Nasce il gioco che finanzia lo sport italiano. Una rivoluzione che tocca il ciclismo

Nasce il gioco che finanzia lo sport, anche il ciclismo

01.10.2026
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Dallo scorso lunedì c’è un nuovo gioco numerico che si affianca a Lotto e SuperEnalotto. Si chiama Win for Italia Team e a dispetto della sua formula, della sua vicinanza con i due suddetti, è un gioco che ha molti più legami con il Totocalcio. Perché occuparsene su un media che si dedica al ciclismo? La risposta è semplice: è proprio da Win for Italia Team che in futuro arriverà la maggior parte delle risorse alla Federazione e quindi al ciclismo italiano.

Il gioco infatti nasce da una stretta collaborazione istituzionale tra CONI e Sisal, il concessionario storico dei giochi pubblici in Italia che ha sempre gestito il Totocalcio, la famosa schedina con i 13 risultati da indovinare fra serie A e C. Progressivamente quella che era una radicata abitudine negli italiani è andata perdendosi. Molto ha contribuito il “campionato spezzatino” diviso fra più giorni, ma principalmente la coltellata è stata inferta dalle scommesse, decisamente più semplici, attrattive, che hanno anche allargato la mentalità dello sportivo medio oggi non più così calciofilo.

La schedina di Win for Italia Team, dove bisogna predire i 6 numeri che usciranno all'estrazione serale
La schedina di Win for Italia Team, dove bisogna indovinare i 6 numeri che usciranno all’estrazione serale
La prima schedina di Win for Italia Team dello scorso 28 settembre. Toccherà al nuovo gioco dare i fondi alle federazioni
La prima schedina di Win for Italia Team dello scorso 28 settembre. Toccherà al nuovo gioco dare i fondi alle federazioni

Tornare ai tempi del Totocalcio (quando funzionava…)

Perché era così importante il Totocalcio? Perché la quasi totalità del gettito che il Coni aveva a disposizione per le sue attività e che poteva distribuire alle federazioni parzialmente in base ai loro risultati veniva proprio da quanto gli italiani spendevano per la schedina: il CONI incassava il 25 per cento, esattamente quanto lo Stato, mentre il montepremi era costituito dal 38 per cento delle spese. Il Totocalcio non è scomparso, anzi dal 2022 ha cambiato formula con tante possibilità di vittoria, ma obiettivamente quanti sanno che è ancora in vita? E quanti lo privilegiano rispetto alle scommesse sportive classiche?

Questo però ha significato un forte peso sullo Stato, chiamato a sovvenzionare l’attività sportiva (che era proprio ciò di cui lo sport italiano si era sempre vantato di evitare, gloriandosi dei suoi successi senza avere ingerenze politiche…) e da lì sono partite continue discussioni, pressioni, polemiche.

Ora si prova a invertire la tendenza. La lotteria punta a intercettare la passione degli italiani per i giochi numerici a jackpot, trasformandola in una risorsa strutturale e continuativa per la preparazione dei nostri atleti e per il sostegno delle nuove generazioni di talenti dell’Italia Team. Ci vorrà chiaramente tempo, una grande campagna mediatica (finora invero un po’ nascosta) per entrare nel quotidiano degli appassionati sportivi, ai quali invece sarebbe importante far capire come, di pari passo con la propria logica speranza di arricchirsi e cambiar vita si dà anche una mano ai propri beniamini.

Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio insieme a quello FCI Cordiano Dagnoni
Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio insieme a quello FCI Cordiano Dagnoni
Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio insieme a quello FCI Cordiano Dagnoni
Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio insieme a quello FCI Cordiano Dagnoni

Un meccanismo molto semplice

Il meccanismo di gioco di Win for Italia Team è molto simile a quello del SuperEnalotto, ma con una struttura più snella e dinamica pensata per aumentare le frequenze di vincita. I numeri non sono 90 ma 40, bisogna sempre indovinare la sequenza di 6 numeri usciti. Un altro fattore è che ogni giocata ha un costo fisso di 2 euro e si possono combinare i vari numeri fino a un massimo di 27.132 combinazioni per singola ricevuta.

Un’altra differenza di questo gioco rispetto al SuperEnalotto è che la sua frequenza è quotidiana, ossia ogni sera alle 20 viene effettuata l’estrazione dei 6 numeri. Si può giocare ininterrottamente nell’arco delle 24 ore, fino a 15 secondi prima dell’estrazione.

