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Neoprofessionisti italiani, i numeri ci sorridono

06.01.2023
4 min
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Le squadre sono ormai fatte. Salvo qualche inserimento dell’ultimo minuto, vedi Mark Cavendish e, speriamo ancora di più, Domenico Pozzovivo, i roster dei 36 team WorldTour e professional sono definiti. Tra i 931 corridori che militano in queste due categorie, figurano 149 neoprofessionisti. E di questi debuttanti 24 sono italiani. 

Con l’arrivo della Corratec tra le professional schizza in alto il numero dei neopro’ (foto Instagram)
Con l’arrivo della Corratec tra le professional schizza in alto il numero dei neopro’ (foto Instagram)

Numeri in crescita

E parliamo proprio di loro. Partiamo dalla quantità: 24, un ottimo numero. O quantomeno un dato che possiamo definire incoraggiante. Rispetto alla passata stagione infatti sono una decina in più. E il perché è presto detto: c’è una nuova squadra professional, la Corratec, che salendo di categoria ne porta in seno un bel po’.

Il fatto che ci sia una squadra in più è un buon segnale. Questo, va a compensare la perdita della Drone Hopper-Androni. Però la nuova Corratec, venendo dalla categoria continental e puntando sui giovani, ha più neoprofessionisti rispetto a quelli che avrebbe potuto avere la squadra di Savio e Bellini.

In 24 tra i grandi

Dicevamo 24 neoprofessionisti italiani: 21 appartengono alla categoria professional e 3 a quella WorldTour. Di questi tre – Garofoli, Germani e Milesi – avevamo parlato qualche tempo fa. Ciò nonostante ci sarebbe potuto essere anche quarto ragazzo, Marco Frigo.

CORRIDORESQUADRAANNI
Matteo AmellaTeam Corratec21
Davide BaldacciniTeam Corratec24
Walter CalzoniQ36.5 Pro Cycling Team21
Lorenzo ConfortiGreen Project – Bardiani18
Marco FrigoIsrael – Premier Tech22
Stefano GandinTeam Corratec26
Gianmarco GarofoliAstana Qazaqstan20
Lorenzo GermaniGroupama – Fdj20
Riccardo LuccaGreen Project – Bardiani25
Filippo MagliGreen Project – Bardiani23
Giulio MasottoTeam Corratec23
Lorenzo MilesiTeam DSM20
Marco MurganoTeam Corratec24
Simone OliveroTeam Corratec21
Luca PalettiGreen Project – Bardiani18
Nicolò ParisiniQ36.5 Pro Cycling Team22
Mattia PetrucciGreen Project – Bardiani22
Andrea PietrobonEolo – Kometa23
Davide PiganzoliEolo – Kometa20
Antonio PuppioQ36.5 Pro Cycling Team23
Lorenzo QuartucciTeam Corratec23
Simone RaccaniEolo – Kometa21
Matteo ScalcoGreen Project – Bardiani18
Samuele ZambelliTeam Corratec24

La Francia vola, l’Italia tiene

Al momento dell’annuncio del passaggio di Frigo in prima squadra, avvenuto questa estate, la Israel-Premier Tech era nel WorldTour, ora è una professional. E se tutto fosse rimasto così anche questo dato avrebbe avuto un segno positivo rispetto all’inverno 2021-2022, quando i ragazzi italiani ad approdare nel WT furono tre: Baroncini, Gazzoli e Zambanini.

Sapete qual è invece la Nazione con più neoprofessionisti nel WT? E’ la Francia, che ne conta ben nove (e 16 in totale comprese le professional), ma qui incidono due motivi principali. Alla Groupama-Fdj è salito dalla continental un gruppo molto importante di atleti e di questo gruppo tre sono francesi. E poi l’Arkea-Samsic, squadra transalpina appunto, è diventata WT. Insomma, i cugini hanno avuto una bella “spinta dal basso”.

Davide Piganzoli passa dalla continental alla professional della Eolo-Kometa (foto Maurizio Borserini)
Davide Piganzoli passa dalla continental alla professional della Eolo-Kometa (foto Maurizio Borserini)

Dalle giovanili…

Tra i 21 corridori italiani che passano nelle professional ce ne sono alcuni che in qualche modo già appartenevano a quella società. Il caso più emblematico è quello di Davide Piganzoli. Il lombardo era alla Fundacion Contador, vale a dire la giovanile della Eolo-Kometa, idem Andrea Pietrobon. Segno che le giovanili iniziano a funzionare anche da noi. E si portano avanti corridori “fatti in casa” anche di un certo spessore.

Fanno il super salto juniores-professionisti, almeno in apparenza, corridori come Conforti, Paletti e Scalco. Abbiamo detto in apparenza perché passano nelle fila della Green Project-Bardiani e sappiamo che questa squadra ha il gruppo giovani, i quali fanno prevalentemente attività U23.

Pertanto il loro passaggio va sì considerato e annoverato in quei 24 neopro’ (di fatto hanno un contratto da pro’), ma va anche analizzato. Il loro passaggio chiaramente è un po’ diverso da quello dei loro compagni Lucca, Magli o Petrucci (nella foto di apertura) che non essendo più degli U23 possono considerarsi pro’ al 100%.

L’Italia dei giovani c’è. Due mondiali in tre anni con Battistella e Baroncini (in foto) e una rosa di atleti di buona qualità
L’Italia dei giovani c’è. Due mondiali in tre anni con Battistella e Baroncini (in foto) e una rosa di atleti di buona qualità

Una riflessione

Numeri buoni dunque. Incoraggianti, se non altro perché sono strettamente legati a squadre (italiane) che cercano di lavorare con i giovani. In tal senso un pensiero di sostegno va a Riccardo Ciuccarelli, “vittima” della disfatta Drone-Hopper. “Ciucca” resterà nella categoria continental alla sua vecchia squadra. Con lui avremmo avuto un neopro’ in più.

Ma torniamo ai nostri numeri. Siamo sicuri che il periodo del nostro ciclismo sia così nero come tanto si decanta? Vero, forse non abbiamo la classe di mezzo, quella pronta per i grandi Giri o le super classiche, ma come diceva il cittì degli U23, Marino Amadori, nel prossimo futuro abbiamo le carte in regola perché le cose possano cambiare… magari già da quest’anno.

I Covi, i Bagioli, gli Aleotti, gli Oldani, i Verre… stanno arrivando definitivamente e dietro di loro ci sono ottimi profili, a cominciare da quei tre che sono approdati nel WT quest’anno o che lo hanno fatto appena prima, ci vengono in mente per esempio Dainese o Baroncini. Magari la situazione era peggio quando Nibali vinceva il Tour o il Giro. Di fatto c’era lui a coprire tutto… il vuoto.