No, non confondiamoci con Mads Pedersen, la linea MADSS di Santini è tutt’altra cosa… anche se la velocità è un denominatore comune, tanto più che in Lidl-Trek vestono Santini. Nel ciclismo sappiamo che la resistenza dell’aria è il principale ostacolo alla velocità e lo scriviamo noi stessi sempre più spesso. Per questo Santini da anni investe nella ricerca di capi in grado di ridurre l’attrito e migliorare la performance. L’ultimo progetto prende il nome appunto di MADSS, acronimo di Mega AeroDynamic Speed Shell: una nuova linea di abbigliamento tecnico pensata per chi punta al massimo in termini di efficienza e velocità, senza rinunciare al comfort.
Frutto del lavoro del reparto R&D dell’azienda bergamasca, MADSS include body, calze, copriscarpe e guanti, tutti progettati per la competizione. Ogni elemento è sviluppato per ottimizzare l’aerodinamica e aumentare la resa in gara.
Oltre a quello che si può vedere nella foto di apertura che è total black. E le versioni che seguono…A “quadri sfumata”…E questa a “strisce”. I body sono proposti a 220 euroOltre a quello che si può vedere nella foto di apertura che è total black. E le versioni che seguono…A “quadri sfumata”…E questa a “strisce”. I body sono proposti a 220 euro
Aerodinamica sartoriale
E’ il capo di punta della linea ed esprime il massimo in termini di resa aerodinamica per i ciclisti più evoluti. La parte superiore, in Lycra leggera e traspirante, mantiene una sensazione costante di freschezza, mentre il taglio aderente e il colletto basso assicurano un profilo efficiente contro il vento. Le maniche, realizzate in tessuto a navetta con motivo a righe, stabilizzano la vestibilità e ottimizzano il flusso d’aria grazie all’effetto vortice.
La parte inferiore impiega una Lycra ad alta resistenza con trama a densità elevata, che offre compressione media e supporto muscolare, senza ostacolare il movimento. La parte della gamba è allungata, con taglio vivo e grip in silicone interno sulle cosce per massima stabilità. Il fondello C3 con inserti in gel anti-shock e superficie ergonomica 3D lo rende adatto anche alle lunghe distanze e alle prove più dure. Una tripla tasca posteriore aggiunge funzionalità senza compromessi sul design. Questo capo è disponibile in quattro grafiche, pensate per chi vuole distinguersi anche nello stile.
Un guantino davvero aero e pulito nella linea (c’è anche nero)Questa la parte inferiore che fa presa sul manubrio. Anche il grip è ottimale. Il loro prezzo è di 40 euroUn guantino davvero aero e pulito nella linea (c’è anche nero)Questa la parte inferiore che fa presa sul manubrio. Anche il grip è ottimale. Il loro prezzo è di 40 euro
Guanti, quel tocco in più
I guanti MADSS non sono semplici accessori: sono progettati per chi cerca massima aerodinamicità e velocità. La parte superiore è in un mix di Lycra e poliuretano antivento, che riduce la resistenza dell’aria. Il design compatto e affusolato permette di tagliare il vento con efficacia, migliorando la penetrazione aerodinamica. Il palmo, leggermente imbottito, garantisce comfort e precisione, ideali per cronometro o gare ad alta intensità.
Il copriscarpa aero. Anche in questo caso c’è la versione total black. Il prezzo è di 45 euroInfine il calzino, con tessuti che massimizzano la traspirazione. Scontato dire che c’è anche bianco. Prezzo consigliato: 35 euroIl copriscarpa aero. Anche in questo caso c’è la versione total black. Il prezzo è di 45 euroInfine il calzino, con tessuti che massimizzano la traspirazione. Scontato dire che c’è anche bianco. Prezzo consigliato: 35 euro
Copriscarpe e calzini
I copriscarpe MADSS sono pensati per chi vuole ogni vantaggio possibile in termini di velocità. Si adattano come una seconda pelle, riducendo al minimo la turbolenza attorno al piede. La loro costruzione avanzata li rende più di un accessorio tecnico: sono un alleato prezioso nelle gare dove ogni watt conta.
I calzini MADSS offrono il giusto equilibrio tra prestazioni, comfort e funzionalità. Il tessuto elastico e traspirante garantisce una termoregolazione efficace e una calzata precisa. La zona piede è in Q-Skin, materiale che controlla l’umidità e mantiene i piedi asciutti. Il polsino con grip interno in silicone a tre strisce assicura stabilità anche sotto sforzo.
Il marchio spagnolo MMR Bikes ha deciso di fare un ulteriore passo in avanti nell’offerta di biciclette dedicate a chi ama il gravel. Ecco che arriva un nuovo modello per gli amanti di questa disciplina: la Simun. Una bici progettata e realizzata con l’intento di fornire il mezzo giusto per superare ogni limite per quanto riguarda la performance, il design e l’efficienza. Simun è il progetto di MMR Bikes che più testimonia il lavoro e lo studio legato all’ingegneria applicata al gravel, al fine di unire avventura e prestazioni.
Chi pedala e sceglie il gravel non lo fa solamente con l’intento di scoprire nuovi territori e percorsi. Dietro l’esplorazione e la voglia di viaggiare c’è anche la ricerca di mezzi sempre più performanti, perché nessun ostacolo si deve mettere tra noi e la nostra voglia di pedalare.
