Letizia Borghesi, AG Insurance-Soudal Team (foto Wout Beel)

La crescita di Borghesi, che prenota un posto per le Classiche

28.03.2026
5 min
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Letizia Borghesi sta facendo i conti con qualche escoriazione dopo la caduta rimediata nella discesa del Poggio. Una scivolata arrivata esattamente nel momento in cui stava spingendosi al limite in ogni curva, per cercare di avvicinarsi al gruppetto delle cinque che poi si è giocato la corsa. Borghesi è convinta che se non fosse caduta sarebbe rientrata, arrivando a giocarsi un piazzamento ben più importante (in apertura foto Wout Beel). 

Con la Sanremo Women si è chiuso un primo capitolo di questa primavera, che è stata a due facce: positiva perché Letizia Borghesi ha capito di poter stare là davanti, ma anche sfortunata. L’atleta del AG Insurance-Soudal Team è stata una di quelle che alla Strade Bianche è stata portata fuori corsa seguendo la moto davanti a loro. 

«In generale sto bene – racconta Letizia Borghesi – e queste prime gare della stagione ne sono state una controprova. Mi dispiace perché mi sarebbe piaciuto raccogliere qualcosa in più in termini di risultati, ma non sempre si riesce. La cosa importante è aver avuto delle ottime sensazioni, con la speranza di trovare un risultato positivo per riuscire a rimanere più serena.

Strade Bianche 2026, Letizia Borghesi, AG Insurance-Soudal Team
La Strade Bianche rimane uno dei rimpianti di questo inizio stagione per Letizia Borghesi
Strade Bianche 2026, Letizia Borghesi, AG Insurance-Soudal Team
La Strade Bianche rimane uno dei rimpianti di questo inizio stagione per Letizia Borghesi

Fiandre e Roubaix

Il programma di gare di Letizia Borghesi in questo primo anno con la AG Insurance-Soudal Team partiva da metà febbraio, con la Volta a Valenciana, per poi andare alla Omloop Nieuwsblad e infine il trittico italiano: Strade Bianche, Trofeo Binda e Sanremo. 

«Con la squadra avevamo deciso di arrivare fino alla Sanremo – ci spiega – per poi riprendere a correre alla Dwars Door Vlaanderen. Abbiamo deciso di saltare la Gent così da riposare, a livello atletico serviva un periodo di allenamento per riprendere il ritmo e mantenere la freschezza.

«Sono contenta che inizino le corse al Nord, mi piacciono molto perché sono gare che diventano dure fin da subito, dove la resistenza alla fatica emerge. Sento che il mio punto forte sia la durabilità, ovvero quando ripeti lo stesso sforzo diverse volte e devi avere sempre la stessa intensità. Anzi credo che nel finale riesco a performare al meglio».

Letizia Borghesi, AG Insurance-Soudal Team (foto Wout Beel)
Letizia Borghesi, classe 1998, è al suo primo anno con l’AG Insurance-Soudal Team (foto Wout Beel)
Letizia Borghesi, AG Insurance-Soudal Team (foto Wout Beel)
Letizia Borghesi, classe 1998, è al suo primo anno con l’AG Insurance-Soudal Team (foto Wout Beel)
In che modo si lavora per arrivare pronti alle classiche?

Farò un po’ di chilometri, di richiami e lavori di variazioni di soglia, con qualche fuorisoglia e delle volate. Poi sono in costante contatto con il mio preparatore, è una cosa particolarmente importante perché il periodo è delicato, con diversi appuntamenti da preparare al meglio. Mi confronto spesso con lui e adattiamo i lavori e gli allenamenti in base alle mie sensazioni

Ti stai trovando bene al AG insurance-Soudal Team?

Molto bene, è un ambiente particolarmente stimolante dove sento molta fiducia nelle mie potenzialità. In questi primi mesi sento di aver fatto un passo avanti nella performance, in generale mi sento un gradino sopra rispetto allo scorso anno. Ho intorno a me uno staff davvero competente, con il quale mi sto trovando bene. La AG Insurance è una squadra con una grande tradizione nelle classiche, con molti ex atleti che ora sono entrati nel team.  

