I Quidrez Q-Bled sono i dischi flottanti che azzerano i problemi di assestamento, azzerano le problematiche legate ai dischi che perdono la forma dopo lunghe pinzate. Non solo, perché il loro comportamento è anche una manna per l’intero impianto idraulico dei freni. Se il sistema flottante diventa un plus, i vantaggi reali arrivano dalla qualità (superlativa) della frenata. Il disco è fatto a regola d’arte con materiali top.
Funzionano alla grande, sempre e comunque, a prescindere dallo stile di frenata del ciclista, garantendo modulabilità costante. Cosa significa tutto questo? Entriamo nel dettaglio della nostra prova.


Flottante Quidrez, libero e guidato
La pista è flottante e tanto resta guidata quando entra in contatto con le pastiglie. Un concetto non chiaro a tutti (diversi commenti sui canali social lo confermano). La pista frenante del disco Quidrez non è completamente libera, è legata allo spider ed ha un gioco laterale effettivo di qualche decimo di millimetro. Pinze, pastiglie e pista frenante sono come un sandwich, con l’enorme vantaggio di un flottante che distribuisce meglio le pressioni.
Non c’è un lato più sollecitato dell’altro. Dopo azioni anche prolungate la pista torna al suo posto, senza sfregamenti, senza la necessità di assestamento. La separazione (tra pista e spider) ottenuta dal flottante permette una dissipazione del calore che non si ottiene con un disco standard.




Upgrade per la qualità della frenata
La qualità della frenata è decisamente superiore ai dischi “standard”. Non significa che i dischi “classici” dei vari marchi siano da cestinare, significa che un disco Quidrez è in grado di aumentare ulteriormente il valore dell’impianto, la qualità della frenata nei diversi passaggi e con differenti stili di guida. A parità di azione (se paragonato con i dischi standard) un disco Quidrez si scalda meno ed inizia a mordere nell’immediato, quando lo stile di guida è legato ad un’azione perentoria (staccate al limite), oppure quando si è abituati a “pelare” il freno sfruttando pinzate ripetute e più “dolci”.
Nonostante si percepisca un feedback immediato dell’azione frenante, il disco non obbliga ad un cambio di stile di guida, aspetto tutt’altro che banale. Non sono rari i casi in cui un eccesso di performance del componente agisce anche sul modo di condurre la bici, talvolta con risvolti negativi soprattutto in fatto di percezione del ciclista. Le qualità e la fattura della pista frenante Quidrez fanno sì che le pastiglie aggrediscano il disco, ma resta una grandissima modulabilità, con un enorme margine di lavoro/azione dell’impianto nella sua totalità. Ovviamente sono da considerare anche materie prime al top ed una cura certosina delle lavorazioni.


Importanti le pastiglie
Con pastiglie comuni, con la versione Road oppure con la Trail (entrambi Vesrah) il disco Quidrez ha un’integrità eccellente con caratteristiche di base che restano quelle. I fondamenti saranno una frenata piena e sostanziosa, stabilità (riferita all’azione frenante) nelle diversi condizioni di utilizzo, crescita contenuta della temperatura di esercizio a parità di azione. Il cambio di pastiglie tende a far emergere alcuni fattori, ma non è detto che una pastiglia (concettualmente) maggiormente prestazionale, diventi un vantaggio per l’utilizzatore.
Le pastiglie standard abbinate al disco Quidrez garantiscono una frenata un po’ per tutti. Con un disco dalla caratura tecnica elevata e con una pista frenante che fa lavorare molto la pastiglia stessa, si può verificare un consumo maggiore delle pastiglie. Si noterà un livellamento omogeneo di entrambe. Si scaldano meno (rispetto all’impiego con i dischi tradizionali). La combinazione con le pastiglie Vesrah Road mostra le differenze maggiori quando la pastiglia entra in contatto con la pista frenante, è subito pronta, morde fin dal primo tocco, restando equilibrata nella sua azione. Non si ottiene un impianto che blocca da 100 a 0 e per il contesto stradale va bene così. Resta una grandissima modulabilità dell’intero impianto.










Con la versione Trail si ottiene una tipologia di frenata non per tutti. Aggressiva e decisa con una percezione di modulabilità che sembra diminuire, ma l’immediatezza della risposta frenante è superlativa. A nostro parere una combinazione del genere è adatta a chi proviene dalla categoria off-road e tendenzialmente ha delle skills di guida differenti dallo stradista puro, è indicata a chi ama “sentire” la pastiglie che morde la pista frenante. E’ adatta anche a chi combina la bici da strada con una gravel (solo per fare un esempio) ed è abituato a gestire situazioni tanto diverse tra loro, come ad esempio la perdita di aderenza delle gomme ed il controllo della bici “pelando” il disco.
Rodaggio più lungo
Le fasi di assestamento e rodaggio (sempre necessario al fine di evitare fischi e rumori indesiderati), le giuste tempistiche di abbinamento tra disco Quidrez e pastiglie sono aumentate rispetto ad una combinazione standard. E’ necessaria una tempistica quasi raddoppiata, questo perché i materiali di costruzione della pista frenante Quidrez sono più duri e crediamo parecchio più longevi, sicuramente con un’efficienza incredibile.


In conclusione
Quidrez è un valore aggiunto all’impianto, un vero upgrade, come tale il suo valore reale va ben oltre il prezzo (quello in test ha un prezzo di listino di 124,90 euro). Non è la prima volta che un disco flottante è portato in strada, è la prima occasione in cui lavoriamo su un vero flottante costruito con in modo certosino con materiali lavorati ad hoc. Ore di prove, bici e ruote differenti, pastiglie tecnicamente diverse. Il disco Q-Bled è un riferimento, non obbliga ad un cambio di stile di guida/frenata, ma rende l’azione frenante maggiormente efficiente. L’utilizzatore non si deve adattare al componente. Aggiunge valore alla resa tecnica, alla sicurezza, alla possibilità di aumentare le performance di un impianto.
Un disco flottante del genere è uno strumento fatto con cura artigianale e prende forma grazie a materie prime, lavorazioni e grazie a cure certosine che solo un’azienda di artigiani può permettersi di fare. Certo, non è un prodotto a buon mercato e neppure lo vuole essere (sempre da valutare il rapporto costi/benefici, perché se il disco dura 3 volte di più e funge meglio…….), perché alle spalle c’è un lavoro di qualità che deve essere riconosciuto. Inoltre, un disco Q-Bled è difficilmente accostabile a dischi flottanti del passato o prodotti su larga scala, sia per quanto concerne la gratificazione estetica, per la precisione delle lavorazioni e per la resa tecnica complessiva.