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Amadio Tokyo 2021

Amadio: «Ora con il Coni pianifichiamo Parigi»

16.09.2021
4 min
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L’argomento è delicato, ma il tempo stringe, perché potrà anche non sembrare, ma le Olimpiadi di Parigi sono già dietro l’angolo. L’intervista con il Segretario Generale del Coni Carlo Mornati ha fatto rumore, in casa Federciclismo il discorso relativo alla Preparazione Olimpica è un tema caldo. Il nuovo responsabile delle nazionali Roberto Amadio (in apertura con Villa e Salvoldi) lo sa bene e ha accettato di buon grado di affrontarlo, anche se non va dimenticato come sia entrato nella “macchina federale” solamente a meno di un mese dai Giochi di Tokyo, ma proprio l’esperienza giapponese gli ha dato molti spunti.

Quando chiudi una rassegna olimpica con un oro e tre medaglie, è chiaro che il bilancio sia ben più che positivo. Amadio però sa che non si può minimamente riposare sugli allori. Riprendiamo allora alcuni degli argomenti trattati con Mornati proiettandoli più direttamente sul nostro mondo. Iniziamo dalla gestione della trasferta.

«Quando si parla di Olimpiadi – afferma Amadio – la logistica è completamente curata dal Coni, ma chiaramente vengono salvaguardate le singole esigenze federali. Noi ad esempio avevamo bisogno di un hotel nella zona delle gare su strada, abbiamo segnalato la nostra preferenza, poi il Coni ha provveduto».

Malagò Tokyo 2021
Il presidente del Coni Malagò ha seguito da vicino molte gare ciclistiche olimpiche
Malagò Tokyo 2021
Il presidente del Coni Malagò ha seguito da vicino molte gare ciclistiche olimpiche
Il rapporto tra Coni e Fci, parlando di Olimpiadi nel loro complesso e quindi comprendendo tutto il quadriennio olimpico, come è strutturato?

Il Coni mette a disposizione le sue migliori risorse per ottenere il massimo risultato, poi ogni federazione deve modulare le sue esigenze. Noi ad esempio abbiamo avuto un fantastico supporto dall’Istituto di Scienza dello Sport, nelle persone di Dario Della Vedova e Giovanni Pastore, per massimizzare i risultati del quartetto. Il lavoro nelle gallerie del vento è stato decisivo: a Torino si è lavorato sulla posizione in bici, al Politecnico di Milano su tutti i materiali.

Un lavoro che andrà avanti?

Sin da subito: hanno competenze delle quali dobbiamo servirci per rimanere all’avanguardia. Ma non solo con loro: abbiamo ad esempio in programma di dotare il velodromo di Montichiari di tutta la strumentazione tecnica, con computer e video per telemetria, con cronometraggio fisso come se ogni giorno fosse una gara. Ma tornando all’Istituto, attendiamo di concludere la stagione e avremo subito un incontro per pianificare il da farsi verso le prossime Olimpiadi.

Viviani galleria vento 2020
Elia Viviani nella galleria del vento: il lavoro al Politecnico di Milano è stato fondamentale non solo per lui
Viviani galleria vento 2020
Elia Viviani nella galleria del vento: il lavoro al Politecnico di Milano è stato fondamentale non solo per lui
Mornati sottolineava come dopo Rio si fosse compreso che bisognava dare alle Federazioni qualcosa in più come supporto. L’idea di un settore Preparazione Olimpica che faccia un po’ da legame fra le varie federazioni nell’arco di tutti i 4 anni ti trova favorevole?

Dipende da quel che si intende. I responsabili del Coni sono stati con noi, hanno studiato a lungo il lavoro di Villa e Salvoldi . Ci siamo confrontati anche su altri aspetti tecnologici perché a Tokyo abbiamo visto tante novità, dalla catena delle bici degli inglesi ai rapporti della Nuova Zelanda e gli stranieri hanno studiato ad esempio i manubri delle nostre Pinarello. Il progresso tecnologico avanza a passi da gigante e dobbiamo essere pronti. Il Coni si mette a disposizione, ma poi sta alle singole federazioni lavorare e seminare.

Hai notato una tendenza a guardare solo alle medaglie possibili? A Tokyo ad esempio eravamo ancora completamente assenti nella velocità che pure mette a disposizione ben 6 titoli…

Abbiamo affrontato il tema, ci è stato chiesto, sanno e sappiamo che bisogna mettere in piedi un progetto, senza nasconderci che i risultati li vedremo a lungo termine, c’è tantissimo da fare. Dobbiamo pensare ad esempio a trovare ragazzi adatti alla disciplina che praticano altri sport, come ha fatto l’Olanda che è andata ad attingere anni fa nell’atletica e ora ne gode i frutti, ma parliamo di giovanissimi, da affiancare agli specialisti puri. Ci vorrà almeno un paio di cicli olimpici per poter cominciare a raccogliere.

Velocità Tokyo 2021
La finale olimpica della velocità vinta dalla canadese Mitchell: quando tornerà l’Italia a questi livelli?
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Saresti favorevole a un organo “super partes” che segua tutto il cammino di qualificazione olimpica per ogni sport? Una volta avveniva…

Ci sono troppe specificità legate non solo alle singole federazioni, ma anche alle diverse tipologie di qualificazione. Sicuramente avere modo di confrontare le esperienze è importante, poter sfruttare tutte le eccellenze che abbiamo in tanti sport, avere una visione globale, ma questo posso dire che il Coni già lo fa. L’importante è confrontarsi sui vari temi, anche su quelli spinosi, sapendo che un’Olimpiade perfetta, dove ogni sport ottiene il massimo è impossibile. Non ci riescono neanche gli Stati Uniti…