Campionati del mondo 2026, Montreal, strada uomini elite, hotel azzurri, Davide PIganzoli, Cristian Scaroni

Magari se ne parla poco, ma adesso Piganzoli sa volare

25.09.2026
6 min
Salva

BOUCHERVILLE (Canada) – Forse l’aggettivo più indicato per descrivere questo tempo di Davide Piganzoli è: solido. Cos’altro si potrebbe dire di un ragazzo che corre il Giro e poi il Tour, che nel mezzo corre e vince e poi, preparando il mondiale, corre e vince ancora? Solido come le rocce delle sue montagne valtellinesi, solido come la dimensione costruita con il coraggio di aspettare. Merito della sua testa, della famiglia e del suo procuratore Mazzanti, che certi passi di crescita nei limiti del possibile preferisce farli rispettare.

Quando lo incontriamo all’Imperia Hotel in cui fa base la nazionale, Piganzoli (in apertura con Scaroni) ha l’espressione enormemente rilassata di chi ha appena vinto il Giro del Lussemburgo e per qualche ora non avrà nulla da dimostrare. E’ una di quelle sere in cui i pochi giornalisti che hanno seguito l’Italia si accavallano fra varie interviste, per le quali ai corridori tocca portare pazienza e magari riscoprire il gusto di raccontare a chi leggerà o guarderà che cosa significhi volare fino in Canada per correre un mondiale di ciclismo.

La sola esperienza precedente di PIganzoli a un mondiale è stata la crono U23 di Wollongon del 2022, chiusa in 16ª posizione
La sola esperienza precedente di PIganzoli a un mondiale è stata la crono U23 di Wollongong del 2022, chiusa in 16ª posizione
La sola esperienza precedente di PIganzoli a un mondiale è stata la crono U23 di Wollongon del 2022, chiusa in 16ª posizione
La sola esperienza precedente di PIganzoli a un mondiale è stata la crono U23 di Wollongong del 2022, chiusa in 16ª posizione
Ti aspettavi di andare forte al punto di vincere in Lussemburgo?

Mi aspettavo di stare bene, perché dopo il Tour mi sono riposato, poi ho iniziato a lavorare per preparare il mondiale e il finale di stagione. Alla fine non ho fatto tante gare, però credo che mi abbiano dato tanta convinzione, la motivazione per far meglio e capire dove fossi incompleto. Credo che dopo due Grandi Giri quest’anno ho fatto un bel salto…

Ti sono pesati?

No, in realtà la stanchezza è arrivata nell’ultima settimana del Tour. Jonas era andato a casa, per cui forse ho perso un po’ di motivazione. Però credo che anche quello sia stato una grande esperienza. Fisicamente mi ritrovo veramente avanti, anche se dopo il Tour ero abbastanza distrutto. Ho riposato 10-12 giorni, senza bici. Mi sentivo quasi in off-season, poi sono rientrato e all’inizio con il caldo ho fatto fatica. Invece nella settimana prima del Giro del Lussemburgo spingevo forte.

Terza tappa del Lussemburgo: Reinderink vince la tappa, Piganzoli attacca da dietro, arriva secondo e conquista la maglia di leader
Terza tappa del Lussemburgo: Reinderink vince la tappa, Piganzoli attacca da dietro, arriva secondo e conquista la maglia di leader
Terza tappa del Lussemburgo: Reinderink vince la tappa, Piganzoli attacca da dietro, arriva secondo e conquista la maglia di leader
Terza tappa del Lussemburgo: Reinderink vince la tappa, Piganzoli attacca da dietro, arriva secondo e conquista la maglia di leader
Sei stato in altura o sei stato a San Marino?

Sono stato a San Marino, ho cercato di approfittarne anche per stare un po’ con la fidanzata e anche con i genitori. Dopo due alture e dopo due Grandi Giri, stai veramente tanto lontano e io ho cercato di passare quel che restava dell’estate a casa, con la famiglia e con gli amici.

In Lussemburgo hai fatto un secondo di tappa e poi hai vinto la cronometro: quale dei due risultati ti ha fatto stare meglio?

Sul piano della soddisfazione, direi più la crono. Però credo di essermi sentito più forte dopo la terza tappa. Siamo entrati nel circuito finale a Diekirch con due minuti e mezzo. Quando attacchi e senti che spingi e nessuno riesce a starti dietro, è un bel segnale. Credo che qua sicuramente il livello sia differente, però quello che ho dimostrato in Lussemburgo dice che posso fare bene.

