MONTREAL (Canada) – L’anno scorso era andato tutto bene e dopo l’ultimo test al Tour de l’Avenir Femmes, Eleonora Ciabocco infilò il quarto posto al mondiale e la settimana successiva il secondo agli europei. Presto per lanciarsi in grandi proclami, ma abbastanza per dire che il suo percorso stesse diventando davvero solido. Questa volta le cose non sono filate altrettanto lisce e l’atleta marchigiana si presenta al via del mondiale con buone sensazioni e zero riferimenti. La cancellazione dell’Avenir Femmes ha privato le under 23 di un confronto fra pari età, così nel pomeriggio correranno il mondiale di Montreal senza sapere esattamente cosa aspettarsi le une dalle altre.
«Nel 2025 non avevo fatto il Tour de France – spiega Ciabocco (prima a sinistra in apertura, poi Segato e Silo) – quest’anno invece sì e non so se ce l’avrei fatta a correre l’Avenir. Però sicuramente manca il confronto tra le under 23, conosciamo il nostro livello mescolate con le elite, ma non facciamo una gara di categoria dall’europeo dello scorso anno, quindi le cose cambieranno. Faremo una gara completamente al buio e per questo sarà un bel mistero».


Quali altre differenze vedi?
Lo scorso anno l’approccio alla gara era stato un po’ diverso – ricorda Ciabocco – perché avevo avuto tante conferme a capo di una stagione positiva. Quest’anno ho fatto un po’ più di fatica, perché ho avuto due cadute importanti, per cui arrivo con un’altra preparazione. Nel 2025 ero arrivata al mondiale con 48 giorni di corsa, quest’anno ne ho fatti 20. In queste ultime settimane ho avuto modo di allenarmi bene, però bisognerà vedere come risponderanno le gambe in corsa.
Come te le senti?
Onestamente non so quantificare. So solo che negli ultimi giorni mi sono sentita bene, per cui certamente correre fa bene per il ritmo, ma probabilmente lo scorso anno ero arrivata un pochino più stanca. Per cui spero di avere una buona condizione: la stessa di Kigali o se possibile anche meglio.
Ti sei allenata a casa?
Sì, mi sono allenata a casa, perché la settimana prima del Tour sono caduta al Polonia e di conseguenza in Francia ho corso per tutto il tempo con il gluteo… acciaccato, che mi faceva un male bestiale. Ho cercato di convincermi che andasse tutto bene, ma in realtà non riuscivo ad andare fuori sella.
Dopo il Tour, hai fatto una sola corsa…
Sono stata a casa, correndo solo a Plouay, che mentalmente è stata una buona gara, perché dopo il Tour ero un po’ giù (Eleonora si è ritirata nella 6ª tappa, ndr). Insomma, non me ne è andata una giusta, per cui ho preferito allenarmi e poi fare una serie di lavori specifici per il mondiale.


L’anno scorso a Kigali hai corso da sola, quest’anno hai trovato compagnia…
Quest’anno mi sento un pochino più sicura. Gaia (Segato, ndr) ha dimostrato di andare bene, anche al Faun Tour Femmes, il vecchio Ardeche. Invece Giada (Silo, ndr) è al primo anno, quindi per lei il mondiale sarà un’esperienza per il futuro. Le squadre sono tutte abbastanza piccole, solo alcune sono superiori a livello di numeri, ad esempio il Belgio. Secondo me alla fine tre sono sufficienti, affronteremo la gara come lo scorso anno. Nessuno avrà il coraggio di attaccare presto, quindi diventerà una gara a eliminazione e poi magari scoppierà negli ultimi giri.
Per te scalatrice era meglio il percorso dell’anno scorso o quello di quest’anno?
Secondo me quest’anno è duro, più o meno sono simili. La salita dopo l’arrivo sono 5 minuti di sforzo, però si può recuperare molto. Ad esempio però ieri abbiamo provato il percorso e c’era vento. E visto che nel GP Montreal i professionisti sono arrivati in due, è anche possibile immaginare per noi anche un arrivo in solitaria.
Dopo il mondiale ancora corse?
Farò l’europeo. E se tutto va bene, dopo anche l’Eneco Tour Women. Quest’anno la stagione sarà un pochino più lunga rispetto allo scorso anno – chiosa Ciabocco – però non posso lamentarmi, anche perché sento che ho bisogno di correre, considerando che i miei giorni di gara quest’anno sono stati molto pochi. Quindi va bene così.