Trofeo Binda 2026, Letizia Borghesi, AG Insurance-Soudal Team
In questi primi mesi Borghesi si è concentrata su sforzi brevi, funzionali alle classiche
Trofeo Binda 2026, Letizia Borghesi, AG Insurance-Soudal Team
In questi primi mesi Borghesi si è concentrata su sforzi brevi, funzionali alle classiche
Alla cui base c’è il confronto, ci sembra di capire…

E’ un aspetto che mi piace davvero tanto, perché avere un dialogo costante da entrambe le parti (corridore e staff, ndr) aiuta a crescere e migliorare. Non è solamente un mandare il programma dove mi dicono cosa fare, ma c’è un aspetto umano importante per crescere.  

Hai cambiato qualcosa nei metodi di lavoro?

Qualcosa sì, ci siamo concentrati molto nel migliorare negli sforzi da uno, due o cinque minuti. Un aspetto che per le classiche può sicuramente tornare utile. Poi finite le corse del nord mi concentrerò anche sugli sforzi più lunghi. Anche se, già alla Valenciana, mi sono sentita meglio anche nell’affrontare le salite da quindici o venti minuti. 

Letizia Borghesi, AG Insurance-Soudal Team (foto Wout Beel)
Letizia Borghesi insieme al AG Insurance-Soudal Team sente di aver fatto un notevole passo in avanti (foto Wout Beel)
Letizia Borghesi, AG Insurance-Soudal Team (foto Wout Beel)
Letizia Borghesi insieme al AG Insurance-Soudal Team sente di aver fatto un notevole passo in avanti (foto Wout Beel)
Avete fatto anche qualche ricognizione?

Quella della Roubaix la faremo nei giorni dopo il Fiandre. Mentre questo inverno, quando ero in Belgio per la stagione del cross, sono uscita per provare i chilometri finali del Fiandre. Era il giorno forse più freddo di tutto l’inverno, con un vento gelido (dice con una risata, ndr). Però in generale all’interno della squadra vedo una grande attenzione ai dettagli.

In che senso?

Abbiamo Jolien D’hoore come diesse, che ci segue tanto e analizza insieme a noi i diversi aspetti della gara. Ad esempio quest’anno si è messa con me a guardare le mie volate o il modo di correre nelle classiche. E’ sempre bello poter guardare le gare con delle ex-atlete che comunque hanno corso e sanno cosa vuol dire trovarsi lì in mezzo. 

Nel 2025 Letizia Borghesi è stata protagonista di una grande campagna del Nord, qui sul podio della Roubaix (conclusa al secondo posto)
Nel 2025 Letizia Borghesi è stata protagonista di una grande campagna del Nord, qui sul podio della Roubaix (conclusa al secondo posto)
Con quale consapevolezza arrivi alle classiche?

In generale sono migliorata dall’anno scorso, poi comunque nella passata stagione ho ottenuto dei grandi risultati (sesta al Fiandre e seconda a Roubaix, ndr), quindi non sarà facile migliorare. Sento però di avere una condizione superiore rispetto al 2025, in queste prime corse dell’anno ho dimostrato di essere veramente vicina alle top riders. 

Riparti con la Dwars Door Vlaanderen, un modo per riprendere anche la mano con il pavé?

Può essere sicuramente un buon riscaldamento, se lo possiamo chiamare così. Sarà comunque una corsa impegnativa e dura, un bel test in vista dei due appuntamenti principali. Con la squadra abbiamo scelto di non fare le altre corse in Belgio, vedremo in futuro come fare, perché in realtà mi piacerebbe correre un po’ di più da quelle parti. Un altro obiettivo sul quale vorrei concentrarmi in futuro sono le Ardenne. Credo siano delle gare alla mia portata. Però ora ci concentriamo sulle prossime due settimane, che saranno importantissime. 