Simun, questo è il nome del nuovo modello gravel realizzato da MMR BikesIl sistema di stoccaggio permette di portare con sé l’occorrente per le riparazioni Simun, questo è il nome del nuovo modello gravel realizzato da MMR BikesIl sistema di stoccaggio permette di portare con sé l’occorrente per le riparazioni
Nuovi orizzonti
Il disegno della Simun vede una geometria maggiormente aggressiva e orientata alla ricerca delle prestazioni. Alla base c’è un telaio che è stato concepito e sviluppato al fine di dare ai ciclisti più esigenti una guida maggiormente reattiva e aerodinamica. La posizione di guida dell’utente è stata rivista e ottimizzata con l’obiettivo di aumentare la velocità, senza tuttavia perdere il comfort. Caratteristica che ha sempre contraddistinto i modelli di MMR Bikes. Un occhio di riguardo, nel progettare la Simun, è andato anche alla stabilità: elemento fondamentale nel fuoristrada e nelle competizioni legate a questa disciplina.
La configurazione del telaio combina un carbonio all’avanguardia, dotato di una grande leggerezza, e una rigidità ottimamente calibrata. Questo consente ai ciclisti di mantenere un ritmo elevato con meno sforzo, mantenendo al contempo l’assorbimento delle vibrazioni.
La versione con gruppo Red XPLR E1 T-Type prevede un pacco pignone a 13 velocità a 10 a 46 dentiPer le altre due versioni disponibili il gruppo scelto è il Shimano GRX con doppia coronaLa versione con gruppo Red XPLR E1 T-Type prevede un pacco pignone a 13 velocità a 10 a 46 dentiPer le altre due versioni disponibili il gruppo scelto è il Shimano GRX con doppia corona
Sicura e tecnica
Anche nel gravel il passaggio interno dei cavi è diventato sempre più popolare, la Simun non è da meno. Infatti il passaggio cavi risulta comodo, e non va a togliere spazio al sistema di stoccaggio, completamente integrato nel tubo obliquo, nel quale riporre i ricambi essenziali da portare con sé durante una pedalata.
Una delle novità tecniche da evidenziare è legata ai sistemi di sicurezza, MMR BIkes offre infatti la possibilità di stampare in 3D il supporto dedicato all’AirTag. Si tratta di un dispositivo che permette al ciclista di tracciare la posizione della bici.
L’azienda spagnola ha pensato a tre versioni per il modello Simun. Alla base c’è sempre il telaio G3 Carbon Concept Frame. E’ possibile montare il gruppo dedicato al gravel di casa SRAM: Red XPLR E1 T-Type con monocorona da 42 denti. Mentre se si sceglie l’allestimento Shimano GRX, presente nelle altre due versioni della Simun, si passa alla doppia corona.
Il prezzo al pubblico parte dai 2.779 euro della versione nominata Montaggio 50, per passare ai 5.049 euro del Montaggio 10. Infine per la versione top di gamma, Montaggio 00, il prezzo è di 7.399 euro.
La gamma di biciclette MMR è distribuita in Italia dalla commerciale Fina Bike.
La bici gravel da gara di 3T si rinnova, arriva la Racemax2 Italia. Geometrie e alcune soluzioni migliorate con l'efficienza aerodinamica sempre al centro
«Dietro Tadej un po’ di scia la senti, ma dietro Remco, è pazzesco… Ha un corpo fatto per il ciclismo, la sua aerodinamica è semplicemente pazzesca. Penso a Skjelmose all’Amstel Gold Race o a Madouas alle Olimpiadi: è davvero un supplizio stargli a ruota. Al Brabante ha “ucciso” lentamente Wout. Mentre lui, a ruota, recuperava».
Parole forti quelle di Benoit Cosnefroy, rilasciate alla TV belga nei giorni delle classiche. Un tema tecnico interessante che abbiamo girato, così com’è, a Mattia Cattaneo, compagno di squadra di Remco Evenepoel alla Soudal-Quick Step e atleta da sempre molto attento alle dinamiche aerodinamiche, vista anche la sua vocazione da cronoman. I due si allenano spesso insieme: Cattaneo sa bene di cosa parlava Cosnefroy.
Mattia Cattaneo è uno dei compagni più esperti di Remco e anche uno dei suoi uomini di fiduciaCattaneo è uno dei compagni più esperti di Remco e anche uno dei suoi uomini di fiducia
Mattia, insomma è vero quel che dice Cosnefroy?
E’ vero, è vero… Lui è l’estrema espressione di questa esposizione aerodinamica di livello. Quando gli sei a ruota ti chiedi come faccia ad andare così forte e in quella posizione.
Già, come fa?
Io credo sia principalmente una questione di spalle, strette (e con la testa incassata, ndr). Quando gli sei a ruota vedi proprio che lui sparisce sulla bici.
Okay, ma è studiata?
Chiaramente è studiata, ma è qualcosa che a lui viene naturalmente. Remco ci è proprio predisposto. Io per esempio ho una posizione discretamente aerodinamica, ma non riuscirei a stare in quella postura che ha lui.
