Mentre a Parigi veniva svelato il percorso del Tour Femmes 2027, Elisa Longo Borghini era a casa preparando la valigia. Non già per le vacanze, ma per raggiungere Piasco dove sabato correrà per il campionato italiano a cronometro. La coda inattesa di gare in Italia ha trattenuto la piemontese che questa estate, correndo da terza capitana della UAE-L’Imad (le altre due erano Woldarczyk e Blasi), ha conquistato il podio del Tour Femmes all’ultima tappa.


Nove tappe dal 30 luglio
Il Tour de France Femmes 2027, il sesto della gestione ASO, è strutturato su nove tappe, con partenza dalla Gran Bretagna al pari di quello degli uomini, ma cinque giorni dopo la sua conclusione: partenza il 30 luglio e conclusione il 7 agosto. Mano a mano che le tappe venivano svelate, si è capito che per la prima volta – dopo anni di effetti speciali e tappe conclusive in cima a veri giganti come il Tourmalet o l’Alpe d’Huez – le donne non affronteranno le salite mitiche. Sarà il Puy de Dome la salita che eleggerà la maglia gialla 2027.
«Ho visto delle tappe molto lunghe – dice Longo Borghini – che sembrano tutte delle classiche. Ho visto anche la cronometro a squadre per cui sarà importante avere una squadra forte: non dico che tappa di Londra deciderà il Tour, ma sicuramente ti metterà nella posizione ideale per affrontarlo. Invece il Puy de Dome, messo lì nell’ultimo giorno potrebbe farlo saltare. Potrebbe decidere chi lo perde, non tanto chi lo vince».


Tour Femmes, si parte il 30 luglio
Ecco ora le nove tappe del Tour de France Femmes 2027, che parte ugualmente dalla Gran Bretagna, ma con una scelta difficle da capire non prevede al rientro un giorno di riposo: forse le ragazze avrebbero diritto ad averlo. Una sola cronometro, ma a squadre, il terzo giorno a Londra e per il resto tappe come classiche delle Ardenne e il gran finale sul Puy de Dome, nel Massiccio Centrale. Il dislivello generale parla di 17.665 metri.
| Data | Tappa | Partenza-arrivo | Chilometri |
| 30/7 | 1ª tappa | Leeds-Manchester | 86 |
| 31/7 | 2ª tappa | Manchester-Sheffield | 154 |
| 1/8 | 3ª tappa | Londra-Londra (cronosquadre) | 18 |
| 2/8 | 4ª tappa | Le Touquet-Paris-Plage – Calais | 123 |
| 3/8 | 5ª tappa | Neufchâtel-en-Bray – Magnanville | 161 |
| 4/8 | 6ª tappa | Orléans-Bourges | 138 |
| 5/8 | 7ª tappa | Nevers-La Loge des Gardes | 155 |
| 6/8 | 8ª tappa | La Bourboule – Clermont-Ferrand | 151 |
| 7/8 | 9ª tappa | Clermont-Ferrand – Puy de Dôme | 170 |
| Totale chilometri: 1.156 |


Novità cronosquadre
Come nel Tour de France 2014, la seconda tappa ha l’arrivo a Sheffield ed è impossibile per noi italiani non associare la città e lo stesso finale al colpo di mano con cui Vincenzo Nibali iniziò la sua marcia verso la maglia gialla.
Tuttavia sarà bene togliersi di dosso ogni suggestione, perché l’ultima tappa in suolo britannico propone una cronosquadre nelle strade di Londra che potrebbe già dare una prima impronta significativa alla classifica.
«Le prime due tappe – ha spiegato la direttrice Marion Rousse (in apertura nella foto ASO/Maxime Delobel) – stuzzicheranno l’appetito delle velociste e terranno in allerta le pretendenti alla classifica generale. Londra farà poi da magnifica cornice a una cronometro a squadre, la prima nella breve storia del Tour de France Femmes. Le ragazze non sono abituate a questo tipo di prova, servirà davvero tanto lavoro per arrivare pronte».


















Suspence finale
L’approdo nella Francia del Nord strizza invece l’occhio alle velociste, anche se viste le strade, non mancheranno le insidie che potrebbero premiare le fughe.
«Il finale – ha detto ancora Marion Rousse – si snoderà gradualmente nel Massiccio Centrale, promettendo sorprese. La corsa porterà il gruppo a La Loge des Gardes e a Clermont-Ferrand (dove il Tour de France Femmes ha già fatto tappa nel 2023 con la grande partenza e nel 2025, ndr). Il traguardo finale sarà invece sul Puy de Dôme, una nuova salita iconica dove verrà incoronata la regina dell’edizione 2027.
«E’ vero – ha ammesso – ci sono salite meno lunghe, ma se guardate bene c’è una classica praticamente ogni giorno. Con Franck Perque (il direttore di corsa, ndr) abbiamo provato a immaginare uno scenario per il finale. L’anno scorso alla vigilia dell’ultima tappa c’erano appena 8 secondi di distacco fra Vollering e Niewiadoma. Il Puy de Dome, con i suoi ultimi 4 chilometri oltre il 12 per cento di pendenza media potrà veramente far esplodere la classifica generale. Ci sarà suspence sino alla fine».