Contador imprenditore, prima di tutto un appassionato di bici

02.06.2024
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MADRID – Contador è ancora oggi un campione (e in bici continua ad andare fortissimo). Il pistolero di Pinto era famoso per essere costantemente super concentrato, sempre attento e focalizzato sugli obiettivi, meticoloso e competente in merito alla tecnica della bicicletta. E’ così anche oggi: non è più atleta professionista, ma imprenditore di successo.

Quando si parla di tecnica della bicicletta Contador sale in cattedra. Argomenta e spiega con la stessa autorevolezza che metteva sul piatto quando era professionista. Lo abbiamo incontrato durante la presentazione della nuova Aurum Magma, la bici che nasce dalle sue corde.

Una grande emozione aver pedalato al fianco del Pistolero (foto Aurum)
Una grande emozione aver pedalato al fianco del Pistolero (foto Aurum)
Quando è nata l’idea di produrre bici?

In realtà quando ero corridore non pensavo di costruire un’azienda ed un gruppo di lavoro per lo sviluppo e produzione delle biciclette, ma al tempo stesso continuavo a ragionare su come migliorare le bici che mi venivano date. Durante i ritiri, ad esempio quando si andava sul Teide, la ricerca delle migliorie, il pensiero di cosa fare e come farlo era costante. Tutto quello che riguarda il mezzo meccanico per me è una passione, la bicicletta a me piace.

L’idea ha preso forma quando hai smesso?

Sì, esattamente. Quando ho smesso mi sono reso conto di non essere stanco, di avere tanta voglia di fare e che la mia passione verso la bici era molto viva. Mi sono detto: ho l’esperienza, conosco tante persone capaci di aiutarmi e ci sono delle competenze. Ho trovato in Ivan Basso e in mio fratello due grandi compagni di viaggio.

Contador ha seguito il Giro d’Italia con Eurosport e accanto al Team Polti-Kometa
Contador ha seguito il Giro d’Italia con Eurosport e accanto al Team Polti-Kometa
Non sarebbe convenuto rilevare un marchio già esistente?

Sotto alcuni aspetti sì, ma noi volevamo qualcosa da creare, con un design, con le sue specifiche e unicità. Aver fatto un’azienda nuova, da zero, è una sfida al pari di quando sei un campione e corri per competere, per vincere. E’ il mio challenge di oggi, della mia vita nel post carriera da atleta.

La passione per la tecnica l’hai riportata in Aurum?

Al 100 per cento. Ho sempre pensato che anche un solo secondo fosse importante per la vittoria e questo modo di pensare si riferiva ai momenti in cui mi allenavo, ma anche alla ricerca della miglior soluzione per la bicicletta. Ho sempre pensato che se una bicicletta fosse più performante, io chiedevo la bici migliore ed eventualmente quell’upgrade. Era il mio lavoro e dovevo farlo al meglio. Ho cercato di trasferire la mia meticolosità, la stessa filosofia sulle bici Aurum e più in generale nell’azienda. Sono molto esigente da sempre, nei confronti di me stesso e con gli altri.

Al fianco di Pietrobon, protagonista delle fughe (foto Polti-Kometa)
Al fianco di Pietrobon, protagonista delle fughe (foto Polti-Kometa)
Essere esigente ti ha creato delle difficoltà?

Durante la mia carriera no, ma neppure ora che sono più manager ed imprenditore, anche se è necessaria una precisazione. Bisogna essere in grado di trasmettere agli altri, allo staff e ai collaboratori, ma anche ai corridori del Team Polti-Kometa questa meticolosità e ricerca della precisione, la cura del dettaglio e bisogna farlo nel giusto modo. Non pretendo e non voglio pensare di essere troppo invasivo ed è anche per questo motivo che lascio molte delle decisioni legate al team ad Ivan e a mio fratello.

Ieri e oggi, due momenti di vita paragonabili?

Sono due cose diverse, anche se parallele. Quando ero corridore l’obiettivo era andare in bicicletta, allenarsi al meglio, curare ogni dettaglio che potesse portarmi alla vittoria. Non ero tenuto a conoscere cosa c’era dietro una negoziazione, oppure quello che succedeva dietro lo sviluppo di un prodotto, anche se spesso le aziende mi coinvolgevano. Ma al tempo stesso essere stato un leader mi ha insegnato tanto e riporto quelle esperienze da leader nell’azienda di bici.

Contador appena prima della pedalata dove ci ha presentato la nuova bici (foto Aurum)
Contador appena prima della pedalata dove ci ha presentato la nuova bici (foto Aurum)
Cosa vuoi dire?

Quando sei un team leader al Tour de France non significa che sei il corridore con lo stipendio più alto. Dietro c’è molto altro. Significa costruire un gruppo di persone, di amici, di complici che lavorano all’unisono per un obiettivo e tutti devono dare il massimo. Un leader deve spronare anche ad andare oltre quello che è il limite conosciuto.

Che cosa significa?

Significa prendersi delle responsabilità e se è necessario proteggere questi compagni. Cerco di riportare tutto questo nell’azienda e sulle biciclette. Era una sfida e una grande motivazione da corridore, lo è anche oggi, in modo diverso, ma è uno stimolo incredibile.

Quando si parla di tecnica di bici il pistolero non è secondo a nessuno (foto Aurum)
Quando si parla di tecnica di bici il pistolero non è secondo a nessuno (foto Aurum)
Se avessi avuto le bici di oggi?

L’evoluzione della bicicletta è sotto gli occhi. Nel pacchetto è da includere tutto, abbigliamento e biomeccanica, alimentazione e metodologie di allenamento, penso che la bicicletta ed i suoi componenti siano i principali artefici di velocità e medie sempre più elevate. Pensiamo solo a quanto conta l’aerodinamica! Tantissimo e non è solo uno strumento di marketing. Però sono convinto che ogni epoca ha una sua evoluzione e ogni considerazione deve essere fatta con quello che hai a disposizione in quel momento storico.