Campionato del mondo Montreal 2026, strada donne U23, Gaia Segato, Giada Silo, Marco Velo, Marta Bastianelli

Finalmente Chladonova, ma questa under 23 a cosa serve?

24.09.2026
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MONTREAL (Canada) – Viktoria Chladonova ha vinto il mondiale delle donne under 23, battendo Isabella Holmgren e la belga Fleurs Moors. Non si può dire che la slovacca, che appartiene alla scuderia di Giovanni Lombardi e corre alla Visma Lease a Bike, non lo meriti, dato che lo scorso anno a Kigali era stata seconda nella crono e anche nella prova su strada.

Quello che salta altrettanto agli occhi e offre lo spunto per una riflessione è che fra le prime 15 classificate, 12 corrono in squadre WorldTour, una corre in una devo e due in squadre continental. Le ragazze dei team WorldTour hanno svolto attività di primo piano per tutta la stagione, mentre le giovani dei devo team e delle squadre più piccole, che già durante l’anno fanno attività di nicchia, sono sparite dopo i primi attacchi.

Il mondiale delle donne under 23 l'ha vinto Viktoria Chladonová su Isabella Holmgren e Fleurs Moors
Il mondiale delle donne under 23 l’ha vinto Viktoria Chladonova su Isabella Holmgren e Fleurs Moors
Il mondiale delle donne under 23 l'ha vinto Viktoria Chladonová su Isabella Holmgren e Fleurs Moors
Il mondiale delle donne under 23 l’ha vinto Viktoria Chladonova su Isabella Holmgren e Fleurs Moors

Fatica Ciabocco

Fra le atlete WorldTour c’è anche l’azzurra Eleonora Ciabocco, che però esce da una stagione di poche corse a causa di un infortunio di cui ci aveva parlato ieri sera. Le altre due italiane – Giada Silo e Gaia Segato – corrono rispettivamente nel UAE Development Team (22 corse in stagione) e nella Vini Fantini-BePink (continental italiana).

Come accade sempre in questi casi, la loro attività si è sempre svolta fra le elite, dato che non esiste un calendario under 23 come invece è previsto fra gli uomini. Dato che il Tour de l’Avenir non è stato organizzato e non esiste una Nations Cup under 23, per quale nobile motivo si è pensato di organizzare un mondiale (e un europeo) di categoria?

«D’altronde queste sono le regole – dice Marco Velo, cittì delle azzurre – e il problema di Eleonora Ciabocco non è quello dell’età e nemmeno quello meccanico che ha avuto. Sicuramente a causa dell’incidente ha dovuto faticare per trovare una condizione accettabile, ha corso veramente poco. Puoi allenarti quanto vuoi, ma su un percorso del genere, se non hai ritmo e non hai gare, lo paghi. Però sono contento, perché comunque siamo riusciti a recuperarla in una condizione buona».

Ciabocco non ha avuto una grande giornata e ha chiuso al 14° posto a 2'05"
Ciabocco non ha avuto una grande giornata e ha chiuso il mondiale delle under 23 al 14° posto a 2’05”
Ciabocco non ha avuto una grande giornata e ha chiuso al 14° posto a 2'05"
Ciabocco non ha avuto una grande giornata e ha chiuso il mondiale delle under 23 al 14° posto a 2’05”

Il Tour de l’Avenir

Lo scorso anno l’avvicinamento di Ciabocco al mondiale era tuttavia passato per il Tour de l’Avenir under 23, che le aveva permesso di trovare una buona condizione fra le stesse atlete che di lì a poco avrebbe dovuto affrontare al mondiale di Kigali, chiuso poi in quarta posizione.

«Anche quest’anno l’Avenir era in programma – spiega Velo – la Federazione aveva messo il budget per andare, però è stato cancellato, quindi è una gara in meno nelle gambe che poteva servire sicuramente per avere quel gradino in più di condizione su questo percorso mondiale. Non è assolutamente facile selezionare le under 23 senza vederle fra loro, dovendole cercare nel gruppo delle grandi, soprattutto dovendo correre su percorsi del genere.

«Per questo non siamo venuti con più ragazze, perché già trovarne tre all’altezza di queste strade è stato difficile. E’ complicato andarle a pescare, perché nelle under 23 il livello è altissimo dato che praticamente corrono quasi tutte le ragazze WorldTour. Quindi mi viene da dire: che senso ha fare un mondiale in una categoria così?».

