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Tosatto, il dopo Bernal è da disegnare. Ma Carapaz vede ancora rosa

05.02.2022
4 min
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Matteo Tosatto è indaffaratissimo nel seguire i suoi corridori. Anche se la stagione è appena iniziata, il tecnico veneto è già nel pieno della “mischia”. L’incidente di Bernal ha scosso il mondo del ciclismo, ma ancora di più ha scosso la sua squadra, la Ineos-Grenadiers. Il colombiano era l’uomo per il Tour e di fatto uno degli uomini simbolo, tanto più che Sir Brailsford gli aveva fatto firmare un contratto molto importante sia per durata che per ingaggio.

Ma senza allargarci troppo restiamo su questa stagione. Come inciderà questo incidente nei programmi della corazzata inglese? In tanti già danno Richard Carapaz dirottato dal Giro al Tour. La verità è che il discorso è ben più complesso.

Tosatto 2021
Matteo Tosatto è uno dei diesse del team inglese dal 2017
Tosatto 2021
Matteo Tosatto è uno dei diesse del team inglese dal 2017

Vicini a Bernal

«Come cambia la nostra situazione… Cambia che per ora non possiamo far altro che stringerci attorno ad Egan e dargli tutto il supporto necessario perché torni al meglio e recuperi in fretta – spiega Tosatto – Una riunione in questo senso ancora dobbiamo farla. Per ora l’incidente è ancora troppo “fresco” per affrontare il discorso dei programmi corali».

«Piuttosto pensiamo alle corse e a quel che c’è da fare adesso. L’unica cosa che sin qui è cambiata nei programmi è che Egan è stato tolto dalla lista per la Parigi-Nizza, il suo primo obiettivo stagionale, e dalle altre gare di questa prima parte dell’anno».

La Ineos-Grenadiers si stringe attorno a Bernal. Ecco Carapaz (in basso a sinistra) con i suoi compagni a Besseges (foto Instagram)
La Ineos-Grenadiers si stringe attorno a Bernal. Ecco Carapaz (in basso a sinistra) con i suoi compagni a Besseges (foto Instagram)

Carapaz al Giro

Tosatto chiaramente non ha la possibilità, e forse neanche può, scoprire tutte le carte in tavola. Il discorso di Bernal è pesantissimo. Se pensiamo che possono esserci dei dubbi circa il suo futuro, figuriamoci se adesso il problema è individuare questa o quella corsa.

Però di fatto, è un “quid” che esiste. E alla fine la voce più succulenta, la domanda che tutti si fanno è come sarà gestito Carapaz.

«Con Carapaz – riprende Tosatto – ancora non abbiamo parlato. Per ora Richard resta focalizzato sulla sua prima parte di stagione e sul suo programma di gare che avevamo stabilito. E su questo continuiamo, pensando alla sua condizione. Qui siamo tutti dispiaciuti. Poi sarà che tutti eravamo sparsi tra ritiri, Sud America, gare… che quasi non c’è stato il tempo per rendersi conto davvero di quanto sia successo».

Un Giro con solo 26 chilometri di cronometro però è un’occasione ghiottissima per l’ex maglia rosa e attuale campione olimpico…

«Sì, sì, ma infatti Richard lo sa bene e ha già detto ad inizio stagione che quello sarebbe stato il suo obiettivo ed è concentrato su quello. Dire adesso che lo togliamo dal Giro per metterlo al Tour mi sembra inutile e prematuro. Di certo è un bel Giro per lui e per il momento tutto resta confermato».

E’ vero poi che su certe decisioni contano, sponsor, questioni di marketing e non ci sono solo scelte tecniche, ma se conosciamo un po’ Carapaz, abbiamo visto che l’ecuadoriano è molto ambizioso. Lui ha voglia di vincere. Al Tour sa bene che con Pogacar e Roglic il compito sarebbe più arduo. Non impossibile, sia chiaro…

Carlos Rodriguez sugli sterrati della Valenciana. Lo spagnolo, classe 2001, è un vero talento
Carlos Rodriguez sugli sterrati della Valenciana. Lo spagnolo, classe 2001, è un vero talento

Quanti campioni nel mazzo

In casa Ineos-Grenadiers i campioni non mancano. Oltre a Carapaz e Bernal c’è un certo Geraint Thomas e con lui Geoghegan Hart, Porte, Adam Yates… Senza contare che nel momento in cui decidessero di cambiare strategia e di venire in Italia per le tappe avrebbero cacciatori del calibro di Viviani, Ganna, Kwiatkowski

E a proposito di Porte e Yates: loro due erano già inseriti nella lista del Giro. Magari potrebbero assegnargli un altro ruolo, senza scombussolare troppo i piani del team. In fin dei conti non sarebbe la prima volta che in Ineos si ritrovano a cambiare le carte sul momento. Il Giro di Tao ne è la riprova. E in ammiraglia guarda caso c’era proprio Tosatto.

«Di corridori ne abbiamo molti, vedremo… Ganna è partito bene, idem Viviani e anche Carlos Rodriguez.

Su Rodriguez incalziamo Tosatto: «Matteo, questo è un corridore vero. Lo abbiamo visto all’Avenir l’anno scorso»…

«Crediamo molto in questo giovane. Lo vogliamo far crescere senza stress. 

«Vederlo al Giro? Forse è un po’ presto. E’ vero però che vogliamo fargli fare un grande Giro quest’anno. Non credo che possa andare al Tour come primo “assaggio”, ma visto che è spagnolo pensavamo di più alla Vuelta, tanto più che arriva a fine stagione e sarà maturato un altro po’ per quel periodo. Una Vuelta da correre in appoggio a qualche capitano. Io comunque sono dell’idea che far fare i grandi Giri a dei giovani, senza bruciare le tappe, sia sempre una buona idea».