AG insurance Soudal 2026

C’è Nuncas a prendersi cura della divisa del Wolfpack

11.02.2026
4 min
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Sono tanti i fattori che contribuiscono alla prestazione di un atleta: la preparazione, il mezzo meccanico, l’alimentazione, solo per citare i primi che ci vengono in mente. Molti però dimenticano quanto sia fondamentale poter disporre di un abbigliamento performante e di conseguenza quanto sia importante prendersene cura. Da quest’anno sarà Nuncas a curare la pulizia e la cura delle divise della Soudal Quick-Step e l’AG Insurance Soudal. Un partner tecnico di prestigio. Stiamo parlando di un’azienda italiana fondata nel 1920 e specializzata nella cura della casa, dei tessuti e dell’abbigliamento tecnico sportivo.

Soudal Quick-Step, training camp 2026
Nuncas sarà accanto anche al team maschile WorldTour

Garantire la prestazione

Oltre a identificare una squadra, la divisa è una componente fondamentale nella prestazione dell’atleta. Ogni singolo capo deve garantire prestazioni ottimali con qualsiasi condizione meteo, resistere a viaggi, gare e recuperi. Una sua cura adeguata gioca quindi un ruolo fondamentale nel preservarne le qualità nel tempo. Grazie a questa nuova partnership, Nuncas fornirà alla Soudal Quick-Step e alla AG Insurance Soudal soluzioni su misura per le esigenze dello sport d’elite, supportando lo staff della squadra nel mantenimento dell’abbigliamento dei corridori secondo i più elevati standard di igiene, prestazioni e durata.

Prima del Wolfpack

La nuova partnership con Soudal Quick-Step e AG Insurance Soudal conferma il forte legame fra Nuncas e il mondo dello sport. L’azienda lombarda ha infatti sviluppato quasi trent’anni fa Sportswear, una sua linea di prodotti nati per per preservare le proprietà tecniche dei moderni tessuti performanti. Questa gamma si inserisce ora in modo naturale nelle attività quotidiane di una squadra di ciclismo professionistico.

AG insurance Soudal 2026
Nuncas sarà presente in tutte le competizioni più importanti accanto ai vari team Soudal
AG insurance Soudal 2026
Nuncas sarà presente in tutte le competizioni più importanti accanto ai vari team Soudal

Un partner affidabile

Fre Pollentier, Head Soigneur della Soudal Quick-Step, ha sottolineato l’importanza per il suo team di avere accanto un partner dell’esperienza di Nuncas.

«Nel nostro lavoro, i dettagli contano. – ha dichiarato Fre Pollentier – I corridori si affidano al loro abbigliamento ogni giorno, in qualsiasi condizione meteorologica e situazione di gara. Avere i prodotti giusti per la cura di questi tessuti tecnici fa una reale differenza sulla loro durata e sul mantenimento delle loro prestazioni. Con Nuncas, abbiamo un partner che comprende le esigenze specifiche dell’abbigliamento sportivo e ci aiuta a mantenere gli standard elevati di cui abbiamo bisogno».

Lo stesso concetto è stato ribadito da Luca Manzoni, CEO di Nuncas, che ha affermato: «Questa partnership con Soudal Quick-Step e AG Insurance Soudal rappresenta un incontro naturale di passione, valori e dedizione. Come ciclista e appassionato di sport, riconosco nel ciclismo gli stessi principi che guidano Nuncas ogni giorno: impegno, precisione e ricerca dell’eccellenza. Proprio come gli atleti lavorano per ottenere i massimi risultati, noi sviluppiamo prodotti che garantiscono prestazioni elevate e durature, prendendoci cura dei materiali tecnici e contribuendo alla sostenibilità».

