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Van Aert, metà uomo e metà moto: parola di Roglic

19.03.2022
4 min
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Ci ha pensato Roglic, dopo l’ultima tappa della Parigi-Nizza, a trovare la giusta definizione per Wout Van Aert. Il belga l’ha sentita e si è fatto una risata, prima di abbracciare il compagno di squadra.

«E’ stata super dura – ha detto Primoz – ma sono molto più felice di un anno fa. Voglio ringraziare la mia squadra e soprattutto Wout. E’ metà umano e metà moto. Può fare qualsiasi cosa. Non mi sentivo abbastanza forte, questo è certo. Non avevo forza nelle gambe e ho dovuto lottare per mantenere il ritardo. Fortunatamente Wout ha avuto un gran giorno. E’ stato davvero di grande aiuto per arrivare al traguardo».

Su Col d’Eze il lavoro di Van Aert ha salvato Roglic dal perdere la maglia l’ultimo giorno come nel 2021
Su Col d’Eze il lavoro di Van Aert ha salvato Roglic dal perdere la maglia l’ultimo giorno come nel 2021

Osservato speciale

E oggi Van Aert sarà uno degli osservati speciali nella Sanremo che ha vinto due anni fa, quando si corse d’estate. Però un ritorno su quel giorno francese è il tributo dovuto a un campione che soprattutto è stato di parola, mettendosi al servizio del compagno.

«Sono contento – dice il belga, che nella foto di apertura pubblicata su Instagram prova il finale della Classicissima – di aver avuto un paio di gambe davvero buone. Era la corsa che sapevamo di dover fare. Ho capito che era necessario quando Simon Yates ha attaccato. Per me la corsa finiva in quel punto, avevo già tirato tanto. Ma quando ho visto che Roglic non poteva seguirlo, ho pensato: devo cercare di tenere duro fino in cima. Non avevo scelta, anche se in realtà sono rientrato su Primoz e Quintana più velocemente del previsto. Poi è stato importante portarlo al traguardo».

Alla Parigi-Nizza ha vinto la crono ed è salito per altre quattro volte sul podio
Alla Parigi-Nizza ha vinto la crono ed è salito per altre quattro volte sul podio

Obiettivo classiche

Lo sforzo supplementare potrebbe aver pesato sulla gestione complessiva delle sue energie, che dopo l’Het Nieuwsblad aveva spiegato di voler centellinare per arrivare al massimo fino alla Roubaix.

«Ho lasciato la Parigi-Nizza – dice il campione della Jumbo Visma – con un buon feeling. Negli sprint forse non sono stato brillantissimo, ma la vittoria nella cronometro è stata molto gratificante. Ho portato a casa la maglia verde dopo quelle del Delfinato e potrebbe essere un’idea anche per il Tour. Sempre che Primoz non prenda la gialla da subito e ci sia da lavorare per lui. Il fatto che l’ultimo giorno avessi ancora le gambe così forti dimostra che la condizione è molto buona. Ne sono felice, anche perché era l’ultima settimana davvero difficile per preparare le classiche. L’ultimo blocco di lavoro. Poi è stato importante riposare, per metabolizzare il lavoro. Ma se sia stato meglio correre in Francia piuttosto che alla Tirreno-Adriatico ve lo dirò dopo la Roubaix…».

La vittoria alla Het Nieuwsblad aveva già mostrato la grande condizione di Van Aert
La vittoria alla Het Nieuwsblad aveva già mostrato la grande condizione di Van Aert

I piani di Pogacar

Arriva alla Sanremo senza grossi riferimenti rispetto a quanto è avvenuto sulle strade italiane, ma sa bene che sul fronte delle scommesse, il suo è uno dei nomi con la quotazione più bassa.

«Spesso in Francia – dice – finivamo prima e sono riuscito quasi sempre a seguire i finali della Tirreno mentre ero sui rulli a sciogliere le gambe. Pogacar ha dato l’impressione di poter fare quel che voleva. Ed è uno che sul Poggio sarà difficile da seguire. Per me è sicuramente uno dei grandi favoriti di oggi. Spero che possiamo fare qualcosa anche Primoz ed io. L’idea è di rimescolare un po’ le carte. Ho studiato bene il percorso. Dopo la Parigi-Nizza, mi sono fermato in Italia, poco dopo il confine, vicino Sanremo. Ho passato un po’ di tempo con mia moglie Sarah e la famiglia. Poi giovedì sono andato a Milano. Sono pronto, non vedo l’ora di cominciare la primavera delle classiche».

La maglia verde della Parigi-Nizza è per Van Aert un’idea in vista del Tour
La maglia verde della Parigi-Nizza è per Van Aert un’idea in vista del Tour

E’ difficile capire se i tanti casi di bronchite che hanno tolto dal mazzo Colbrelli, Alaphilippe, Ewan e Stuyven sarà uno svantaggio anche per Wout, che avrebbe avuto in loro degli alleati per eventualmente inseguire l’attacco di Pogacar. Ed è ancor più difficile capire quanto la notizia del possibile rientro di Van der Poel lo abbia innervosito, dato che spesso l’olandese lo ha privato della necessaria lucidità. Di sicuro, nel lotto dei favoriti per la Sanremo, Van Aert parrebbe essere un passo più avanti anche di super Pogacar. Ma per sapere come andrà a finire, a questo punto, basterà aspettare ancora qualche ora.