Capitolo premi: si vince indovinando da 2 a 6 numeri della combinazione estratta. Il valore dei premi non è fisso ma dipende direttamente dal volume della raccolta di ogni singolo concorso. Il montepremi accumulato viene distribuito proporzionalmente tra le varie categorie. Se in un’estrazione non viene centrato alcun “6” (come molto spesso avviene), la quota della prima categoria si accumula automaticamente nel jackpot del giorno successivo. Il gioco debutta con un jackpot minimo garantito sempre milionario, con un valore medio iniziale che si attesta intorno ai 2 milioni di euro.

I fondi del gioco serviranno principalmente alla preparazione olimpica, per dare pieno sostegno alle speranze di medaglia
I fondi del gioco serviranno principalmente alla preparazione olimpica, per dare pieno sostegno alle speranze di medaglia
I fondi del gioco serviranno principalmente alla preparazione olimpica, per dare pieno sostegno alle speranze di medaglia
I fondi del gioco serviranno principalmente alla preparazione olimpica, per dare pieno sostegno alle speranze di medaglia

Più introiti al CONI e alle federazioni

La gestione operativa e tecnologica dell’infrastruttura di gioco è interamente affidata a Sisal SpA, sotto la vigilanza e la regolamentazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), l’ente statale preposto alla tutela del gioco pubblico e legale in Italia, esattamente come tutti gli altri giochi italiani. Si può giocare proprio come negli altri casi, presso i punti della rete Sisal, oltre 35 mila in Italia oppure sul sito del SuperEnalotto.

Cambia profondamente, rispetto al Totocalcio, la distribuzione degli introiti: il montepremi sale fino al 65 per cento del gettito, mentre al CONI va il 26,5 per cento. Allo Stato resta l’8,5 per cento che comprende anche i costi di gestione. Questo significa un afflusso economico per il CONI il cui utilizzo è vincolato: non andrà alle spese di gestione di ogni federazione, ma servirà per la preparazione olimpica degli azzurri.

Da qui scaturiranno i raduni federali, l’acquisto di attrezzature scientifiche d’avanguardia o studi specifici (basti pensare, agli studi nelle gallerie del vento o agli investimenti sui materiali), le borse di studio per i giovani atleti ad alto potenziale, le spese logistiche per le trasferte e lo sviluppo dei centri tecnici federali.

Parliamo di un’autentica rivoluzione nello sport italiano. Che il CONI ha intrapreso tenendo a mente due esigenze peculiari: la prima è ricreare quel legame virtuoso tra il gioco pubblico regolamentato e il finanziamento del movimento sportivo. C’è necessità di dare stabilità economica alle federazioni, specialmente nei cicli quadriennali di avvicinamento alle Olimpiadi, riducendo l’incertezza legata ai soli contributi pubblici che serviranno a questo punto per le “spese della macchina burocratica” e per concentrare maggiormente gli investimenti sull’attività di base.

Dagli introiti del gioco dovrebbero scaturire nuove risorse per le trasferte azzurre in ogni sport
Dagli introiti del gioco dovrebbero scaturire nuove risorse per le trasferte azzurre in ogni sport
Dagli introiti del gioco dovrebbero scaturire nuove risorse per le trasferte azzurre in ogni sport
Dagli introiti del gioco dovrebbero scaturire nuove risorse per le trasferte azzurre in ogni sport

Come capitalizzare i successi degli azzurri

La seconda esigenza è far sì che gli straordinari risultati dello sport italiano, nella Top 10 olimpica da ormai trent’anni e che allarga a ogni stagione la sua presenza ai vertici in più sport (sperando che anche il ciclismo torni ai suoi antichi fasti) vengano capitalizzati. Parliamoci chiaro: l’appassionato medio italiano non è più legato a doppio filo al calcio e questo molti media, in primis i quotidiani sportivi, ancora non l’hanno capito. Sorgono ogni giorno, anche grazie ai nuovi strumenti digitali, organi d’informazione e proprio l’era dei social vede tantissima gente, prima distratta, cercare continuamente notizie sul torneo di tennis o la corsa ciclistica ai confini del mondo, per sapere chi ha vinto e cos’hanno fatto gli italiani.

E’ un valore sul quale investire, capitalizzare questo forte sentimento di appartenenza nazionale, offrendo agli appassionati uno strumento di supporto diretto. Chi compila una schedina di Win for Italia Team sa che, attraverso il gioco, anche la qualsiasi vittoria che verrà ottenuta avrà, in piccolo, anche il suo contributo. A questo punto è però auspicabile che il CONI faccia un’ulteriore passo in avanti, rimettendo mano al Sistema di Preparazione Olimpica attraverso un organo super partes, che segua tutti i cammini di qualificazione e possa intervenire dove necessario affiancando le singole federazioni, come se fossero componenti della stessa squadra. Allora sì che questi anni d’oro diventeranno una piacevole abitudine.