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Van Der Breggen 2021

La Van Der Breggen ha detto basta: «Era ora di cambiare»

17.02.2022
5 min
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C’è voluto un bel po’ di tempo per raggiungere Anna Van Der Breggen. Dopo la chiusura dell’ultima stagione, la campionessa olandese aveva deciso di tagliare un po’ i ponti con i media, prendersi un po’ di tempo per se stessa per assimilare un grande cambiamento. La “vincitrice di tutto” aveva infatti deciso di chiudere la sua carriera agonistica e rimettersi subito in gioco, salendo sull’ammiraglia della Sd Worx, un cambio non facile per il quale bisognava prendere le misure.

Anna è troppo innamorata di questo mondo per staccarsene, ma molti sono rimasti stupiti dalla sua scelta, considerando che a 32 anni e visti i risultati ottenuti c’era ancora margine per allungare la sua enorme striscia di successi, ma non ha avuto ripensamenti rispetto a quanto già si era prefissata a inizio 2021, né dalle sue parole si percepisce qualche rammarico.

«Penso che fosse il momento giusto – dice – avevo voglia di fare qualcos’altro, cambiare qualcosa nella mia vita. In fin dei conti con la chiusura del ciclo olimpico era tempo di farmi un esame generale, oltretutto l’ultima è stata nel complesso una buona stagione e per me era tempo di fermarmi».

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Anna Van Der Breggen, qui a Imola 2020, vanta 3 titoli mondiali, 2 europei, 1 oro e 2 bronzi olimpici e ben 64 vittorie
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Anna Van Der Breggen, qui a Imola 2020, vanta 3 titoli mondiali, 2 europei, 1 oro e 2 bronzi olimpici e ben 64 vittorie
Come hai avuto l’idea di passare dall’altra parte e diventare team manager?

Chiusa la mia carriera ho pensato che fosse giusto restituire qualcosa a questo mondo che mi ha dato tanto. Il ciclismo non mi ha dato solo vittorie, ma anche un enorme bagaglio di esperienze che sarebbe stato un peccato non sfruttare, non trasmettere alle altre. Penso che sia il modo giusto per continuare a coltivare la mia passione stando in ammiraglia, condividendo con le ragazze le vigilie e i dopo corsa. In un grande team come il nostro posso fare tanto, trovo questa nuova sfida molto eccitante come se fosse la partenza di una grande corsa.

Allarghiamo un po’ il discorso: quanto pensi influirà il ritorno del Tour de France nell’evoluzione del ciclismo femminile?

Credo che i cambiamenti siano sempre una cosa buona. Non c’è solo il Tour, sono state introdotte molte nuove gare, il calendario è decisamente migliorato. Chiaramente l’introduzione di una prova come il Tour è un grande passo, molta gente lo chiedeva, è una grande opera di promozione e credo che darà molta più immagine al nostro mondo.

A te dispiace non esserci?

No, ho vissuto il mio tempo e fatto le mie gare. Quando ho deciso di smettere sapevo che ci sarebbero state nuove corse, del Tour si parlava da tempo, ma credo che vada bene così.

Il Giro d’Italia dura 10 giorni, il Tour sarà di 6, la Vuelta di 4: pensi che il ciclismo femminile sia pronto per gare più lunghe, non come quelle degli uomini, ma di un paio di settimane?

Io credo che gare fino a 10 giorni di durata siano attualmente il limite giusto, non va dimenticato che i team femminili non hanno la profondità di quelli maschili, c’è una gestione ben diversa del calendario. I big preparano uno, al massimo due eventi, noi dobbiamo essere sempre al massimo, per le classiche come per le corse a tappe, proprio perché i team hanno a disposizione poche ragazze. E’ un sistema molto diverso. Magari in futuro si potrà cambiare, ma servirà un movimento molto più ampio.

Senza Anna Van Der Breggen in corsa, cambiano gli equilibri all’interno della squadra?

Penso che sia logico che accada. La nostra è una squadra forte e competitiva, ben costruita, che penso si farà valere anche al Tour. E’ chiaro che con me in un altro ruolo bisogna ridisegnare gli equilibri, ma ad esempio abbiamo gente d’esperienza come Chantal Van Den Broek-Blaak e Christine Majerus che saranno una valida guida in corsa. Poi penso che Demi Vollering potrà avere buone chance anche in una gara complicata come il Tour. Sarà un bell’affare, abbiamo comunque gente veloce e per tutti i traguardi. Credo che la mia assenza poco a poco non si sentirà. E poi, anche se in altra veste, io ci sarò…

Van der Breggen Mondiali 2018
La gioia incontenibile per l’oro mondiale 2018, dopo 5 anni di argenti
Van der Breggen Mondiali 2018
La gioia incontenibile per l’oro mondiale 2018, dopo 5 anni di argenti
Per anni sei stata l’emblema del ciclismo femminile olandese dominante quasi quanto l’Africa del mezzofondo in atletica. Avete lasciato ben poco agli altri Paesi: qual è il segreto di un successo così schiacciante?

E’ difficile rispondere a questa domanda. Abbiamo avuto una grande generazione di atlete che hanno vinto per un lungo periodo, la nostra vecchia guardia è stata un esempio e dietro di noi sono cresciuti nuovi talenti che garantiscono il ricambio, ma credo che gli equilibri si stiano riassestando e che ora ci siano atlete valide in molte Nazioni. Il professionismo sta facendo crescere nuovi nomi un po’ dappertutto: qualche anno fa chi avrebbe pensato che un’ungherese come la nostra Blanka Vas sarebbe arrivata ai vertici? Il fatto è che se sei una donna e vuoi fare del ciclismo una professione, oggi puoi farlo più facilmente di quando ho iniziato io.

Fra le tante vittorie che restano nel tuo curriculum, quale ti è rimasta di più nel cuore?

Difficile sceglierne una, ma credo sia l’oro mondiale in linea di Innsbruck 2018. E’ stata la mia prima vittoria iridata, è arrivata dopo ben 5 argenti, credevo davvero che quella maglia fosse stregata. Poi c’è l’oro olimpico di Rio de Janeiro, perché è una vittoria che ha valicato i confini ciclistici, l’Olimpiade è qualcosa di unico.