La posizione che diceva Cattaneo: fronte…E retro. Evenpoel “sparisce”La posizione che diceva Cattaneo: fronte…E retro. Evenpoel “sparisce”
E qual è?
Spianato sulla bici, con la schiena giù, le spalle strette e la testa in mezzo, i gomiti piegati… Madre natura gli ha dato davvero tanto in termini di impatto aerodinamico. Senza contare che è anche piccolo.
Mattia, immaginiamo che certi dati non siano né facili da stabilire né divulgabili, ma se dovessimo dare una stima, anche grossolana: quanto si spende in più stando a ruota di Remco rispetto ad altri corridori?
Certi numeri non li posso dire, sennò mi licenziano! Se uno potesse vedere i suoi valori di CDA in galleria del vento direbbe che non è possibile. Se dovessi stimare quanto si spende in più alla sua ruota, direi dai 35 ai 50 watt in più rispetto ad un altro corridore. Poi dipende…
Da cosa?
Velocità, altezza degli atleti… Faccio un esempio: Remco è alto 172 centimetri. Magari un Lenny Martinez, il primo dei “piccoli” che mi viene in mente, spende appena 15 watt in più della media. Io che sono più alto sprecherei già parecchio di più.
Ancora un confronto partendo dal Brabante, esempio di fuga a due con l’ex iridato: Remco a ruota di Van Aert…E il contrario. E’ chiaro che chi gli è dietro spende di più anche per motivi di altezza. Da notare che Van Aert è più schiacciato quando è a ruota che quando tiraEsempio di fuga a due con l’ex iridato: Remco a ruota di Van Aert e viceversa. Van Aert si schiaccia molto per prendere meno aria quando è a ruota
Facciamo un esempio restando in casa Soudal-Quick Step, prendiamo un Vansevenant, alto 176 centimetri?
Se alla sua ruota risparmi 100 watt, a quella di Remco arrivi a 60-50… forse. Di conseguenza l’impatto è maggiore. E poi questo conta moltissimo se si è in due. Perché se si è in tre o più le cose cambiano.
Cioè? Spiegaci meglio…
Ipotizzando di stare sempre in linea, chi è in terza posizione prende meno, in quarta ancora meno. Solitamente dalla terza alla quinta posizione sono quelle in cui si spende meno, perché dopo subentrano le turbolenze. E’ un po’ come stare dietro a un camion: se gli sei a due metri è una cosa, se sei a 6-7 è un’altra.
Quindi se si sta da soli con Remco è un bello spreco di energie!
Esatto, se sei piccolo ti puoi salvare, ma se ci dovesse capitare un Jonathan Milan… farebbe una gran faticaccia!
Più leggera, veloce e aggiornata in toto. E la nuova Cervélo S5. Rivista e ridisegnata, non è stata stravolta perché si è voluto mantenere il DNA di una bici iconica
Van Rysel ufficializza la sua bicicletta nata per la velocità. RCR-Fnon è un compromesso, non è una bici buona per fare tutto e si basa su caratteristiche numeriche ben precise, dati che hanno l’obiettivo di categorizzare la nuova piattaforma. Un approccio innovativo.
Sotto i 1.500 metri di dislivello in 100 chilometri, con salite dalla pendenza media che non supera il 5%. Una bici studiata per rendere al meglio ed esprimere le sue potenzialità quando l’andatura media è superiore ai 36 chilometri orari. Adatta anche per le gare con il pavé dove le medie orarie sono diventate elevate. RCR-F è adatta agli sprinter. Come è stato possibile sviluppare una bicicletta basandosi su queste caratteristiche? Grazie al contributo di Swiss Side.
La nuova RCR-F, bici super aeroLa nuova RCR-F, bici super aero
Van Rysel e Swiss Side, aero all’ennesima potenza
Pur mutuando solo in parte una sorta di impatto estetico dalla RCR (quella usata dal Team Decathlon-Ag2r), il riferimento è al carro posteriore, la nuova RCR-F si spinge verso un’importante estremizzazione dei concetti aerodinamici. La traduzione pratica e tangibile si riflette sulle forme della bicicletta e dalle varie integrazioni.
Rispetto alla RCR “standard”, la F risparmia 1,2 watt dalla forcella e 4,4 dal tubo sterzo. 1,7 watt dal tubo obliquo, 2,7 dal cockpit integrato. Significa risparmiare 1 minuto e mezzo in una gara come il Giro della Fiandre (rispetto all’utilizzo della RCR).
Nel wind tunnel con Swiss SideNel wind tunnel con Swiss Side
Carbonio unico e layup specifico
La tecnica utilizzata per la nuova Van Rysel RCR-F è monoscocca, senza un blend di fibre, ma con l’impiego di una sola tipologia di carbonio: altissimo modulo 60T. La posa delle pelli (ben 517 per un singolo telaio in taglia media) è dedicata a questo modello, per via delle forme così funzionali delle tubazioni.
Inoltre, il design complessivo della RCR-F (insieme alla fibra ad altissimo modulo) ha permesso di limitare l’impiego delle resine epossidiche, senza sacrificare la rigidità e limitando il valore alla bilancia.