Soudal Quick-Step, training camp 2026
La cura e il lavaggio dei kit da ciclismo è fondamentale per un utilizzo prolungato e duraturo
Soudal Quick-Step, training camp 2026
La cura e il lavaggio dei kit da ciclismo è fondamentale per un utilizzo prolungato e duraturo

Scopriamo Nuncas

Nuncas nasce a Milano nel 1920 da un’idea imprenditoriale del suo fondatore, Nunzio Cassata. Oggi è un marchio di riferimento in Italia nel settore della cura della casa. Da oltre 100 anni propone un’ampia gamma di prodotti, con oltre 200 referenze, ideati e sviluppati per soddisfare tutte le esigenze, anche le più specifiche, in tema di house-care. Riconosciuta come espressione del Made in Italy in un settore dominato dalle grandi multinazionali, Nuncas si è guadagnata un posizionamento distintivo che la colloca nella fascia alta del mercato. Distribuito in Italia e in Europa (Francia e Spagna), il marchio ha sede a Settimo Milanese, mentre lo stabilimento produttivo è situato a Mazzo di Rho, in provincia di Milano.

Nuncas

Dopo il Giro, Sarah Gigante è la scalatrice più forte del gruppo?

22.07.2025
4 min
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Sarah Gigante, la scalatrice più forte del gruppo? E’ una domanda legittima dopo il suo super Giro d’Italia Women. L’atleta della AG Insurance-Soudal Team si è portata a casa le due tappe più dure, Pianezze e il Monte Nerone, salendo anche sul terzo gradino del podio finale. E se non fosse rimasta coinvolta nell’imboscata della tappa pianeggiante di Monselice, chissà dove sarebbe arrivata.

Come mai dunque questo exploit? Ne abbiamo parlato con Stijn Steels, il direttore sportivo che le è stato più vicino in questo periodo e che guidava l’ammiraglia nella corsa rosa. Di certo non è una sorpresa per l’australiana, visto il fisico da scalatrice: 165 centimetri di altezza per 53 chili.

Sarah Gigante (classe 2000) conquista la tappa di Pianezze
Sarah Gigante (classe 2000) conquista la tappa di Pianezze
Congratulazioni Stijn per questo podio al Giro Women: vi aspettavate una prestazione del genere?

In realtà non siamo sorpresi. Quando è stato annunciato il percorso, abbiamo subito pensato che fosse perfetto per la nostra squadra di scalatrici, con Sarah, visto il numero di arrivi in salita. L’anno scorso al Tour de France Femmes Sarah ha dimostrato quanto valeva in salita, restando sempre con le migliori al mondo. Sapevamo che, con il livello che aveva, sarebbe stato davvero difficile batterla in salita, se fosse arrivata ben posizionata ai piedi dell’ultima ascesa.

Sarah Gigante è sempre andata forte in salita, ma stavolta ha fatto un vero salto di qualità. Vincere sulle salite in Australia al Tour Down Under è una cosa, vincere su quelle del Giro è un’altra. Da cosa dipende questo passo in avanti?

Il cambiamento più importante è stato ovviamente l’intervento chirurgico che ha affrontato quest’inverno, risolvendo il problema dell’arteria iliaca ostruita. Prima dell’operazione, aveva test davvero pessimi sul flusso sanguigno nella gamba: sapendo già quanto andasse forte prima, era chiaro che dopo l’intervento avremmo visto una ciclista in grado di lottare con le migliori scalatrici.

E non è poco…

Inoltre, Sarah sta imparando sempre più ad ascoltare il proprio corpo. Fa qualche giorno di recupero in più, e questo rende il suo fisico ancora più forte.

Sarah Gigante ha vinto la maglia blu di miglior scalatrice al Giro Women
Sarah Gigante ha vinto la maglia blu di miglior scalatrice al Giro Women
Quali sono le sue caratteristiche fisiche?

La sua forza principale è probabilmente la capacità di recupero. Sarah riesce a sostenere volumi di allenamento enormi prima di avvertire la fatica. Nelle corse a tappe spesso riesce a produrre gli stessi numeri sia nella prima che nell’ultima tappa: è davvero tagliata per le classifiche generali.

Come si è preparata Sarah per questo Giro Women?