Nella crono di Ettelbruck, quarta tappa del Lussembirgo, Piganzoli centra la quarta vittoria di stagione coglie la
Nella crono di Ettelbruck, quarta tappa del Lussembirgo, Piganzoli centra la quarta vittoria di stagione coglie la
Nella crono di Ettelbruck, quarta tappa del Lussembirgo, Piganzoli centra la quarta vittoria di stagione coglie la
Nella crono di Ettelbruck, quarta tappa del Lussembirgo, Piganzoli centra la quarta vittoria di stagione coglie la
Sei sempre andato forte a crono, hai vinto i campionato italiani da U23, con la Visma ci stai lavorando più che in passato?

Ci ho lavorato, ci lavoro spesso in allenamento: almeno una volta alla settimana. Quella in Lussemburgo era la prima crono di quest’anno che facevo a tutta, perché sia al Giro sia al Tour, ho cercato sempre di farle controllate, mentre qua avevo il piano del nostro ingegnere. Dico la verità: sono uscito bene, quindi ho spinto quello che dovevo spingere. Ho perso un po’ in discesa nel finale, perché avevo la maglia, ho pensato che dopo una settimana sarei partito per il mondiale in Canada e mi sono detto che era meglio non rischiare.

Com’è stato guardare il Grand Prix di Montreal in televisione assieme a Giulio Pellizzari?

E’ stato bello, soprattutto pensare che eravamo assieme a mangiare la pizza e a guardare la gara e che dopo circa tre settimane saremmo venuti qui per correre il mondiale sulle stesse strade. Con Giulio ho un gran rapporto, che ci spinge entrambi oltre e ci fa andare forte.

Davide Piganzoli, classe 2002, è arrivato nel WorldTour quest'anno. Dopo i due anni da junior, ne ha passati 2 in contintal, poi 3 alla Polti
Davide Piganzoli, classe 2002, è arrivato nel WorldTour quest’anno. Dopo i due anni da junior, ne ha passati 2 in continental, poi 3 alla Polti
Davide Piganzoli, classe 2002, è arrivato nel WorldTour quest'anno. Dopo i due anni da junior, ne ha passati 2 in continental, poi 3 alla Polti
Davide Piganzoli, classe 2002, è arrivato nel WorldTour quest’anno. Dopo i due anni da junior, ne ha passati 2 in continental, poi 3 alla Polti
Che cosa dici del percorso?

Stamattina, se tutto va bene, riusciamo a vederlo (gli azzurri saranno sul tracciato a cavallo fra la gara degli U23 e quella delle donne junior, ndr). Sia dal GP Montreal sia pure dalle prime gare che abbiamo visto, si fa tanta selezione e diventa un percorso molto duro, selettivo. Quindi speriamo di essere in una buona giornata e di essere dove serve.

Il tuo nome si fa poco, forse perché sei più riservato. Che ruolo ti aspetti di avere in questo mondiale?

Credo che avremo tutti un ruolo abbastanza… da battaglia, nel senso che cercheremo di anticipare, di fare gara dura e cercare di essere davanti. Magari avremo come punte Bettiol o Ciccone, che su un percorso così vanno forte e possono puntare a qualcosa, mentre noi cercheremo di anticipare e magari fargli risparmiare energie.

Pellizzari in gara al Pantani, PIganzoli e Kevin Colleoni nei panni di un insolito fan club
Pellizzari in gara al Pantani, PIganzoli e Kevin Colleoni nei panni di un insolito fan club
Pellizzari in gara al Pantani, PIganzoli e Kevin Colleoni nei panni di un insolito fan club
Pellizzari in gara al Pantani, PIganzoli e Kevin Colleoni nei panni di un insolito fan club
Tra le vittorie di quest’anno, questo Lussemburg è più importante perché vuol dire che c’è la condizione per il mondiale oppure ce ne sono state altre più importanti?

Credo che forse quella che mi ha colpito di più è stata la cronosquadre al Tour. Perché vincere la tappa di apertura e per di più con la squadra è qualcosa che ti tocca tanto e che mi ha dato più morale sul piano della prestazione.

Dicono tutti che anche Van Aert vada molto forte, come sarà essere suo nemico per un giorno?

Nemici in gara, ma alla fine siamo amici, compagni di squadra e credo che, da come è andato alla Vuelta, sia veramente molto forte. Ovviamente spero tanto bene per lui, anche perché con la sfortuna che ha avuto negli anni, si merita di vincere. Però, come ho detto, per un giorno saremo siamo rivali e io domenica cercherò di correre il miglior mondiale per l’Italia.