Stem integrato con battuta sullo sterzo tutta dedicata al progettoMassiccia la tubazione dello sterzo e la testa della forcellaStem integrato con battuta sullo sterzo tutta dedicata al progettoMassiccia la tubazione dello sterzo e la testa della forcella
Manubrio integrato, Van Rysel chiama Deda
Come per la RCR, anche la F adotta un cockpit integrato disegnato da Van Rysel e prodotto da Deda su richiesta specifica. «Eccellenza Italiana» dicono dalla Francia e da Swiss Side. Il disegno è diverso, se messo a confronto con quello in dotazione alla RCR. Tutta la sezione centrale/superiore è creata per limitare al massimo il contrasto con lo spazio e nel complesso è sviluppato per agevolare la presa bassa/aerodinamica per lunghi periodi, naturalmente in ottica sprint.
L’integrato prende il nome di Ergodrops e porta in dote anche una sorta di svasatura da ambo i lati per il posizionamento dal nastro manubrio, in modo da limitare qualsiasi spessore non necessario.
Carbonio ad altissimo moduloL’inserzione aero dei foderi obliquiSimile, ma non uguale alla esistente RCRCarbonio ad altissimo moduloL’inserzione aero dei foderi obliquiSimile, ma non uguale alla esistente RCR
Taglie ed alcuni dettagli delle geometrie
Le misure disponibili sono 6, dalla XXS alla XL. Ci sono due valori comuni a tutte le taglie, la lunghezza del carro posteriore di 41 centimetri ed il rake della forcella di 45 millimetri. Inoltre, analizzando taglia per taglia la bici, emerge un prodotto decisamente compatto, con un interasse contenuto e piuttosto ribassato nella sezione frontale. Bici aggressiva.
Marchio di fabbrica Van Rysel con orientamento raceMarchio di fabbrica Van Rysel con orientamento race
Allestimenti e prezzi
Importante sottolineare che la Van Rysel RCR-F lascia un passaggio utile al passaggio degli pneumatici fino a 32 millimetri di sezione /sempre bene considerare il binomio gomme/ruote). Tre allestimenti: Signature Team, Shimano Ultegra e Shimano 105 Di2.
Il primo si basa sulla trasmissione Dura Ace con power meter annesso e ruote Swiss Side Hadron 625 ULT (9.499 euro di listino).
Il secondo ovviamente porta in dote la trasmissione Ultegra con power meter InPeak alla pedivella e ruote Hadron CLA 625 (6.499 euro di listino).
Il terzo allestimento prevede la trasmissione 105 Di2, sempre con il misuratore InPeak alla pedivella e ruote Hadron CLA 625 (5.499 euro di listino).
I pesi dichiarati sono rispettivamente di: 7,7, 8 e 8,2 chilogrammi (pedali esclusi).
Castelli Aero Race 7.0 è l’esempio lampante di quanto è evoluta e cresciuta la tecnologia aerodinamica dedicata ai capi tecnici ed ai tessuti.
Sono passati quasi vent’anni da quando è comparsa la prima maglia aerodinamica da indossare anche per le gare in linea, non solo per le prove contro il tempo e da quell’epoca molto è cambiato. Ci sono tanta tecnicità e comfort, la termoregolazione e le performances dei capi contribuiscono a migliorare la resa atletica, non in ultima l’immagine (oggi è fondamentale) che offre un capo indossato. Entriamo nel dettaglio di questo capo super tecnico prodotto da Castelli.
Maglia aderente ed elegante in stile CastelliMaglia aderente ed elegante in stile Castelli
Castelli Rosso Corsa
Rosso Corsa è un ulteriore valore aggiunto ai capi firmati Castelli e rappresenta una famiglia di prodotti che adottano tecnologie tra le più avanzate disponibili, comunque sempre in evoluzione. Rosso Corsa è simbolo ed icona per chi utilizza ogni componente, accessorio e dettaglio per migliorare la prestazione.
La maglia Aero Race 7.0 (diversa dal modello Espresso) rientra in questo pool di capi e si fregia anche dell’etichetta Bluesign. Significa che ogni passaggio della filiera, dall’approvvigionamento fino ad arrivare alla produzione vera e propria, è controllato meticolosamente. L’intento è quello di ridurre al minimo l’impatto ambientale, talvolta azzerando anche l’utilizzo di prodotti chimici.
La differenza di costruzione tra le maniche ed il resto del capoLa differenza di costruzione tra le maniche ed il resto del capo
Aero Race 7.0
7.0 non è un numero a caso, perché la Aero Race di Castelli rappresenta la settima generazione di quella maglia aerodinamica (il nome era Split Second) che ha cambiato completamente il concetto di tecnologia dell’abbigliamento dedicato al ciclista.
Aero Race nasce da un’applicazione di modelli CFD che analizzano i flussi d’aria e che hanno permesso di ideare un design specifico dei tessuti, di posizionare ogni singola cucitura in maniera altrettanto specifica e di essere comoda nel lungo periodo. Inoltre ha un eccellente potere di gestione dell’umidità che inevitabilmente viene prodotta durante lo sforzo.
Il comfort è uno dei cardini della magliaIl comfort è uno dei cardini della maglia
Le sue particolarità
E’ costruita grazie al nuovo tessuto Castelli Air 0 Stretch, molto elastico e capace di adattarsi perfettamente al corpo. Non sacrifica la comodità, la traspirabilità e permette di aumentare l’efficienza di penetrazione dello spazio quando si oltrepassano i 30 chilometri orari.