Dopo l’operazione, le abbiamo detto subito che il Giro d’Italia Women sarebbe stato il primo grande obiettivo. E si era messa sotto bene. Era motivata. Poco prima del rientro previsto a fine aprile, però, è caduta e si è lussata una spalla: un colpo durissimo per il suo percorso di recupero. Durante il rientro abbiamo lavorato soprattutto sulla guida in gruppo e sul posizionamento, i suoi punti deboli.

Tipici difetti degli scalatori puri…

Dopo la caduta ha potuto allenarsi solo sui rulli e questo ovviamente ha rallentato i progressi nella guida. Senza quella caduta, avrebbe probabilmente iniziato la stagione nel blocco spagnolo a maggio, invece abbiamo dovuto posticipare al Tour of Norway. Lì ha quasi vinto la prima tappa, è stata ripresa a 50 metri dal traguardo, ma il recupero non era ancora ottimale. Due settimane dopo, al Tour de Suisse Women, abbiamo già visto un grande passo avanti: in quell’occasione andò via insieme a Urska Zigart tra le migliori scalatrici, ma in discesa ha perso tempo. Ha dunque lavorato tantissimo su questo aspetto tra il Suisse e il Giro, e i risultati si sono visti.

Gigante al Tour Femmes 2024: lì un primo salto di qualità
Gigante al Tour Femmes 2024: lì un primo salto di qualità
C’è l’idea di portarla anche al Tour de France Femmes?

In questo momento abbiamo ancora qualche dubbio. Sarah ha lavorato tantissimo per essere al top al Giro e dobbiamo essere sicuri che abbia recuperato del tutto, prima di mandarla in Francia. E’ ancora un’atleta giovane e affrontare due grandi corse a tappe nello stesso mese, dopo un lungo periodo senza gare, può essere rischioso. Prima del Tour faremo dei test per verificare il recupero dal Giro e capire se potrà correre al 100 per cento.

A 24 anni, qual è il suo potenziale?

Questo Giro le ha dato molta fiducia e ha dimostrato che può competere con le migliori scalatrici. Il nostro obiettivo principale resta migliorare in discesa e nel posizionamento in gruppo, dove possiamo ancora crescere. Anche se devo ammettere che stiamo già facendo dei passi avanti. Sarah lavora duramente su questi aspetti, ed è bellissimo vedere che il suo impegno ha dato frutti al Giro.

Secondo te, vedremo una nuova personalità in Sarah dopo questo Giro Women?

Credo di sì. Finalmente ha ricevuto una grande ricompensa per tutti gli sforzi fatti negli ultimi anni. Questo le darà una spinta enorme in termini di fiducia.

Masetti: «Attenzione alla mia amica Ally Wollaston»

19.02.2024
8 min
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Nella sua lista dei desideri ci sono quello di affermarsi come atleta e di diventare una campionessa olimpica. Leggendo i risultati di inizio 2024, possiamo dire serenamente che Ally Wollaston è sulla strada giusta per realizzare i propri sogni.

In questo scorcio di stagione la 23enne neozelandese – già terza all’ultima tappa del Giro Donne dell’anno scorso – ha centrato al Tour Down Under la settima vittoria in carriera ed una serie incredibile di successi in pista. Le premesse ci sono tutte per vedere Wollaston come una sicura protagonista a Parigi. Una cliente molto scomoda per tutte, secondo anche l’opinione di Gaia Masetti, sua compagna di squadra alla AG Insurance-Soudal Team, cui abbiamo chiesto di presentarcela. Sfruttando il loro profondo rapporto di amicizia, la modenese della formazione belga è stata al gioco e ci ha raccontato qualche aneddoto.

Lo sprint vincente alla prima tappa del Tour Down Under. Wollaston ha aperto il suo 2024 in questo modo
Lo sprint vincente alla prima tappa del Tour Down Under. Wollaston ha aperto il suo 2024 in questo modo

Scorpacciata di medaglie

Ally Wollaston è in netta ascesa e rispetto alla scorsa stagione appare quasi un’altra atleta. Quello con la pista è un vero un colpo di fulmine quando quattordicenne inizia a gareggiare nel velodromo Manukau di Auckland. Avverte e gradisce subito il brivido dell’alta velocità tanto da farla diventare quasi la prima attività.

