Van Vleuten a mani basse: tappa e maglia a Le Markstein

30.07.2022
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Ottantacinque chilometri di fuga sulle montagne per ipotecare il Tour Femmes. Annemiek Van Vleuten sbaraglia la concorrenza nella settima e penultima tappa di 127,1 chilometri trionfando a Le Markstein e prendendosi la maglia gialla. La trentanovenne della Movistar ripropone con lo stesso esito finale la stessa lunga cavalcata solitaria che aveva inscenato al mondiale in Yorkshire nel 2019. Un’azione per far esplodere il gruppo e poi amministrare, anzi incrementare il vantaggio fino al traguardo.

Come un toro di Pamplona – la città della sua squadra – che vede rosso, la Van Vleuten quando vede una salita si scatena. E pensare che aveva destato sorpresa il fatto che fosse arrivata attardata nella seconda e terza frazione dove erano presenti degli strappi. Ma come un motore ingolfato, forse aveva bisogno di carburare nuovamente per sprigionare tutta la potenza. E dietro di lei volano minuti su minuti per le dirette avversarie.

Van Vleuten in maglia gialla. La deve difendere nell’ultima tappa poi avrà realizzato la doppietta Giro-Tour nello stesso anno.
Van Vleuten in maglia gialla. La deve difendere nell’ultima tappa poi avrà realizzato la doppietta Giro-Tour nello stesso anno.

Esperte di doppiette

L’altra olandese Vollering è seconda all’arrivo (e nella generale) ad oltre 3′, dopo aver provato a tenere il passo della sua connazionale. La danese Ludwig completa il podio di giornata a più di 5′ davanti a Labous e Niewiadoma, ora terza in classifica. Alle loro spalle a quasi 7′ Silvia Persico ed Elisa Longo Borghini, rispettivamente sesta e settima nella generale.

E così, mentre Annemiek mette nel mirino la doppietta Giro-Tour femminili (sarebbe la prima a riuscirci dopo Joane Sommariba nel 2000), noi abbiamo voluto sentire ancora Fabiana Luperini, una che quelle accoppiate le ha realizzate tre volte di fila dal ’95 al ’97, sfiorando un clamoroso poker nel ’98.

Fabiana Luperini e Joanne Sommariba sono due delle tre atlete riuscite nella doppietta
Fabiana Luperini e Joanne Sommariba sono due delle tre atlete riuscite nella doppietta
Fabiana te lo richiediamo. Come si ferma la Van Vleuten?

C’è poco da fermarla (dice sorridendo, ndr). Ha una condizione invidiabile, fa allenamenti mostruosi e le piace fare queste fatiche. Ha quasi quarant’anni ma non li sente. E’ vero che nello sport l’età conta ma finché il fisico e la voglia la sosterranno, credo che nel 2023 andrà forte uguale.

Lanciamo una mezza provocazione. Ad una come lei non devi nemmeno dare una tattica o una squadra. Fa tutto da sola…

Quando trovi atlete come lei o come la Vos o la Van der Breggen, a chiunque le guidi in ammiraglia diventa tutto più facile. Con questo non voglio non riconoscere il giusto merito ai direttori sportivi perché senz’altro avranno dovuto ripeterle di gestire lo sforzo, di non farsi prendere la mano o di non rischiare inutilmente in discesa, ad esempio.

E con le compagne invece?

La Van Vleuten per come la vediamo noi sembra essere umile e non avere un carattere molto estroverso. Non è mai sopra le righe. Però io credo che le compagne la apprezzino anche se non lo fanno vedere pubblicamente. All’interno della loro squadra di sicuro ci saranno degli equilibri e delle direttive da rispettare ma penso che lei le ringrazi per queste vittorie.

In questa tappa hanno pagato atlete che avevano fatto il Giro Donne e chi no. Come spieghi questa cosa?

Non c’è una regola precisa. La Van Vleuten è uscita bene dalla corsa rosa e probabilmente ha recuperato meglio, ad esempio, di Longo Borghini che pure aveva finito in crescendo il Giro Donne.

Ecco, Longo Borghini e Persico possono arrivare al podio? Hanno circa 1’40” da recuperare.

Non saprei, potrebbe essere difficile per entrambe. Elisa oggi ha pagato sull’ultima salita i tanti chilometri da sola ad inseguire Vollering e Van Vleuten, che per un po’ hanno viaggiato assieme dandosi i cambi. Non sembra ma conta tanto. Infatti Niewiadoma, che era in un gruppetto, ha fatto il ritmo nel finale e le ha staccate.

Quindi è possibile vincere Giro e Tour nello stesso anno. Ma addirittura per tre volte di seguito come te?

Il ciclismo attuale è cambiato. Direi che sarebbe impensabile. Al momento non saprei chi potrebbe farlo. O meglio, chi dopo la Van Vleuten, perché non credo che lei voglia continuare a correre anche dopo il 2023, la sua ultima stagione. Ci vuole l’atleta giusta. Io li ho vinti che ero molto giovane ma crescendo con l’età ciò che perdi in brillantezza lo guadagni in esperienza. Posso dire però che sono state sensazioni bellissime e quando le vivi una volta trovi la forza e lo stimolo per riviverle ancora.

Domani ultima tappa con arrivo a La Super Planche des Belles Filles. Ci può ancora essere un ribaltone?

Nel ciclismo mai dire mai, ma penso proprio di no. Se fossi nella Van Vleuten andrei a prendermi la vittoria in maglia gialla. Lo farei principalmente per la squadra e le compagne, pensando oltretutto che c’è un bel montepremi da dividere con loro. E poi perché è sempre un bel ricordo vincere in maglia gialla.