Ha un valore alla bilancia dichiarato di 134 grammi ed ha un range ottimale di utilizzo compreso tra i 18 e 35 gradi. Le maniche sono allungate fino a livello del gomito, con profili a taglio vivo. La costruzione delle maniche si abbina e collima con quella delle spalle. Il girovita presenta un elastico che sostiene la maglia e la tiene nella posizione adeguata, oltre che sostenere le tasche. Le due pannellature, quella sul torace e quella sulla schiena, sono costruite grazie ad una trama leggerissima e particolarmente traspirante. Il girocollo è ribassato. La zip è lunga. Il prezzo di listino della maglia Castelli Aero Race 7.0 è di 124,95 (ora disponibile con uno sconto del 25%).
Aero111 è uno pneumatico ma anche il primo sistema ruota/pneumatico che vede l’aerodinamica come soggetto principale. Nasce dalla collaborazione di tre colossi nell’ambito dello sviluppo ciclistico. DT Swiss, Swiss Side e Continental.
Di cosa si tratta? Di una copertura disegnata, sviluppata (dalla collaborazione e tre) e prodotta (da Continental) in modo specifico per la ruota anteriore, soluzione creata per offrire dei vantaggi nei termini di efficacia aerodinamica, senza sacrifici in fatto di tenuta, sicurezza e performances in generale. Il progetto prende il nome di Aero111.
Le cavità che caratterizzano il battistrada di Aero111Le cavità che caratterizzano il battistrada di Aero111
Una collaborazione a tre
Non è la prima volta che viene introdotto nel mercato un sistema ruota/pneumatico. Ma è la prima volta che tre punti di riferimento del settore ciclistico, per produzione, sviluppo delle tecnologie, soluzioni dell’aerodinamica applicata al ciclismo e ricerca strenua dei marginal gains collaborano per il raggiungimento di un risultato destinanto a cambiare la categoria.
E’ la prima volta in assoluta per uno pneumatico aero concept. DT Swiss per le ruote,Swiss Side per le soluzioni aerodinamiche (in più di un’occasione abbiamo sottolineato i frutti delle collaborazioni tra le due aziende svizzere). Continental, leader per la produzioni di pneumatici.
Diverse le configurazioni provate nella galleria del vento (foto Swiss Side)Diverse le configurazioni provate nella galleria del vento (foto Swiss Side)
Aero111 è un tubeless
Prodotto utilizzando la base di sviluppo dello storico GP5000 TR (tubeless ready), Aero111 è una sorta di pneumatico tubeless semi-slick che presenta un disegno decisamente particolare ai lati, unico nel suo genere. Non si tratta di intagli, ma di cavità vere e proprie (48 in totale e equamente distribuite) che attivano dei micro-vortici, un’azione che agisce in modo positivo sull’aderenza e massimiza l’effetto vela che si genera inevitabilmente con la rotazione della ruota anteriore (non protetta dal verticale). Come un effetto turbo. Questo pneumatico debutta ufficialmente al Tour de France con il Team Decathlon-AG2r che utilizza le ruote Swiss Side.
Massima efficienza combinato alla ruota (foto Swiss Side)La struttura mutuata dal GP5000 TRMassima efficienza combinato alla ruota (foto Swiss Side)La struttura mutuata dal GP5000 TR
Due larghezze disponibili
26 e 29 millimetri, con due indirizzi ben precisi. Tenendo ben presente che ognuna delle due sezioni è stata sviluppata sfruttando la combinazione con le ruote DT Swiss Aero+ e le valutazioni Swiss Side, la misura più piccola trova il binomio ottimale con la categoria Aero Performance, la maggiore con le ruote della categoria Endurance (ad esempio le ERC). A prescindere dalla configurazione ottimale votata al massimo rendimento, non ci sono limiti di compatibilità.
I valori alla bilancia dichiarati sono di 250 grammi per la 26×622 e 280 grammi per la 29×622 (ben al di sotto della media della categoria, con pesi davvero leggeri). Entrambe le sezioni sono compatibili hookless. Il prezzo di listino del singolo pneumatico è di 119,95 euro, utilizzabile anche con camere d’aria. Il nuovo Aero111 sarà montato sulle ruote DT Swiss (combinato con il Continental GP5000 TR) delle famiglie ARC e AR, ERC e ER (carbonio e alluminio) con un aumento di prezzo (rispetto al listino delle sole ruote) compreso tra i 150 e 50 euro.
Aero111 per l’anteriore e GP5000 TR per il posterioreAero111 per l’anteriore e GP5000 TR per il posteriore
Democratizzazione dell’aerodinamica
Rispetto a qualche anno addietro le ruote sono cambiate (tantissimo). I freni a disco, l’evoluzione progressiva e costante della ricerca nell’ambito dell’aerodinamica applicata allo sport, sono fattori che non hanno fatto altro che accelerare un processo già in atto. E’ pur vero che, una volta disponibile per pochi, oggi l’aerodinamica è alla portata di molti, un concetto che troviamo ovunque, influisce sull’efficienza e permette di risparmiare energie. In bicicletta si parla di efficienza aerodinamica quando si superano i 15 chilometri orari, perché oltre questa soglia la maggior parte delle energie che si spendono sono dedicate a contrastare lo spazio.