Nel 2019 da junior la neozelandese vince la maglia iridata nell’inseguimento individuale, aggiungendo l’argento in quello a squadre. Dodici mesi dopo, da elite, conquista altri titoli nazionali e l’anno successivo il primo continentale nell’omnium. La scuola della Nuova Zelanda è riconosciuta e rispettata da tutti – quante volte lo abbiamo sentito dire a ragion veduta dal cittì azzurro Villa – ed Ally inizia ad essere una pedina fondamentale e versatile nelle discipline endurance.

Nel 2021 un incidente in bici, in cui riporta una commozione cerebrale che la obbliga a due mesi di stop, la priva della partecipazione a Tokyo, ma stavolta Wollaston a Parigi non vuole mancare e la rincorsa è iniziata già l’anno scorso. Nella Nations Cup della scorsa stagione ha raccolto quattro vittorie totali mentre al mondiale di Glasgow ha vinto l’argento nel quartetto.

E mandando avanti il nastro fino all’avvio di 2024, la neozelandese è praticamente dominante. Nella prova di Adelaide di Nations Cup ad inizio febbraio ha conquistato tre ori nell’eliminazione, omnium e inseguimento a squadre. La settimana scorsa ha raccolto sei medaglie ai campionati continentali dell’Oceania. Oro nell’eliminazione, quartetto, omnium, scratch, corsa a punti e argento nella madison. Il suo tassametro è pronto a salire ancora ad Hong Kong e Milton tra marzo e aprile.

Vista dall’amica Gaia

L’amicizia tra Masetti e Wollaston nasce nel 2022 quando l’italiana passa nell’allora NXTG by Experza, team continental olandese poi diventato quello WorldTour attuale. Ally è lì dall’agosto della stagione prima, contattata dai tecnici della squadra dopo che aveva rischiato di restare a piedi e smettere a seguito dell’incidente. Vivere e correre in Belgio è uno shock culturale per lei. La gara la vive come un caos al quale si adatta poco per volta, provando emozioni.

«Ally ed io siamo coetanee – racconta Masetti con più di un sorriso – e siamo andate subito d’accordo, anche giù dalla bici. Inizialmente non capivo il suo inglese, troppo stretto. Ricordo che le avevo detto immediatamente di parlare più lentamente. Lei si era messa a ridere perché pensava che la vedessi davvero come una di un altro mondo visto da dove arriva. Ora mi parla usando anche il suo “slang”. Caratterialmente siamo simili. Abbiamo la stessa ironia, infatti quando siamo in gruppo con le altre compagne ed io faccio una battuta sottile o sarcastica, lei ride e gliela spiega.

Wollaston e Masetti sono spesso compagne di stanza. Sul loro affiatamento punta forte la diesse Jolien D’Hoore
Wollaston e Masetti sono spesso compagne di stanza. Sul loro affiatamento ci punta forte la diesse Jolien D’Hoore

«Sicuramente – prosegue – ha fortificato il nostro rapporto il fatto di aver trascorso un mese assieme a Brakel, un paese fiammingo posizionato però proprio sul confine della Vallonia. In quel periodo abbiamo avuto il prezioso supporto di Jolien D’Hoore, che è da sempre la nostra diesse. Tutte e tre abbiamo un bel rapporto. Lei ci ha messo spesso in camera assieme in quasi tutte le corse che abbiamo fatto.

