono rimasti impressi. Soprattutto quelli legati ai posti dove si gareggiava ed è da lì che vuole iniziare il suo racconto.

Le larghissime strade di Baku, da dove la corsa ha preso il via
Le larghissime strade di Baku, da dove la corsa ha preso il via

«Conoscevo l’Azerbaigian solo per le immagini trasmesse in televisione tv da Baku – racconta Ansaloni tra l’altro autore delle foto extracorsa del servizio – quando si corre il GP di Formula 1. Quando siamo usciti dall’aeroporto ho visto una città sfarzosa, con grandi monumenti, insomma estremamente ricca. Ma quando la corsa ci ha portato fuori, è stato tutto un altro paesaggio. Paesi poveri, case dimesse, piccoli villaggi dove si fa fatica a sopravvivere e mi colpiva l’entusiasmo della gente al nostro passaggio, si vedeva che stavamo dando loro qualcosa di nuovo. Poi l’ultima tappa mi ha lasciato di sasso…».

Perché?

Ci siamo trovati a correre avendo i carri armati per spettatori, l’esercito in pieno assetto di guerra. Eravamo ai confini con l’Armenia e la tensione fra i due Paesi è sempre alta, fino a qualche anno fa c’era la guerra. Abbiamo fatto un viaggio in bici fra poli estremi e se è anche vero che quando corri fai fatica ad accorgerti di quel che c’è intorno, quelle sensazioni di angoscia mi sono rimaste impresse. A me piace gareggiare all’estero, conoscere culture diverse, ma non posso negare di essere rimasto molto colpito da quel che ho visto.

Oltretutto tu come i tuoi compagni non venivate da una situazione tranquilla, anzi…

Io di casa sono vicino pochi chilometri dalle terre colpite dall’alluvione della Romagna, ma per fortuna il mio paese non ha subìto danni. Ma è chiaro che da quei giorni le gare sono per noi molto diverse. Quando hai un nome come il nostro, porti in giro l’immagine della nostra terra. Faccio un esempio: appena dopo l’alluvione dovevamo correre il Matteotti. Non abbiamo neppure pensato di saltare la gara: al contrario, volevamo esserci e dare il 200 per cento per fare bene e vincere, lanciare un messaggio e lo abbiamo fatto (infatti ha vinto Nessler, ndr)..

Torniamo alla gara azera, che tipo di corsa era?

Quando siamo partiti pensavamo di trovarci ad affrontare una corsa abbastanza tranquilla, ma così non è stato. Intanto i percorsi presentavano lunghe strade tutte dritte, con anche tre corsie, ma non avevamo tenuto conto dei ventagli, inoltre alcune di esse erano vere e proprie salite anche di 3 chilometri con pendenze al 20 per cento. Insomma una gara che di tranquillo non aveva nulla, c’era da faticare…

Il podio finale con Ansaloni fra il kazako Remkhi 2° a 57″ e l’olandese Quaedvlieg 3° a 1’12”
Il podio finale con Ansaloni fra il kazako Remkhi 2° a 57″ e l’olandese Quaedvlieg 3° a 1’12”
Come livello di partecipazione?

Non era certo una corsa del WorldTour. C’erano un paio di squadre satelliti dell’Astana, alcune nazionali dell’Est Europeo o dell’Asia, ma anche team e corridori abbastanza forti, come il China Glory con il canadese Piccoli che ha fatto la Vuelta nel 2021. Tutti però inquadravano noi come i favoriti e infatti ci hanno dato battaglia. Il controllo della gara è toccato quasi sempre a noi .

Come sei arrivato alla vittoria?

Per me, al di là della vittoria è stata importante la prima tappa. Per colpa di un ventaglio mi sono trovato staccato e ci ho messo tempo a recuperare, dopo però ho indovinato la fuga buona, siamo arrivati in una decina con 3 minuti e mezzo sul gruppo. Avevo un bel bottino in tasca, dovevamo amministrare e così abbiamo fatto, costruendo la vittoria su quel capitale.

Il Team Technipes 1° in classifica, con anche Forques (FRA), Innocenti, Monaco, Nessler, Petrelli e il diesse Chicchi
Il Team Technipes 1° in classifica, con anche Forques (FRA), Innocenti, Monaco, Nessler, Petrelli e il diesse Chicchi
La sensazione è che sei andato sempre meglio…

Un po’ è vero. A dir la verità la stagione era iniziata anche abbastanza bene, chiaramente correndo con i pro’ fare risultato non era facile, ma alla mia prima gara nella massima categoria, il Trofeo Laigueglia ero comunque riuscito a centrare la fuga. Ho cercato di andare sempre all’attacco quando avevo possibilità di correre nella massima serie e quando mi ritrovavo a gareggiare fra gli under 23 sentivo buone sensazioni, ma poi sono andato in calando. All’Appennino ero tornato a far girare le gambe e in Azerbaigian tutto quel lavoro alla fine è venuto buono.

Ora che cosa ti aspetta?

Il campionato italiano professionisti, so che sarà una corsa durissima, ma voglio provare a mettermi in luce. D’altro canto se voglio guadagnarmi una chance in un grande team è l’unica strada che posso percorrere. Non ho un procuratore, cerco di far parlare i risultati, sperando che qualcuno li noti.