Quale è il contributo di uno pneumatico come ContinentalAero111? Agisce sulla resa tecnica dell’intera ruota, che diventa più equilibrata alla basse e alte velocità (considerando un delta tra i 30 e 45 chilometri orari e con ruote da 38 e 62 millimetri). Inoltre tende a smorzare (in alcuni casi azzerare) l’effetto “steering”, ovvero quella forza impressa dal vento laterale sulla ruota, che si riflette in modo negativo sullo sterzo e sul controllo dell’avantreno.
Jean-Paul Ballard, CEO di Swiss SideIn dotazione al Team Decathlon-AG2r (foto P.Ballet Team Decathlon-AG2r)Jean-Paul Ballard, CEO di Swiss SideIn dotazione al Team Decathlon-AG2r (foto P.Ballet Team Decathlon-AG2r)
Non solo velocità da professionista
Per contestualizzare ancora meglio lo sviluppo che c’è dietro al tubeless Continental Aero111, vediamo cosa ha aggiunto Jean-Paul Ballard (CEO Swiss Side).«Fino ad oggi chi ha investito nello sviluppo dei prodotti utilizzando concetti aerodinamici, ha sempre tenuto il riferimento dei 45 chilometri orari. Non tutti – ci dice Ballard – vanno a quella velocità e riescono a mantenerla in modo costante. Ecco perchè i numerosi test, combinazioni e fasi di sviluppo di Aero 111 hanno considerato ruote alte e più basse e velocità che scendono fino a 30 chilometri all’ora. Considero-prosegue Ballard-la vera democratizzazione dell’aerodinamica, che vuole abbracciare cotegorie di ciclisti molto differenti tra loro.
«Per finire – conclude Ballard – lo pneumatico è fondamentale per migliorare le prestazioni aerodinamiche della ruota anteriore. È la prima parte del sistema della bici a colpire l’aria in arrivo e condiziona il flusso d’aria sulla ruota. Se condizionato correttamente, il flusso d’aria può aderire al cerchio molto meglio e ad angoli elevati di vento trasversale. Ciò porta a significative riduzioni della resistenza aerodinamica e a un massiccio aumento dell’effetto vela. Lo pneumatico AERO 111 è sviluppato per massimizzare questo effetto, soprattutto a basse velocità, dove i normali pneumatici, aerodinamicamente, semplicemente non funzionano».
Le ruote sono una delle componenti tecniche più importanti, se non la più importante. Sono l’unico punto di contatto tra la bicicletta e l’asfalto, quindi ogni dettaglio conta e va curato. Ursus propone, per i ciclisti che cercano un prodotto polivalente, le Miura TC37 Disc: aerodinamiche, leggere ed estremamente scorrevoli.
Ursus, Miura TC37 DiscIl peso contenuto è dovuto alla scelta di usare i mozzi RD52Ursus, Miura TC37 DiscIl peso contenuto è dovuto alla scelta di usare i mozzi RD52
Raggi e mozzi
Il peso contenuto è dato dalla sezione ellittica scelta da Ursus per i raggi, questa forma permette di alleggerire di molto le ruote. Inoltre, la scelta tecnica dei raggi ellittici porta un vantaggio aerodinamico e una migliore resistenza alla trazione. L’incrocio e la tensionatura portano le Miura TC37 Disc ad essere molto reattive, caratteristica fondamentale per chi cerca un prodotto di alta qualità.
La scelta di montare il mozzo RD52 consente di avere raggi straight pull che migliorano l’aerodinamica. Con un guadagno di 3 watt a 48 km/h, 4.3 watt a 55 km/h e 6 watt a 60 km/h). Il mozzo RD52 risulta estremamente leggero, e garantisce un’estrema scorrevolezza durante la pedalata. Le Miura TC37 Disc sono ruote tubeless ready, uno dei modelli più leggeri di casa Ursus. Dimostrandosi così un prodotto adatto a terreni misti, con tanti tratti in salita.
I raggi sono 24 all’anteriore e al posterioreLe Miura TC37 Disc sono compatibili con i tre gruppi e anche con l’Ekar di CampagnoloI raggi sono 24 anteriori all’anteriore e al posterioreLe Miura TC37 Disc sono compatibili con i tre gruppi e anche con l’Ekar di Campagnolo
Dettagli tecnici
Le Miura TC37 Disc hanno un canale interno da 21 millimetri, che riesce ad ospitare tranquillamente copertoni fino a 28 millimetri di larghezza. Il peso della ruota anteriore è di 735 grammi, mentre per la posteriore è di 870 grammi. La compatibilità è garantita con tutti e tre i gruppi: Shimano, SRAM e Campagnolo. Dettaglio importante, le Miura TC37 Disc sono compatibili anche con il gruppo Campagnolo Ekar.