Ally velocista da classiche

Giovedì scorso c’è stata la presentazione del team WorldTour a Bruxelles nella sede della AG Insurance, ma Wollaston non c’era perché impegnata in pista e arriverà in Europa verso fine aprile. Masetti nel frattempo farà il suo bel calendario riprendendo con Strade Bianche, Drenthe, Gand-Wevelgem, Dwars door Vlaanderen, Amstel, Freccia Vallone e forse il Fiandre. Poi a maggio se si correrà la Vuelta – potrebbe essere posticipata a settembre poiché non si conoscono ancora le tappe – Gaia lavorerà per la neozelandese nelle volate, così come è successso al Tour Down Under.

«Giù in Australia – spiega Masetti – Ally ha vinto bene la prima tappa, ma non è stato così semplice perché si era messa pressione da sola. Nonostante vada forte nelle gare di gruppo in pista, è una velocista che talvolta ti fa arrabbiare perché non segue sempre le ruote del nostro treno. Ricordo che già nel 2022 in una frazione della RideLondon si era persa nelle retrovie ed eravamo andate a prenderla per portarla davanti, dove poi chiuse nona. Da allora la nostra intesa è decisamente migliorata. Io sono una che si intrufola un po’ dappertutto, ma ho capito che lei aveva un po’ paura, così abbiamo fatto in modo di sbloccarla sul lato mentale cercando di fare come si sentisse più sicura lei.

«Nello sprint al Tour Down Under – va avanti – invece di volermi come leadout, ha chiesto che mi mettessi dietro di lei per proteggerle la ruota. Dopo il cerimoniale, mi ha raggiunto in camera dicendosi divertita che era la prima volta che faceva una volata senza temere che la superassero o le sfruttassero la scia. Per forza, le ho risposto io. Ho fatto a spallate con tutte per tenerla al sicuro (sorride, ndr).

«Sono stata quasi sempre presente – continua Masetti – nelle vittorie di Ally. Abbiamo caratteristiche molto vicine, quindi per me è più facile lavorare. Lei è molto più veloce di me, io invece tengo di più su alcune salite. Ad esempio, l’arrivo di Cittiglio, che tira all’insù, è perfetto per lei, però il percorso forse è ancora un po’ troppo duro. Tuttavia quando lei è in forma, ha dei numeri e riesce a superare anche salite di 4-5 chilometri. Al Fiandre o all’Amstel specialmente non la vedrei male. Sicuramente fra qualche anno può puntare seriamente a tante classiche. Facendo le debite proporzioni, ricorda un po’ la Vos».

Coppia da seguire

Fra i tanti nomi usciti dall’intervista doppia Lazzaro-Borgato, quelli di Wollaston e Masetti sono stati tra i più citati. Non sono più U23, ma sono da considerare ancora come giovani in rampa di lancio e da seguire per le prossime stagioni.

«Mi fa molto piacere – termina Masetti – che i nostri due nomi siano saltati fuori e ci vedano come possibili sorprese per questa stagione. Personalmente mi sento completamente diversa ogni anno che passa. Mi accorgo che non sto saltando le tappe e sono riuscita a prendermi le mie soddisfazioni. Ad esempio Moolman ci dà tanti consigli. A me dice che bisogna lavorare per le compagne, ma anche sapersi giocare le proprie carte ed essere pronte quando capita. Mi alleno e faccio sacrifici ogni giorno per migliorare.

Gaia ed Ally si sono conosciute nel 2022, trascorrendo un mese assieme in una casa della squadra tra Fiandre e Vallonia
Gaia ed Ally si sono conosciute nel 2022, trascorrendo un mese assieme in una casa della squadra tra Fiandre e Vallonia

«Anche Ally è fatta così e vale lo stesso discorso. In Australia era contenta di poter lavorare per Sarah (Gigante, ndr) nella tappa di Willunga Hill, che poi ha vinto, conquistando anche la generale. Anche quel giorno abbiamo dato una bella dimostrazione di squadra. Sarah era rimasta dietro in un principio di ventagli. Metà di noi è rimasta davanti a spezzare i cambi, l’altra è andata a riportarla su. Ed Ally ha sfruttato la sua gran condizione in queste azioni. Ecco, spero che potremo confermare le parole di Lazzaro e Borgato».