Alessio Magagnotti, Francesco Lamon, Italia, mondiali pista Shanghai

Quartetto (con Magagnotti), passo d’argento verso Los Angeles

16.10.2026
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La prima avventura nel quartetto dei grandi per Alessio Magagnotti è terminata con una medaglia d’argento al collo, al suo fianco i campioni di Tokyo: Filippo Ganna, Jonathan Milan e Francesco Lamon. Il ragazzo di Trento era stato accolto subito bene nel gruppo della pista, lui che da junior aveva fatto vedere grandi cose. Un talento che lo ha portato a soli 19 anni ad entrare nei quattro atleti che si sono giocati la medaglia d’oro a Shanghai, in una disciplina delicata se si considera la difficoltà del gesto. A tutto questo si aggiunge anche il cammino da fare in ottica Los Angeles, nel quale servirà raccogliere i punti sufficienti per strappare la qualificazione alle olimpiadi americane. 

«All’inizio di questo cammino mondiale c’era un po’ di ansia – ammette Magagnotti – ma ho cercato di rimanere tranquillo e di dare il meglio di me, come sempre. Il cambio di ritmo in una prova elite è evidente, inoltre arrivavo a questo mondiale con una nuova posizione che è quella del secondo. Non si tratta di un ruolo facile, perché la partenza la subisci molto e dopo c’è da fare una bella tirata per tenere alta la velocità. Senza dimenticare che alle mie spalle avevo due atleti del calibro di Milan e Ganna».

Mondiali Shanghai 2026, pista, Filippo Ganna, quartetto, inseguimento a squadre, argento
L’Italia è uscita dal mondiale di Shanghai con un argento nell’inseguimento a squadre, un bel segnale per il futuro
Mondiali Shanghai 2026, pista, Filippo Ganna, quartetto, inseguimento a squadre, argento
L’Italia è uscita dal mondiale di Shanghai con un argento nell’inseguimento a squadre, un bel segnale per il futuro

Avvicinamento da interpretare 

Il primo mondiale su pista tra gli elite di Alessio Magagnotti è iniziato nel velodromo di Montichiari, quando ha preso le misure con i nuovi compagni di quartetto.

«A Montichiari abbiamo provato tanto – spiega Magagnotti – per capire come affrontare la nuova posizione e cosa potessi fare. Il secondo è un ruolo delicato ma l’unico nel quale potessi inserirmi. Nel momento della tirata, anche se corta, ho sentito tanto la fatica. Allenarmi e poi correre con Milan, Lamon e Ganna è sicuramente uno stimolo. Era la prima volta che mi trovavo a girare a queste velocità in un quartetto, quindi i riferimenti da prendere non erano molti. Inoltre ho sempre girato a Montichiari in estate, con una pista più veloce di quella che abbiamo trovato nelle settimane scorse di preparazione ». 

«Come ho detto ero abituato a fare il terzo da junior – dice – quindi avevo tirate più lunghe ma regolari perché mi portavano subito a velocità. Ora questo compito è toccato a me, con velocità e ritmi molto elevati per lanciare al meglio Milan e Ganna».

I consigli dei grandi

Il viaggio verso Shanghai e l’approccio alla pista e al clima di gara lo hanno portato a confrontarsi con la realtà avendo i primi riferimenti concreti e un confronto con gli altri. Jonathan Milan ce lo aveva detto quanto fosse importante parlare con Magagnotti e dargli i giusti consigli in vista dell’esordio al mondiale di Shanghai. Un conto però è girare a Montichiari, un altro è trovarsi poi a giocarsi l’accesso alle semifinali e alla finale. 

«La qualifica del primo giorno ci è servita per prendere le misure in corsa – dice ancora Alessio Magagnotti – perché abbiamo fatto molti errori, in particolare da parte mia. E’ stata importante la pausa prima delle semifinali dove i ragazzi mi hanno dato dei consigli e mi hanno detto dove migliorare. Ho affrontato la seconda sessione più concentrato e consapevole di dove sarei potuto arrivare e cosa non si poteva sbagliare. Siamo riusciti ad abbassare il tempo di quasi due secondi tra le due sessioni. I ragazzi mi hanno fatto i complimenti, dicendomi anche quali aspetti fossero da migliorare ancora».

Il gruppo 

L’aspetto che rimane dalle parole di Alessio Magagnotti è la semplicità con la quale si riesce a lavorare nonostante ci si trovi davanti a dei mostri sacri della pista. Il giovane ancora in forze alla Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies è entrato nel quartetto come uno di famiglia e il lavoro verso Los Angeles è appena iniziato. 

«Lamon lo conoscevo da molto tempo – racconta ancora – ogni volta che venivo a Montichiari a girare lui era sempre lì. Milan e Ganna li ho conosciuti poi ma sono due persone normalissime, magari all’inizio avevo un po’ di ansia addosso. Invece una volta entrato nel ritiro ho avuto modo di scambiarci due parole e abbiamo subito fatto squadra. Secondo me è l’aspetto più bello, quanto sia affiatato il gruppo azzurro».

«Il secondo posto a un mondiale è positivo – conclude – perché arriviamo tutti da una stagione intensa su strada. Inoltre non abbiamo provato come le altre nazionali, abbiamo sicuramente fatto il nostro massimo per questa rassegna. La Danimarca è stata nettamente più forte, ma noi lavoreremo, conosciamo le nostre potenzialità e cercheremo di arrivare più pronti possibile per gli appuntamenti che ci aspettano e speriamo di rafforzare il gruppo. Insieme a Salvodi già abbiamo parlato di come limare questo gap con la Danimarca, quindi la voglia di lavorare c’è».