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Roglic scaccia la maledizione francese: Nizza è sua

13.03.2022
5 min
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Primoz Roglic ha vinto la Parigi-Nizza, lavando la ferita dello scorso anno, quando soffiò la tappa a Gino Mader e l’indomani il gruppo non si fermò ad aspettarlo dopo la caduta, malgrado fosse il leader della corsa.

Deve tutto o quasi a Van Aert che è stato di parola e si è messo al suo servizio quando Simon Yates lo ha attaccato sul Col d’Eze, cercando di recuperare i 47 secondi di ritardo. Giornata di pioggia, salita fredda e discesa infida. Senza il belga, probabilmente Roglic avrebbe perso la corsa, piombando nuovamente nel finale dello scorso anno. Quando i due hanno iniziato il loro inseguimento a Yates, il contachilometri del fuggitivo segnava 43 chilometri orari, quello degli inseguitori indicava 57. In qualche modo la tappa di oggi segna un momento di svolta nella carriera di Primoz, che al traguardo ha ricevuto un pugno benevolo al centro del petto da parte del compagno, ha bevuto una Coca e poi si è diretto al podio.

Sul traguardo di Nizza, vittoria di Simon Yates, che ha fatto tremare Roglic
Sul traguardo di Nizza, vittoria di Simon Yates, che ha fatto tremare Roglic

Il colpo del Turini

Primoz Roglic ha vinto la Parigi-Nizza e Maximilian Schachman, che nel 2021 gli sfilò la maglia e con un certo imbarazzo si mise in tasca la seconda edizione della corsa in due anni, è andato a casa con l’influenza assieme a una gran parte del gruppo: la Parigi-Nizza l’hanno finita in 59. E soprattutto non ha potuto applaudire il rivale sloveno che ieri, dopo la vittoria nella neve del Col du Turini, ha dato spettacolo sul podio.

Primoz infatti questa volta aveva con sé il figlio Lev di tre anni. I due hanno eseguito contemporaneamente la mossa del telemark, tipica dell’atterraggio nel salto con gli sci che Roglic ha praticato fino al terribile incidente per il quale salì su una bicicletta.

«Fra tutti i podi che ho fatto – ha sorriso lo sloveno – questo è stato sicuramente il momento migliore in assoluto. Intendiamoci, voglio esercitarmi molto a farlo con Lev quest’anno».

Condizione che cresce

Mentre Pogacar stravinceva sul Carpegna, il successo del connazionale in Francia, pur nella neve, è stato più faticoso. Roglic infatti ha trovato sulla sua strada un Martinez e un Simon Yates straordinariamente motivati. In ogni caso, per stare alla larga dal pasticcio dello scorso anno a La Colmiane, Primoz è andato a riprendere tutti e poi ha attaccato.

«E’ sempre bello – ha dichiarato poi – vedere le buone sensazioni tradotte in vittoria. Anche se sapevo di essermi allenato duramente dopo il ritiro, vincere è stato la conferma che ogni corridore spera di trovare. Non sono cose che puoi comprare al mercato, è stato difficile arrivare alla condizione con questa partenza più soft. E nella tappa di oggi (ieri per chi legge, ndr) è stato difficile rimanere davanti e controllare la corsa per quasi 100 chilometri, in modo che non ci fosse spazio per giochi tattici».

Sabato ha dovuto vedersela con Martinez, più brillante degli attaccanti
Sabato ha dovuto vedersela con Martinez, più brillante degli attaccanti

Maledizione addio

Rispetto a dodici mesi fa, Roglic è leggermente meno in forma, come ci ha raccontato il suo allenatore. Quando stamattina si è presentato al via dell’ultima tappa, che si è conclusa a Nizza dopo la scalata del Col d’Eze, lo sloveno aveva 47 secondi di vantaggio su Simon Yates e un minuto su Daniel Martinez. Nonostante la relativa tranquillità della sua posizione, ma ricordando il pessimo finale di corsa del 2021 e la caduta del Tour, prima di partire Roglic ha fatto ricorso all’ironia.

«Vorrà dire che non penserò di correre sulle strade francesi – ha detto – fingerò di essere in Francia».

Van Aert ha capito che Roglic non fosse al massimo e ha tirato sul Col d’Eze in modo decisivo
Van Aert ha capito che Roglic non fosse al massimo e ha tirato sul Col d’Eze in modo decisivo

Con l’aiuto di Wout

L’operazione ha funzionato, con quel po’ di strizza che ti viene quando l’attaccante sparisce dallo sguardo, mentre la tappa di oggi ha dimostrato il ritorno di Yates ai livelli che più gli competono. Dani Martinez ha invece accusato un cedimento ed è arrivato al traguardo con Quintana e Guillaume Martin con 1’44” dal vincitore.

Ai piedi del podio, Roglic ha incontrato nuovamente sua moglie Lora e ha preso in braccio nuovamente Lev, pronto a replicare il loro gesto di vittoria.

«Ieri ero contento per aver vinto la tappa – ha detto lo sloveno – oggi per aver vinto la prima corsa a tappe in Francia. Devo un grande ringraziamento alla squadra e soprattutto a Wout Van Aert che ha dimostrato di poter davvero fare tutto. Yates è partito forte, io stavo bene, ma ho sofferto e combattuto per limitare il ritardo. Wout è stato super forte, è davvero grande. E io sono davvero contento».