Prestazioni assolute e un’indole votata alla massima aerodinamicità. La capsule RC Icon 999 si arricchisce di un nuovo body pensato per raggiungere nuovi livelli di prestazione in tutte le condizioni. I tessuti sono stati studiati per riscrivere gli standard di velocità e penetrazione dell’aria. Un nuovo livello di performance firmato Bianchi Milano che con il suo design iconico riporta il ciclista ad indossare i colori che hanno fatto la storia del brand milanese.
La capsule collection RC Icon 999 si arricchisce di un nuovo body aerodinamicoLa capsule collection RC Icon 999 si arricchisce di un nuovo body aerodinamico
Aerodinamico
L’obiettivo di questo body RC Icon 999 è sicuramente la capitalizzazione di ogni watt espresso. Questo è favorito dall’assenza di cuciture, che riduce al minimo ogni forma di attrito. Un’attenzione che continua anche nella zona della spalla, quella più esposta all’aria, su cui viene impiegata una saldatura a T. Tutto ciò è permesso dal tessuto tecnico compatto3D Diamond Aero, impiegato nella zona frontale e nelle maniche, garantisce elasticità e fit racing, mentre la struttura romboidale del pannello frontale esalta la caratteristica aerodinamica del capo.
Sul piano del design grafico, come tutta la capsule Icon 999, il body si ispira alla storia e alla tradizione di Bianchi, con l’iconica fascia orizzontale e il mitico celeste a caratterizzarne il look, esaltando al tempo stesso l’eleganza e la modernità della tonalità del grigio.
Si ispira alla storia di Bianchi con l’iconica fascia celeste orizzontaleStudiato per garantire un fit aerodinamico e ridurre la minimo il drag aerodinamicoSi ispira alla storia di Bianchi con l’iconica fascia celeste orizzontaleStudiato per garantire un fit aerodinamico e ridurre la minimo il drag aerodinamico
Fit ideale
L’assenza di cuciture anche nella parte bassa aiuta a migliorare il comfort. Questo aspetto è infatti un altro pregio indiscutibile del body RC Icon 999. Il tessuto 4way stretch garantisce una vestibilità ideale e aderenza all’anatomia delle gambe. Caratteristiche che si traducono nella penetrazione aerodinamica e resistenza alle abrasioni. Il comfort, anche sulle lunghe distanze, è assicurato invece dal fondello progettato con Elastic Interface che aiuta a mantenere alti standard di comodità.
La cura nel dettaglio nella gamma RC Icon 999 la si percepisce fin da subito. Per il body RC Icon 999 è infatti pensato un packaging dedicato, che permette fin da subito di immergersi nel mondo e nella filosofia Bianchi Milano. Il capo è disponibile nelle taglie dalla S alla XXL ed è acquistabile sul sito ufficiale al prezzo di 399,90 euro.
Schwalbe Pro One Aero, precisione di guida ed aerodinamica. Il test completo ed approfondito dei nuovi tubeless ready che hanno debuttato al Tour de France
Un anno e mezzo dopo quel 59.661 e l’argento europeo di Monaco nel chilometro da fermo, Matteo Bianchi ha conquistato il primo titolo europeo di sempre di un corridore italiano in questa specialità. Le sue qualità tecniche hanno già riempito articoli e interviste e abbiamo imparato a conoscerle apprendendone la portata. Abbiamo però deciso di mettere sotto la lente d’ingrandimento questa sua crescita che è culminata con un successo storico per il movimento della velocità italiano. Con lui abbiamo analizzato le differenze e gli ambiti su cui ha lavorato insieme al team della nazionale per arrivare al titolo europeo.
Da quel risultato sfiorato all’europeo di Monaco 2022 è nata la consapevolezza che potevi aspirare anche all’oro?
Sicuramente sì. Quell’anno lì mi ha aiutato a crescere, a capire il mio livello internazionale. In realtà non è che avessi preparato più di tanto il chilometro, perché lavoriamo più che altro sul team sprint e quindi di conseguenza anche sul chilometro. Sono tornato a essere terzo frazionista e quindi è un tipo di sforzo molto simile al chilometro.
Nel 2022 Landerneau vince l’europeo davanti a Bianchi e al tedesco DornbachUn anno dopo, Bianchi con l’olandese Kool e il francese Landerneau Nel 2022 Landerneau vince l’europeo davanti a Bianchi e al tedesco DornbachUn anno dopo, Bianchi con l’olandese Kool e il francese Landerneau
L’anno scorso invece hai fatto quinto Grenchen…
Sì, l’anno scorso ero arrivato fuori forma, nel senso che la gara collocata così presto nel calendario mi aveva colto un po’ impreparato e quindi non ero al top della mia condizione e si è visto.
Da lì è cambiato qualcosa o è sempre la stessa preparazione, stessa alimentazione?
No, sapevo come prepararmi a un appuntamento così presto nell’anno, perché ovviamente avere delle gare d’estate o in inverno cambia, soprattutto a livello di preparazione. Allenarmi su strada mi dà una grossa mano quindi ovviamente è diverso in certi periodi. Però sento di avere avuto una crescita generale con il team sprint. Anche grazie al mio preparatore che mi segue su strada da ormai un po’ di anni e collabora con Ivan Quaranta. Loro si organizzano e pensano a quello che è meglio per me.
Hai trovato una tua dimensione e stai notando una crescita costante?
