Tour de France 2026, Davide Piganzoli, Visma Lease a Bike

Piganzoli: dal Giro al Tour sempre accanto a Vingegaard

29.07.2026
5 min
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La Visma Lease a Bike, all’indomani della caduta e del ritiro di Jonas Vingegaard, si è trovata catapultata improvvisamente verso un altro Tour de France. Nuove ambizioni, obiettivi e motivazioni da tirare fuori in un momento difficile. I corridori della formazione olandese si sono messi al lavoro per ritagliarsi il giusto spazio in un’ultima settimana che ha preso una forma liquida. Era importante riuscire ad adattarsi alle nuove esigenze del team. Erano partiti con Davide Piganzoli catapultato improvvisamente al centro del progetto. Lui che era arrivato al Tour de France all’ultimo, con una chiamata da parte del capitano danese che ne aveva apprezzato il lavoro al Giro e lo voleva accanto a sé anche nella rincorsa alla maglia gialla. 

Quando Jonas Vingegaard è andato a casa con una frattura alla clavicola il miglior uomo in classifica per la Visma Lease a Bike era proprio Davide Piganzoli. Il valtellinese aveva detto che sarebbe andato a caccia di un successo di tappa, così il giorno della crono a Thonon-Les-Bains aveva deciso di correre con relativa calma, senza spingere a fondo. 

Tour de France 2026, Davide Piganzoli, Edoardo Affini, Visma Lease a Bike
Davide Piganzoli insieme a Edoardo Affini, erano loro due gli alfieri azzurri al servizio di Vingegaard al Tour
Tour de France 2026, Davide Piganzoli, Edoardo Affini, Visma Lease a Bike
Davide Piganzoli insieme a Edoardo Affini, erano loro due gli alfieri azzurri al servizio di Vingegaard al Tour

Un calo atteso

Nei giorni successivi ha provato a risparmiare le forze per giocarsi tutto nelle tappe conclusive. La classifica lo proiettava al tredicesimo posto, con un distacco di 27’ 28” da Tadej Pogacar e con un vantaggio di quasi 20 minuti su Egan Bernal. Posizione pressoché congelata e libertà di azione. Il valtellinese, al suo primo anno nel WorldTour, si è messo in gioco provando ad andare in avanscoperta nella tappa 19 e 20. 

Una volta capito che le gambe non erano pronte a uno sforzo pari a quello che sarebbe servito per vincere si è messo a disposizione di Sepp Kuss. Per pochi metri il piano di vincere almeno una tappa non è andato a buon fine. Ma da questa esperienza Piganzoli porta a casa sicuramente delle ottime sensazioni e la consapevolezza di essere una pedina importante per la Visma. 

Tour de France 2026, Davide Piganzoli, Jonas Vingegaard, Visma Lease a Bike
Piganzoli ha trovato subito un ottimo feeling con Vingegaard, il danese lo ha voluto al suo fianco anche alla Grande Boucle
Tour de France 2026, Davide Piganzoli, Jonas Vingegaard, Visma Lease a Bike
Piganzoli ha trovato subito un ottimo feeling con Vingegaard, il danese lo ha voluto al suo fianco anche alla Grande Boucle
Soddisfatto di come hai risposto a questo Tour dopo gli impegni del Giro?

Fino alla fine della seconda settimana ero davvero stanco, poi con l’ultimo giorno di riposo mi sono ripreso e piano piano ho sentito la gamba stare meglio. Nelle ultime due tappe è tornata la stanchezza ma abbiamo lavorato bene per la fuga. 

In che modo arrivavi qui dopo il Giro?

A essere sincero gli obiettivi principali miei e della squadra sarebbero state le tappe 15 e 20, con lo scopo di lavorare per Vingegaard. Avevamo visto essere le frazioni più dure, in quei giorni sarei dovuto rimanere accanto a lui. Per il resto dovevo restare a sua disposizione ma senza strafare o rischiare troppo. 