Gaia Segato, che corre con la professional francese St Michel, ha chiuso questo mondiale under 23 al 28° a 7'45"
Gaia Segato, che corre nella Vini Fantini-BePink, ha chiuso questo mondiale under 23 al 28° a 7’45”
Gaia Segato, che corre con la professional francese St Michel, ha chiuso questo mondiale under 23 al 28° a 7'45"
Gaia Segato, che corre nella Vini Fantini-BePink, ha chiuso questo mondiale under 23 al 28° a 7’45”

Fra devo e WorldTour

Di un simile avviso è Marta Bastianelli, collaboratrice di Velo, che ha corso fino al 2023 e ha chiara la percezione di quanto sia complesso l’inserimento delle più giovani nel WorldTour. Mentre iniziamo a parlarne, ecco che arriva un’inviperita Giada Silo, quinta lo scorso anno fra le juniores, che ha rotto una ruota e non ha potuto neppure provare a rientrare a causa dei tanti barrage messi in atto dalla giuria alle spalle dei gruppetti più lenti.

«Ne parlavamo anche tra di noi – dice Bastianelli – questa delle under 23 è una categoria un po’ particolare, perché confrontarsi con chi corre tanto di più nel WorldTour mette in risalto la grande differenza. Può essere una bella esperienza, ma non si può dire molto di più sulla possibilità di fare risultato. Fra chi corre nelle devo e chi corre nel WorldTour c’è un mondo di differenza. Negli uomini si sta dando tanto spazio in più agli juniores a scapito degli under 23, nelle donne le hanno introdotte, ma effettivamente è un po’ difficile capire bene durante l’anno come muoversi con loro».

Dopo il 5° posto dello scorso anno a Kigali, per Giada Silo (devo team UAE) arriva il 37° posto a 10'58"
Dopo il 5° posto dello scorso anno a Kigali fra le juniores, per Giada Silo (devo team UAE) arriva il 37° posto fra le under 23 a 10’58”
Dopo il 5° posto dello scorso anno a Kigali fra le juniores, per Giada Silo (devo team UAE) arriva il 37° posto a 10'58" fra le under 23
Dopo il 5° posto dello scorso anno a Kigali fra le juniores, per Giada Silo (devo team UAE) arriva il 37° posto fra le under 23 a 10’58”

Quali squadre?

Mentre la vincitrice sale sul podio e ha già raccontato di come abbia trascorso gli ultimi tre mesi pensando a questa gara e come vincerla, tornano alla mente le parole pronunciate stamattina da Fabio Perego, anche lui agente di alcune ragazze del gruppo e anche della campionessa italiana Acuti, che sta ancora aspettando una conferma per il prossimo anno.

Trovare posto per le giovani non è semplice. Nelle devo, ne prendono al massimo due e poi non le fanno correre, perché le WorldTour vanno alle corse sempre con il top di gamma e difficilmente  portano a correre le più giovani. Del resto, gli stessi squadroni raramente frequentano le gare di classe .1 e quindi essere in una devo non significa fare chissà quale attività. Per contro, restando in casa Italia, al novero delle squadre confermate per il 2027 potrebbe mancare la Top Girls di Lucio Rigato e questo significa posti in meno.

Forse davvero, un calendario under 23 permetterebbe a squadre più piccole di avere un’attività dignitosa, piuttosto che rassegnarsi a soccombere contro gli squadroni che già hanno fatto razzia delle atlete più forti e ora rischiano di far chiudere le squadre da cui le hanno prelevate. Ce ne andiamo lasciando Velo e Bastianelli a coordinare il rientro in hotel.

Marco però avrebbe ancora un appunto da fare, perché i cittì vincenti sono sempre tali anche quando la gara va storta. Ha gioito anche lui quando l’Italia ha vinto il team relay e rivendica con orgoglio i suoi piazzamenti con pochi corridori veramente in condizione e percorsi non sempre adatti: la vittoria di quest’anno è il seguito di una bella storia iniziata prima. Ora però l’obiettivo si sposta su sabato, meglio cambiare il chip e prendere bene la mira.