Sì, è la conseguenza di lavori costanti. Per stare dietro al team sprint bisogna migliorare per forza, quindi questo porta ad avere tempi migliori anche nel chilometro probabilmente.
Lato tecnico, cura delle traiettorie, posizione, stai imparando sempre di più una specialità così tecnica come il chilometro e anche la velocità a squadre?
Ogni giorno si cerca di limare qualcosa, che siano le traiettorie durante la prova oppure l’uscita dal blocco. Ce ne sono di cose da migliorare anche a livello aerodinamico. Rispetto al 2022 ho cambiato sia bicicletta che posizione. Se si guardano due foto a confronto tra europeo 2022 e quello 2024 le posizioni sono abbastanza diverse. In più sto usando un casco diverso. Questo è frutto del lavoro che fanno gli atleti endurance. Perché abbiamo la fortuna di avere uno dei settori top a livello internazionale, dove si investe molto e si fanno studi su posizioni, materiali e preparazione. Io sto utilizzando la loro stessa bicicletta e posso bene o male adattare un po’ quello che fanno loro.
Quaranta insieme a Bianchi dopo il successoQuaranta insieme a Bianchi dopo il successo
Tu infatti utilizzi la Bolide con una forcella differente. Sai se ci sono nuovi modelli in arrivo?
E’ già uscito un altro modello nel senso che c’è il telaio, diciamo quello da corsa a punti classico, quindi non da inseguimento che l’anno scorso è stato riadattato sulle nostre esigenze per il team sprint. Sono venuti gli ingegneri di Pinarello per sviluppare questo telaio che ci sta dando dei vantaggi rispetto al materiale di prima. Invece la nuova Bolide ha delle misure un po’ particolari che stiamo cercando di adattare.
Hai parlato di un nuovo casco…
Kask ha visto che in galleria del vento, per chi ha le spalle un po’ più larghe come me, conviene utilizzare il modello Mistral LW. E’ un casco leggermente più grande, dentro è imbottito per avere lo stesso comfort a livello di calotta. La sua peculiarità è appunto quella di essere visibilmente più grande e questa cosa a livello aerodinamico, abbinata alla mia posizione, dà dei vantaggi. In più si aggiunge la lente, che ne aumenta la rendita.
A livello di posizione cosa hai cambiato rispetto al 2022?
Ho il telaio di una taglia più grande. Le protesi non sono più dritte, ma le punte sono più verso l’alto, quindi ho le mani più alte così come i gomiti, per coprire meglio il busto. Tutto qui, so che può sembrare poco, ma fa già molta differenza.
La posizione del 2022 sulla bici: una taglia più piccola, con le protesi non inclinateQui la posizione aggiornata e anche il casco è nuovoLa posizione del 2022 sulla bici: una taglia più piccola, con le protesi non inclinateQui la posizione aggiornata e anche il casco è nuovo
Come sei arrivato a questi miglioramenti? Sei mai andato in galleria del vento?
Non sono ancora andato, però diciamo che è in previsione. Tutti i consigli sono basati su aspetti che i tecnici hanno analizzato e che funzionano a livello generale, anche guardando la concorrenza.
In una precedente intervista ci raccontasti che non senti la pressione pre-gara. E’ ancora così?
Sì, è una mia caratteristica. Negli appuntamenti importanti riesco sempre a mettermi nella situazione mentale non proprio di comfort, però riesco ad entrare in uno stato di tranquillità e consapevolezza di cosa devo fare.
Quaranta dopo il tuo successo ci ha detto che l’abilità più importante per fare quei risultati è il “peggiorare di meno“, visto che adesso ci sono molte prove in poco tempo, è così?
Sì, se prendiamo come esempio questo europeo, io in realtà pensavo di fare un tempo migliore nella seconda prova. Poi ho visto che un po’ tutti sono peggiorati o comunque non c’è stato nessuno che ha migliorato in maniera particolare. Se devo analizzare la mia seconda prestazione, direi che non è stata al top. Sono riuscito a portare a casa un buon risultato però non mi ha del tutto soddisfatto. Probabilmente ho sbagliato qualcosa sul recupero dopo la prima prova. Si poteva fare meglio.
Bianchi terzo frazionista sarà determinante per la qualificazione alle Olimpiadi di ParigiBianchi terzo frazionista sarà determinante per la qualificazione alle Olimpiadi di Parigi
Cosa pensi di avere sbagliato?
Sono sceso di pista che non stavo così male, quindi non ho fatto troppi rulli. Quando in realtà solitamente facevo esercizi 3-5 minuti sotto il medio intorno ai 200 watt, solo per smaltire più velocemente l’acido lattico. Diciamo che forse è stata questa la mancanza.
Obiettivi imminenti in Coppa del mondo?
Adesso abbiamo la prima di tre prove. Partiamo domenica prossima e vediamo cosa riusciamo a portare a casa. Il nostro obiettivo sarà quello di ottenere la qualifica olimpica nel team sprint, visto che il chilometro non rientra tra le specialità olimpiche. Al momento siamo fuori dagli otto che vanno a Parigi.
La velocità a squadre è sempre quella più trainante per tutto il reparto velocità…
Sì, nel senso che stiamo preparando prevalentemente quello e poi tutto quello che viene è frutto della preparazione che facciamo lì.