Che bilancio fai?

Personalmente penso sia andata abbastanza bene, peccato per la caduta e l’infortunio di Jonas (proprio in una delle tappe cerchiate in rosso, forse per la troppa la voglia di provarci, ndr). Siamo comunque andati avanti al meglio.

Tour de France 2026, Davide Piganzoli, Visma Lease a Bike, cronometro
Dopo la cronometro Piganzoli aveva confermato di puntare alle tappe
Tour de France 2026, Davide Piganzoli, Visma Lease a Bike, cronometro
Dopo la cronometro Piganzoli aveva confermato di puntare alle tappe
Doppietta Giro-Tour, tosta?

Sicuramente difficile, ora finito questo impegno servirà del tempo per ricaricare le energie

L’approccio mentale è stato diverso rispetto al Giro?

Vi dirò, sinceramente avevo maggiore pressione al Giro perché era l’appuntamento che avevo preparato fin da inizio stagione. Arrivavo con la voglia di dimostrare alla squadra di essere all’altezza del lavoro e di portare a termine l’impegno che mi avevano dato. 

Tu come ti sentivi all’inizio del Tour?

Abbastanza tranquillo, sicuramente sapevo di stare bene ed ero consapevole che con i valori fatti al Giro sarei stato in grado di rimanere con i primi 15-20 corridori anche qui. Anche la squadra è rimasta molto contenta. 

Tour de France 2026, Davide Piganzoli, Visma Lease a Bike
La differenza con il Giro, per Piganzoli, è sul lavoro in salita dove anche a ritmi alti il gruppo faceva fatica a scremarsi
Tour de France 2026, Davide Piganzoli, Visma Lease a Bike
La differenza con il Giro, per Piganzoli, è sul lavoro in salita dove anche a ritmi alti il gruppo faceva fatica a scremarsi
Tante differenze tra le due corse?

Nelle tappe del Tour è difficile avere dei momenti tranquilli, non c’è mai stato un giorno nel quale abbiamo realmente riposato. Al Giro ci sono stati dei momenti in cui il gruppo ha rallentato maggiormente. A mio avviso la più grande differenza con il Giro è quando mi sono trovato in testa a fare il ritmo. Quando mi mettevo a tirare rimanevano 5-10 corridori, qui invece 50. Mentalmente è un po’ demoralizzante (ride, ndr). 

Avete sentito la pressione di essere i maggiori antagonisti di Pogacar?

Fino a quando Vingegaard è rimasto in corsa abbiamo lavorato per vincere il Tour, non per arrivare  secondi. Non davamo per scontato che Jonas potesse vincere, abbiamo fatto quel che avevamo in mente. Anche il giorno della caduta ci eravamo messi in testa con l’intenzione di dettare i ritmi della corsa. 

Tour de France 2026, Davide Piganzoli, Visma Lease a Bike
Piganzoli ha terminato il suo Tour a Parigi al quattordicesimo posto, il migliore della Visma
Tour de France 2026, Davide Piganzoli, Visma Lease a Bike
Piganzoli ha terminato il suo Tour a Parigi al quattordicesimo posto, il migliore della Visma
Ci credevate davvero di poter ribaltare lo svantaggio di quattro minuti?

Sì, alla fine avevamo visto i valori di Vingegaard. Lui fa fatica nel cambio di ritmo ma sul passo eravamo convinti di poter fare qualcosa. Nel giorno di Le Markstein quando Vingegaard si è messo a fare il ritmo Pogacar è sembrato meno brillante del solito. 

La chiamata per il Tour è arrivata prima o dopo la vittoria alla Route de l’Occitanie?

Prima, la squadra mi ha detto che ero il corridore che più aveva dimostrato di poter dare una mano a Vingegaard. Anche questo mi ha fatto piacere, è un attestato di stima importante. Stare qui tra corridori importanti è un modo per crescere e una motivazione enorme per migliorare ancora.